L'Era Paleozoica

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Categoria:Storia

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Testo

Era Paleozoica o Primaria

La era paleozoica inizia 580 milioni d’anni fa e finisce 245 milioni anni fa ed, e durata 335 milioni d’anni. Nell’antichità la terra era coperta da acque molto calme e poco profonde.
In quel tempo la terra emersa si chiama Pangea, i continenti attuali erano mischiati in una sola massa di terra.
L’atmosfera cominciò ad arricchirsi d’ossigeno, alla fine del primo periodo si ebbero grandi sconvolgimenti geologici. Comparvero nuove specie d’organismi marini, sia vegetali sia animali, fra i quali alcuni pesci progenitori di quelli attuali.
Le acque dei mari erano popolate oltre che da numerosi organismi unicellulari e pluricellulari progenitori degli attuali invertebrati, gli organismi viventi erano invertebrati come le alghe e le meduse tra altre, e invece altri avevano il corpo protetto da un rivestimento esterno.
Gli organismi più diffusi durante il primo periodo di questa era furono le trilobiti, simili agli attuali crostacei. Al termine di questo periodo si ebbero nuovi sconvolgimenti geologici.Circa 500 milioni d’anni fa, sempre nelle acque dei mari, comparvero i primi vertebrati: pesci dotati di uno scheletro cartilagineo con il corpo ricoperto da una corazza.
L’era Paleozoica e divisa in sei periodi: la cambriano, ordoviciano, siluriano, devoniano, carbonifero e permiano.

I fossili più comuni ritrovati nel Paleolitico, sono i Trilobiti, formati da uno scheletro esterno diviso in tre parti: la testa, il torace e la coda. Il torace e la coda erano formati da segmenti, ognuno dei quali muniti di zampe per la deambulazione e un paio di branchie respiratorie. Sulla testa sono presenti occhi molto sviluppati. Quando questo animale cresceva, si liberava dello scheletro esterno diventato ormai troppo stretto e questi rivestimenti sono stati trovati come resti fossili. I trilobiti, nel si nutrivano di materiali organici presenti sul fondo marino, e lasciavano delle impronte ben precise che furono chiamate Cruziana. Anche queste impronte lasciate dai Trilobiti sono state ritrovate come resti fossili nelle rocce del Cambriano e dell'. Dopo l’Ordoviciano (510 - 438 milioni d’anni fa) e il Siluriano (438 - 410 milioni d’anni fa) i trilobiti diedero il via a molti modi nuovi di vivere. Alcuni divennero animali scavatori ciechi, altri svilupparono occhi enormi e protuberanze ad aculeo. Altra ancora come gli Ampex avevano protuberanze allungate provenienti dagli angoli dello scudo cefalico e dirette in avanti. In epoca (355 - 300 milioni d’anni fa) le famiglie dei trilobiti si erano ridotte ad una sola e alla fine del Paleozoico (250 milioni d’anni fa) tutte le specie si erano ormai estinte, sostituiti da altri artropodi come i granchi, i gamberi e simili.

Il Periodo Siluriano (dai Siluri, antica tribù del Galles) comprende uno spazio di tempo che si estende da 425 a 405 milioni d’anni fa. La sua fauna differisce da quella dell'Ordoviciano per la presenza di nuove famiglie e specie, piuttosto che per la comparsa di nuovi gruppi d’animali. Infatti, non sono questi ultimi, ma le piante a popolare la terra con la loro presenza. Fossili delle più antiche piante terrestri provengono dai sedimenti del Siluriano superiore in Australia. Frammenti di quelle che potrebbero essere piante terrestri ancora più antiche sono stati recentemente scoperti nei sedimenti dell'Ordoviciano in Polonia e nella parte sud orientale degli Stati Uniti.
Alcuni dei fossili meglio conservati del Siluriano, tra cui alghe, coralli, brachiopodi, crinoidei e trilobiti provengono da antiche scogliere di calcare siluriano. Euripteridi analoghi a scorpioni, alcuni lunghi fino a tre metri, vivevano in estuari e lagune. Numerosi tipi di pesci del Siluriano superiore sono giunti ben conservati fino ai nostri giorni. Fossili guida del periodo sono i graptoliti, colonie filiformi d’idrozoi.
Durante il periodo siluriano, in Scandinavia e in Gran Bretagna sorsero nuove catene montuose, mentre dovunque s’intensificava l'attività vulcanica. In altri luoghi, deserti e mari, si trovavano depositi di sale accumulatosi col trascorrere del tempo che costituiscono oggi importanti risorse naturali. Nella parte orientale del Nord America si trovano numerosi affioramenti di rocce del periodo siluriano. Come nel periodo ordoviciano, la struttura delle rocce e dei fossili indicano la presenza d’estesi mari poco profondi.
Verso la fine del periodo, vasti movimenti ampliarono il continente paleartico, con conseguente formazione di un continente nord atlantico, che univa l'Europa all'America settentrionale.

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