La latrina giapponese

Materie:Appunti
Categoria:Storia

Voto:

1.5 (2)
Download:90
Data:02.02.2001
Numero di pagine:2
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
latrina-giapponese_1.zip (Dimensione: 3.4 Kb)
trucheck.it_la-latrina-giapponese.doc     21 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

LATRINA

Se non si facesse alcun cenno alle latrine, che nella casa giapponese sono spesso oggetto di qualche attenzione da parte dell'artigiano, sarebbe affettazione o falso pudore. La latrina, per la sua ubicazione nella casa, e soprattutto nei locali pubblici, è spesso fonte di gran scomodità. Ma nelle case private giapponesi di categoria elevata produce un fastidio minore, e un pericolo infinitamente minore, di quelli che si corrono in molte case di ricchi delle nostre metropoli. Nelle campagne la latrina è un casotto, a una certa distanza dalla casa, con una porta a battente che chiude la metà inferiore dell'entrata. Nelle case di città di categoria più elevata la latrina si trova in un angolo della casa, di solito in fondo alla veranda, e qualche volta ce ne sono due in angoli opposti. Una delle tante curiose superstizioni, forse un ricordo della geomanzia cinese, riguarda la sua ubicazione rispetto alla casa. La latrina di solito è divisa in due zone: nella prima c'è un orinatoio di legno o in porcellana. Quest'ultimo tipo è detto asagaowa, perché si pensa che assomigli al fiore del convolvolo, che in giapponese si chiama asagao, letteralmente "volto del mattino".
Gli orinatoi di legno sono spesso ricolmi di rame d'abete che vengono aggiunti in continuazione. Nel pavimento della zona più interna è scavato un buco rettangolare, che nelle latrine di lusso è fornito di un coperchio con una lunga maniglia di legno. A volte le opere di carpenteria che circondano il buco sono laccate. E spesso si ricevono sandali di paglia o zoccoli di legno da calzare in questo posto. L'interno è generalmente semplice, ma in certi casi presenta dei capolavori di ebanisteria. Gli ingressi e le rifiniture esterne rivelano spesso grande maestria e buon gusto.
La tazza della latrina è ricavata da un barile d'olio tagliato a metà, oppure è un grande vaso di terracotta incassato nel terreno, che si può raggiungere comodamente dall'esterno. La tazza viene svuotata a intervalli di pochi giorni da addetti che fanno il giro regolarmente. Per spiegare quanto questo prodotto fosse prezioso per l'agricoltura, mi è stato raccontato che a Hiroshima, quando si affittavano le case d'abitazione più povere, gli inquilini che vivevano in tre in una stanza pagavano la tassa di smaltimento dei rifiuti per uno, e quelli che vivevano in cinque in una stanza non pagavano nulla! In effetti, questo prodotto ha un valore così immenso ed è così prezioso per il contadino giapponese (che ne dipende completamente per fertilizzare il proprio terreno) che lungo i bordi delle strade di campagna sono sempre predisposte di latrine, sotto forma di secchi o mezzi barili incassati nel terreno, per i viandanti.

Esempio



  



Come usare