La resistenza

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TEMA STORICO- LA RESISTENZA

Nei paesi europei occupati dai nazisti una parte della popolazione sviluppò un’azione di opposizione che sfociò nella resistenza armata, mentre nell’altra parte accettò di collaborare.
L’elaborato dovrà comprendere i seguenti punti: la resistenza in Europa e la resistenza in Italia

Inizialmente il fascismo aveva raccolto gran parte dei suoi consensi nella classe operaia e contadina e fra quegli strati della piccola e media borghesia, ma la situazione che si era venuta e creare, dunque l’occupazione della maggior parte degli stati europei, ha portato ad uno stato generale di disagio e di malcontento. In questa condizione hanno iniziato a prendere slancio le attività di resistenza contro le truppe tedesche e italiane in Europa.
Sono nati così gruppi antifascisti in tutto il continente. Inizialmente la loro battaglia era passiva poiché si limitavano ad una disubbidienza civile e di resistenza morale attraverso l’utilizzo di giornali clandestini,ma successivamente hanno aderito sempre più le masse operaie e contadine con scioperi, allo scopo di ostacolare la produzione bellica diventando così, in varie nazioni, una vera e propria guerriglia.
Questi ribelli, che prendono il nome di partigiani, hanno elaborato una strategia militare particolare perché la repressione contro di loro era estrema. Sono riusciti,infatti, a lottare soprattutto grazie alla solidarietà ed agli aiuti ricevuti dalla popolazione civile, inoltre, attaccavano i presidi isolati per procurarsi le armi, svolgevano un’attività di spionaggio militare a favore degli Alleati e cercavano di mobilitare le masse per spingerle agli scioperi e al sabotaggio.
Di grande aiuto per la lotta partigiana era dunque l'appoggio delle potenze alleate come Londra, la quale offriva con le trasmissioni della BBC informazioni, notizie, parole d'ordine per il coordinamento delle azioni partigiane e dei rifornimenti militari. Ma anche l’azione dell'URSS e degli Stati Uniti è stata essenziale.
I movimenti di resistenza avevano caratteristiche differenti a seconda delle nazioni in cui si sviluppavano. Nei paesi dell'Europa occidentale, con l'eccezione della Francia e dell'Italia, la lotta clandestina aveva i caratteri della resistenza ideologica e morale e si svolgeva con azioni di sabotaggio e di spionaggio a favore degli Alleati.
In Francia la lotta è stata importante soprattutto grazie al generale De Gaulle e le forze antifasciste si sono organizzate contro il governo Pétain in quanto era sempre più al fianco dei Tedeschi. Nei territori occupati sono nati così organizzazioni partigiane sostenute da diversi partiti, soprattutto quelli di sinistra, che hanno iniziato la propaganda attraverso la stampa clandestina, assai diffusa. Nel 1944 agivano ormai nelle zone montane del Giura, delle Alpi e del Massiccio Centrale gruppi di partigiani ottimamente organizzati e con lo sbarco in Normandia (giugno 1944) l'area d’intervento e i compiti di questi gruppi, in via di rapido potenziamento, si allargavano ed assumevano numerose iniziative che hanno receduto la stessa azione militare alleata.
Altre forme di resistenza, più o meno accentuate e con aspetti differenti, sono state riscontrate in Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi, Belgio e in Italia.
In Norvegia la Resistenza norvegese ha dato vita a un'organizzazione clandestina che ha compiuto vaste azioni di sabotaggio, forniva agli Inglesi una rete di informatori molto efficace e ha continuato ad agire fino alla sconfitta dell'invasore. In Danimarca, invece, la nascita di questi movimenti è stata molto lenta e ha cominciato dal semplice rifiuto di aderire all'ideologia nazista fino ad arrivare allo sviluppo di bande armate interessate soprattutto alla difesa degli impianti industriali. Anche nei Paesi Bassi non si è sviluppata un'attività ribellistica intensa e le azioni di sabotaggio sono rimaste limitate. In Belgio,invece, il filonazismo del partito nazionalista fiammingo ha costituito un grosso ostacolo per lo sviluppo del movimento di resistenza e tra i gruppi clandestini che si sono costituiti i maggiori erano d'ispirazione comunista.
Particolare è la situazione italiana dove le prime lotte sono nate in seguito all'armistizio dell'8 settembre 1943 con gli anglo-americani alla formazione, avvenuta il 9 settembre 1943, del Comitato di liberazione nazionale (CLN), che raggruppava i principali partiti antifascisti. I primi gruppi erano costituiti da militari sbandati,ma tra la fine del 1943 e gli inizi del 1944 hanno incominciato a sorgere le prime grosse formazioni partigiane. L'estate del 1944 ha segnato una serie di notevoli successi per le forze partigiane perchè accanto all'attività di guerriglia si sono sviluppati notevoli movimenti di massa, tanto che gli scioperi del marzo 1944, nell'alta Italia, hanno portato un grave colpo al prestigio politico della repubblica di Salò. I partigiani italiano hanno ottenuto riconoscimenti ufficiali da parte degli Alleati e nell’estate 1944 nel territorio occupato sono sorte zone libere sotto la diretta amministrazione partigiana,come Alto Monferrato, Val d'Ossola, Carnia, Montefiorino, in cui si cercava di dar vita a forme democratiche di autogoverno popolare. Nel novembre 1944 l'arresto delle operazioni militari alleate ha segnato una profonda crisi per le forze partigiane. Pur non cessando l'attività politica, propagandistica e di sabotaggio, le operazioni militari hanno subitoo difficoltà nell’ottenere rifornimenti. Le grosse formazioni della montagna, per sfuggire ai massicci rastrellamenti dei nazifascisti, sono state costrette a scendere in pianura, ma nonostante le difficoltà, la mimetizzazione in pianura (la cosiddetta “pianurizzazione”) ha potuto essere compiuta in modo tale da permettere, non appena superata la fase più rigida del clima invernale, la rapida ricostituzione, a partire dal febbraio, in coincidenza con la vittoriosa offensiva alleata, delle formazioni e la ripresa delle ostilità. Possiamo quindi affermare che il crollo della struttura bellica nazifascista è avvenuto anche per merito delle formazioni partigiane che, anticipando l'avanzata delle forze anglo-americane, hanno dato il via, nell'ultima decade dell'aprile 1945, all'insurrezione generale nell'alta Italia, rallentando i movimenti di ritirata delle forze tedesche e soprattutto impedendo le distruzioni degli impianti industriali.
Altre formazioni partigiane si riscontrano, per esempio in Jugoslavia, dove le lotte erano guidate da Tito, oppure in Polonia, dove c’è stato un grande massacro della popolazione civile. Anche la Grecia si è posta contro il nazismo con gruppi di ispirazione comunista. Possiamo quindi affermare che la maggior parte dei movimenti antifascisti in Europa erano di matrice comunista e socialista.
Tutte queste forme di resistenza sono state confermate da un’immensa serie di testimonianze, come per esempio in un estratto intitolato “Gli ideai della resistenza e il contributo ideologico del Partito d’azione”, tratto dall’opera “Profilo ideologico del ‘900”, si afferma che le vera ideologia della resistenza è stata quella del Partito d’azione, costituito da molti giovani e dal loro spirito reazionario, poichè il socialismo, il cattolicesimo e il comunismo hanno aiutato notevolmente la lotta ma non si sono mai identificati nella resistenza stessa. Il Partito d’azione mirava ad una ideologia originale, basata su una sintesi di elementi antifascisti e liberali, che portasse ad una rigenerazione popolare e molto importante è soprattutto la loro considerazione sul nazismo in Italia, che non è visto come una parentesi della storia, ne come uno scontro tra borghesia e proletariato, ma come un fenomeno iscritto nel patrimonio genetico della società italiana e come la degenerazione delle tendenze culturali e politiche della storia italiana ed europea.

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