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Letteratura
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Nel 1822 ottenne di andare a Roma presso un suo zio, ma rimase deluso da questo viaggio. Al suo ritorno a casa si ammalò, e scrisse le "Operette morali".
Dal 1825 riuscì ad andare a Milano, poi a Bologna e a Firenze, grazie ai suoi lavori editoriali. Tornò a Recanati, dove compose i grandi idilli (“Il passero solitario”, “La quiete dopo la tempesta”
Dieci poveri negretti
se ne andarono a mangiar:
uno fece indigestione,
solo nove ne restar.
Cinque poveri negretti
Un giudizio han da sbrigar:
un lo ferma il tribunale,
quattro soli ne restar.
Nove poveri negretti
Fino a notte alta vegliar:
uno cadde addormentato,
otto soli ne restar.
Quattro poveri
Nei versi 9-10-11-12 il poeta afferma di riposare “… IN UN’ URNA D’ ACQUA/… COME UNA RELIQUIA …”, in questa parte si nota la considerazione che ha di se stesso, ovvero quella di un resto mortale.
Nei versi 16-17-18-19 notiamo l’ opposizione del termine “… HO TIRATO SU/LE MIE QUATTR’ OSSA …” con “E ME NE SONO ANDATO/COME UN ACROBATA …”.
Nei vers
Questa esperienza nasce in Ungaretti durante la Prima guerra mondiale: le poesie sono impressioni di un diario singolare, vario, frammentato di avvenimenti e stati d'animo su cui sempre domina l'immagine della morte. In tutte le poesie successive di Ungaretti troviamo dei riferimenti biografici: il poeta prende spunto dal suo vissuto per analizzare in s