La crisi del principato

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Testo

LA CRISI DEL PRINCIPATO
Dopo la Morte di Commodo finisce la dinastia degli Antonini.
-INFLAZIONE-
L’età dei Severi Settimio Severo inaugura la dinastia dei Severi.
Completamente estraneo al senato Settimio Severo
fu portato al potere dalle milizie Danubiane.
• Svalutazione monetaria per arrestare l’inflazione
e divieto di coniare monete auree ed argentee.
• Riconquista la mesopotamia e muore le 211in Britannia
durante il tentativo di sedare un’ennesima ribellione.
A Settimio Severo succede il figlio Marco Antonio Caracalla.
“Costitutio Antoniana” Estensione della cittadinanza a tutti i sudditi dell’impero
• A Roma le entrate aumentano, ma l’Italia perde il primato sulle altre provincie dell’impero.
• Nel 217 Caracalla viene ucciso da un sicario.
A Caracalla succede un suo nipote: Eliogabàlo
• Appena quattordicenne si trova a dover governare, ma il suo potere viene in realtà controllato dalle donne della famiglia imperiale.
• Contro il senato, esercito poco importante, ideali pacifisti di origine orientale.
Eliogàbalo fu ucciso dai Pretoriani e alla sua morte successe Alessandro Severo.
• Aveva appena tredici anni, quindi fu posto sotto la tutela di una commissione di sedici senatori.
• Sotto il suo principato l’inflazione riprende a salire.
• I militari si ritrovarono ancora con paghe misere.
Nel 235 finisce la dinastia dei Severi ed inizia l’epoca dell’Anarchia Militare (238-268).
• Completa decadenza e perdita di autonomia del Senato.
• Formazione di reparti armati in lotta tra loro per la supremazia e con l’unico scopo di depredare le popolazioni confinanti con l’impero.
• Successione di comandanti proclamati imperatori dai soldati della loro milizia.
• Attacco da parte dei Sassànidi, discendenti dei persiani, dei Goti e degli Alamanni.
• Abbandono completo della moneta, ritorno al baratto e allo scambio in natura.
• In campo internazionale le monete coniate dalla zecca Romana venivano rifiutate dappertutto perché considerate prive di valore.
• La popolazione diminuì e si estesero le zone incolte.

TUTTO CIÒ DETERMINA LA DIFFUSIONE DEL CRISTIANESIMO
Perché si diffuse così tanto e così velocemente:
• Solidarietà (contro il valore romano di “uccidere per conquistare”)
• Apostolato (che faceva si che il cristianesimo fosse predicato a tutta la gente)
• Universalità (garantita dalle strade)
• No alla schiavitù (schiavi fratelli)
• Non vi è l’imperatore imperatore da adorare come un dio, vi è un unico dio invisibile e superiore.
IMPERATORI ILLIRICI
Gallieno (260-268) scelse Plotino (205-270) come filosofo per dare un ulteriore spinta al suo piano culturale.
Marco Valerio Claudio II portato al potere dalle milizie armate illiriche e da quelle di stanza in Italia,
Il suo potere durò solo due anni.
Aureliano imperatore di eccezionale talento militare, ispirato dalla nuova ideologia del nazionalismo imperiale romano.
Pose un freno al degrado e alla corruzione, punendo duramente i funzionari infedeli e valorizzando quelle culture e quei principi basati sull’ordine e sulla rettitudine.
Potere di governo accentrato (dominus et deus).
Respinse tutte le invasioni barbariche con l’appoggio dell’esercito.
Dopo aver represso il pericoloso attacco degli Alamanni (arrivati fino in Liguria), Aureliano promosse la costruzione delle mura Aureliane, finanziate con ingenti somme da parte dell’aristocrazia.
Riconquistò l’Asia e morì per un complotto nel 275.

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