La civiltà egiziana

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LA CIVILTA’ EGIZIANA

Le uniche testimonianze visive della civiltà egiziana sono le Piramidi.
Il Nilo fertilizzava il territorio mentre nuovi popoli cercavano di conquistarlo.
Oggi oltre che alle piramidi abbiamo modo di conoscere anche il loro modo di vita e l’epoca prima dei faraoni com’è stato dimostrato dagli scavi archeologici.
I faraoni sono stati raggruppati in 31 dinastie fino alla conquista del territorio da parte di Alessandro Magno.
Erodono (storico) sostiene che l’Egitto senza la presenza del Nilo sarebbe solo un’immensa distesa di deserto e non un territorio molto fertile, mentre è grazie alla presenza di questo fiume che, straripando nel periodo estivo e ritirandosi in autunno, lascia sul terreno di lino, una sostanza molto fertile per il terreno. Il Nilo inoltre era un fiume navigabile dove avvenivano scambi commerciali.
Geograficamente l’Egitto era una regione unita ma politicamente era diviso in due territori:
A sud c’era l’ALTO EGITTO;
A nord c’era il BASSO EGITTO.
Con il passare del tempo una dinastia del Basso Egitto con l’uso delle armi riesce a unificare politicamente il territorio grazie al faraone Menes che si riteneva un re Dio con molti poteri.
Al faraone appartengono molte terre del territorio per questo il popolo che lavorava la terra gli doveva una parte del raccolto. Sotto controllo del faraone vi erano anche gli schiavi, questi erano persone, le quali non potevano pagare le tasse o erano i prigionieri di guerra, i quali dovevano essere sempre a disposizione del faraone.
I numerosi monumenti e templi innalzati per il faraone vogliono significare che egli è al di sopra di tutto e di tutti.
Le antiche civiltà egiziane erano spesso dipinte metà uomo e metà animale e quindi ognuno di essi avevano un significato diverso.
La struttura sociale degli egiziani era basata su una struttura piramidale all’interno della quale c’erano delle classi sociali chiuse chiamate caste. Vi facevano parte i nobili, i sacerdoti e i guerrieri oltre che, naturalmente, il faraone; questi a differenza di tutti gli altri non pagavano le tasse. La classe più bassa e umile era quella degli schiavi. Anche gli scribi avevano un ruolo molto importante all’interno della società perché conoscevano la scrittura.
Fino all’arrivo del popolo Hyksos l’Egitto fu stato un territorio sempre unito, poi con il loro arrivo hanno sconfitti gli egiziani e ne hanno invaso il territorio. Un’altra temibile invasione fu quella delle popolazioni del mare che però furono sconfitti grazie al faraone Ramses III ma la dinastia dei faraoni finì quando nel 1500 a.C. gli Assiri invasero il territorio fino ad arrivare nel 500 a.C. con i Persiani che sconfissero l’ultimo faraone, fu allora la volta di Alessandro Magno e dei Romani.
La notte era considerata per gli egiziani il momento in cui avveniva la separazione dell’anima dal corpo.
Il popolo egiziano aveva un importante culto dei morti, i defunti venivano svuotati dalle viscere e in un secondo momento il loro corpo veniva imbalsamato e riposto poi in un sepolcro in posizione eretta. Le tombe del faraone e dei suoi familiari avevano una struttura a piramide che rappresentava in qualche modo la struttura sociale del paese.
Gli egiziani erano abili nel lavorare la pietra, perciò il faraone fece innalzare agli schiavi piramidi (che avevano una struttura a gradini), obelischi e monumenti tuttora esistenti in onore dei faraoni. Con le piramidi di Giza (quelle di Cheope Chefren e Macerino) si può notare come gli architetti erano abili nella progettazione di monumenti. Oltre alle tre piramidi sorse anche la celebre Sfinge e una necropoli, cioè tombe a tetto piatto con pareti a scarpata. Gli obelischi colpirono molto i romani quando invasero il territorio, tanto da far costruire navi apposta per portarli in Italia e metterli nel territorio romano. Per questo motivo in Egitto ne rimangono soltanto cinque.
Erodato è uno storico che rimase per molto tempo ospite dei faraoni e per questo motivo è una fonte molto importante per la ricostruzione dell’epoca faraonica oltre che alle fonti archeologiche, quindi ai reperti.

COME VIVEVANO GLI EGIZIANI
I monumenti e i papiri sono le maggiori fonti per ricostruire la vita del popolo egiziano.
Nel territorio del Delta, zona molto fertile, nacquero delle città e sorsero dei cimiteri dove seppellire i propri defunti. Mentre nel territorio dell’alto Egitto, zona che confina con il deserto non nacquero molte città e i defunti potevano essere seppelliti in mezzo al deserto.
Le principali città dell’Egitto erano Menfi, Tebe, Alessandria e Rosetta. Esse avevano una piazza centrale. Per la ricostruzione delle abitazioni possiamo risalire alla sua forma e alla propria struttura interna grazie ai dipinti e ai modellini ritrovati all’interno delle tombe.
Gli egiziani amavano il verde, e quindi possedevano delle case molto lussuose e con immensi giardini, ma purtroppo questo potevano permetterselo solo le persone appartenenti alle classi sociali più alte.
Le sale da pranzo erano formate da tavoli semplici, ma che si possono paragonare quasi alle strutture di oggi.

LA FAMIGLIA E LA SOCIETA’
Per gli egiziani la famiglia era molto importante. Il matrimonio avveniva tra le classi sociali o addirittura fra legami di parentela. Questo non avveniva con grandi festeggiamenti, ma si basava solo su un accordo di entrambi e nel caso vi era un divorzio, questo non provocava grandi problemi.
Nei disegni marito e moglie venivano rappresentati gli uni accanto agli altri per dare l’idea che la donna era casta e il marito fedele alla moglie.
Nella vita quotidiana, però, la donna era considerata come una bugiarda della quale non potersi fidare. Così l’adulterio del marito non doveva essere punito mentre quello della moglie sì, molte volte anche con la morte.
I figli erano ben accetti nella società; essi venivano nutriti dalla madre fino a tre anni, poi si lasciavano liberi e dovevano imparare a badare a se stessi. Anche se ben accetti era preferibile che almeno un figlio della prole fosse maschio, in tal caso la dinastia sarebbe continuata, in caso contrario, invece, sarebbe finita.

LA TERRA E IL FIUME
La terra e il fiume erano strettamente legati fra di loro. Infatti, il Nilo inondava il territorio tra luglio e agosto favorendo così il terreno molto fertile per il tempo agricolo.
Amando il verde e i giardini gli egiziani coltivavano molta frutta nel proprio giardino poiché dava un aspetto esteriore molto gradevole. Un esempio può essere l’uva che favoriva un ottimo vino e dei maestosi grappoli da servire a tavola.
Il pane, essendo un alimento molto importante, vi era presente in ben quindici tipi differenti.

ARTI E ARTIGIANI
Gli Artigiani lavoravano in modo molto raffinato nei templi per i faraoni. Essi costruivano oggetti di uso comune come dei contenitori pota cibo con delle tecniche particolari e sopra venivano raffigurati animali sacri.
Anche i vasi avevano tecniche raffinate nella sua produzione e davano un aspetto molto decorativi, inoltre, venivano fabbricati a mano.
Gli egiziani amavano ornarsi di bracciali e collane molto vistose con la presenza di pietre preziose e nella maggior parte dei casi erano di colore oro.
I carpentieri fondevano la cera, con la quale si fabbricavano atri oggetti di notevole utilità. Un altro materiale usato per i decori era il vetro soffiato.
Per la scrittura venivano usati fogli di papiro che si ricavavano da una pianta ad alto fusto, molto sviluppata nelle zone paludose.

L’ABBIGLIAMENTO
Il popolo egiziano ci teneva molto alla sua persona tenendo così il corpo ben lavato e curato.
L’abbigliamento abituale maschile era una gonna a pieghe di lino o semplicemente di stoffa legata alla vita.
La donna vestiva anch’ella in modo quasi simile a quello dell’uomo. Portava una camicia di lino finissima che permetteva di far notare i numerosi bracciali che la donna era solita portare.
Entrambi indossavano vestiti molto colorati.
Per quanto riguarda le calzature, esse erano basate da sandali di pelle.

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