Il primo dopoguerra

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Testo

Il Dopoguerra in Europa e in Italia

• Conseguenze della 1a Guerra Mondiale: Era stata una guerra totale quella del 1915-18 guerra che aveva coinvolto tutto il popolo e che aveva profondamente mutato la mentalità europea. L’Europa ne era uscita umiliata e allo stremo delle forze, e inoltre le potenze dell’Intesa si ritrovarono quasi isolate dopo i trattati di pace: gli Stati Uniti non avevano voluto partecipare alla Società delle Nazioni e non aveva firmato il Trattato di Versailles; anche la Russia, il cui governo rivoluzionario non era stato riconosciuto da nessuno, non faceva parte della Società delle Nazioni. Inoltre la pace punitiva della Francia nei confronti della Germania aveva ridotto quest’ultima nella miseria: i prezzi dei prodotti erano saliti di milioni di volte, il marco non era altro che carta straccia, e inoltre vi erano le immense ammende da pagare: il popolo sarà sempre più scontento e comincerà ad affidarsi ai grandi partiti totalitari (nazismo). L’Impero Austriaco era stato smembrato in diversi paesi: veniva ora a mancare il libero commercio (innalzamento di dazi doganali alle frontiere) e quindi chi aveva le fabbriche magari si ritrovava senza materie prime in quanto provenivano da un altro stato dell’ex impero.Anche qui vi fu una forte svalutazione della moneta.
Un’altra fondamentale conseguenza della Grande Guerra era stato il cambio di mentalità in tutti i paesi Europei: vi era innanzitutto il problema di riconvertire le industrie belliche in industrie di pace; vi era inoltre il problema dei reduci che tornavano nella società con la speranza di avere ciò che era stato promesso loro durante gli ultimi due anni di guerra e che speravano di trovare una società migliore; durante la guerra era inoltre cominciato il processo di emancipazione della donna: la donna aveva preso il posto dell’uomo durante la guerra, aveva protestato e scioperato per l’aumento del costo della vita, per le licenze ai mariti.
• In Italia: In Italia vi era una profonda crisi economica: bisognava riconvertire le industrie belliche. Vi fu bisogno dell’intervento massiccio dello Stato nell’economia per risollevare l’industria: lo Stato ora dava lavoro ed era il motore dell’economia nazionale.
o Sindacati: Nel 1° dopoguerra vi era stato in Italia uno sviluppo enorme da parte dei sindacati operai, che si distaccavano dal partito socialista per politica e idee e che erano formati da masse di operai organizzati.
o Partito Popolare: Nel 1919 si formò un nuovo partito nella scena politica Italiana: il Partito Popolare di Don Luigi Sturzo. Il Partito Popolare raccoglieva l’eredità della Democrazia Cristiana, e riusciva a organizzare una grossa massa di contadini, borghesi che erano rimasti ai margini della vita politica italiana a causa del non-expedit.
o Fasci di combattimento: Il 1919 è anche l’anno di formazione dei Fasci di Combattimento in cui erano presenti i futuristi, i dannunziani, i nazionalisti e gli ex-arditi. Questi fasci di combattimento erano guidati da Benito Mussolini. Questi fasci di combattimento erano prettamente anti-socialisti e avevano come caratteristica fondamentale la vocazione nazionalistica.
o La spedizione di Fiume e l’insediamento di Giolitti: Il governo di Francesco Saverio Nitti durò pochi mesi a causa della disastrosa situazione in cui si trovava lo Stato Italiano: gli scioperi susseguivano agli scioperi, il costo della vita aumentava e la sovranità nazionale era minata dalla Spedizione di Fiume da parte di D’Annunzio. Fiume secondo i trattati di Versailles era città libera, ma era stata rivendicati dai movimenti nazionalistici che prepararono una spedizione (ben riuscita) per la conquista della città. Il Governo Nitti rimase indeciso e fu accusato da tutti come vigliacco; Nitti diede le dimissioni e risalì al governo Giolitti: il ministro degli esteri di Giolitti, Carlo Sforza, avvicinandosi alla Francia e all’Inghilterra, riuscì a strappare loro il trattato di Rapallo in cui Fiume veniva proclamata Stato Indipendente in cambio della cessione di alcune terre all’Italia da parte della Jugoslavia; Fiume comunque diverrà Italiana nel 1924 per concessione di quest’ultima. Giolitti quindi mandò l’esercito a liberare Fiume e D’Annunzio fu allontanato.
o L’occupazione delle fabbriche e la scissione del Partito Socialista: Nel settembre del 1920 le fabbriche vennero occupate dagli operai che chiedevano un aumento dei salari dovuto al rincaro del costo della vita: sulle fabbriche fu innalzata bandiera rossa. Gli operai autogestirono le fabbriche e aspettavano delle indicazioni sul da farsi da parte del Partito Socialista. All’interno di quest’ultimo vi erano profonde lacerazioni tra la corrente riformista e quella massimalista: la corrente riformista chiedeva semplicemente l’aumento dei salari; la corrente massimalista invece credeva che quello fosse il primo passo verso la rivoluzione operaia. Giolitti in un primo momento rimase neutrale, come aveva sempre fatto, ma poi avendo Turati chiesto l’appoggio di questi, egli compì l’ultimo miracolo mettendo d’accordo le due parti promettendo agli operai una legge(che non avrà mai vita) che consentiva loro di controllare la gestione amministrativa delle fabbriche.
Da questi movimenti il Partito Socialista ne uscì profondamente lacerato: nel Gennaio 1921 si tenne il congresso del partito in cui vinse la corrente massimalista che, sotto la spinta di Lenin, chiese ai riformisti di allontanarsi dal partito. I socialisti della corrente riformista si rifiutarono di uscire dal partito, e allora la corrente che faceva capo a Gramsci si distaccò da questo e formò il Partito Comunista Italiano: tra questi due partiti vi era una differenza enorme sia per il linguaggio usato sia per gli obbiettivi.

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