Il Risorgimento

Materie:Riassunto
Categoria:Storia

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Testo

RISORGIMENTO
Il Risorgimento è quel processo politico e militare che portò all’unificazione dell’Italia e alla nascita del Regno d’Italia. Il nome risorgimento è improprio giacché prima non ci fu un periodo decadenza. Nello stesso periodo, oltre all’Italia si unisce anche un altro popolo, la Germania. Essi erano gli unici due stati ad essere divisi in tanti staterelli e gli unici due popoli figli delle due grandi ideologie universali: Chiesa ed Impero.
E difficile stabilire con precisione una data di inizio e una di fine per il Risorgimento. Alcuni storici pongono come data iniziale il 1815 con il Congresso di Vienna e come data finale il 1870 con la Presa di Roma; altri pongono come data iniziale il 1796 con l’ascesa di Napoleone in Italia e come data finale il 1870. Però, prima del Risorgimento vero e proprio, c’è stato un periodo di preparazione, chiamato Pre-Risorgimento, che va dalla seconda metà del ‘700 (Riformismo Illuminato) fino al 1796. Dopo il Risorgimento c’è stato un periodo chiamato Post-Risorgimento che va dal 1870 al 1918 (Unità D’Italia).
Più precisamente possiamo dividere questo periodo in sette fasi:
DATE
NOME PERIODO
1750 - 1796
Pre-Risorgimento
1796 - 1815
Napoleonico
1815 - 1848
Restaurazione
1848 - 1849
1° Guerra d’Indipendenza
1850 - 1859
Decennio di Preparazione
1859 - 1861
2° Guerra d’Indipendenza,
Spedizione dei Mille,
Unificazione (non totale)
1860 - 1870
Decennio Unitario
(Destra Storica)
1870 - 1918
Post-Risorgimento
Unificazione Totale
Situazione Geopolitica Italiana del 1700
NOME
CONDIZIONE
Regno di Napoli
Agli Asburgo fino al 700, poi ai Borboni con Filippo D’Angiò, poi a Carlo.
Stato Pontificio
Pio VI
Gran Ducato di Toscana
Modena
Asburgo D’Este
Parma e Piacenza
Filippo (III° figlio di Filippo D’Angiò) Borboni-Parma
Lucca
Annessa a Parma
La Serenissima (Repubblica di Venezia)
Indipendente
Ducato di Milano
Asburgo
Regno di Sardegna
Savoia
Repubblica di Genova
Indipendente
Situazione Geopolitica Italiana del 1815
NOME
CONDIZIONE
Regno di Napoli
Ferdinando IV/I
Stato Pontificio
Pio VII
Gran Ducato di Toscana
Ferdinando III
Modena
Asburgo D’Este
Parma, Piacenza e Lucca
Filippo (III° figlio di Filippo D’Angiò) Borboni di Parma
Regno Lombardo Veneto
(Milano e Venezia unite)
Asburgo
Regno di Sardegna
(con Genova)
Savoia
Istria e Dalmazia
Austria
Malta
Inghilterra
Corsica
Francia
Re del Regno di Napoli/Delle Due Sicilie
PERIODO DI REGNO
NOME DELRE
PARENTELA
1734 – 1759
Carlo di Borbone
1759 – 1825
Ferdinando IV come re del Regno di Napoli
Ferdinando I come re del Regno delle Due Sicilie
Figlio
1825 – 1830
Francesco I
Figlio
1830 – 1859
Ferdinando II
1859 – 1860
Francesco II
Ottobre 1860
Fine del Regno delle Due Sicilie.
Papi
PERIODO DEL PAPATO
NOME DEL PAPA
1774 – 1799
Pio VI
1800 – 1822
Pio VII
1822 – 1830
Leone XII
1830 – 1832
Pio VIII
1832 – 1846
Gregorio XVI
1846 – 1878
Pio IX
(Giovanni Mastai Ferretti)
Leone XIII
Re del Regno di Sardegna
PERIODO DEL REGNO
NOME DEL RE
PARENTELA
1815 – 1821
Vittorio Emanuele I
1821 – 1831
Carlo Felice
Fratello
(muore il ramo principale dei Savoia dopo 800 anni)
1831 – 1849
Carlo Alberto
Nipote
Della famiglia Cavignano
1849 – 1878
Vittorio Emanuele II
figlio
Unificò l’Italia
Granducato di Toscana
PERIODO DEL REGNO
NOME DEL RE
1670-1723
Cosimo III De Medici
1723-1737
Gian Gastone De Medici
1737-1765
Francesco Stefano Di Lorena
1765-1790
Pietro Leopoldo I
1790-1801
Ferdinando III
1801-1814
Napoleonici
1814-1824
Ferdinando III
1824-1859
Leopoldo II
Il Riformismo Illuminato
Siamo negli anni compresi tra il 1750 e il 1780/90. In Italia i liberali vogliono limitare il potere delle corporazioni e s’iniziò a limitare il potere dei Baroni. Di questa situazione ci sono aspetti negativi e positivi:
POSITIVI
NEGATIVI
Combattere i nobili arroganti
Apertura agli illuministi
Togliere le terre alla Chiesa
Attacco alla Chiesa
Abolizione delle Corporazioni
Il peggiore di tutti fu i primo figlio di Maria Teresa D’Austria, Giuseppe II di Lorena d’Asburgo, il più grande infame e anticattolico del mondo. Durante il suo regno, comincia a togliere tutte le proprietà alla Chiesa, a scogliere conventi e ordini religiosi, ad arrestare preti e suore, mettendo, cioè, in pratica Voltaire. Fu un vero persecutore della Chiesa Cattolica. Nel pieno delle riforme arriva Napoleone.
L’Età Napoleonica
Nel 1796 inizia in Italia la guerra civile tra giacobini e filoreali. Napoleone fece due incursioni in Italia, la prima fu molto tragica perché ancora giacobina e perché porto alla formazione di repubbliche; la seconda meno tragica perché portò alla formazione di regni. Della seconda incursione, il meno peggio fu certamente Gioacchino Murat, che regno dal 1808 al 1815 a Napoli. Lui fu uno dei pochi ad interessarsi del suo regno e del suo popolo, andando persino contro Napoleone per raggiungere i suoi obbiettivi. Morì poi fucilato. Tanto era stato bravo che Ferdinando, dopo il suo ritorno, lasciò molte delle cose che Murat fece durante il suo regno, lasciò persino i Murattiani ai loro posti. In ogni caso, anche se l’impero Napoleonico crollo, la sua venuta lasciò negli italiani l’idea, l’esempio di un’Italia unita, soprattutto Murat. L’esperienza napoleonica favorì il risorgimento e la massoneria, ed è proprio in questo periodo che nasce la Carboneria, affiliazione della massoneria.
La Restaurazione e il Congresso di Vienna
Dopo la sconfitta di Napoleone a Lipsia e la decisione del suo esilio all’Isola d’Elba con il titolo di Re dell’Elba, il massimo cancelliere dell’Impero, Metternich, convinse tutte le potenze a fare un Congresso a Vienna per ridisegnare la cartina geo-politica europea dopo il grande sconvolgimento portato da Napoleone. Il principio su cui si basava tale congresso era quello dell’Equilibrio.
DATA
PACE
1648
Westfalia
1815
Vienna
1919
Parigi
1984
Jialta
La proposta del Metternich era quella di riportare l’Europa a come era prima della Rivoluzione Francese, prima del 1789. Bisognava ritornare all’antica Legge Salica, poiché, diceva lui, che i re sono re perché lo ha voluto Dio. Per questo i regni devono ritornare ai loro legittimi sovrani, che lo hanno ricevuto da Dio. Questo per due motivi:
Garantire la Pace;
Restituire ai legittimi sovrani i loro regni.
Questo è il Principio di Legittimità. Durante il congresso, tale principio non fu totalmente rispettato, soprattutto a favore dell’Austria. La situazione europea era a seguente:
Spagna ai Borboni;
Francia ai Borboni con Luigi XVIII;
Germania;
Russia e Polonia;
Impero Ottomano;
Regno di Norvegia e Svezia;
Irlanda e Inghilterra;
Regno dei Paesi Bassi (nasce);
Islanda e Danimarca.
È subito chiaro che Austria e Prussia sono i due regni più importanti
In Italia la situazione è questa:
Nasce il viceregno Lombardo-Veneto sotto l’Austria;
Genova va al Regno di Sardegna;
Parma va a Maria Luisa D’Austria e, alla sua morte, ai Borboni; Napoli ai Borboni.
Dopo la sconfitta definitiva di Napoleone, si riapre il Congresso di Vienna. Lo Zar di Russia propone di formare un Patto Sacro, una Santa Alleanza, tra i re europei per sedare le rivoluzioni interne degli stati annessi ad essa. Se in uno stato fosse scoppiata una rivolta interna, gli altri stati erano obbligati ad intervenire per sedare la rivolta. Accettarono tutti tranne l’Inghilterra e il Papa. Chi diresse tutto fu il Metternich.
Le Società Segrete
Durante gli anni della venuta di Napoleone, si diffonde sempre di più la massoneria, soprattutto nel sud d’Italia con Murat, massone. Nascono varie società segrete, facenti capo alla massoneria, con pochi adepti, tutti nobili, alti borghesi, ufficiali dell’esercito e giovani studenti. A sud nacque la Carboneria, chiamata così perché i loro adepti si riunivano in luoghi dove si faceva il carbone. Capo della Carboneria era un nobile romano chiamato Nubilus. I loro statuti parlano di Dio, della Chiesa dell’amore, ma era solo un modo per mascherare la loro vera natura naturalistica e massonica. Altre società furono fondate nel Lombardo-Veneto e Piemonte da Filippo Buonarroti: l’Adelphi, Il Mondo, I Sublimi Maestri Perfetti. Tutte queste società erano strutturate secondo una mentalità settaria a più livelli di conoscenza:
1° livello: costituzione (tutti);
2° livello: unità d’Italia (i migliori del primo livello);
3°livello: comunismo e distruzione della Chiesa Cattolica (i migliori del secondo livello).
La diffusione di queste società fu anche agevolata dal periodo storico che si stava profilando in questo periodo: il Rinascimento.
Queste società non furono mai attive in Italia, solo negli anni 20/21 iniziarono ad agitarsi e ad essere attive.
I Moti del 20/21
Iniziano in Spagna, poi nelle Due Sicilie con la Carboneria il cui motto era: Costituzione. Capi della rivolta sono due ufficiali, Morelli e Silvati, e un sacerdote. I rivoltosi marciano su Napoli e Ferdinando I scappa da Napoli. I suoi consiglieri gli consigliano di concedere la costituzione e lui lo fa. Scatta allora la Santa Alleanza e il Metternich manda un comunicato ai rivoltosi di Napoli dicendo o vi arrendete o veniamo noi. I napoletani mandano Ferdinando I dal Metternich per placarlo e per riferirgli che va tutto bene. Ferdinando, però, non lo fa e così il Metternich manda l’esercito a Napoli. Nella battaglia che seguì, vicino a Tagliacozzo, i rivoltosi furono sconfitti così Ferdinando I ritorna a Napoli che ritorna ad essere una Monarchia.
Nel Marzo del 1821 scoppia una rivolta in Piemonte per avere la costituzione. Capo della rivolta è Santore di Santarosa. Si dice che un loro simpatizzante fosse Carlo Alberto, nipote di Vittorio Emanuele I ed erede al trono. Vittorio Emanuele I abdica in favore del fratello Carlo Felice. Essendo a Modena, la reggenza viene presa da Carlo Alberto che vorrebbe concedere la costituzione. Gli arriva però una lettera dello zio che, dopo averlo trattato malamente, gli ordina di andare alla caserma di Novara agli ordini di un Tenente. Carlo Alberto aveva quindi due possibilità: diventare rivoluzionario o stare agli ordini dello zio per rimanere erede al trono. Carlo Alberto va a Novara. L’esercito che aveva sedato la rivolta a Napoli giunge in Piemonte e seda anche lì la rivolta.
I Moti del 30/31
Anche se le società segrete dei Carbonari e dei Buonarrotiani si ramificano in tutta Italia, gli anni venti, dopo i moti, trascorrono pacificamente. Pio VII muore nel 1822, lo sostituirà Leone XII fino al 1830 e, successivamente, Pio VIII fino al 1832. Nel 25 muore anche Ferdinando I e gli succede al trono Francesco I fino al 1830. È proprio nel 30 che una nuova orda rivoluzionaria si accese in Europa. Scoppia in Francia, dove porterà alla definitiva caduta dei Borboni e all’ascesa al trono di Luigi Filippo D’Orleans, figlio di Philipe Egalité. In seguito Luigi perderà il trono nel 48 ponendo fine alla dinastia dei Capetingi in Francia. Nello stesso anno scoppia anche in Italia, inizialmente nel Ducato di Modena di Francesco IV D’Este, principe cattolico e reazionario. Capo della rivolta era Cito Menotti che, tramite l’aiuto di Misley, riuscì ad entrare in contatto con Francesco IV. Ma com’è potuto succedere che un principe reazionario scendesse a patti con i rivoltosi? È presto detto. Nel Regno di Sardegna, stava per morire Carlo Felice; alla sua morte il trono sarebbe passato a Carlo Alberto, ma Francesco voleva la Lombardia. Per questo, lui voleva far scoppiare la rivolta, sedarla lui stesso e prendersi la Lombardia. Il Metternich, che, grazie alle sue spie, sapeva i piani di Francesco, gli scrisse una lettera dicendogli che se avesse appoggiato la rivolta, lui gli avrebbe tolto il trono. Così, per paura di ritorsioni, Francesco dice al Misley che non appoggia più la rivolta, Misley lo dice a Menotti, ma lui non vuole assolutamente bloccarla. Così scoppia la rivolta, Metternich manda l’esercito e la reprime. Menotti fu preso ed impiccato assieme a Ricciotti. Alla morte di Carlo Felice il trono del Regno di Sardegna passa a Carlo Alberto.
Nel 37 muore anche Filippo Buonarroti che, prima di morire, scrisse: raccontando la Congiura degli Uguali, descrivendo la sua dottrina illuministico-comunista. Con lui finisce un mondo e ne inizia un altro con Giuseppe Mazzini che lo contesta.
Giuseppe Mazzini
Padre della patria, nasce a Genova nel 1805 da padre chirurgo e da madre giansenista. Rimase colpito a 16 anni alla vista di alcune persone imbarcate e deportate. In seguito lasciò la Chiesa e si avvicinò ai rivoluzionari. Negli anni venti entra nella Carboneria e conosce Buonarroti. Dopo i moti del 30/31, si distacca da lui in accusandolo d’essere ancora un’illuminista (del 1700), mentre lui si definisce un romantico (del 1800). Mazzini, non condivide l’aspetto settario delle società segrete, non è né ateo né comunista e né razionalista, l’opposto di Buonarroti.
Pensiero
Dopo essersi distaccato da Buonarroti, fonda la Giovine Italia, una società segreta in cui l’età massima dei partecipanti era di 40 anni e in cui a tutti si dicevano le stesse cose, gli stessi obiettivi. Scopo della sua società era quello raggiungere l’Unità Italiana, un’Italia unica, libera, indipendente e repubblicana. Vuole, in pratica, distruggere le monarchie e fondare una repubblica unitaria. Parla anche del cristianesimo, affermando che esso è una bella storia del passato che ormai sta andando a morire, questo perché, secondo lui, il cristianesimo è una religione individualista che non pensa al popolo che raggiunse il suo apice nella Rivoluzione Francese, giacché era diventata una religione borghese. Per lui la Rivoluzione Francese e la Chiesa sono emblemi di una società ormai morta. Per questo, siamo all’inizio di una nuova era, l’Era dell’Associazione. Lui vuole una nuova religione e ne parlerà nelle sue opere: crede che Dio sia l’Umanità, Dio-Storia (immanente). Se Dio è l’Umanità, lo scopo ultimo della storia deve essere l’associazione di tutti i popoli poiché Dio è uno. Se l’Umanità è Dio e viceversa, poiché è l’Umanità a fare la Storia, la storia è una manifestazione di Dio (Epifania). Nella storia noi troviamo il senso stesso di Dio. Ora, L’umanità, nei secoli, ha scelto sempre un Popolo Guida come, ad esempio, i greci, i romani, i Tedeschi, i Francesi ecc… Essendo ora, come già detto, l’inizio di una nuova era, verrà scelto dall’Umanità un nuovo Popolo Guida. In questa era, il nuovo Popolo Guida non può che essere il Popolo Italiano, discendente da romani, che avrà la missione di compiere l’Età dell’Associazione [Dio e Popolo(Italia)]. Ma, finché ci saranno il Papa e i monarchi in Italia, non si potrà fare nulla. Occorre, quindi, una Rivoluzione che abbatta le monarchie e il papato e cancelli definitivamente la fede cattolica. Fatto ciò occorrerà unificare l’Italia in quanto la divisione non porta a nulla. Ora, se l’Umanità è Dio, bisogna fare la sua volontà, ma l’unica cosa che compie la volontà divina è il Suffraggio Universale, la Manifestazione della Volontà di Dio. Quindi, la vera forma di governo è una Repubblica Accentrata ed Unitaria (giacobbina). Dopo aver unito l’Italia, bisogna portare la Repubblica nel mondo fondando tante repubbliche sorelle. L’Italia avrà una preminenza sulle altre repubbliche perché sarà il suo popolo a morire per gli altri per liberarli dalla monarchia e dargli la libertà della repubblica (Repubblica Universale Massonica). Un’altra sua idea era quella di unire lo Stato e la Chiesa, di formare una Teocrazia, come l’Islam. Il Papa di questa Chiesa sarò io (l’antipapa). Dovendo esserci un suffraggio universale, non ci può essere alcuna forma di divergenza, perché, altrimenti, la forza dell’unione sparisce: TOTALITARISMO POLITICO E RELIGIOSO.
Dopo essere stato condannato a morte, scappa a Londra dove ebbe la così detta Tempesta del Dubbio. Uscito da questa situazione, ricomincia a predicare le sue ideologie. Riprendendo la tesi eghegliana, afferma che noi abbiamo avuto due Rome, quella dei Cesari (imperiale), cioè la tesi, e quella dei Papi (religiosa), cioè l’antitesi; io faro la terza Roma, quella del Popolo (Imperiale e Religiosa), cioè la sintesi.
TESI
ANTITESI
Roma dei Cesari
Roma dei Papi
SINTESI
Roma del Popolo
Azione
Lui mandava alcuni giovani a fare dei colpi i stato suicidi.
Attacco ai Savoia del 34: in cento attaccano i Savoia ma tutti fuggono non appena Mazzini sviene per la paura, anche lo stesso Giuseppe Garibaldi fugge in America;
Attacco a Napoli del 44: i Fratelli Bandiera organizzano un assalto a Napoli con altre 17 persone. Non appena furono sbarcati, furono uccisi dagli stessi contadini;
Attacco a Napoli: Pisacane organizza un assalto a Napoli con altri 300 persone (250 galeotti) ma furono uccisi dai contadini.
Gioberti e il Neoguelfismo
Mazzini non ebbe grande seguito, ma istigò i conservatori a prendere delle decisioni. Avendo da una parte i controrivoluzionari e dall’altra Mazzini, meglio scegliere una via di mezzo, cambiare ma poco. Così scendono in campo i conservatori (nobili, borghesi, ecclesiastici con menti aperte) che si schierano contro Mazzini per formare sì un’Italia unita, ma monarchica e cattolica. Chi penserà alla soluzione sarà un prete, ex mazziniano, chiamato Vincenzo Gioberti. Spinozziano (panteista), prete, mazziniano e rivoluzionario, sparisce dalla circolazione intorno al 30-40. Nel 43 scrive un libro sul Risorgimento chiamato “Il Primato Morale e Civile degli Italiani”. Per lui, il nostro primato sugli altri popoli ci deriva non perché faremo qualcosa per loro, ma per i nostri meriti passati, per quello che abbiamo fatto prima. In questo libro spiega come si può fare un’Italia Unita, rinnovando e conservando allo stesso tempo. Si deve creare una confederazione dove ogni sovrano mantiene il proprio regno il cui capo è il Papa. Successo strepitoso, tutti lo seguono e lo osannano e Mazzini scompare dalla circolazione. Colui che, stranamente, non era d’accordo su questa soluzione fu Gregorio XVI. Nel 46 muore e viene eletto Papa il cardinale Giovanni Mastai Ferretti, chiamato poi Pio IX. Il suo fu il 2° pontificato più lungo della storia dopo quello di Pietro (32 anni), fu il papa che perse lo Stato Pontificio e il più calunniato della storia. Non appena fu eletto disse di aver letto il Primato, e ciò voleva dire che lui era pronto ad applicarlo. Lui è un buono, ama l’Italia e vede nel Primato la soluzione per raggiungere un’Italia unita. È in questo periodo che inizia il cosiddetto Biennio delle Riforme, che va dal 46 al 48, durante il quale Pio IX concede sempre più riforme. La prima cosa che fece fu quella di concedere l’amnistia per i reati politici e una moderata liberta di stampa. Fatto ciò, a Roma si scatena grande entusiasmo per Pio IX, inizia una grande festa di elogio a Pio IX, per le strade tutti gridano viva Pio IX andando in giro con i suoi quadri, persone che arringano il popolo in suo favore e ciò spingeva sempre di più Pio IX a concedere sempre più cose. Infatti, concede la Guardia Nazionale (come Mirabeau a Parigi) tenuta da laici e, successivamente, la Consulta di Stato, un piccolo parlamento di laici, che non sembrava pottese portare a gravi conseguenze ma che porterà alla costituzione. Molti persone in Vaticano iniziano ad innervosirsi ed anche il Metternich a causa del comportamento di Pio IX che poteva sembrare liberale, atteggiamento sbagliato per la Chiesa. Però, Pio IX non lo faceva di proposito, non capiva che stava entrando in un meconismo dal quale sarebbe stato poi difficile uscire. In questo periodo nascono a Roma alcune società segrete, massoniche e mazziniane, che iniziano a manovrare le folle per spingere Pio IX a concedere sempre di più. I capi di questi movimenti erano: Sterbini, uno di quelli che beneficiò dell’amnistia, Luciano Bonaparte, nipote di Napoleone, e Ciceruacchio, un trasteverino capo popolo. Era proprio quest’ultimo che organizzava delle processioni da Trastevere al Quirinale che osannavano e festeggiavano Pio IX urlando il suo nome ma, come notò , mai urlando “Viva il Papa”. Nel 47, Pio IX capisce nel guaio in cui si era cacciato ma, ormai, era troppo tardi per porre rimedio. Accade quindi che proprio da Roma, clericale, nasce la speranza del Risorgimento Nel 47, però, il Metternich cerca di far capire al Papa di stare attento a alle sue azioni, di ragionare prima di agire conquistando Ferrara. Pio IX, per tutta risposta, protesta contro e invia un esercito per riprendersi Ferrarla. Dopo questa decisione, le grida di osanna si fecero ancora più forti e si espansero in tutta Italia, tutta Italia gridava “Viva Pio IX” e, dopo che Verdi scrisse il Nabucco, la gioia e la speranza degli italiani si fece ancora più forte. Questo è senz’altro il momento più bello di tutto il Risorgimento, in cui veramente tutto il popolo italiano era unito, ci credeva alla sua unificazione, c’era grande patriottismo. Tutti gli Italiani erano pronti a combattere, anche un certo Garibaldi, tornato dall’america. Nel mentre, gli unici che erano preoccupati di questa situazione erano Ferdinando II, che, per il momento, decide di non fare nulla, e Carlo Alberto, che non voleva fare guerra contro l’Austria sia perché voleva fare lui l’Italia, e non stare sotto il Papa, sia perché il suo progetto immediato non era l’Italia ma la Lombardia. Così, chiamò due letterati, Massimo D’Azzeglio e Cesare Balbo, affinché scrivessero qualcosa a suo favore. Balbo scrisse un libro nel quale affermò che, poiché in Italia c’era l’Austria, l’idea di Gioberti era bella ma irrealizzabile. Per poter unificare l’Italia occorre cacciare l’Austria dall’Italia e l’unico che ha i mezzi per farlo è Carlo Alberto. Quindi bisogna prima cacciare gli austriaci, poi creare una confederazione di stati ma con a capo non il Papa, ma Carlo Alberto, colui che ha liberato l’Italia. Questa è il Neoghibellinismo. Contemporaneamente gli ultimi esponenti della Carboneria napoletana hanno l’idea di porre a capo della confederazione Ferdinando II. Egli, dopo averli accolti ed ascoltati, risponde di non essere un ladro e di non voler prendere le terre del Papa e dei Savoia.
Da parte dei rivoluzionari, oltre a Mazzini ci sono altre proposte. Una di queste dice che bisogna creare una confederazione di repubbliche, abbattendo tutte le monarchie e trasformandole in repubbliche. Questa proposta è chiamata Confederazione Repubblicana di Carlo Cattaneo e Giuseppe Ferrari.
Il 48

IL 1848 è considerato l’anno delle rivoluzioni, o, come lo definirà il contemporaneo filosofo Carl Marx, “la primavera dei popoli”, l’inizio del Comunismo. Da un punto di vista cronologico, il 48 è la seconda rivoluzione dopo quella francese del 1789. Da un punto di vista quantitativo, il 48 è ben più estesa della rivoluzione francese poiché riguarda tutta l’Europa. Apparentemente le rivoluzioni del 48, al contrario dell’’89, falliscono tutte. In realtà, il 48 ha cambiato il modo di pensare e diede l’avvio alla moderna società laicista. Si può dire che l’’89 manda in coma la Chiesa, essa risorge, il 48 gli dà il colpo di grazia. Il 48 è la svolta del Processo Rivoluzionario Storico. Inizia la fase culturale-filosofica detta il positivismo. Purtroppo per l’Europa e per le sue monarchie, non vi è un secondo Metternich che salvasse l’Europa. Le rivoluzioni si dividono in due grandi tipologie:
Nazionali: fatte da paesi per ottenere l’indipendenza (Italia, Germania, paesi sotto l’impero austriaco);
Sociali: fatte in nazioni già libere ed indipendenti (Francia, Belgio).
Nel 48 Carl Marx scrisse nel Manifesto: “uno spettro si aggira per l’Europa”. Fonda il Partito Comunista con . Il 48 porterà al potere in Francia Luigi Napoleone Bonaparte che diventerà Napoleone III (figlio di Girolamo ed Ortenzia). Venne chiamato l’Oscuro Figlio di Otenzia perché era ambiguo.
Italia
Alla fine del 1847 troviamo l’Austria che controlla il Lombardo-Veneto tramite Radeschi, Carlo Alberto sul trono del regno di Sardegna, i Borboni a Parma, Ferdinando IV a Modena, Pio IX è il Papa in carica, ed infine a Napoli vi è Ferdinando II. Nel gennaio del 48, scoppia quasi contemporaneamente in tutta Europa la Rivoluzione. La prima scoppia il 12 gennaio 1848 a Palermo in Sicilia. I rivoluzionari chiedevano la Costituzione ed i più estremisti, anche l’indipendenza. Precedentemente, Pio IX si era fatto fautore della Lega Doganale Italiana nella quale entrano la Toscana ed il Regno di Sardegna. Ferdinando II critica l’operato di Carlo Alberto e si rifiuta di entrare nella Lega. Nel 48 però Ferdinando II si infuria poiché proprio nei suoi stati, a causa dell’operato degli altri, scoppiò la Rivoluzione. Allora, per ripicca nei confronti degli altri monarchi, concede la Costituzione limitando sensibilmente i suoi poteri. Giunta la notizia a Roma di quello che era successo in Sicilia, il popolo si agita e comincia a chiedere la costituzione. Pio IX non vuole concederla e così il popolo inizia a minacciarlo e ad inveire contro di lui. Il Papa o chiama l’esercito per sedare queste insistenti richieste da parte del popolo romano o concede la Costituzione come Ferdinando II. Sceglie la seconda possibilità. Ma egli dichiara che manterrà invariata la sua autorità per quanto riguarda la Chiesa. Nel frattempo, anche a Firenze scoppia la rivoluzione con a capo Giuseppe Guerrazzi e Giuseppe Montanelli. A fine febbraio anche Firenze concede la Costituzione. Carlo Alberto capisce che stava accadendo qualcosa di strano in Italia. Così, chiama alcune persone per creare un statuto che si chiamerà Statuto Albertino, che sarà lo statuto della successiva Italia e che durerà per 100 anni. Il 4/3/1848 Carlo Alberto concede la Costituzione con lo Statuto Albertino. Il primo articolo di tale costituzione dice: la monarchia di Sardegna è ereditaria e cattolica, il cattolicesimo è la religione di Stato e l’unica tollerata, io sono il re è lo sono per grazia divina ed il governo è imputabile davanti al re. A marzo sono gia state concesse tutte le costituzione, manca solo il Lombardo-Veneto. Tutta l’Italia inizia a premere affinché Carlo Alberto dichiarasse guerra all’Austria. Lui non sa cosa fare e così sente se gli altri monarchi appoggiano questa guerra all’Austria. La toscana concede il suo esercito a Carlo Alberto. Pio IX concede il suo esercito, comandate dal generale Durando, ma solo per difesa. Ferdinando II accetta di inviare il suo esercito. Tutta l’Italia è unita nella lotta all’Austria. Capo dell’esercito italiano era Carlo Alberto ma lui era sempre più indeciso. Per spronarlo, i rivoluzionari fanno scoppiare una rivolta a Milano contro gli Austriaci. Milano insorge e caccia Radeschi. Questa rivolta va dal 18 al 23 marzo: sono le famose Cinque Giornate Di Milano. Allora, Carlo Alberto invade Milano e la annette al regno di Sardegna. Ciò non andava bene ai milanesi che confanno nulla perché la cosa più importante era cacciare Il maresciallo Radeski che si era rifugiato nel quadrilatero, zona praticamente inespugnabile, formata da quattro città: Peschiera, Verona, Mantova, Legnano. Radeschi era infatti in difficoltà poiché aveva tutta l’Italia contro di lui. Radeschi sperava negli aiuti, ma, nel frattempo, l’Austria stava vivendo un periodo di difficoltà, in quanto alcune zone del suo vasto impero erano insorte e Metternich aveva perso il potere, Milano era l’ultimo dei suoi problemi. Non potendo ricevere alcun aiuto, Radeski si rifugia nel quadrilatero dove aspetta. A causa di queste rivolte, il diciottenne Frans Josef, diventa imperatore, perché il padre gli ha lasciato il trono dopo l’abdicazione del precedente imperatore. L’Italia è veramente unita contro gli Austriaci. Sorge però un problema di ordine morale: infatti l’Austria non aveva fatto torti a nessuno, se non quello di possedere il Regno Lombardo-Veneto. Pio IX, però, si arrabbia perché il suo esercito, invece di difendere, attacca, disubbidendo alle sue direttive. C’è uno scontro con il parlamento e anche il popolo si agita contro di lui. Così inizia a cambiare un ministro dopo l’altro sperando di migliorare ma andando sempre peggio. Addirittura Terenzio Mariani gli consiglia di abolire la religione cattolica. Da Vienna, però, giunge come messo da parte dell’imperatore il Primate di Vienna che dice al Papa di ritirare l’esercito altrimenti avrebbe rischiato lo scisma. Pio IX non può permettersi di subire uno scisma religioso da parte dell’Austria, così ordina all’esercito di ritirarsi e tornare in Italia e, se Durando non avesse ubbidito, sarebbe stato ritenuto alto tradimento. Durando, ricevuto l’ordine di ritirare l’esercito, lascia i suoi soldati e va a combattere sotto Carlo Alberto. Poi, una parte dei soldati lo segue, altri rientrano. Però, Pio IX viene accusato di essere il traditore della patria e molti preti, soprattutto gesuiti, vengono perseguitati e malmenati da Ciceruacchio e soci. Dopo la ritirata del papa, Ferdinando II, che non aspettava altro, fa un colpo di stato e, in un mese, ritrasforma il suo regno in una monarchia assoluta, cattura i rivoluzionari, ma gli concede la grazia. A Firenze scoppia la rivoluzione e viene fondata la Repubblica Fiorentina. Carlo Alberto si trova dunque solo a fronteggiare l’Austria. Dopo che l’Austria aveva sistemato le sue rivolte, arrivano i primi rinforzi a Radeski. Così Radeschi sconfigge Carlo Alberto e marcia verso Milano. Milano era in fermento a causa del ritorno di Rodaschi, così prendono in mano la situazione i democratici. Per loro, l’unico modo per battere Radeschi era quello di far tornre in guerra Roma e Napoli, Napoli era troppo forte, quindi si optò per Roma. Mazzini da, allora, ordine di fare un colpo di Stato a Roma e, se necessario, uccidere il papa. Nel frattempo, il papa, oramai desolato e distrutto, nomina suo primo ministro un vecchio massone e rivoluzionario che ora era diventato conservatore, PELLEGRINO ROSSI. Lui gli consiglia di usare l’esercito per cercare di salvare il salvabile e Pio IX, a malincuore, accetta. Nel mentre Ciceruacchio insegna al figlio dodicenne come uccidere alla gola Rossi e, il giorno dopo, Rossi muore sgozzato dal figlio di Ciceruacchio. Successivamente Ciceruacchio e soci attaccano il Quirinale e sparano alle stanze del Papa. Un colpo colpisce il braccio destro di Pio IX, monsignor Palma. Alla scena è presente il Papa e l’ambasciatore spagnolo, che eroicamente, quando giunsero i rivoluzionari, si interpose tra loro e il Papa dicendo che per uccidere i Papa avrebbero dovuto uccidere lui, avvertendoli però che se lo avessero ucciso la Spagna avrebbe risposto con le armi. Così i rivoluzionai si ritirano. In seguito, il papa riesce a fuggire su di un cocchio travestito da prete. Il papa, mentre scappa, invia due messaggeri da Ferdinando per dirgli che lui era scappato a Gaeta. Ferdinando va da lui e lo ospiterà a Gaeta per due anni. A Roma si dichiara decaduta la monarchia e Mazzini fonda la Repubblica Romana. Nel Nord d’Italia, Radeski continua ad avanzare verso Milano e Carlo Alberto si ritira a Torino. Arrivato a Milano, Radeschi cattura tutti i rivoluzionari ma gli salva la vita. Carlo Alberto cerca allora di fare la pace ma Radeachi attacca Torino e vince a Custoza ed a Novara. In seguito impone la pace, ma il governo di Torino, con a capo Gioberti che aveva gettato la maschera, non la accetta. Carlo Alberto fu costretto a continuare la guerra e il suo esercito fu sconfitto definitivamente a Novara. Si inizia a parlare di Repubblica, ma Radeschi interviene in difesa del Regno di Sardegna e seda le idee repubblicane. Dopo la sconfitta, Carlo Alberto abdica a favore di Vittorio Emanuele II. Carlo Alberto si ritira ad Oporto dove morirà di crepacuore, come il suo successore Vittorio Emanuele II. IL Papa chiede aiuto all’Europa e l’unico che risponde è Luigi Napoleone Bonaparte, massone e anticlericale, costretto a far ciò grazie ad un patto fatto con il clero che lo aveva fatto andare al potere a patto che lui avrebbe liberato il Papa. Ora rimango solo quattro città in mano ai rivoluzionari: Firenze, Modena, Venezia e Roma. Firenze e Modena si arrendono, Venezia i sapeva che sarebbe caduta, quindi bisogna proteggere Roma a tutti i costi. A Roma la repubblica era comandata da un Triumvirato: Saffi, Mazzini, Armellini. Però il vero capo era Mazzini. L’esercito era stato affidato a Garibaldi. A Roma si venne a sapere del patto francese e Garibaldi prepara la difesa. Nel 49, giungono i soldati francesi capeggiati dal generale francese Udinot. Arrivano fino al Gianicolo dove Giuseppe Garibaldi aveva organizzato la resistenza. Questa è la Resistenza sul Gianicolo. Nel frattempo, a Roma Mazzini introdusse il berretto frigio, il Fascio Vittorio sotto la lupa, a le picche come armi. Ciceruacchio e Bonaparte propongono di uccidere preti e suore in piazza ma Mazzini frena gli animi perché sa che ciò non avrebbe portato a nulla di buono, di nascosto si ma pubblicamente no. Diede anche ordine ai preti di pregare per la salvezza di Roma e protare per le strade il Santissimo Sacramento. Fa coniare sempre più monete, ma le casse dello stato erano sempre vuote (molti rubano tali soldi). Udinot stava vincendo e, quindi, Garibaldi fa un patto con lui. Loro si sarebbero arresi se lui li avesse lasciati scappare e Udinot accetta. Mazzini era già fuggito. Così, lui e il suo esercito vanno a combattere a Venezia. A Comacchio muore Anita. Venezia cade nelle mani dell’Austria. Tutti scappano tranne Ciceruacchio e figlio che vengono presi ed arrestati. Liberata Roma, viene mandato un dispaccio al papa per farlo tornare. Durante la guerra, il Papa si trovava a Gaeta dove cercava di sapere il più possibile sulla situazione italiana. È in questo periodo che Pio IX cambia totalmente, c’è una grande conversione interiore, spiritual. È qui che impara a soffrire giacché i giorni che gli rimarranno saranno solo un calvario, un dolore interno che raggiungerà l’apoteosi con la perdita dello Stato Pontificio. Qui nomina come segretario di stato il Cardinale Antonelli, suo amico e sua unica forza, l’unico che era rimasto con lui in quel periodo e che rimarrà con lui fino alla fine. Pio IX, che si era dato un mese di silenio per penitenza, parlava solo con lui. Qui prende anche la decisione di istituire il dogma dell’Immacolata Concezione che proclamò tornato a Roma l’8/12/1854 sfidando tutti. Nel 51, tornato a Roma accolto in trionfo, Pio IX grazia tutti i cardinali arrestati per aver partecipato alla rivoluzione. Fallisce la Rivoluzione e tornano le monarchie. Solo Carlo Alberto lascia in vigore la costituzione, facendo del Regno di Sardegna la prima monarchia costituzionale d’Italia.
La Francia
Dopo la caduta di Napoleone, la Francia non viene invitata al Congresso di Vienna in quanto aveva perso la guerra. Allora, Talleyrand va dal suo amico, Metternich, fautore del Congresso, e gli chiede se poteva far entrare anche la Francia al Congresso di Vienna e lui accetta. Subito dopo va dal re di Francia, Luigi XVIII, e gli chiede di rinominarlo ministro degli esteri. Luigi non vuole assolutamente, visto il suo comportamento durante la rivoluzione francese, ma Talleyrand era l’unico che poteva far entrare la Francia al Congresso di Vienna, e quindi accetta. Durante il Congresso, Talleyrand, appoggiato da Metternich, riuscì a salvare la Francia, unica perdente, premendo sul principio di legittimità su cui era basato il congresso. Se infatti bisognava tornare al 1789, anche la Francia doveva tornare a come era in quel periodo. Nonostante molte opposizioni, Talleyrand riesce a mantenere intatto il regno francese. In seguito ritorna Napoleone e Luigi scappa. Dopo la sconfitta a Waterloo, Luigi ritorna e, come atto di grande bontà, concede la Costituzione chiamata: “Charté Otroyèe” Carta Concessa. Ciò stava a significare che la Costituzione l’aveva data lui, e non l’aveva presa il popolo come nel ’89, e che la poteva togliere quando voleva, ribadendo che lui era Re di Francia, non dei francesi. Da ora in poi, la Francia è la prima monarchia costituzionale dopo l’Inghilterra. Dopo la concessione della costituzione, rinascono nuovi partiti, molto più civili dei club del 89, nasce un parlamento con elezioni censitarie: non c’è più l’assolutismo. Nascono quasi subito due fazioni politiche:
1) Liberali: partito di “sinistra”con a capo La Fitte e Benjamin;
2) Ultras: partito di “destra”, chiamati così perché si ritenevano oltre lo stesso re, con a capo Chateau Briand e il Visconte di Richelieu. Non volevano la costituzione.
Paradossalmente, in questa situazione i Liberali erano più vicini al re degli Ultras.
Tra le due fazione si accese un dibattito che, durante il regno di Luigi XVIII non ebbe grandi risvolti. Luigi XVIII fu il re più mediocre e infame della storia, durante il suo regno non successe praticamente nulla. Alla sua morte, nel 24, sale al trono il Conte D’Artois col nome di Carlo X. Carlo X fu l’opposto di Luigi XVIII, era oltre gli stessi Ultras. Appena salito al trono, vuole ristabilire la monarchia assoluta impostandola sul cattolicesimo sul modello di Bossue. Per far ciò, istituisce alcune leggi chiamate Leggi sul Miliardo agli Immigrati e che stabilivano:
1) Pena di morte ai bestemmiatori;
2) Pena di morte a chi permette e compie atti sacrileghi;
3) Un miliardo di franchi a tutti gli immigrati e vedove del ’89.
Negli anni successivi il suo operato fu volto a riportare l’assolutismo in Francia e a togliere la Costituzione. Quando, però, cercò di togliere la Costituzione nel luglio del 1830, Parigi insorse ed erge le barricate (i borghesi). La resistenza durò tre giorni (27/28/29 luglio) che sono chiamate: Les Trois Glorieuses. Nel 28, Carlo abdica e scappa. Con lui finisce la dinastia dei Borboni in Francia. I rivoluzionari, che non si aspettavano questo comportamento da parte del re, non sanno a chi dare il comando, così si rivolgono al loro capo, La Fayette, ormai ottantenne. Lui, ricordandosi del sogno di Philiphe Egalitè di salire sul trono francese, offre la corona a suo figlio, Luigi Filippo D’Orleans, con la sola clausola di non essere Re di Francia ma Re dei Francesi. Luigi accetta e la monarchia francese prende il nome di Monarchia di Luglio che va dal 30 al 48. Durante il suo regno non succede nulla di speciale. Durante gli anni trenta, ebbe come primo ministro Thiers, storico della rivoluzione francese assieme a Michelette. Lui adottò un governo liberale che avvantaggiava la borghesia. Fu con lui che iniziò la Rivoluzione Industriale in Francia e l’espansionismo coloniale francese in Africa con l’invio di eserciti in Algeria. Negli anni 40 chiama come ministro Guizot che attuò un governo più conservatore, spostando più a destra l’asse politica francese. Fu lui che diede l’inizio al vero Colonialismo Francese attaccando l’Algeria e iniziando la conquista del Sahara. Durante il periodo di Guizot, sorse un problema: la Questione d’Oriente. Russia ed Austria erano d’accordo nel dare il colpo di grazia all’Impero Ottomano per poi spartirsi i territori in due. A ciò si oppose Francia ed Inghilterra che non volevano che la Russia entrasse nel Mediterraneo. Così preferirono lasciare in vita l’Impero Ottomano e controllarne i traffici commerciali. Nel 34 muore La Fayette. Verso la fine degli anni 40, Guizot inizia ad applicare una politica sempre più conservatrice a favore della borghesia, appoggiato in ciò da Luigi. Questa situazione iniziava, però, a scontentare il clero, la piccola borghesia e il popolo. Nel 47 Parigi inizia a mobilitarsi, preludio di una futura azione. Nelle grandi fabbriche francesi gli operai, per protesta, iniziano a scioperare facendo banchetti e smettendo di lavorare. Né Luigi e né Guizot capirono che questa situazione preludeva qualcosa di peggio e non fecero nulla per risolvere il problema. Infatti, il 24 febbraio del 1848 Parigi insorge ed erge le barricate. Luigi scappa ed abdica, gli operai dichiarano la nascita della 2° Repubblica Francese. Questa repubblica ha delle similitudini e delle differenze con la prima, quella di Danton. È simile perché è una repubblica, è rivoluzionaria ed è nata da un colpo di stato; diversa perché, anche se fu iniziata dai borghesi, sin da subito fu controllata dai socialisti (in senso marxista). Fu proprio dopo aver visto la situazione di Parigi che Marx scrisse il “Manifesto” poiché si accorse che chi faceva la rivoluzione era il proletariato (comunismo). A capo dei socialisti vi erano Blanc (socialista) e Blanqui (comunista). Fu in questa situazione che divenne famoso Tocqueville che, nel “Souvenir”, scrisse che questa è la 1° Rivoluzione Comunista della storia. Ciò è comprovato dal fatto che, poiché il proletariato chiedeva sempre più concessioni e potere, la borghesia inizia a spaventarsi. Così iniziò a chiedere aiuto alla Chiesa e ai Militari per risolvere questo problema. Il clero non aveva grande influenza su Parigi e non poteva fare granché, l’unica speranza erano quindi i militari. Venne chiamato il generale Cavaillac che accetta di riportare l’ordine a Parigi. Il 15 giugno del 48, Parigi fa una seconda rivoluzione che serviva ad instaurare definitivamente il comunismo a Parigi. Cavaillac riceve allora carta bianca sui metodi da utilizzare per riportare l’ordine. Cavaillac, allora, entra a Parigi e bombarda le barricate uccidendo tutti i rivoluzionari. Cavaillac riportò l’ordine e i borghesi ripresero il controllo della città. I borghesi tentano ora di rafforzare la repubblica per evitare sia attacchi monarchici sia comunisti. Per far ciò, decidono di eleggere un presidente della repubblica che fosse in grado di difenderla.
La chiesa voleva tornare alla monarchia dei Borboni il cui erede era il Conte di Cambord Enrico, che sarà ricordato come Enrico V. Uomo completamente diverso dagli zii, contrario alla monarchia assoluta. I suoi ideali erano Carlo Magno e Luigi IX. Per lui la monarchia assoluta e la costituzione fanno vincere la rivoluzione
Le lezioni si stabilirono per il 2 dicembre. Vengono fuori due candidati: Cavillac e Luigi Napoleone Bonaparte (figlio di Girolamo e Ortenzia, nipote di Napoleone). Cresciuto dal papa, nel 30 fece un colpo di stato contro di lui. Fu preso, condannato a morte e poi graziato dal papa. In seguito entra nella massoneria, nella carboneria e nelle sette francesi, dopo una vita avventurosa ritorna in Francia e si candida alle elezioni. Il 2 dicembre, alle elezioni viene eletto presidente della repubblica Luigi. Ma come riuscì ciò. Egli prese contatti con il clero francese dicendogli di essere cambiato, di essere amico del papa, di non voler più fare ciò che fece da giovane ecc… Il clero si riunì per prendere una decisione e decisero di metterlo alla prova. Così gli proposero un accordo: loro lo avrebbero fatto eleggere presidente della repubblica, ma lui in cambio doveva liberare Roma dai rivoluzionari e il Papa. Lui accetta e così fu eletto presidente. Così finisce il 48 francese, vinse la repubblica ma conservatrice. Dopo essere stato eletto libera Roma e comincia un rapporto ambiguo con il papa, un rapporto di riconoscenza, per ciò che aveva fatto, e di diffidenza perché sapeva chi era. Il 2 dicembre del 51, tramite un referendum, viene eletto presidente per cinque anni. Il 2 dicembre del 52, sempre tramite un referendum, viene eletto Imperatore dei Francesi con il nome di Napoleone III.
La Grecia
Nel 1825, anche in Grecia si diffonde la massoneria. Soprattutto una, chiamata Eteria, con a capo Ipsilanti. Essa voleva l’indipendenza della Grecia. Per raggiungere tale scopo, chiedono aiuto all’Europa. Nasce così l’ideale romantico della liberazione della Grecia (Lord Bayron) Francia e Inghilterra accettano, l’Austria di Mettenich e Russia rifiutano e, anzi, aiutano l’impero turco. Questo perché essa era una rivoluzione massonica e Metternich non voleva una sua vittoria, però i nemici erano i turchi… In ogni modo si fece la rivoluzione, i turchi furono sconfitti e la Grecia divenne libera. Nasce il Regno di Grecia che durò fino al 1969 con Costantino. Metternich accetta l’indipendenza della Grecia ma vuole al suo comando un tedesco, e così fu, infatti il trono andò ad Ottone I di Baviera.
Rivoluzione Industriale
Abbiamo gia fatto la Rivoluzione Protestante, religiosa, la Rivoluzione Francese, politica, la Rivoluzione Scientifica, mentale, ora faremo la Rivoluzione Industriale, più pratica, concreta di quella scientifica, quella che cambiò radicalmente la vita delle persone in bene e in male, che sconvolse ogni mentalità. Ci furono due rivoluzioni industriali, la prima va dal 1790 al 1850, la seconda va dal 1850 al 1908. Tra le due, la più sconvolgente fu senza dubbio la seconda, ma anche la prima portò importanti risultati, in bene e in male.
RIVOLUZIONE
Rivoluzione Scientifica
Teorica
1° Rivoluzione Industriale
Teorica e Pratica
1° Rivoluzione Industriale
Pratica
Della prima rivoluzione, le scoperte più importanti furono il telegrafo, il treno ma soprattutto la macchina a vapore. Perché? È presto detto. Con la scoperta e l’utilizzazione in campo economico della macchina a vapore, si passò da una economia agricola e aziendale ad una economia industriale e capitalista. Prima nelle aziende vi erano pochi operai e c’era un rapporto personale tra padrone e operaio, come quello tra signore e vassallo medievale. Con la macchina a vapore, gli operai che lavoravano nella medesima fabbrica aumentarono a dismisura e tale rapporto svanì a discapito degli operai. I padroni divennero capitalisti arricchendosi sempre di più, gli operai divennero proletari, sfruttati dai loro padroni, senza alcuna legislazione che difendesse i loro diritti, senza possibilità di ribellione, altrimenti avrebbero perso il lavoro. Per rimediare a questa situazione, alcuni preti, tra cui San Giovanni Bosco a Milano, iniziarono d aiutare migliaia di poveri dandogli da mangiare. Fu per questo che si creò la Questione Sociale.Furono proprio queste le basi su cui poté attecchire il comunismo. Però, verso gli anni 30-40, gli operai iniziarono a ribellarsi. Gli inglesi allora, capendo il pericolo che potevano correre, iniziarono a fare delle riforme a favore degli operai. Inizia così lo Stato Sociale. Marx disse che il comunismo avrebbe attecchito in Inghilterra e Francia e non in Russia, fu il contrario. Con lo Stato Sociale si evitò il comunismo nell’Europa Occidentale. Oltre a ciò, durante la prima rivoluzione industriale nascono anche i sindacati. I sindacati sono entità che difendono tutti i lavoratori attraverso un’ottica di scontro con il padrone (sciopero). Però essi non ti garantiscono la sopravvivenza come le Corporazione, entità che nascono dalle categorie di lavoro che ti assicurano la sopravvivenza in caso di disoccupazione o disgrazia.
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