La rivoluzione zapatista

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Categoria:Storia

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Testo

Alla sua origine vi fu il profondo malcontento prodotto tra i contadini e i ceti medi urbani dalla trentennale dittatura del generale Porfirio Díaz, fondata su una burocrazia vessatoria e corrotta e appoggiata dai grandi proprietari terrieri. La scintilla della ribellione fu innescata dall’appello del leader dell’opposizione liberale, Francisco Madero, contro la rielezione di Díaz alle presidenziali del 1910. L’appello fu raccolto soprattutto nelle campagne dove divamparono rivolte contadine e si formarono bande armate che misero in scacco le truppe federali, inducendo Díaz alla fuga (maggio 1911).
La vittoria elettorale di Madero (novembre) non valse tuttavia a sanare la situazione. In nome della riforma agraria, la rivolta riprese subito nel centro del paese, sotto la guida del dirigente contadino Emiliano Zapata, quindi, nel 1912, anche nel nord, con a capo Pascual Orozco. Ad aggravare la crisi intervenne nel febbraio 1913 il colpo di stato controrivoluzionario del generale Victoriano Huerta, culminato nell’assassinio di Madero. Alle forze di Zapata e Orozco si unirono allora quelle dei rivoluzionari Francisco “Pancho” Villa e Alvaro Obregón, mentre alla testa del movimento insurrezionale si pose il “costituzionalista” Venustiano Carranza.
Rinsaldata dalla minaccia di un intervento militare da parte degli Stati Uniti, che occuparono il porto di Veracruz nell'aprile del 1914, e dalla fuga di Huerta, l’unità del fronte rivoluzionario s’incrinò di nuovo dopo l’insediamento di Carranza alla presidenza, contrastato da Villa e Zapata, che erano decisi a proseguire la lotta armata fino alla completa realizzazione della riforma agraria. Nonostante la promulgazione, nel 1917, di una nuova costituzione che prevedeva ampie riforme economiche e sociali, la guerra civile si protrasse ancora per alcuni anni, costellata da gravi episodi di violenza politica (assassinio di Zapata, 1919, e dello stesso Carranza, 1920). La rivoluzione, che costò al Messico oltre un milione di morti, poté considerarsi conclusa solo nel 1920 con la resa di Villa e l’elezione alla presidenza di Obregón.
VILLA, ZAPATA E MADERO
Pancho Villa era un contadino che si era dato al banditismo dopo aver ucciso un proprietario terriero, che aveva commesso un sopruso nei confronti della sua famiglia.Quando Madero dagli Stati Uniti, dove si era riparato per sfuggire alla repressione di Diaz, lanciò un appello all’insurrezione, Pancho Villa si trasformò da bandito in guerrigliero combattente per la rivoluzione contadina; subito dimostrò le sue grandi doti di generale sconfiggendo più volte le truppe governative.
Emiliano Zapata era figlio di piccoli proprietari terrieri, spogliati della loro terra, come tanti altri messicani, dai potenti proprietari delle grandi haciendas.Anche Zapata combattè a fianco di Madero, ma cercò di dare alla rivoluzione caratteristiche più sociali, come dimostra il “Piano di Ayala” nel quale Zapata rivendicava per i messicani “Tierra y libertad”.Dopo quattro anni le forze rivoluzionarie messicane entrarono nella capitale Città del Messico e le idee ispiratrici della rivoluzione, in particolare la distribuzione delle terre ai contadini, furono accolte nella costituzione approvata nel 1917.
Dopo quattro anni le forze rivoluzionarie messicane entrarono nella capitale Città del Messico e le idee ispiratrici della rivoluzione, in particolare la distribuzione delle terre ai contadini, furono accolte nella costituzione approvata nel 1917.Sebbene avessero conseguito tali successi, i principali artefici della rivoluzione furono uccisi dalle forze più conservatrici:Madero fu trucidato nel 1913, mentre Zapata e Villa caddero in un’imboscata nel 1919 e nel 1923.
TIERRA Y LIBERTAD!
Il primo gennaio 1994 alcuni guerriglieri di un esercito che si definiva “zapatista” agli ordini di un allora sconosciuto subcomandante Marcos apparvero nella regione delle Chiapas, nel Messico meridionale, dove occuparono villaggi e città. Le loro immagini, mentre brandivano le armi vicino a turisti che stavano visitando i variopinti mercati, fecero il giro del mondo, che scoprì allora l’esistenza di questa regione, nella quale abitavano le persone che erano tra le più povere e sfruttate.Quel giorno entrava in vigore l’accordo commerciale che apriva al Messico i mercati nordamericani e all’America i mercati messicani;nel momento in cui il Messico entrava nel “Primo Mondo”,anche i poveri di questa nazione volevano entrarvi,dire che esistevano,con la loro miseria.
Ma perché lo zapatismo nasce proprio nel Chiapas?Il Chiapas è lo Stato più meridionale
del Messico, situato ai confini con il Guatemala.La regione è ricchissima e poverissima al tempo stesso.Il Chiapas è infatti lo stato più ricco di petrolio, colture agricole come il caffè, il cacao e le banane,numerose mandrie e
sterminate foreste.Al contempo però questo territorio ha
elevatissimi indici di povertà:i terreni appartengono ad
un numero ristretto di latifondisti, con piccoli eserciti
privati.Praticamente si può dire che questi proprietari possiedano il Chiapas.Oltre ai poverissimi Indios locali, discendenti dai Maya, vi sono gli Indios del Guatemala.In questo crogiolo di razze,uomini,povertà e ricchezza, enormi sono i contrasti sociali e culturali.Nel 1980 cominciano da parte del governo i tentativi di mettere le mani sugli immensi giacimenti petroliferi della selva Lacandona.Nasce un movimento di opposizione, che sceglie come ideale di riferimento Zapata,l’eroe della rivoluzione messicana.Nel 1990 viene decisa la formazione dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (Ezln).Marcos dice che l’impegno è rivolto ad ottenere una costituzione capace di sancire i diritti degli Indios.Ciò che è completamente assente nella psicologia zapatista è l’elemento del martirio. “A nessuno di noi –dice il subcomandante- interessa farsi uccidere,noi lottiamo per vivere, non per morire”. Il governo intanto cerca di catturarlo a tutti i costi.
Ai fans dei neozapatisti è piaciuta molto l’apertura di un sito internet, attraverso il quale è possibile informarsi delle iniziative dell’Ezln, conoscere i commenti e le valutazioni dei diversi problemi e avere informazioni e dati sul Chiapas da far rabbrividire la pelle. Queste due pagine sono tratte dal sito .
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Food First Action Alert
Institute for Food & Development Policy
Please read informational material on the Institute at the
end of this piece.
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UNDERSTANDING CHIAPAS
by Peter Rosset with Shea Cunningham
"We have nothing to lose, absolutely nothing, no decent roof over our heads, no land, no work, poor health, no food, no education, no right to freely and democratically choose our
leaders, no independence from foreign interests, and no justice for ourselves or our children. But we say enough is enough! We are the descendants of those who truly built this nation, we are the millions of dispossessed, and we call upon all of our brethren to join our crusade, the only option to avoid dying of starvation!"
- Zapatista National Liberation Army (EZLN) Declaration of the Lacandon Jungle, 1993
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Box 1: Chiapas Poverty Statistics
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urban rural population
Mexico 71% 29%
Chiapas 40% 60%
Literacy rate
Mexico 87%
Chiapas 69%
Households with running water
Mexico 79%
Chiapas 58%
Households with access to electricity
Mexico 88%
Chiapas 67%
By the turn of the century the fertile lands of the region were mostly occupied by cattle ranches and sugar, coffee and cotton plantations, while the indigenous people of Chiapas were forced to farm the thin, rocky soils found on the steep
slopes of the highlands. Not only did the original inhabitants of the region lose their lands, but they have also been subject to centuries of fierce racism and discrimination on the part of the dominant Ladino society,which continues virtually unabated to this day. Yet the last 40 years have probably contributed as much to the currents ituation as did the 500 years since the Conquest.

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