La seconda guerra mondiale

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Testo

Antefatti del conflitto: L ‘ Europa precipitava ormai verso la guerra. Hitler poteva procedere all’ annessione dell’Austria. Dopo l’unione con Mussolini, passò al secondo punto del suo programma: la Cecoslovacchia, ma il Furher mirava prima di tutto all’annessione della regione dei Sudeti, abitata in prevalenza da tedeschi. La minaccia sembrava imminente. Frattanto Mussolini andava perdendo importanza nella politica europea, e mentre cercava di tenere il passo con le iniziative del suo più potente alleato se ne faceva in realtà dominare. Con il patto d ‘ acciaio il Duce impegnò l ‘ Italia a sostenere con tutte le sue forze militari la Germania in caso di guerra. Già una nuova tappa della marcia hitleriana si profilava verso est: la conquista della Danzica e dei territori polacchi abitati da Tedeschi. Alla nuova minaccia Francia e Inghilterra risposero dando garanzie alla Polonia. Hitler così procedette stringendo con l ‘ URSS il patto di non aggressione.
Il 1° settembre 1939 la Germania invase la Polonia e la costrinse ad arrendersi in meno di tre settimane. Con questo fatto Francia e Gran Bretagna dichiararono l ‘ inizio della seconda guerra mondiale. L ‘ Unione Sovietica occupò la Polonia Orientale per poi proseguire verso altri stati ( Lituania, Lettonia, Estonia e Finlandia). Nel 1940 anche la Germania riprese l ‘ iniziativa e occupò altri paesi (Norvegia, Danimarca, Belgio, Olanda e Francia). In questi stati i nazisti imposero governi collaborazionisti cioè fatti da persone disposte a collaborare con gli invasori. La Francia venne divisa in due parti: il settentrione sotto la guida tedesca, il meridione fu affidato al governo collaborazionista del maresciallo Pètain con sede a Vichy. Il 10 giugno 1940, l ‘ Italia dichiarò guerra alla Francia e alla Gran Bretagna. La prima ormai stava crollando e l ‘ iniziativa del ‘ Italia fu per lei un colpo molto duro. Mussolini aveva paura che la guerra stesse per finire e temeva di rimanere a mani vuote, ma aveva sottovalutato la forza della Gran Bretagna e non tenne conto che gli Stati Uniti potessero entrare in guerra, e questo fu un grave errore. L ‘ esercito italiano disponeva di armamenti limitati e oltretutto arretrati. L ‘ aviazione era costituita da pochi aerei ed era del tutto priva di bombardieri. Solo la marina era ben equipaggiata, ma era condizionata dalla scarsità di carburante. Le prime iniziative del ‘ Italia rivelarono subito l ‘ insufficienza delle sue forze armate. Il tentativo di strappare Malta agli inglesi fallì. Dopo iniziali successi, anche l ‘ attacco contro i possedimenti inglesi del ‘ Africa settentrionale fu fermato. Ma il fallimento più grave fu il tentativo di invasione della Grecia. Sia in Africa che in Grecia solo l ‘ intervento dei tedeschi consentì di riprendere la conquista. Con la sconfitta della Francia, Hitler era riuscito ad imporre il dominio tedesco sul ‘ Europa. Restava solo la Gran Bretagna a contrastarlo; infatti il governo inglese, guidato da Winston Churchill, respinse le proposte di pace avanzate dal Furher. Vista l ‘ impossibilità di raggiungere un accordo, Hitler decise di invadere la Gran Bretagna. Per due mesi l ‘ aviazione britannica ( la RAF = Royal Air Force) e quella tedesca si scontrarono nella battaglia d ‘ Inghilterra. La RAF riuscì ad infliggere pesanti perdite ai tedeschi. Perciò il 17 settembre Hitler rinunciò al progetto di invadere la Gran Bretagna. Le forze nazi-fasciste mantenevano l ‘ iniziativa ma era ormai svanita l ‘ idea di una guerra lampo. Nel 1941 la Germania intervenne a sostegno delle truppe italiane in Africa e nei Balcani. Ma lo sforzo maggiore del ‘ esercito tedesco fu l ‘ invasione del ‘ URSS. Dopo l ‘ accordo per la spartizione della Polonia, Hitler aveva deciso di tornare al suo programma iniziale: conquista di spazio vitale ai danni del ‘ Unione Sovietica e distruzione dello Stato comunista. Il 22 giugno 1941 iniziò l ‘ invasione, seguendo il cosiddetto “piano Barbarossa”, che prevedeva il rapido annientamento di ogni resistenza sovietica. Il 7 dicembre 1941 un inatteso intervento causò una svolta decisiva nella guerra. Il Giappone attaccò e distrusse quasi metà della flotta degli Stati Uniti nel porto di Pearl Harbour. Gli Stati Uniti e l’ Inghilterra dichiararono guerra al Giappone. Nel giro di pochi mesi i giapponesi riuscirono ad occupare vastissimi territori. Dopo l’iniziale sorpresa, però, gli Stati Uniti riuscirono a rovesciare la situazione. Un generale inglese ottenne l'importante vittoria di El Alamein che costrinse gli italo- tedeschi ad abbandonare l Africa. L’armata rossa, intanto aveva bloccato un imponente attacco tedesco. Infine, con la lunga battaglia di Stalingrado, i sovietici riuscirono a sconfiggere i nazifascisti. L’armata tedesca e il corpo di spedizione italiano furono costretti a ritirarsi disordinatamente. Dopo la vittoria in Africa, le forze anglo- americane ( gli Alleati) controllavano il Mediterraneo. Così, nel 1943 gli Alleati sbarcarono in Sicilia. Essi venivano accolti dalla popolazione come dei liberatori. Gli italiani volevano la fine della guerra ma erano anche stanchi del fascismo. Nel marzo 1943 vi furono molti scioperi operai contro il di esso. Di fronte a questa situazione il Gran Consiglio del Fascismo votò la sfiducia a Mussolini (25 luglio 1943). Lo stesso giorno il re informò il duce che aveva affidato l’incarico di formare un nuovo governo al maresciallo Pietro Badoglio. Subito dopo Mussolini venne arrestato. Il nuovo 1° ministro firmò a Cassibile ( in Sicilia) l’armistizio con gli Alleati. Quest’ultimo venne reso noto l’ 8 settembre. Ma nessuno diede al popolo e all’esercito le indicazione per affrontare la nuova situazione. I tedeschi occuparono l’Italia centrale e settentrionale e il 12 settembre liberarono Mussolini. Hitler consentì al duce di fondare nel nord la Repubblica sociale italiana, con sede a Salò. Ora l ‘ Italia era divisa in due: Il centro nord sotto la repubblica di Salò e il sud dove sopravviveva il Regno d ‘ Italia. Gli Alleati il 6 giugno 1944, prendevano terra in Normandia con la più grande flotta da sbarco, così che i tedeschi dovettero ritirarsi. Alla metà di settembre la Francia era completamente liberata. Ad est, intanto, la Germania doveva subire una forte controffensiva russa. Nel 1945 la sorte della Germania appariva segnata. Il 30 settembre Hitler si tolse la vita. Nella Berlino occupata dai Russi, il 7 Maggio 1945 l’ammiraglio Donitz firmava la resa senza condizioni della Germania. L’Italia era stata liberata pochi giorni prima, il 25 aprile 1945. La resa del Giappone avvenne solo dopo che due bombe atomiche avevano distrutto le città di Hiroshima e Nagasaki. Il 2 settembre 1945 però anche lui firmò la resa. La seconda guerra mondiale si chiudeva con 50 milioni di morti.
L’Italia della resistenza e di Salò: L’ 8 settembre 1943 fu dato l’annunciò dell’armistizio che l’ Italia aveva concluso con gli Alleati. Ma i tedeschi occuparono rapidamente l’Italia. La situazione degli italiani si fece ancora più drammatica con la fondazione della Repubblica di Salò: la Repubblichina, come la chiamavano con disprezzo gli antifascisti. A quel punto tutti gli italiani dovettero decidere a quale Stato ubbidire. Alcuni, specie tra i giovani, giudicarono un “tradimento” il voltafaccia della monarchia e la rottura dell’alleanza con i tedeschi. Si schierarono così dalla parte di Mussolini e si arruolarono nel suo esercito. Non seppero tenere conto del fatto che si schieravano dalla parte della dittatura. Altri scelsero di combattere contro i fascisti. Presero le armi e divennero partigiani ( così si chiamano i cittadini che combattono contro gli invasori del proprio paese). Anche in Italia iniziò la resistenza, cioè la lotta contro l’occupazione nazista che già si era sviluppata in tanti altri paesi europei. Alla guerra di liberazione parteciparono anche quelle forze del ‘ esercito italiano che non vollero consegnarsi ai Tedeschi. La risalita della penisola da parte degli Alleati fu piuttosto lenta e difficile e fu a lungo fermata sul fronte di Cassino. La capitale del Regno d ‘ Italia seguiva l’avanzata degli Alleati. Intanto i partiti antifascisti avevano ripreso l’attività politica dando vita al Comitato di Liberazione Nazionale (CLN). Esso cercò soprattutto di coordinare l’azione dei partigiani. Sia al sud sia al nord d’Italia, le forze antifasciste si confrontavano sul futuro del paese. Non era facile mettere d’accordo tutti. E occorreva fare i conti con gli Alleati. Lo scoglio più grosso sulla via dell’accordo era la sorte della monarchia. Molti pensavano che la monarchia fosse colpevole come il fascismo. La questione venne risolta quando giunse in Italia il capo dei comunisti italiani, che aveva passato lunghi anni in URSS. Esso disse: a) la scelta tra monarchia e repubblica poteva attendere; b) per il momento bisognava unire tutte le forze antifasciste. Intanto, Vittorio Emanuele III decideva di ritirarsi dalla vita politica e lasciava al figlio Umberto il ruolo di luogotenente del Regno. Nel maggio 1944 così nacque un governo guidato dal liberatore Ivano Bonomi, in cui erano presenti i rappresentanti dei partiti del CLN. Quando Bonomi cominciò a governare, al nord continuava la guerra di liberazione e l’azione clandestina del CLN. La resistenza dunque si sviluppò soprattutto nelle regioni dell’Italia settentrionale, ma non mancarono pagine gloriose al sud. L’avanzata degli Alleati procedeva ma dall’inverno 1944 fu bloccata per mesi sull’ Appennino emiliano, lungo la cosiddetta linea gotica. La guerra nel nord Italia restò così nelle mani dei partigiani. Nacquero anche delle repubbliche partigiane che diedero nuove leggi a piccole zone di territorio liberato. I tedeschi reagirono agli attacchi dei partigiani con le rappresaglie: ovvero con violente vendette contro i civili. Nel 1945 gli Alleati riuscirono a sfondare la linea gotica e a conquistare il nord. Molte città si liberarono prima dell’arrivo delle truppe anglo–americane per iniziativa dei partigiani. Tra queste Milano e Genova che scacciarono i tedeschi il 25 aprile, la data che poi è stata scelta come festa della liberazione. Il 27 aprile Mussolini venne catturato mentre cercava di fuggire in Svizzera travestito da sergente tedesco. Il 28 venne fucilato con la sua compagna. I corpi, orribilmente straziati, vennero esposti a Milano, dove nell’agosto 1944 erano stati fucilati 15 antifascisti.

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