La prima guerra mondiale

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La prima guerra mondiale

La prima guerra mondiale diede inizio al “breve secolo”: cesura della storia dell’Europa. Alla fine della prima guerra mondiale la prima potenza internazionale erano gli USA, l’Inghilterra, pur trovandosi fra i vincitori perse il suo primato. La prima guerra mondiale destabilizzò tutte le potenze europee. Con la rivoluzione russa scaturì il sistema comunista, la cui fine, nel 1991 rappresenta la fine del “secolo breve”.
Cause principali:
• Scintilla: nel giugno del ’14 Francesco Ferdinando, l’erede al trono venne assassinato in Bosnia, allora sotto controllo asburgico, dallo studente bosniaco Gavrilo Pricip. Questo faceva parte di una delegazione anti-austriaca con base operativa in Serbia. L’Austria ritenne perciò responsabile la Serbia, la quale aveva come alleata la Russia (in nome della comune fede).
• Contrasto Francia/Germania per l’Alsazia-Lorena.
• Contrasto Germania/Inghilterra per questioni di egemonia a livello mondiale (Guglielmo II costituì una flotta navale consistente che rischiava di minacciare il predominio inglese sui mari).
• Nascita partiti nazionalisti e bellicisti che vedevano la guerra come lo sbocco alle tensioni fra i differenti paesi.
Estate 1924: scattavano l’alleanze dell’intesa (Russia-Francia-Inghilterra)
L’episodio di Sarajevo fece scattare le reazioni degli imperi centrali che ne approfittarono per sciogliere le tensioni.
La Germania aveva già preparato un piano militare basato sulla “guerra-lampo”. Era consapevole che doveva combattere sui due fronti (Russia e Francia, supportata dall’Inghilterra). La loro strategia consisteva quindi in una guerra breve che attaccasse massicciamente la Francia (prima che accorresse la flotta Inglese). In un secondo tempo, poi, voleva rivolgere le truppe sul fronte orientale. Per quanto riguarda la Russia, i tedeschi pensavano che a causa della sua arretratezza avesse bisogno di molto tempo per arruolare le truppe. I tedeschi confidarono troppo nelle loro certezze e si sbagliarono.
In un primo momento i tedeschi ottennero diversi successi sul fronte francese, e ad avvicinarsi anche a Parigi, ma la Francia riuscì a far saltare il loro piano d’attacco nella battaglia della Marna (che fu molto sanguinosa). Qui i Francesi, supportati dagli Inglesi fermarono i Tedeschi. Inoltre sul fronte orientale i Russi si mossero prima del previsto, i tedeschi furono così costretti a trasferire alcuni divisioni dal fronte occidentale a quello orientale.
Fu così che l’idea della guerra lampo (a cui credevano tutti) fallì; le successe quindi la guerra di trincea che consisteva nell’esaurire le proprie forze in un insieme infinito di attacchi e contrattacchi (con moltissimi morti) per conquistare solo poche centinaia di metri di territorio.
L’Italia inizialmente aveva scelto la neutralità, anche se faceva parte della triplice alleanza, perché questo era un trattato difensivo mentre era stata l’Austria ad attaccare la Serbia.

Schieramento politico italiano
posizioni neutraliste:
• Giolittiani (la maggioranza): erano contrari alla guerra: pensavano che lo stato italiano fosse troppo debole per reggere l’impatto di una guerra su vasta scala.
• Cattolici
• Socialisti: avevano posizioni simili a quelle giolittiane, alla loro base c’era il pacifismo, per ragioni ideologiche, ma stettero su questa linea solo i socialisti italiani, gli altri si erano accodati al clima interventista. Nel 1914 si esaurisce infatti la seconda internazionale (1889), quando appunto i socialisti appoggiarono i rispettivi governi.
Interventisti:
• Liberali di destra (il capo del governo Salandra e Sonnino)
• D’Annunzio, che era un Nazionalista di destra
• Interventisti di sinistra: i radicali e alcuni socialisti (contro l’autoritarismo degli imperi centrali (Austria)
• Tutti coloro che volevano una guerra contro l’Austria come una quarta guerra di indipendenza
A questi nel 1915 si aggiunse un altro interventista: il re Vittorio Emanuele III: l’intervento dell’Italia in guerra fu reso possibile da un accordo segreto stipulato dal re e da Salandra. Il “trattato di Londra” prevedeva l’ingresso dell’Italia entro un mese a fianco dell’Intesa (in cambio di vantaggi territoriali alla fine della guerra).

La guerra di trincea, che consisteva in un logoramento anche dal punto di vista psicologico, vide la comparsa di nuove tecnologie belliche come i gas chimici. L’aviazione non fu, invece, molto importante venivano combattuti solo alcuni duelli aerei, anche se ebbe una sua importanza dal punto di vista della ricognizione). Le vere innovazioni furono carri armati e sommergibili (tedeschi in particolare), il cui uso favorì il decisivo intervento statunitense nel ’17.
Molto più importante fu il fronte interno: le situazioni socio-economiche create all’interno dei Paesi, gli inquadramenti militari, la capacità della popolazione di sopportare i sacrifici della guerra: la fame, il razionamento dei generi alimentari…
In proposito fu molto importante anche lo sforzo propagandistico nei paesi bellici attuato dai governi militarizzati, che a causa della guerra si erano spesso trasformati in governi di unità nazionale (anche i partiti di opposizione entrarono in governo o lo appoggiarono o comunque fecero un’opposizione più morbida, come per esempio i socialisti in Italia dopo la battaglia di Caporetto).
Per esempio la Germania, la più importante degli imperi centrali, collassò a causa del cedere del fronte interno. Anche se è vero che sul fronte occidentale iniziò a perdere posizioni, ma non ci fu una vera e propria sconfitta. Invece Francia e Inghilterra poterono usufruire di uomini e derrate provenienti dagli USA.
Un’altra caratteristica della grande guerra fu il carattere sanguinoso: morirono circa 8 milioni di morti, oltre a i feriti e i vari collassi psichici. Ad ogni minima infrazione avvenivano delle fucilazioni, per saldare la disciplina sul fronte.

Effetti su:
• Cultura (letteratura e arte) e politica
• Economia: fu dissestata in tutta Europa, anche nei Paesi vincitori, l’inflazione toccò cime altissime e ciò causò un incremento degli scioperi, perché l’economia era stata finalizzata alla produzione bellica, così dopoguerra, le industrie non erano più idonee e la loro riconversione richiedeva un po’ di tempo e investimenti. Si venne a creare così molta disoccupazione così le masse popolari, che avevano delle attese, si aspettavano uno scatto di qualità. I contadini italiani si aspettavano di ricevere delle terre, una riforma agraria, soprattutto al sud. L’Italia non ce la fece a reggere all’urto delle conseguenze della guerra, la struttura istituzionale fu travolta.
• La prima guerra mondiale rimosse la centralità dell’Europa nel mondo: l’unico vincitore fu gli USA (i Paesi vincitori erano tutti indebitati con gli USA). Gli USA divennero la prima potenza mondiale, ma ebbero un comportamento contraddittorio, per esempio, alla fine degli anni ’20 gli USA scelsero l’isolazionismo, ovvero non entrarono nella società delle nazioni (→ ONU), che sarebbe servita a risolvere le successive crisi internazionali. Tutto questo anche se l’associazione era stata voluta dal presidente Wilson, perché dopo che vinsero i conservatori gli USA decisero di non aderire.
• Anche l’Inghilterra non conobbe un periodo felice: nei primi anni ’20 vi erano molte sommosse d’operai.

Il trattato di pace:
Fu firmato a Versailles all’inizio del’19, fu deciso dai rappresentanti dei Paesi più importanti: Wilson (presidente USA), Clemenceau (statista francese), Lloyd George (1° ministro inglese), e il presidente del consiglio Vittorio Emanuele Orlando per l’Italia, che in verità contava poco.
La delegazione italiana ebbe dei problemi con gli altri vincitori, e soprattutto con Wilson, perché le rivendicazioni territoriali non vennero accolte, inoltre la delegazione italiana voleva il rispetto del trattato di Londra (’15).
Clemenceau aveva un atteggiamento punitivo nei confronti della Germania, voleva che fosse pesantemente colpita sia territorialmente che economicamente perché la riteneva responsabile della guerra.
George e Wilson si presentarono invece meno duri e intransigenti nei confronti della Germania. Wilson temeva:
1. Che un trattamento molto duro potesse alimentare le tensioni rivoluzionarie (già esistenti, che poi si scossero)
2. Motivo economico: la Germania potenzialmente rimaneva il paese più ricco con il sistema economico più forte d’Europa, e quindi un buon mercato per lo scambio di merci.
All’inizio, con l’orientamento di Clemenceau, si decise una sanzione di 132 miliardi di marchi oro (nel valore dell’epoca). La Germania venne colpita in modo pesante, territorialmente perse l’Alsazia e la Lorena, e dei territori ad oriente a vantaggio della Polonia e della Cecoslovacchia (un nuovo Stato che prima apparteneva al territorio asburgico, derivato dall’Austria disgregata). Inoltre la Germania venne colpita con delle limitazioni sul numero dei soldati, non poteva superare delle determinate convenzioni. Il bacino renano doveva essere smilitarizzato e occupato dalle forze alleate. Tutto ciò colpì in modo negativo l’opinione pubblica tedesca. Gli USA ne approfittarono per fare dei prestiti a basso costo alla Germania.

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