La civiltà fenicia

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Testo

FENICI

Fenici , nome con cui erano designati dai Greci i popoli di lingua semitica che abitavano la costa orientale del Mediterraneo.

Il nome Fenicia, che appare per la prima volta nell'Odissea, deriva probabilmente dal gr. phôinix, rosso, che potrebbe essere messo in relazione al fatto che i Fenici erano considerati come i produttori delle stoffe purpuree. I Fenici stessi si designarono sempre con il nome di Caneni(forse dall'accadico kinahhu, probabilmente “porpora”)
La Fenicia non ha mai costituito un regno unificato; la sua storia è collegata alle differenti città: Arado, Tripoli, Biblo, Berito, Sidone, Tiro, Acco, Ugarit. Esse erano provviste di porti, collocati ora su piccoli promontori, o su piccole isole vicino alla costa, i quali permisero ben presto alle popolazioni locali di sviluppare le attività marittime e commerciali.
Il Nuovo Regno egiziano si portò alla conquista della Fenicia; verso il 1525 a.C. Thutmosi I attraversò il paese diretto verso l'Eufrate; all'epoca di Thutmosi III tutta la Fenicia era ormai sotto il controllo egiziano.
Dall' XI sec. in poi Tiro e Sidone conobbero un'era di grande prosperità; iniziò allora uno dei periodi più ricchi per l'espansione commerciale fenicia, cui seguì la fondazione di colonie stabili.
Con la caduta di Babilonia nel 539 la Fenicia passò ai Persiani.
Inseguito la dominazione straniera aveva limitato notevolmente l'attività dei mercati e dei navigatori fenici. Colpiti nella loro prosperità, abbandonati all'anarchia durante il periodo delle guerre ellenistiche (con razzie da parte di bande arabe, con continue guerre civili e la dominazione dell'armeno Tigrane, dall'83 al 69), furono finalmente incorporati nell'Impero romano nel 64 (provincia di Siria). Ripresero le loro attività di navigatori e commercianti, ma ormai erano conosciuti con il nome di Siri
La difficoltà di precisare la storia fenicia deriva sia dalla mancanza di documenti fenici veri e propri. Pur non costituendo un grande impero, la Fenicia svolse tuttavia una funzione di primaria importanza nel Mediterraneo quale intermediaria tra l'Oriente e l'Occidente. La tradizione greco-romana considerò i Fenici come abili mercanti e navigatori e attribuì loro, oltre a straordinarie imprese, tra cui la circumnavigazione dell'Africa, numerose invenzioni: la più importante è sicuramente quella dell'alfabeto (già attestato nei testi cuneiformi alfabetici di Ras Shamra del XIVsec.). Dal commercio i Fenici ricavarono la loro prosperità: abili navigatori, trovarono sbocchi commerciali in tutto il Mediterraneo. Presenti nell'isola di Cipro, dove ricavavano metalli preziosi, raggiunsero ,attraverso la Sardegna e Ibiza, la Spagna (forse da identificare con il paese di Tarsis menzionato nei testi) dove le loro navi caricavano argento e stagno, e vi fondarono Gadir (od. Cadice). Si stabilirono anche nella Sicilia orientale e nelle isole di Malta, di Gozo e Pantelleria.
La colonia fenicia più famosa fu Cartagine fondata verso l'814 a.C. Nonostante che la presenza dei Fenici in numerosi punti del Mediterraneo sia attestata da tutti gli autori antichi, è tuttora difficile ritrovare le tracce del loro passaggio. Questa difficoltà si spiega solo attraverso il carattere particolare delle colonie fenicie, che, a differenza di quelle greche, organizzate come città stabili, nella maggioranza dei casi erano semplici empori commerciali. Il tipo di mercanzia di lusso che i Fenici trasportavano, inoltre, stoffe purpuree (lavorate con l'estratto di un mollusco, il murex, molto abbondante sulle loro coste), gioielli, spezie, argento, profumi e oggetti di vetro, è difficilmente reperibile oggi nei luoghi da loro attraversati.

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