La rivoluzione industriale

Materie:Appunti
Categoria:Storia
Download:242
Data:20.06.2001
Numero di pagine:4
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
rivoluzione-industriale_9.zip (Dimensione: 5.63 Kb)
trucheck.it_la-rivoluzione-industriale.doc     25.5 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Si parla di rivoluzione industriale perché avviene un profondo cambiamento delle strutture produttive ed economiche. Il lavoro viene in parte eseguito dalle macchine, ma ciò che ha un carattere più rivoluzionarie e sicuramente il nuovo modo di concepire il lavoro stesso

DATA
La data simbolica che si fissa per l’inizio del cambiamento è il 1760, un data che identifica un periodo parallelo a quello dei dibattiti illuministi in Francia, ma mentre in Francia la fonte della ricchezza era ancora la terra (Fisiocratici), in Inghilterra con le recinzioni (1500) era nata una nuova classe borghese, che aumenterà sempre di più.

CAUSE
La rivoluzione industriale cominciò proprio in Inghilterra perché vi era già da tempo stata attuata una riforma dell’agricoltura e viveva una situazione economica molto agevole.
C’erano anche dei presupposti politici favorevoli come il parlamentarismo che era l’espressione di una classe dirigente favorevole all’iniziativa privata.
L’Inghilterra era un impero coloniale molto vasto e ricco che le permetteva di avere materie prime in grande quantità e di avere grandi capitali assolutamente necessari per l’industrializzazione. Questi capitali vennero in vestiti in piccola parte nell’industrializzazione del paese. Oltre alle materie prime gli imperi coloniali fornivano una reale possibilità di commercio.
L’Inghilterra riflette anche sugli strumenti del lavoro, infatti la data simbolica del 1760 coincide con l’invenzione della spoletta meccanica.
L’aumento del consumo del carbone e del ferro che prima serviva ad usi domestici può sembrare una causa della rivoluzione industriale: l’aumento della richiesta spinse a cercare sempre nuove tecniche di estrazione, ma in realtà è più facile pensarlo come un effetto.
Una rivoluzione industriale implicava inoltre un aumento molto rapido della produzione industriale e agricola che appare come conseguenza di un aumento della crescita demografica. L’aumento della produttività si spiega anche con l’introduzione dell’uso delle macchine.

CONSEGUENZE
• Introduzione di macchine nella produzione
• Crescita delle dimensioni delle unità produttive non più basate sul nucleo familiare, ma su nuclei di operai salariati
• Allargamento del mercato nazionale ed internazionale
• Spostamento di molti lavoratori dall’agricoltura all’industria
• Massiccio trasferimento di popolazioni rurali nelle città (Londra diventa una delle città europee più grandi)
• Nascita di nuove classi sociali come la borghesia industriale ed il proletariato
• Si diffondono molti canali navigabili per collegare i centri di produzione e rendere più facile la comunicazione
• Aumento dell’uso del carbon fossile.
• Nascita del modo di produzione capitalistico.

LA PRODUZIONE
L’industria laniera era stato per secoli il pilastro dell’economia di un paese, ma dal XIV sec. Al XVIII sec. La produzione della lana non si era più evoluta ed era ancora molto lenta, ma nel 1760 con l’introduzione della spoletta meccanica la produzione cambia, anche se il cambiamento fu molto lento poiché in generale l’industria laniera era molto conservatrice.
Il cotone intanto cominciava sempre di più a essere commercializzato, poiché i suoi tessuti erano abbastanza belli ed a buon mercato, il primo procedimento meccanizzato fu infatti la filatura di questa fibra, mentre la tessitura fu meccanizzata con molto ritardo.
Le prime produzione fatte a metà dall’uomo e a metà dalla macchina erano di livello sicuramente inferiore rispetto a quelle fatte totalmente a mano, ma erano fatte a basso costo e più velocemente.

LA FABBRICA
Nella bottega lavoravano persone legate tra di loro, ora, in fabbrica, i rapporti tra i lavoratori cambiano e accade che non tutti fanno tutto il lavoro, ma anzi ognuno deve controllare lo stesso punto della lavorazione del prodotto.
Cambia il meccanismo di produzione, nasce la divisione del lavoro.
In questo modo si creano le fabbriche intorno alle quali nasce la cosiddetta città dormitorio, nella quale gli operai andavano a dormire, non a vivere, perché quella che facevano no era vita. Così l’età media degli operai scende a 21 anni a causa di numerosissimi incidenti sul lavoro e a causa di malattie polmonari causate dal forte inquinamento e dagli ambienti malsani in cui gli operai erano costretti a lavorare. Le condizioni e gli orari di lavoro erano terribili, non c’era nessun tipo di assicurazione per i lavoratori. Malgrado ciò la popolazione continua ad aumentare, e si attua un processo di urbanizzazione.
C’e un tentativo di miglioramento delle tecniche produttive per facilitare e velocizzare la produzione, e in questo periodo c’è la figura dell’inventore, il miglioramento è legato a chi vuole questo miglioramento non si studiano tecniche e innovazioni nelle università, non c’è ancora un collegamento tra la ricerca scientifica e il miglioramento delle tecniche.

ADAM SMITH
Sosteneva che questa nuova attività economica avrebbe prodotto una ricchezza che sarebbe ricaduta in modo naturale su tutta la popolazione.
Fece una distinzione tra valore d’uso e valore di scambio. Il valore d’uso del lavoro è un lavoro non retribuito, fine a se stesso, mentre il valore di scambio è quando si scambia la propria forza lavoro per un salario.
È nel concetto di valore di scambio che si fonda il profitto capitalistico, perché il salario per il lavoro che compi non è mai giusto, ciò vieni pagato sempre meno, quindi il tuo datore di lavoro guadagna perché se in un ora produci merce per 500.000 £, ma lui ti paga solo 10.000 £ all’ora è qui il suo guadagno.

IL COMMERCIO
C’è una valutazione negativa del mercantilismo (protezionismo all’interno e monopolio all’esterno) che comporta uno stallo nell’economia, veniva al contrario sostenuto il libero scambio inteso come l’unica fonte di vero guadagno che può migliorare ed aumentare il commercio internazionale

IL LUDDISMO
Questo movimento prende il nome dal suo leader Ludd cercava di distruggere le macchine perché erano viste come qualcosa che toglieva lavoro all’uomo

RICARDO
Cerca di capire come viene a formarsi questo profitto e perché la classe operaia è così povera.
Mette a fuoco la differenza tra salario nominale (Quello che ho in busta paga) e il salario reale (il reale potere d’acquisto) e inizialmente (Sbagliando) crede che il guadagno sia nel rincaro del costo del prodotto messo in vendita. In realtà la formazione del profitto dipende dal modo con cui viene trattato il salario

DIFFERENZA DEL MODO DI PRODUZIONE CAPITALISTICO
Il lavoro viene dequalificato perché è la macchina che ne svolge la maggior parte.
Inizialmente i capitali investiti arrivano dal commercio. La formazione del profitto dipende dal lavoro inteso come valore di scambio, viene scambiato con del denaro.
Il lavoro diventa una merce scambiata con del denaro.

Esempio