La riforma in Europa

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Testo

LA RIFORMA IN EUROPA
Era il 31 ottobre 1517 il giorno in cui Martin Lutero, affiggendo le sue 95 tesi sulla porta della cattedrale di Wittemberg, diede inzio alla Riforma.
Lutero protestava contro la vendita delle indulgenze, contro la corruzione del clero, negava la validità delle scomuniche, appoggiava le tesi del sacerdozio universale e della libera lettura della Bibbia.
Lutero era l’uomo giusto al momento giusto.
La Germania era infatti in piena crisi, Carlo V, impegnato contro la Francia e i Turchi, non controllava più i principi tedeschi, che quindi non esitarono ad appoggiare la Riforma per ottenere una maggiore autonomia da Roma e dall’imperatore.
Non mancarono di unirsi ai protestanti nemmeno i cavalieri, allettati dall’idea di potersi arricchire impossessandosi delle antiche proprietà della Chiesa Cattolica.
Ma al quadro fornito finora manca la tessera più importante: l’adesione alla Riforma dei contadini oppressi, che vedevano in Lutero la speranza del grande cambiamento, che desideravano già da lungo tempo.
Non bisogna però credere che Lutero impegnò mai il suo tempo per diffondere il Vangelo tra i poveri...
Lui insegnava ai giovani e ai dotti che giungevano a Wittemberg, non andava per le strade alla ricerca dei fedeli, questi giungevano a lui.
Come fu possibile quindi la diffusione delle sue idee in ogni angolo della Germania?
E’ semplice, grazie ai profeti e alla stampa.
Come ben emerge nel romanzo “Q” di Luther Blisset infatti, coloro che più di tutti si impegnarono nell’opera di conversione del popolo furono i profeti.
Diffondere le nuove idee per le campagne non fu per questi predicatori troppo difficile.
Annunciavano al popolo ciò che questo voleva sentirsi dire; predicavano un ritorno alle origini e un’utopica società giusta senza signori nè sudditi.
Il consenso popolare fu enorme e non mancò di accrescere ancora di più, quando qualcuno, come Thomas Muntzer, legò agli ideali religiosi anche quelli politici.
La diffusione della Riforma non mancò quindi di suscitare anche delle forti ribellioni come la famosa rivolta dei contadini, guidata da Thomas Muntzer, e quella della città di Mùnster provocata dagli anabattisti. I contadini non avevano paura di combattere e di ribellarsi ai potenti, perchè non avevano nulla da perdere e se avessero avuto un pò più di organizzazione per i signori tedeschi sarebbe stata davvero dura.
I profeti inoltre fornivano loro la certezza della salvezza dopo la morte, rendendoli così ancora più agguerriti.
In breve tempo l’intera Germania fu, per così dire, Riformata e questo grazie anche alla stampa.
Il tasso di analfabetismo era senza dubbio assai elevato, per questo, oltre al testo biblico tradotto in volgare, vennero diffusi moltissimi fogli volanti di propaganda.
Immagini dirette e semplici, che impressionavano e convincevano i contadini.
Anche le donne vennero coinvolte nella Riforma, come traspare nel romanzo “Q”, già richiamato, con l’esclusione però di quelle più colte, che non vedevano nella Riforma un modo per ottenere più libertà, ma solo un altro rischio di sottomissione agli uomini.
Non bisogna però credere che il fenomeno della Riforma coinvolse solo la Germania, fu colpita infatti l’intera Europa.
Quella dell’Inghilterra è forse la storia più originale.
La Chiesa Anglicana infatti si distaccò da quella romana grazie all’intervento di Enrico VIII, che, dopo che si vide negato il diritto di divorzio dalla moglie, si proclamò improvvisamente re e capo della Chiesa Inglese.
La sua mossa fu quindi essenzialmente politica, e gli permise di liberare lo stato dall’incombenza di Roma, consolidando allo stesso tempo il proprio potere monarchico.
In Francia invece gli Ugonotti raggiunsero addirittura il 20% della popolazione, perchè la diffusione delle loro idee era sollecitata addirittura da Francesco I, alleato dei Luterani contro gli Asburgo.
Impegnati in accese dispute teologiche e desiderosi di diffondere le nuove idee,furono anche i ricchi mercanti dei Paesi Bassi.
I paesi del Nord costituivano il cuore commerciale dell’Impero e le città di queste zone godevano di una certa autonomia, che però andava ben difesa dalle mire accentratrici dell’imperatore.
In più, come dice Blisset, “la condizione della Chiesa in questa parte d’Europa, era quanto di più tragico si potesse immaginare, regnava la religione delle abbuffate alle spalle dei contadini, la degenerazione lucrosa degli ordini monastici e dei vescovadi: le idee di Lutero si erano perciò diffuse tra il popolino e anche tra i mercanti che si arricchivano alle sue spalle”.
I ricchi olandesi scelsero quindi quale fede professare in base ai propri interessi economici e non a questioni morali.
Distaccarsi dalla Chiesa di Roma significava infatti ribellarsi allo stesso tempo contro l’imperatore Carlo, che, paladino della Cristianità, li vessava di tasse intralciando i loro affari.
E’ perciò facile immaginare come, poste queste premesse, proprio dall’Olanda le comunità eretiche luterane e anabattiste si diffondessero a macchia d’inchiostro per tutta l’Europa.
Anche la Svizzera non riuuscì ad evitare di essere colpita dal fenomeno della Riforma, e Ginevra venne trasformata da Calvino, addirittura nella “Repubblica dei Santi”.
Calvino infatti portò la città a ribellarsi al dominio dei Savoia e della Chiesa e, appoggiato dal popolo, riuscì nel suo intento, realizzando il suo modello ideale di società religiosa.
E in Italia? Cosa accadde in quegli anni nelle zone più vicine al cuore della cristianità?
Non ci furono di certo eventi così ecclatanti come quelli tedeschi e olandesi, ma anche qui la Riforma prese piede e trovò molti suoi seguaci.
Le vie che portarono alla diffusione delle nuove idee furono diverse, come nel resto d’Europa, anche perchè la situazione politica e sociale variava da zona a zona.
Il centro della propaganda eterodossa in Italia fu sicuramente Venezia, tanto che lo storico M. Firpo giunge a definirla LA PORTA DELL’ERESIA.
Lì si stampavano i libri proibiti, lì si riunivano viaggiatori da ogni parte del mondo e intellettuali pronti ad accese dispute teologiche.
Venezia era una città aperta e tollerante, dove addirittura, era possibile trovare, numerose copie della traduzione italiana della Bibbia, realizzata da Antonio Bruccioli.
Le nuove idee raggiunsero anche le campagne circostanti, grazie all’intervento di profeti e pellegrini, ma la Riforma fu molto più sentita nelle aree cittadine.
Può essere di esempio, oltre il caso di Savonarola a Firenze, quello della città di Lucca.
A Lucca, come altrove, c’erano forti tensioni, provocate, una volta di più, dalle pressioni della Chiesa e di Carlo V, che minacciavano l’autonomia della città.
Un filo di speranza per conservare la propria libertà fu dato alla città dall’adesione alle nuove idee, che le permetteva così di sfuggire almeno dal controllo di Roma.
Fra le diverse correnti religiose comunque, quella che meglio si diffuse in Italia, fu l’Anabattesimo. Questo grazie alla larga circolazione dei testi, alla predicazione dei profeti, alla propaganda, alla formazione di circoli più o meno segreti, e all’impegno di laici, non più disposti ad accettare di sottomettersi al clero, corrotto e falso, e pronti a discutere anche su questioni teologiche decisive.
Gli anabattisti non avevano un’unica guida spirituale, come era stato Lutero per i protestanti, e
per questo le loro idee erano mutevoli e variavano anche di città in città, a seconda delle diverse necessità politiche.
Aderirono alla Riforma addirittura le comunità Valdesi, sopravvissute alle persecuzioni medioevali, e distribuite in tutta la penisola.
Roma assisteva preoccupata al grande fenomeno della Riforma, ormai giunto anche così vicino.
Le nuove idee avevano travolto persone appartenenti a ogni ceto sociale, abitanti in ogni angolo d'Europa...
La Chiesa quindi non era più padrona assoluta di tutto, non era più in grado di tenere in scacco l’Europa; era corrotta, fragile... divisa, ma ancora abbastanza potente da poter dar via all’altrettanto grande processo della Controriforma.
Ma questa è un’altra storia...

Traccia tematica numero 6 pagina 495 del testo I territori della storia (volume I, tomo II):
Nella diffusione della Riforma in Europa giocarono elementi diversi: la forza delle dottrine, il loro diverso impatto presso gruppi e ceti sociali, l’appoggio più o meno significativo dell’autorità politica.
Facendo riferimento alle letture svolte ricostruisci come nelle diverse aree europee- per quali percorsi, con quali interventi, in quali circostanze- si affermarono le nuove tendenze religiose.

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