La crisi del XIV secolo

Materie:Appunti
Categoria:Storia

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La crisi del XIV sec

Il XIV sec È stato un secolo di grandi trasformazioni. Alla fine del XIIV sec l’economia era al massimo della sua espansione: inizialmente poteva sembrare un vantaggio, ma poi si rilevò un aspetto negativo. Perché? Perché la popolazione continuò ad aumentare a dismisura, quindi si era costretti a trovare terre, anche se poco fruttifere, per sfamare tutta la popolazione; questo portò, in molte zone Europee, ad una diminuzione delle rendite dei terreni. Questa crisi travolse anche il settore dell’artigianato, soprattutto nel campo tessile perché mancava la lana da lavorare. La diminuzione demografica portò ad una crisi anche nel campo dell’edilizia, che riceveva meno richiesta e che doveva affrontare costi sempre più alti per la mano d’opera.
Il mancato pagamento dei prestiti elargiti al re d’Inghilterra e al re di Napoli per finanziare guerre divenute sempre più costose, provocò il fallimento di grandi banche e il loro crollo travolse anche tutti coloro che avevano in esse i loro depositi. Non solo: poiché alcune compagnie finanziavano anche una gran quantità di commerci, la loro bancarotta si ripercosse anche nel settore mercantile.
Al crollo demografico, agricolo, manifatturiero e finanziario si aggiunse una serie di disastrose carestie, causate da sbalzi climatici (inverni rigidi ed estati piovose), che colpirono varie zone dell’Europa nel 1317, 1333 e 1346.
Nel 1337 era inoltre scoppiata, fra la nobiltà inglese e quella francese, la guerra che sarebbe stata poi chiamata “dei cent’anni” e che aveva già cominciato a produrre le devastazioni che l’avrebbero accompagnata per tutto il suo corso. La guerra “dei cent’anni” fu un lunghissimo conflitto che oppose l’Inghilterra alla Francia e che, interrotto da tregue, durò oltre un secolo, dal 1339 al 1453. Causa principale del conflitto furono i legami di parentela che univano i reali di Francia con i reali d’Inghilterra, i diritti feudali che questi ultimi vantavano su ampie parti della Francia occidentale e, soprattutto, l’aspirazione a unire nella loro corona la Francia e l’Inghilterra (cosa resa possibile dai legami di parentela). La guerra ebbe luogo perché i francesi non vollero accettare queste pretese che umiliavano il loro sentimento nazionale. Alla fine riuscirono a cacciare gli Inglesi invasori.
I soldati durante il loro passaggio saccheggiavano le campagne e distruggevano villaggi, costringendo la popolazione a riversarsi in massa nelle città e ad aumentare l’attecchimento della peste tra la gente.
Inoltre la guerra portava ad un aumento delle tasse che provocò, nella seconda metà del XIV, a numerose rivolte sociali che sconvolsero campagne e città. Fu infatti la richiesta di nuove tasse da parte del re di Francia (per coprire i costi della guerra contro gli inglesi) a provocare uno dei primi moti di rivolta a Parigi nel 1357.
Tutte queste crisi fecero sì che quando nell’ottobre del 1347 arrivò la peste, in Europa trovò il terreno più favorevole per attecchire e diffondersi. La peste che si diffuse venne chiamata peste “nera” perché provocava dei versamenti sottocutanei di sangue, che formavano grossi lividi.

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