Imperialismo e colonialismo

Materie:Riassunto
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Testo

IMPERIALISMO E COLONIALISMO
CHE COSA E’ L’IMPERIALISMO
Si indica come imperialismo la tendenza di un popolo a esercitare la sua influenza e il suo controllo su popoli o nazioni più deboli.
I MOTIVI DELL’IMPERIALISMO
L’Imperialismo è sorto per una serie di ragioni, alcune nate da buoni sentimenti, altre da volontà di conquiste , di ricchezza o di potere. Le ragioni infatti furono di tipo economico, politico, ideologico e culturale.
ECONOMICO- una prima ragione è stata la necessità di trovare, negli ultimi decenni del 1800, le materie prime per le industrie siderurgiche ( ferro, rame ecc). Un’altra ragione era di tipo commerciale: infatti c’era bisogno di trovare nuovi mercati, nuove popolazioni che avessero bisogno di comprare oggetti , in particolare tessuti, che non venivano prodotti nelle loro terre.
POLITICO- vi era la convinzione che per uno Stato significava avere il prestigio internazionale di una grande potenza possedere un impero, cioè se dominare territori coloniali situati al di fuori dei suoi confini.
IDEOLOGICO- vi era la tendenza per le popolazioni occidentali,ad essere dei “nazionalisti”, cioè uomini convinti della superiorità della propria cultura su tutte le altre. Questa convinzione ha portato molti a voler imporre la propria cultura sulle popolazione dei nuovi territori conosciuti che seguivano altri modelli di vita. Molti erano sinceramente convinti in buona fede che stavano agendo per il bene di queste popolazioni,come ad esempio chi operava per la conversione al cristianesimo dei non credenti.
SPIRITO D’AVVENTURA- C’era anche chi nutriva una grande passione per la natura, i viaggi in continenti sconosciuti, l’esplorazione di nuovi territori, ed era spinto perciò da una motivazione di tipo scientifico.
Le classi dirigenti del’800 avevano tutte queste motivazioni di tipo diverso , tutti questi intrecci di spinte materiali e di interessi religiosi e culturali, di buoni sentimenti e di volontà di dominare, e le trasformarono in un atteggiamento chiamato IMPERIALISMO, che portò alla nascita del COLONIALISMO, cioè all’ampiamento dei loro imperi coloniali in Asia e in Africa, che però ha determinato la perdità di autonomia, di sovranità e di autocontrollo dei popoli sottomessi,e, a volte, la distruzione di antiche civiltà.
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IL COLONIALISMO: LA SUA NASCITA
Il colonialismo si sviluppò, da parte degli occidentali, già a partire dai primi viaggi di Colombo e Vasco de Gama ( intorno alla metà del 1400): infatti furono scoperte nuove rotte per il Nuovo Mondo (le Americhe) e per l’India, da dove venivano portate materie prime, schiavi, spezie, e metalli preziosi.Per il grande sviluppo dell’industria del 1800 però quelle quantità non erano più sufficienti e soprattutto non avevano ancora provato a sfruttare quei Paesi come “mercati”, cioè a trasformare le loro popolazioni in “consumatori” ai quali rivendere i prodotti confezionati con le materie prime che avevano loro sottratto.
IL COLONIALISMO: LA SECONDA FASE
Durante la seconda metà del 1800 iniziò così la seconda fase del colonialismo.
L’Inghilterra , la Francia, il Belgio, l’Italia, la Germania,il Giappone e gli Stati Uniti cominciarono ad occupare militarmente vaste zone di Asia,e Africa e a fondarvi un “impero”:I regni antichissimi, le tribù,le tradizioni di quei luoghi furono spazzati via in pochi anni e trasformati in colonie(se venivano assoggettati all’amministrazione diretta dei conquistatori) o in protettorati ( se il controllo era esercitato in modo indiretto attraverso re locali passati dalla parte dei bianchi).
Quasi tutte le conquiste furono ottenute con l’uso della forza contro le popolazioni indigene, e spesso con una grande crudeltà.Soprattutto nell’Africa nera, dove la superiorità delle armi europee era enorme, le frequenti rivolte delle tribù africane si conclusero in veri massacri.
Dal punto di vista economico il colonialismo operò delle trasformazioni che avrebbero potuto anche essere positive: rese agricole diverse zone incolte,introdusse nuove colture e tecniche di coltivazione, costruì strade e ferrovie(in India ancora oggi esse sono in gran parte quelle costruite dagli Inglesi),scoprì miniere sconosciute e applicò criteri amministrativi e organizzativi più funzionali. Anche questi passi positivi però furono attuati sfruttando le popolazioni locali e depredandole delle risorse naturali dei loro territori.Insomma ci fu uno sviluppo ma a vantaggio soltanto degli interessi dei colonizzatori.
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Gli effetti negativi della colonizzazione furono meno pesanti nei paesi dove esisteva una tradizione culturale e religiosa molto antica e forte( per esempio in India ).Furono invece devastanti in zone come l’Africa Nera dove la vita era più arcaica, animista e pagana, senza cioè una forte tradizione religiosa.
Furono messe in crisi un intero sistema di vita, di riti, di credenze, di costumi e di valori. Nei casi in cui i popoli non conoscevano la scrittura, della loro vita precedente non è rimasta alcuna traccia.
Sul piano politico però il colonialismo finì per favorire i nazionalismi locali. I membri delle aristocrazie indigene frequentarono le scuole occidentali, e impararono le idee di democrazia e di libertà che in esse venivano insegnate.Così nel giro di poche decine di anni cominciarono ad avere voglia di autogovernarsi e di decidere del proprio destino: il progresso che gli Europei avevano portato in quelle terre diventò come un boomerang per loro, perché i popoli coloniali cominciarono a rivoltarsi, proprio grazie a quanto era stato loro insegnato.
LE COLONIE PIU IMPORTANTI
L’INDIA-L’Inghilterra, sotto il Regno della Regina Vittoria fondò l’Impero Britannico, il più grande impero coloniale del mondo.
La sua perla era l’India ,governata da un viceré britannico con sede a Nuova Delhi. L’Inghilterra controllava con 200.000 fra soldati e funzionari inglesi i 130 milioni di abitanti dell’India, sparsi su un territorio immenso in cui si parlavano circa 100 lingue diverse e si praticavano tre religioni principali ( induismo, buddismo e islamismo) e molte altre secondarie.
Sin dal 1600 le miniere indiane fornivano all’Inghilterra materie prime a basso costo ; per due secoli però le manifatture locali erano rimaste fiorenti e quelle tessili producevano tessuti di seta di primissima qualità che venivano esportati con buoni guadagni per gli artigiani indiani. Dal 1870 in poi, invece, la seta e tutti gli altri prodotti fabbricati in India furono gravati dagli Inglesi di tasse altissime per costringere le manifatture al fallimento e poter così poi vendere sui mercati indiani i prodotti delle industrie britanniche.
Con questo sistema la nascita di una industria locale fu violentemente bloccata e l’economia indiana si ridusse alla sola coltivazione di alcuni prodotti grezzi (cotone, iuta, lino, spezie,te) che venivano spediti in Gran Bretagna e tornavano sotto forma di prodotti lavorati per essere rivenduti ai nobili, ai principi e agli alti funzionari locali.
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Da questo terribile sistema, l’India ha riportato conseguenze così gravi per la sua economia che ancora oggi riesce a stento a risollevarsi dalla sua crisi.
Dal colonialismo l’India ha ereditato due gravi fattori: la disoccupazione e il sovrappopolamento. L’Industrializzazione non riesce a compensare un’agricoltura rimasta in gran parte primitiva, l’allevamento dà scarsi risultati, e la popolazione numerosissima è vittima di epidemie e carestie che causano moltissimi morti.
L’AFRICA - Il Nord Africa ebbe una sorte simile a quella del’India. Anche qui esistevano Paesi che fino a poco tempo prima costituivano le ricche e potenti nazioni dell’Impero Islamico, dove il popolo era unito da una grande religione e da una antichissima tradizione. I Francesi che già possedevano l’Algeria occuparono anche la Tunisia e il Marocco mentre gli Inglesi occuparono l’Egitto, pur lasciandogli la sua monarchiaDa lì potevano controllare un punto strategico delle vie di comunicazione e cioè il passaggio tra il Mediterraneo e l’Oceano Indiano , cioè il Mar Rosso, attraverso il Canale di Suez effettuato nel 1869.
L’Africa Centro-Meridionale invece ebbe una sorte peggiore. Le popolazioni locali erano raggruppate in società tribali, disunite tra loro, dedite alla caccia e alla pastorizia nomade e a una agricoltura primitiva, dissanguate dalla tratta degli schiavi e da lotte interne tra le varie tribù che provocavano moltissimi morti nonostante si usarrero solo frecce e lance.
Inoltre nell’Africa Nera le tribù non evevano la forza di una religione antica, come in India, ma praticavano l’animismo che li portava a credenze più fragili nei poteri delle rocce, degli alberi, degli spiriti della foresta e li rendeva indifesi di fronte all’incontro con la civiltà europea.
In questa zona dell’Africa il Congo, ricco di avorio e caucciù( dal quale si ottiene la gomma) fu occupato dai Belgi che si rivelarono tra i più spietati tra tutti i colonialisti, perché sfruttarono al massimo la manodopera locale facendo morire moltissimi africani, e causarono quasi lo sterminio degli elefanti per prendere l’avorio delle zanne.
Tutto il resto dell’Africa fu spartito tra le altre potenze coloniali, tra cui anche l’Italia, che tentò prima,sotto il Regno di Umberto I, di conquistare l’Etiopia, poi ,sotto il Regno di Vittorio Emanuele III,riuscì a conquistare la Libia, l’Eritrea e la Somalia.
Per quanto riguarda il Sudafrica i Boeri, di origine olandese, avevano dei possedimenti già dal 17 °sec.(1600). Quando vi furono scoperti grandi giacimenti di diamanti e oro, scoppiò una lotta terribile tra Olanda e Inghilterra: la guerra Anglo-Boera, che si concluse con la vittoria degli Inglesi, anche se subito dopo Inglesi e Boeri si accordarono sullo sfruttare la popolazione nera, ottenendo una certa autonomia dalla Gran Bretagna e fondarono l’Unione Sudafricana.
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In questo modo riuscirono a trarre grandi guadagni dallo sfruttamento delle risorse del Paese e a isolare i negri locali con una politica di segregazione chiamata Apartheid.
LA CINA- la Cina non fu occupata militarmente, ma era ugualmente sottoposta al dominio coloniale specie dagli Inglesi. Essi infatti compravano argento dai cinesi ma non lo pagavano. In cambio lo barattavano con una droga terribile, l’oppio, che veniva coltivata nelle colonie inglesi dell’India e che non riusciva ad essere smerciata. Così gli Inglesi trovarono il sistema di barattarla con l’argento cinese, ma in poco tempo il popolo cinese, facendo uso di questa droga, era ridotto ad uno stato di ebetismo totale. L’Imperatore della Cina allora bloccò le navi inglesi nel porto cinese di Canton, ma la Gran Bretagna intervenne militarmente, scatenando la Guerra dell’Oppio. L’esercito cinese fu sbaragliato. L’episodio suscitò la reazione di alcuni gruppi cinesi, che si riunirono in una setta segreta, i Boxers. Nel 1900 essi si ribellarono a tutti gli stranieri, compresi i missionari, e fecero delle stragi paurose, finché non furono annientati da Stati Uniti e Giappone.
Per quanto riguarda altri colonizzatori la situazione era questa:
La Russia non aveva bisogno di possedere colonie, perché aveva già un territorio vastissimo, ricco di porti e minerali,e anzi vendette l’Alaska agli Stati Uniti.Gli Stati Uniti ebbero le loro colonie alle isole Hawaii e alle Filippine.

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LA DECOLONIZZAZIONE
La Decolonizzazione è un processo di dissoluzione degli imperi coloniali delle potenze europee, avviato a partire dalla fine della seconda guerra mondiale sotto la pressione dei movimenti indipendenti sorti nelle colonie asiatiche e africane.
Dal processo di decolonizzazione e dalla conseguente nascita dei numerosi stati sarebbe nata una nuova realtà geografico-politica, definita “Terzo Mondo”,che comprendeva paesi asiatici ,africani e anche dell’america latina.C’era un fattore comune a tutti questi paesi:il sottosviluppo.
LE CAUSE DELLA DECOLONIZZAZIONE.
I fattori che determinarono la decolonizzazione furono diversi:
1- la disfatta totale di Francia e, Belgio e Olanda nel primo annno di guerra della seconda guerra mondiale: agli occhi dei popoli colonizzati avevano dato l’impressione di non essere poi così forti, se erano stati battuti così velocemente dalla Germania.
2- Il ruolo dei morti fu importante.Moltissimi dei soldati mandati a combattere nella seconda guerra mondiale, e quindi anche morti,erano africani e indiani.Le nazione imperiaslsite tennero conto del contributo di tante vite umane.
3- Il terzo e decisivo fattore fu l’anticolonialismo delle due superpotenze: Russia e Stati Uniti, anche se per due diversi motivi.La Russia era anticolonialista e antimperialista di per sé, mentre gli Americani non avevano dimenticato quanto gli era costata ottenere l’indipendenza dall’Inghilterra nella loro Guerra di Indipendenza, e inoltre volevano conquistare nuovi mercati in Asia e in Africa per i loro prodotti e quindi non volevano barriere coloniali né ostacoli allo sviluppo economico dei due continenti.
Nei processi dei decolonizzazione di solito non ci furono guerre per ottenere l’indipendenza, perché i paesi colonizzatori capirono per tempo che ciò che stava per accadere era inevitabile e così instaurarono un dialogo e un accordo con i capi locali.Ci furono però molte guerre civili tra comunità rivali che volevano il comando della colonia liberata.Ci furono guerre di indipendenza però quando le comunità della nazione madre installate nelle colonie non volevano andarsene, oppure quando la nazione madre cercava di riconquistare il territorio perduto.
L’INDIPENDENZA DELL’INDIA
In India il capo del movimento nazionalista, Gandhi, di religione induista, praticava una non violenza attiva, boicottando i prodotti e le strutture inglesi.
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L’India raggiunse l’indipendenza ma per la rivalità tra musulmani e induisti fu divisa in due nazioni: L’Unione Indiana a maggioranza induista, e il Pakistan, a maggioranza musulmana.Vi furono durissimi scontri tra i due gruppi e molte persone dovettero abbandonare le loro terre.Dopo la morte di Gandhi, nel 1948, il capo del governo indiano cercò di modernizzare l’India,così l’India divenne una delle 10 maggiori nazioni industrializzate del mondo, ma le condizioni di vita delle classi più povere non ebbero vantaggi, anzi per via dei latifondi i contadini dovettero riversarsi nelle grandi città,oppresse dall’urbanesimo e dalla criminalità.Ancora oggi molti nelle città indiane vivono in condizioni terribili.
L’INDIPENDENZA DELLE COLONIE IN AFRICA.
L’Algeria per avere l’indipendenza fece una guerra contro la Francia, e vinse. L’Egitto introdusse alcune riforme di governo, come la distribuzione delle terre ai contadini e la nazionalizzazione di alcune importanti istituzioni economiche, come la Compagnia del Canale di Suez. La stessa cosa fece la Libia.
In Africa Nera la maggior parte dei paesi raggiunse l’indipendenza in modo pacifico, tranne che in Kenia e in Rhodesia.
Il Sudafrica era già indipendente fin dall’inizio, però si riusci a fermare l’apartheid, la politica contro i negri, grazie alla lotta capeggiata da Nelson Mandela.

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