L'Europa dei Carolingi e Sacro Romano Impero

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Testo

“L’EUROPA DEI CAROLINGI E IL SACRO ROMANO IMPERO”

1 A Liutprando che donò il castello di Sutri al papa, seguì Astolfo che era di ben altro avviso. Egli coltivando l’idea di riunire tutta la penisola sotto il dominio longobardo nel 715 invase l’esarcato e occupò Spoleto e Ravenna sfidando il Ducato romano. Non si preoccupò certo delle lamentele del pontefice Stefano II che timoroso di perdere i propri poteri chiese aiuto ai Franchi.
2 Il popolo franco era un insieme di tribù germaniche unite ai Galli- Romani la cui fortuna fu dovuta al re Clodoveo che seppe compattare e convertire al Cattolicesimo il popolo stesso. Sotto i suoi successori ci furono numerose guerre civili che portarono alla divisione del regno in una parte orientale (Austrasia) e in una parte occidentale (Neustria). Questi due regni avevano come sovrani gli appartenenti alla stirpe dei Merovingi, passati alla storia come re fannulloni.
L’unità del regno fu poi ripristinata nel 687 dal maggiordomo di Austrasia Pipino di Heristal, fondatore della famiglia dei Pipinidi detti poi Carolingi. Egli sconfisse il maggiordomo di Neustria ed estese il suo potere su tutto il paese. Nel 714 gli succedette il figlio Carlo che nel 732 bloccò l’avanzata musulmana; fu poi la volta di Pipino il breve che legittimò il potere ricevuto nel 752 battendo l’ultimo dei Merovingi e meritandosi la consacrazione regia e la legittimazione del colpo di stato da Stefano II (che lo fece appunto per poter ottenere l’aiuto dei Franchi nella demolizione del potere longobardo in Italia). Ad Astolfo morto nel 756 seguì Desiderio che riallacciò l’amicizia coi Franchi concludendo un matrimonio tra sua figlia e Carlo (magno) figlio di Pipino. Pipino prossimo alla morte divise però il regno fra i suoi figli, Carlomanno il quale si dimostrò amichevole verso i longobardi, e Carlo. Quest’ultimo alla morte del primo ripudiò la moglie, si appropriò del regno e si proclamò unico signore. Desiderio allora riprese una politica aggressiva ai danni della Chiesa seppur pretendendo dal pontefice Adriano I la consacrazione a re dei suoi nipoti. Per tutta risposta esso chiese aiuto a Carlo che attraversò le Alpi e sconfisse sia Desiderio che il figlio Adelchi impossessandosi del loro regno.
3 Carlo portò a termine tantissime invasioni per poter allargare il regno dei franchi e quello di Cristo, fino ad arrivare ad estendersi in quasi tutta l’Europa centro- occidentale. La lotta più dura fu quella che lo vide antagonista dei pagani Sassoni che riuscì a far diventare cristiani a furia di deportazioni e massacri; ma importante è il suo passaggio nel 778 dei Pirenei arrivando .alla valle dell’Ebro dove fondò la marca spagnola (provincia di confine).
4 A rendere ancora più stretto il rapporto fra papa e Carlo contribuì certamente l’avventura di Leone III (795 – 816) che malmenato dai nobili in seguito all’ammonizione da parte del pontefice a coloro che usavano le armi per appropriarsi delle cariche della Chiesa, trovo rifugio presso l’imperatore franco che poi gli diede una scorta per il ritorno a Roma. In cambio del “favore” il papa consacrò il potere dell’imperatore facendo sì che nascesse il Sacro Romano Impero.
5 Creato l’impero Carlo provvide a dividerlo in contee affidate a conti con poteri civili e militari, e in marche affidate invece ai marchesi che avevano prevalentemente funzioni militari. Conti e marchesi vivevano basandosi sul reddito delle imposte, amministravano la giustizia locale con l’aiuto di scabini (giudici) e reclutavano l’esercito. La loro fedeltà all’imperatore era attestata dai missi dominici (inviati del signore) due funzionari uno laico e uno ecclesiastico che lavoravano per conto dell’imperatore. Per approvare le leggi Carlo convocava le diete mentre in primavera riuniva all’aperto un’assemblea plenaria di tutto il popolo franco. Frutto delle iniziative giuridiche – organizzative di Carlo furono i capitolari vere e proprie disposizioni legislative riguardanti qualsiasi argomento da lui emanate in tutto l’impero.
Malgrado la propria ignoranza Carlo si preoccupò dell’istruzione dei suoi sudditi cercando la collaborazione di uomini di grande intelletto quali Eginardo, Paolo Diacono e Rabano Mauroche furono riuniti nella Scuola Palatina (piccolo senato accademico dove si discuteva sotto la guida dell’abate Alcuino).Vennero poi aperte, sempre per volere di Carlo, scuole e biblioteche dove venivano insegnate le cosiddette 7 arti liberali divise in trivio e quadrivio. Con la diffusione in tutti i monasteri delle regole benedettine e con lo sviluppo delle tecniche di copiatura nella vita claustrale egli contribuì alla nascita di nuovi codici. Infine riuscì a dare un impulso alle arti al commercio e all’industria.
6 Alla morte di Carlo Magno nell’814 la corona venne contesa dai suoi figli e alla morte di Ludovico il Pio i suoi tre eredi Lotario, Ludovico e Carlo il Calvo si sfidarono a lungo in rovinose lotte fino al trattato di Verdun che assegnava la Germania a Ludovico, la Francia a Carlo e il resto a Lotario (territorio che prese nome poi diLotaringia). Nell’855 il regno fu riunito da Carlo il Grosso anche se dopo l’indebolimento del regno fu costretto all’abbandono della corona (885). Si ebbe così la formazione dei primi regni feudali

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