L'età napoleonica

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Testo

L'età napoleonica. Terminato nel 1795 il periodo del "Terrore", seguirono circa vent'anni di guerre fra gli eserciti francesi e le forze coalizzate delle maggiori potenze europee. Nel 1796 il governo di Parigi mandò due eserciti contro l'Austria: uno in Lombardia (possesso austriaco), al comando di Napoleone Bonaparte; l'altro attraverso la Germania, per puntare su Vienna. Si mise particolarmente in luce Napoleone, che decise le sorti della guerra e costrinse l'Austria alla pace di Campoformio (1797). In Italia all'influenza austriaca si sostituì quella francese; l'antica Repubblica di Venezia perdette l'indipendenza e passò sotto l'Austria.
Nel tentativo di battere l'Inghilterra, Napoleone occupò l'Egitto pensando di farne una base di attacco all'India. Ma il progetto si rivelò inattuabile e Napoleone tornò in patria, dove, con un colpo di Stato, si impadronì del potere, assumendo la carica di Primo Console. In Italia, intanto, crollarono I e repubbliche istituite dai francesi (Cisalpina, Ligure, Romana, Napoletana): ma l'intervento di Napoleone contro la coalizione austro-russa (battaglia di Marengo, 1800) riportò la regione padana sotto l'influenza della Francia con l'istituzione della Repubblica Italiana.
Nel 1804 Napoleone si fece attribuire il titolo di imperatore. NeI 1805 la Gran Bretagna formò una nuova coalizione; Napoleone allora tentò di invadere l'inghilterra, ma la flotta francese fu vinta a Trafalgar (1805), mentre Napoleone batteva gli avversari in una serie di clamorose vittorie terrestri (Ulma, Austerlitz, Jena, Eylau, Friedland), costringendo le nazioni d'Europa a chiedere la pace.
Solo l'inghilterra restò in armi. Napoleone cercò di vincerla con il "blocco continentale", ma l'impresa si rivelò di attuazione difficile e costrinse l'imperatore a nuove guerre, dapprima in Spagna, poi in Russia. La campagna di Russia (1812) fu disastrosa per l'armata francese.
Una nuova coalizione sconfisse Napoleone a Lipsia (1813), obbligandolo ad abdicare. Un ultimo tentativo fu fatto dall'imperatore, fuggito dall'esilio dell'Elba e ritornato alla testa di nuovi eserciti nel 1815; ma a Waterloo Napoleone fu vinto dalle fanterie inglesi e prussiane (18 giugno 1815).

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