le rivoluzioni europee del 1848

Materie:Riassunto
Categoria:Storia
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Testo

Le rivoluzioni europee del 1848

1848→ rivoluzioni che in gran parte dell’Europa rovesciarono governi e troni. Da Palermo, a Parigi, Germania, Vienna, Venezia, Milano, Parma… solo Gran Bretagna e Russia non furono coinvolte. Tutte le rivoluzioni del 1948 finirono con l’insuccesso. Dopo il 1948 l’età della restaurazione finisce.
1830/40→ si hanno 3 diversi livelli di conflitto:
➢ Ceti aristocratici e borghesia
➢ Borghesia e movimento operaio
➢ Popoli e dominatori per l’indipendenza
Gli obbiettivi europei per questa lotta erano:
1. costituzione
2. indipendenza
3. unità nazionale
1946/48→ crisi economica, cattivi raccolti. Fallimento di imprese anche nei paesi più sviluppati.
La situazione economica italiana in questo periodo è complessivamente peggiorata. Nel mezzogiorno la borghesia agraria meridionale finì per basare la sua egemonia più sulla proprietà di libera impresa e non costituì un ceto sociale capace di trasformare l’agricolture del meridione.
Miseria cittadina→dieta alimentare poverissima: pane nero, farina di polenta, frutta, verdura.. le abitazioni sono malsane, c’è mancanza d’igiene.
Nell’industria non c’erano le condizioni necessarie per una rapida industrializzazione. I limiti per lo sviluppo industriale italiano erano: ristrettezza del mercato interno… le vie di comunicazione sono lente ed insicure infatti ci fu anche il mancato sviluppo della reta ferroviaria.
Soprattutto nel mezzogiorno la borghesia era più propensa agli investimenti e alla speculazione….
La situazione politica rappresentava un ostacolo per la modernizzazione del paese. Cavour sottolineò il nesso stretto tra soluzione politica e questione economica.
1796/99→ nel nostro paese si pose per la 1° volta il tema dell’unità nazionale
1796→ ltalia settentrionale era occupata dalle armate rivoluzionarie francesi; il governo della lombardia bandì un concorso. La giuria con Pietro Verri assegnò il 1° premio a Melchiorre Gioia che proponeva una repubblica “una & indivisibile”. Il dibattito sull’indipendenza e l’unità d’italia ebbe un periodo di appannamento→ esso non era nel programma politico di Napoleone che aveva dominato la penisola (1800/1814) istituendo regni indipendenti dalla Francia. Caduto Napoleone ci furono i moti insurrezionali (1820/21) e (1830/31). Dopo i moti del 1830/31 maturò l’idea dell’indipendenza unito a quello dell’unificazione nazionale → programmi politici più chiari :
Due posizioni principali tra il 1830 e la conquista dell’unità→ moderati: Gioberti; Origlio, Balbo, Cavour. democratici: Mazzini, Ferrari, Montanelli, Garibaldi, Cattaneo, Pisacane.
Diversi obbiettivi politici e mezzi per conseguirli; i moderati ritenevano che l’unità nazionale e che l’indipendenza dovesse essere raggiunta gradualmente senza insurrezioni→ monarchia costituzionale di carattere liberale. Democratici: per loro il risorgimento doveva essere frutto dell’iniziativa popolare → repubblica fondata sul principio della sovranità popolare. Nella 1° fase (inizio anni ’30 metà anni ’40) furono i democratici ad avere la meglio.
Per Mazzini il protagonista del progresso è la nazione → “dio e popolo”: con queste parole si racchiude il pensiero mazziniano. La rivoluzione nazionale è per lui una missione → bisogna far comprendere al popolo i vantaggi della conquista della libertà. Mazzini fondò l’associazione la giovine italia (1831) primo nucleo di un partito. Il programma prevedeva l’instaurazione di una repubblica italiana. Mazzini era contro l’abolizione della proprietà privata. La giovine italia→ grande sviluppo in: Lombardia, Liguria, Piemonte e Toscana.
Non appena egli volle passare all’ordine ci furono insurrezioni e ì limiti del programma mazziniano furono evidenti e le insurrezioni fallirono tutte! Allora si impegnò a formare la giovine europa (1834) → ma l’autorità di Mazzini era rimasta scossa dagli insuccessi ma soprattutto nell’italia meridionale iniziarono a muoversi indipendentemente.
In italia → strada di sviluppo economico, la borghesia puntava ad ottenere riforme per la creazione di un mercato interno che sviluppò una ricca pubblicistica su questi temi → Vieusseux, Romagnosi, Cattaneo; essi diedero vita ad un opinione pubblica liberale e nazionale.
Il moderatismo italiano si ispirava: all’Inghilterra e alla Francia che offrivano l’esempio di una moderata limitazione del potere monarchico.
Gioberti proponeva di fondare l’unità nazionale su una federazione di stati. A capo de tale cosa doveva esserci il papa. Il neoguelfismo di Gioberti non sembrava seguire una prospettiva realistica. Tuttavia le sue iniziative furono ben accolte negli ambienti moderati italiani.La questione dell’indipendenza fu affrontata da Balbo che vedeva l’Austria l’avversario principale.
Cattaneo maggior pensatore del risorgimento. Condivideva con Mazzini l’ideale democratico repubblicano. Cattaneo aveva avuto come maestro Romagnosi e fondava il suo pensiero sulla grande tradizione dell’illuminismo lombardo; concepiva il risorgimento come un progressivo avanzamento economico civile. Cattaneo immaginava l’italia come una federazione; il federalismo di Cattaneo prevedeva la forma repubblicana ed il suffragio universale.
1848 → regno delle due sicilie accese la minaccia poi Palermo insorse rivendicando l’indipendenza di Napoli, il successo dei ribelli costrinse Fernando II a promettere la costituzione. Tutti gli stati italiani tranne Parma, Modena, Lombardo_Veneto… possedevano un ordinamento costituzionale. Insorge Venezia → gli austriaci furono cacciati. Poi insorge Milano 5 giorni di duri combattimenti (5 giornate di Milano) guerra di popolo che scosse gli austriaci. A Milano c’era il governo provvisorio guidato da aristocratici moderati. Il conflitto tra le due posizioni riguardava: l’opportunità di richiedere l’intervento della monarchia sabauda, casato favorevole all’intervento piemontese e all’annessione della Lombardia al regno di Sardegna. Cattaneo è contrario!Venne dichiarata guerra all’Austria che fallì.
Carlo Alberto→ decise di rompere la tregua con l’Austria. Venne sconfitto poi a Novara e dovette abdicare in favore del figlio Vittorio Emanuele II.
In Europa: Italia→ le cose volsero al peggio. Fu presa Brescia, Firenze e la Sicilia fu riconquistata. Restavano libere solo Roma e Venezia, poi Roma fu conquistat ed in seguito cadde anche Venezia.
Cavour→ liberale e riformista; riteneva che il progresso economico e civile del Piemonte ha una premessa indispensabile. Cavour entrò al governo nel 1850 e divenne 1° ministro così diede vita ad una monarchia parlamentare. L’ordine di governo di Cavour si mosse su:
➢ laicizzazione dello stato
➢ ammodernamento delle strutture del regno (modernizzazione dell’agricoltura)
Secondo Cavour in Italia bisognava scegliere una via militare e politica. La situazione politica nazionale del 1848→ condizioni favorevoli.
Europa del 1852→ l’impero asburgico prende terreno.
Guerra di Crimea= spedizione Piemontese; la partecipazione al conflitto permesse a Cavour di trattare il problema al congresso di pace di Parigi. Cavour sperava che quella guerra provocasse una rielaborazione della carta politica europea. Mazzini non ritenne che i risultati delle rivoluzioni del 1848 imponessero un cambiamento di programma. Cavour si era convinto che era necessaria una soluzione militare. E iniziò così un lavoro diplomatico→ tendente a guadagnare l’interesse dell’imperatore francese, le manovre di Cavour ebbero successo→ accordi di Plompieres→ impegnavano la Francia a entrare in guerra al fianco del Piemonte in caso di attacco da parte dell’Austria. A Plombieres venne anche tracciato il futuro assetto Italiano. Venne prevista una divisione Italiana in 4 parti:
➢ Regno dell’alta Italia
➢ Stato pontificio
➢ Regno delle due Sicilie
➢ Regno dell’italia centrale
L’Austria dichiarò guerra al Regno di Sardegna→ 2° guerra d’indipendenza→ breve ma cruenta! Ci furono molti volontari, al comando di Garibaldi→ primi successi: battaglia di Magenta, scontri a San Martino e Solforino. Napoleone si ritira dal conflitto → vuoto di potere e formazione di governi provvisorio→ si rimase per mesi in situazione di stallo. La situazione fu sciolta da Cavour che tornò al governo. Nel 1860 la situazione politica dell’italia era: NORD Regno di Sardegna CENTRO Stato Pontificio SUD Regno delle due Sicilie. Sempre nel 1860 in Sicilia → rivolta separatista che fu sanguinosamente stroncata nella capitale. Garibaldi decise allora di organizzare la spedizione dei 1000, 1000 violenti. L’esercito di Garibaldi sconfisse le truppe barbariche e liberò Palermo; esso alla fine controllava tutta la Sicilia. → assunse la dittatura della Sicilia e istituì un governo provvisorio. Non risolse il conflitto che opponeva contadini e proletari. → ci furono rivolte sociali sanguinose e repressioni pesanti. Garibaldi prese Reggio e in seguito entrò a Napoli. Lo scontro con Cavour divenne durissimo. Cavour inviò un corpo di spedizione nell’italia centrale, che invase lo stato pontificio, sconfisse le truppe del papa a castelfidardo e di di qui puntò a Napoli. Marche, Umbria, Sicilia, il Mezzogiorno→ annesse al regno di Sardegna. 1861→ il Parlamento nazionale acclamò Vittorio Emanuele II re d’Italia. Veneto e Roma→ mancavano per completare l’unificazione→ questo era uno dei problemi che il governo dell’italia unita doveva affrontare.

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