Industrializzazione e società a inizio '800

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INDUSTRIA E SOCIETA’ NEL PRIMO 800

Nel XIX secolo si intensificano i progressi demografici iniziati in Europa nella seconda metà del 700. La crescita non è omogenea, si ha una crescita soprattutto nei paesi dell’est Europa, nei paesi Scandinavi, in Gran Bretagna e in Germania mentre molto modesta in Italia, in Spagna e in Francia. L’aumento della popolazione è collegata molto all’emigrazione che dall’Europa vanno verso le Americhe(Stati Uniti, Canada, Australia), infatti là dove c’erano delle difficoltà si emigrava in paesi lontani.
Questa è l’era della meccanizzazione, sia a livello di agricoltura, sia a livello di industria. A livello di industria c’è una grande differenza tra la Gran Bretagna, molto avanzata grazie alla rivoluzione industriale e ad est del Continente.
Grande importanza ha anche la rivoluzione dei trasporti, nascono navi, motori, treni quindi ferrovie, costruzioni di strade e canali navigabili, è soprattutto l’età delle ferrovie. Altra cosa importante di questo periodo è il telegrafo, nascono le prime società telegrafiche vicino alle ferrovie, l’importanza delle ferrovie è notevolissima perché c’è un mercato e le ferrovie sono collegate alle industrie siderurgiche e meccaniche.
Inoltre si modifica il paesaggio rurale in urbano e cambia radicalmente la percezione delle distanza, perché la ferrovia dà l’idea che le distanze si avvicinino, mentre prima era vista come irraggiungibile.
Quindi cambia il modo di pensare, i costumi, si ha quindi l’idea simbolica del progresso.
Il forte e caotico inurbamento connesso alla nascita dell’industria modifica radicalmente il volto delle città: le diverse zone urbane si strutturano sulle basi di specifiche funzioni (industriale, amministrativo, commerciale) e i quartieri borghesi si separano nettamente da quelli operai, sempre più degradati.
Intorno al 1840 in Inghilterra e in Francia si conducono le prime inchieste sulle condizioni di vita delle classi lavoratrici e ci sono i primi tentativi di legislazione sociale per cercare di eliminare il peggior sfruttamento.
Nascono in Inghilterra e in Francia i sindacati, cooperative e movimenti politici, nasce il pensiero socialista,
Anche in campo economico abbiamo pensatori come Malthus che sosteneva che il prezzo è indipendente dalla quantità di lavoro, secondo Malthus l’assorbimento della produzione può essere assicurata solo con l’aumento dei salari, perché favoriscono la domanda. Infatti se tra i lavoratori si fosse diffusa una ricerca di migliori standard di vita: alimenti migliori, vestiario e alloggi più decorosi, tutto questo avrebbe impedito il ristagno dell’economia.
Malthus sosteneva inoltre che ogni tanto le guerre e le epidemie fanno bene, perché così fortunatamente il mondo si pulisce da solo, infatti con le epidemie muoiono in tanti e sono soprattutto i poveri, così si lascia spazio ai più ricchi.
Inoltre bocciava il capitalismo perché prima o poi avrebbe portato a gravi crisi di sovrapproduzione.
Dall’altra parte abbiamo Marx, che noi troviamo nella seconda metà dell’800, scriverà il suo primo libro nel 1848 che è il manifesto del partito comunista e poi il Capitale e non si chiamerà più socialismo utopistico ma socialismo scientifico, perché Marx dimostra scientificamente in che cosa consista la sfruttamento, cioè dimostra quanto spende il capitalista per le fabbriche, macchinari, materie prime e quante ore lavorano gli operai e quanto producono e quindi quanto guadagnerà alla fine il capitalista. Quindi calcola il plus valore, il valore aggiunto che è la percentuale di sfruttamento, ciò che il capitalista guadagna sulla base dello sfruttamento degli operai. Mentre nel Medioevo ai tempi dell’artigianato e del mercante il concetto della formula principale era merce, denaro, merce adesso diventerà denaro, merce, denaro DND questa è la formula dello sfruttamento del capitalista. Sostanzialmente se mentre prima il socialismo utopistico, capiva che c’era qualche ingiustizia però non riusciva a capire dove e come e soprattutto non si poteva quantificare, adesso invece si quantifica completamente cioè adesso si può dire esattamente di quanto sarà la percentuale di sfruttamento.
Quindi Marx, cosa propone e nel suo libro il manifesto del partito comunista c’è una frase famosissima: “proletari non avete niente da perdere se non le vostre catene, proletari di tutto il mondo unitevi”, cioè tutti si stacchino dalla loro situazione di sfruttamento, dalle loro catene anche perché non hanno niente da perdere anzi un mondo da guadagnare.
Secondo Marx una volta che il proletariato ha acquisito la propria coscienza di classe, coscienza di classe che vuol dire sapere di essere una classe sfruttata, l’unica possibilità che ha è la ribellione. Quindi Marx propone ai proletari di ribellarsi, unirsi tutti per avere, lottare e cercare di ottenere una società migliore, una società migliore che Marx delinea seconda alcuni parametri:
1) Ci sarà una polarizzazione tra le due classi, da una parte i capitalisti, l’accumulazione capitalistica e dall’altra il proletariato, quindi diminuisce sempre più la classe media e i ricchi saranno sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Da una parte l’accumulazione capitalistica nelle mani di pochi, dall’altra i proletari sempre più poveri, a questo punto i sempre più poveri non hanno altra strada che quella di ribellarsi.
In un primo momento secondo Marx ci deve essere la dittatura del proletariato, il proletariato prenderà in mano il potere, manderà via i padroni e alla fine si arriverà al comunismo, cioè tutto in comune, tutto sarà nelle mani dello Stato, non esisterà più la proprietà privata, ognuno lavorerà non per guadagnare personalmente ma per il bene dello Stato e lo Stato darà ad ognuno se non i propri diritti e pretenderà da ognuno se non i propri doveri. Quindi uno non lavora più per sé, ma lavora per il bene dello Stato, in compenso lo Stato gli darà ciò che lui ha bisogno ( una casa, non un medico privato ma una sanità che funzioni, non mezzi privati ma mezzi pubblici che funzionino) quindi tutti avranno un minimo per il mantenimento della famiglia.
Marx ed Engels saranno poi promotori di questa forma di pensiero che dominerà in tutta la seconda metà dell’800 e tutto il 900

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