Il passaggio dall'800 al 900

Materie:Appunti
Categoria:Storia

Voto:

1 (2)
Download:488
Data:30.01.2001
Numero di pagine:80
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
passaggio-800-900_1.zip (Dimensione: 71.61 Kb)
trucheck.it_il-passaggio-dallr     254.5 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

Il passaggio dall’800 al 900
L’espansione del 1896 -1907 legata all’industria
• 1896: termina la grande depressione e tutti i paesi industrializzati cominciano a crescere il volume degli affari; contemporaneamente si ha un notevole incremento demografico
• Fattori che danno grande impulso allo sviluppo dell’economia:
A. 1892: invenzione del motore diesel, funzionante a nafta risoluzione dei problemi delle navi a carbone (occupazione combustibile ed equipaggio eccessivo). L’invenzione sviluppa 2 campi dell’economia: settore cantieristico-navale, che riceve ordinazioni, e petrolifero - spinto anche dall’illuminazione a petrolio che negli U.S.A. sostituisce quella a gas. Però il costo del petrolio è ancora troppo alto e comincia a prendere piede solo all’inizio del secolo, anche grazie alla costruzione delle prime navi cisterna che ne facilitano il trasporto.
B. 1892: scoperto un nuovo metodo per ricavare fibre artificiali dalla nitrocellulosa
C. 1893: industria tedesca Krupp brevetta un nuovo metodo per la fabbricazione di un acciaio speciale (acciaio Krupp), utilizzato nella costruzione di navi corazzate tutte le potenze sono pronte a rinnovare la propria flotta e aprono un nuovo campo di affari
D. 1894-95: diffusione dell’elettricità, nonostante l’invenzione della lampadina sia stata fatta nel 1879 da Edison. Solo la costruzione di alcune centrali in U.S.A. dimostra la convenienza di simili investimenti a partire dal 1896 le città europee cominciano a essere dotate di nuovi sistemi di illuminazione elettrica e le fabbriche cominciano a utilizzare l’elettricità come forza motrice. Si sviluppa anche l’elettrometallurgia, grazie all’invenzione di Siemens del forno elettrico, che permette la produzione di acciai speciali
• Si sviluppa così l’IMPERIALISMO, che non è una forma di organizzazione dell’economia che sostituisce il capitalismo, ma è soltanto una fase di esso, riguardando solo istituzioni finanziarie, politiche e ideologiche. Le caratteristiche salienti dell’imperialismo sono:
A. Concentrazione della produzione e scienza come forza produttiva: nel nuovo sistema richiesti grandi investimenti e tempi per ammortizzarli lunghi necessaria concentrazione della produzione, che si raggiunge con la fusione di piccole imprese in grandi o con dei legami stabiliti mediante accordi. Questi legami si dicono cartelli quando sussistono tra imprese dello stesso settore, trusts quando si stabiliscono tra imprese operanti in settori diversi (concentrazione orizzontale e verticale) Nascita del capitalismo industriale monopolistico (ogni settore è appannaggio di poche imprese o di una sola). Mercato profondamente modificato, con le aziende che hanno ora la possibilità di determinare il prezzo del prodotto attraverso accordi volti ad eliminare la concorrenza. Accumulo di capitali provenienti da industrie diverse e da sovrapprofitti di monopolio investimenti maggiori in tecnologie e lavoro rende di più.
B. Nuova funzione delle banche: i grandi investimenti necessari fanno in modo che le banche non forniscano più all’industria solo capitale d’esercizio ma anche una quota di capitale fisso necessarie banche a vasto bacino d’utenza per raccogliere maggiori fondi concentrazione bancaria.
C. Nuovo ruolo del capitale finanziario: nuova funzione delle banche fusione del capitale industriale con quello bancario nel capitale finanziario, che appartiene a finanziatori esterni all’impresa. I dirigenti delle grandi banche entrano nei CDA delle industrie, essendo le banche padrone delle industrie con l’acquisto di azioni.
D. Esportazioni di capitali e aristocrazie operaie: l’imperialismo si caratterizza per l’esportazione di capitali (investimenti all’estero. Il rame è ora al primo posto tra le materie prime commercializzate, poi ci sono stagno e ferro, ma nessuna di queste materie si trova in q.tà rilevanti in Europa comincia l’esportazione di capitali, facilitata dall’esistenza di possedimenti coloniali.
E. Spartizione del Mondo tra i più potenti gruppi imprenditoriali e nuovo ruolo dello Stato: le più potenti imprese hanno ora bisogno dello Stato, per aprirsi la strada verso l’imperialismo e come compratore dei loro prodotti.
Il movimento operaio e le tesi sociali contrastanti
• Dopo questi cambiamenti, la politica degli Stati borghesi muta: si tenta di portare una parte dei lavoratori a proprio favore spontaneamente nuovo atteggiamento con riconoscimento delle leghe operaie e del diritto di sciopero e promessa di accordi per migliorare condizioni di lavoro il movimento operaio si trova a decidere l’atteggiamento da tenere nei cfr. del capitalismo.
• Eduard Bernstein propone il revisionismo, che consiste nell’accettazione del sistema capitalistico con una contemporanea riforma in senso democratico per raggiungere un equilibrio sociale e la democrazia.
• In Inghilterra viene fondato il Partito Laburista (emanazione del sindacato), che ha come primo segretario Henry Hyndman.
• In Francia i vari gruppi socialisti si fondano nel 1904, eleggono come primo segretario Jean Jaurès e si schierano contro il colonialismo.
• Al Congresso dell’Internazionale Socialista del 1907 si approva in linea di principio il colonialismo, ma i partiti di alcune nazioni (quelle che ne ricavavano meon profitto) si dissociano e fanno quindo capo alla socialdemocrazia austiaca e tedesca, guidata da Kautsky. Proposta una deformazione ideologica delle teorie marxiste secondo la quale bisogna solamente attendere che il sistema capitalistico crolli e quindi andare al potere.
Vicende interne delle maggiori potenze
Inghilterra
• All’inizio del 20° secolo l’Inghilterra viene sopravanzata dagli USA e dalla Germania in svariati settori dell’economia e detiene ora solo i primati in industria carbonifera, cotoniera e cantieristica. Questo avviene perché imprenditori inglesi non si adeguano a nuove tecnologie subito, in quanto risparmiano mantenendo ancora la vecchia struttura delle fabbriche e perché lo sviluppo di grandi potenze industriali favoriscono scambi commerciali da cui vengono grossi profitti capitalismo inglese ha il primato nella finanza.
• 1899-1902: guerra anglo-boera, espressione del colonialismo ottocentesco perché risponde agli interessi della burocrazia. Il partito liberale non riesce ad approfittare della situazione, anche se nel 1906 vince le elezioni per la prima volta in Inghilterra governa il ceto medio e non più l’aristocrazia.
• Il partito liberale si allea con quello laburista giornata lavorativa di 8 ore e diminuzione di imposte indirette sostituite da tassa di successione si forma un’aristocrazia operaia più numerosa. Favorita esportazione di capitali nel mondo
• 1906: entra a far parte del governo Lloyd George, liberale, che per risanare l’economia propone tasse progressive e addizionale su terre non coltivate C. dei comuni approva, dei Lords (non elettiva) no dibattito su validità sistema, risolto nel 1909 a favore dei laburisti C. dei Lords deve rinunciare a veto su leggi approvate nuovo sistema di tassazione dà più stabilità all’economia inglese.
Francia
• Il dibattito pubblico verte sulle questioni morali perché l’opinione pubblica è mobilitata dall’affare Dreyfus. Alfred Dreyfus è un comandante dell’esercito francese di origine ebrea, condannato alla deportazione nell’Isola del Diavolo nel 1894. 2 anni dopo amici trovano le prove dell’innocenza di Dreyfus, ma la vicenda viene insabbiata dai comandi militari che fabbricano false prove a discredito della tesi a loro avversa antisemitismo alti comandi militari non perdono prestigio.
• Dopo questa vicenda si forma in Francia un blocco omogeneo di dx a carattere clerico-monarchico. La situazione cambia nel 1898, quando, grazie ad un articolo di Emile Zola, si forma la frangia di sx dei Dreyfusards, guidati da Georges Clemenceau, deputato radicale intenzionato a dare sbocco politico al movimento dei Dreyfusards si forma il partito radicalsocialista, che ha come obiettivi continuare a battersi per le riforma e formare un blocco omogeneo di opposizione alla dx.
• I Dreyfusards ottengono la revisione del processo e il nuovo presidente Loubet subentrato al deceduto Faure concede la grazia a Dreyfus.
• 1899: elezioni, che vedono il partito radicalsocialista ottenere la maggioranza relativa dei seggi.
• 1906: nuove elezioni, con il partito radicalsocialista che ottiene la maggioranza assoluta governo Clemenceau. Base sociale del partito radicalsocialista: piccoli proprietari contadini e ceti medi.
• Situazione economica: paese più agricolo che industriale, con un’industria legata alla produzione di beni di consumo e alla trasformazione di prodotti agricoli, con piccole imprese pochi monopoli.
• Imperialismo francese più sviluppato nel settore bancario, per due ragioni: primo, perché c’è una grandissima diffusione della media e piccola proprietà, secondo, perché c’è un basso livello di investimenti richiesto dall’industria leggera.
• Il ministro delle finanze Caillaux, cerca di fare come George in Inghilterra, ma la Camera non approva aumenti di imposte di consumo + rifiuto di aumento salariale 1908-9: scioperi. Clemenceau fa intervenire esercito si rompe alleanza governativa Clemenceau deve dimettersi
• 1911: governo Caillaux sostenuto da radicalsocialisti e centro.
Germania
• Monopolizzazione e concentrazione di industrie molto forti: sett. elettrico (AEG, Siemens), chimico (BASF, Bayer), acciaio (Krupp), banche (4 D). il capitalismo tedesco è però caratterizzato, sin dalla sua origine, dalla scarsezza di capitali.
• L’avvento dell’Imperialismo crea nuove tensioni tra aristocrazia e borghesia, risolte dall’arrivo al governo di von Bulow, che, insieme a von Tirpiz (marina), emana la legge sulla flotta nuove ordinazioni all’industria per rinnovamento navi impulso all’industria. La grossa spesa statale deve essere compensata in qualche modo, e questo si ottiene grazie ad aumenti delle imposte di consumo rialzo del costo della vita per strati popolari, compensato da aumento salari.
• Scelta di sviluppare flotta favorisce la borghesia capitalistica ma tiene a bada gli aristocratici, perché non c’è bisogno di nuove forze terrestri.
• Von Bulow è sostenuto da dx conservatrice e sx liberale, all’opposizione centro e socialdemocratici. Crisi economica spacca la maggioranza von Bulow vuole introdurre imposta di successione ma questa proposta viene avversata da dx (junker) perché comprometterebbe il sistema di latifondi ereditari in Prussia dx si allea con centro e von Bulow deve dimettersi.
• Dimissioni di von Bulow traumatiche se non fosse sostituito da cancelliere sensibile a interessi capitalismo nominato Hollweg, che rende cancelliere indipendente da re e rinuncia a imposta di successione. Nonostante le classi ricche sono chiamate a contribuire, il popolo è scontento.
• 1912: elezioni, che vedono un successo socialdemocratico.
Stati Uniti
• Fine 800: emerge imperialismo; nasce dalla crisi che il paese attraversa dovuta alla mancanza di una “frontiera”, venuta meno dopo l’attacco agli ultimi Sioux da parte dell’esercito. Da questo momento non ci sono più territori da strappare agli indiani e viene meno un’importante valvola di sicurezza nelle tensioni sociali (fatto di poter avere sempre nuove terre importante nella società americana di allora).
• Sempre alla fine del secolo, crisi industriale di sovrapproduzione moltissimi disoccupati e aumento criminalità; questa crisi è visibile soprattutto nelle grandi città del NE, sovraffollate anche dall’immigrazione dall’Europa. Nel Sud, il fattore unificante nella società bianca è il razzismo.
• 1896: elezioni vinte dal repubblicano McKinley, ucciso nel 1901 in un attentato sale al potere Theodore Roosevelt, che aspira ad un’America industrializzata e competitiva, ma solo per i bianchi.
• Secondo R. è stata la fine della frontiera a provocare la crisi serve una nuova frontiera, da ricercarsi all’estero legame tra democrazia interna e imperialismo esterno. Gli obiettivi della sua campagna sono le Filippine, per crearsi una base nel Pacifico, e Cuba, per avere il controllo della produzione di zucchero.
• A Cuba è in corso una rivolta antispagnola e gli USA, malgrado l’opposizione di Josè Martì, capo dei ribelli, dichiarano guerra alla Spagna, e con la Pace di Parigi ottengono Filippine e Portorico e la rinuncia spagnola a Cuba.
• 1899: USA strappano agli indigeni Samoa, Hawaii e Marianne e stanno per fare lo stesso a Cuba, ma vengono frenati da una rivolta nelle Filippine. Prendono il controllo di Cuba con l’Emendamento Platt, che sancisca in pratica la totale sottomissione politica ed economica dell’isola agli USA.
• 1902: l’imperialismo americano raggiunge il suo culmine con l’applicazione della “dottrina di Monroe” - L’America agli americani -, quando gli USA rivendicano il diritto di mantenere l’ordine in Venezuela (attaccato da Francia e Spagna per debiti); dottrina di M. serve di fatto per assoggettare America Latina a USA, che assumono il controllo del canale di Panama, creando un nuovo stato a loro assoggettato.
• 1908: presidente William Taft. 1912: presidente Thomas Wilson, primo sudista. Nuovo blocco sociale dominante: borghesia terriera e commerciale del Sud, ind. imperialistica del Nord e capitalismo agrario dell’Ovest.
• Wilson risponde alle esigenze della borghesia bianca principi razzisti, con leggi di segregazione razziale che non permettono ai neri di entrare in locali e accedere ai servizi pubblici.
• Wilson intuisce il pericolo di sovrapproduzione che ha l’industria statunitense, ma i provvedimenti che prende (moderno sistema bancario, marina militare potente per inserirsi nella lotta per la conquista dei mercati) sono insufficienti 1913: crisi di sovrapproduzione e il sistema bancario non può più investire i consistenti capitali a disposizione.
Austria-Ungheria
• Crisi si manifesta sotto forma di acuti contrasti tra diverse etnie, che si acutizzano con l’annessione della Bosnia-Erzegovina (1908). Problema se quest’ultima debba essere annessa all’Austria o all’Ungheria. Si pensa che Francesco Ferdinando (arciduca) avrebbe voluto passare ad un sistema trialistico austro-slavo-ungarico, con la Bosnia annessa alla Slovacchia e alla Croazia, ma ultimamente si pensa che egli volesse solo far credere questo e in realtà volesse completare il suo progetto di accentramento politico-militare alla corte di Vienna, per dare alla componente tedesco-cattolica un ruolo predominante. Tuttavia egli era favorevole ad un sistema federale, in q.to si rendeva conto che il suo progetto era difficilmente realizzabile desiderio di lasciare ampia autonomia amministrativa a Bosnia, Dalmazia, Croazia, Slovenia, con lo scopo di legare i gruppi dirigenti di quegli stati a sé. Per il momento, comunque, il proiblema dell’assegnazione della Bosnia si risolve con un “condominio” austro-ungarico
Francia e inghilterra contro il blocco tedesco
• Contrasti coloniali e preoccupazione per espansione Russia Inghilterra cerca alleanza in Germania, che rifiuta. La Francia, che vuole Alsazia e Lorena, propone l’Intesa Cordiale con l’Inghilterra, che accetta.
• Francia, con l’accordo, penetra in Marocco malcontento della Germania, che assume un atteggiamento duro anche in virtù della sconfitta della Russia col Giappone Conferenza in Spagna per risolvere il problema, ma la Germania viene sconfitta.
• Germania cerca alleanza con Russia, che però preferisce accordarsi con l’Inghilterra (TRIPLICE INTESA con la Francia, 1907) e deve così mantenere la TRIPLICE ALLEANZA con Austria-Ungheria e Italia.
Crisi economiche
• Fine 1907: crollano i titoli nelle borse. Questa caduta è frutto soprattutto della speculazione: gli speculatori acquistavano titoli, che così accrescevano il loro valore, per poi venderli e ricavare denaro. Il prezzo non scendeva alla vendita perché c’erano altri speculatori che volevano comprare, allettati da prospettive di guadagno. Si andò avanti così finché il prezzo delle azioni non superava di parecchio il loro valore reale, e a questo punto l’offerta superava la domanda e le borse crollarono.
• Il ciclo che ha portato alla crisi può essere così riassunto: materie prime hanno un costo elevato e i prodotti sono difficilmente smerciabili, finito il ricambio delle flotte dividendi bassi mancanza di capitali da reinvestire tentativo di “creazione” dei capitali, tramite appunto la speculazione borsistica.
• 1910-12: periodo di buone condizioni economiche generali a causa di politiche militari aggressive che necessitano alti investimenti in armamenti e quindi impulso all’industria pesante.
l’età giolittiana
Crisi della crispina e politica reazionaria di Rudinì
• 2/3/1896: notizia della disfatta di Adua crisi politica di Crispi, ampiamente contestato dalla popolazione. Anche il re Umberto comincia a far mancare il suo sostegno alla politica crispina, temendo lo spreco di denaro in una spedizione inutile e la morte di tanti soldati il 4/3 il re convoca Crispi e gli impone le dimissioni, rassegnate il giorno successivo al Parlamento.
• Dopo le dimissioni di Crispi, il nuovo Primo Ministro è Antonio Rudinì, oppositore della sx, che forma un governo con l’opposizione anticrispina di dx e il centro-sx. Programma di Rudinì: moralizzazione della vita politica, liberismo economico, decentramento amministrativo, ristabilimento rapporti con la Francia, fine dell’espansione coloniale.
• Il nuovo governo, però traballa sin dall’inizio, conquistando la fiducia con un margine di 3 voti e grazie all’astensione dei socialisti, che temevano una crisi irreparabile. La situazione di Rudinì è molto difficile, infatti deve sia conservare l’appoggio della sx radicale, sia favorire la monarchia favorisce la libertà di stampa (l’Avanti!), concede l’amnistia a centinaia di dirigenti socialisti, firma un trattato di pace con l’Etiopia, ma blocca indagini in corso su Crispi e rinvia la realizzazione del decentramento economico e politico.
• Marzo 1897: elezioni, che vedono una sconfitta di Crispi e Rudinì con una maggioranza ampia, ma segnano anche una vittoria per le sx Posizione di Sonnino, che in articolo afferma la sua volontà di tornare allo Statuto, al regime repressivo e ai governi di nomina regia.
Dalla sconfitta della spinta rivoluzionaria popolare alla creazione di un blocco dominante borghese
• Condizioni di vita delle masse popolari al limite della sussistenza. L’unico partito a mettere in guardia del possibile pericolo è quello socialista, che, nonostante una campagna per la municipalizzazione dei panifici e per l’abolizione del dazio sui cereali, non riesce a sensibilizzare l’opinione pubblica Scoppiano rivolte per aumento cereali (guerra ispano-americana), che partono dal sud per estendersi fino al nord. Dal 3/5 , fase più acuta dei tumulti ostilità generale nei confronti del popolo, anche per via della fraseologia marxista degli slogan.
• Il governo Rudinì reagisce reprimendo i moti e l’uccisione a Pavia del figlio di un deputato radicale fa divampare la protesta a Milano “4 giornate”, in cui si ha una dura repressione del generale Beccaris, ancora più cruenta di quella di Radetzky nelle “5 giornate”. Le organizzazioni politiche e sindacali e le pubblicazioni socialiste vengono sciolte, accusate di aver fomentato la rivolta. Rimane solo l’Avanti!, stampato a Roma. I socialisti però reagiscono sul piano parlamentare, dove sperano di trovare alleati per frenare la spinta reazionaria.
• Rudinì, supportato da tutta la società borghese, reagisce adottando la linea proposta da Sonnino tempo prima non è possibile criticare il governo di nomina regia perché sarebbe un oltraggio alla corona.
• Il re ha l’obiettivo di instaurare un regime reazionario e sceglie per questo Pelloux, che include nel governo burocrati, alti militari, alcuni crispini e alcuni del centro-sx.
• Febbraio 1899: presentati “Provvedimenti politici”, ispirati da Sonnino, che propongono limitazioni dei diritti civili, che favoriscono la borghesia, punizioni per manifestazioni popolari e militarizzazione del personale postale, ferroviario e telegrafico presupposti perché i futuri governi dipendano direttamente dal re. Questa operazione è detta “colpo di Stato della borghesia”. Però, all’approvazione di queste leggi, l’estrema sx si ribella e viene sostenuta in questa sua azione dai rudiniani e dal centro-sx, che avevano saputo del tentativo di entrare nella spartizione della Cina Pelloux si dimette, ma forma un nuovo governo e crede di avere una maggioranza stabile dopo l’estromissione del centro-sx e dei crispini.
• La nuova maggioranza, però, non riflette l’intero arco dei borghesi; infatti gli imprenditori e i professionisti capiscono che non è più possibile imporre nuove tasse sul popolo e che saranno loro a dover riempire le casse statali svuotate dalle crescenti spese militari. La sx prosegue l’ostruzionismo ai “provvedimenti politici”, ma Pelloux ottiene dal re la possibilità di emanare un decreto che le fa entrare in vigore anche w/o approvazione del Parlamento.
• Giovanni Giolitti intuisce il pericolo per la monarchia e accusa il governo di aver provocato i tafferugli alla camera e di aver emanato un decreto incostituzionale e promuove il rispetto delle libertà e una maggiore giustizia sociale. Giolitti, dopo che la Cassazione ha dichiarato incostituzionale il decreto, diventa la guida del centro-sx e quando Pelloux propone un nuovo regolamento di discussione della Camera per batterlo, conduce fuori dall’aula sia il centro-sx che la sx Pelloux vorrebbe proseguire, ma viene osteggiato anche dalla maggioranza necessarie elezioni.
• Giugno 1900: elezioni, con 6 schieramenti: 3 di estrema sx, 1 di sx liberale (Giolitti), 1 di dx reazionaria (Pelloux, Sonnino, Rudinì), 1 di centro-dx. Dx e centro-dx hanno una lieve maggioranza numerica, che non può essere politica capo del governo Saracco, che propone una politica moderata e coinvolge nell’esecutivo tutti tranne la sx.
• 29/7/1900: Re Umberto I ucciso a Monza, da un anarchico tornato dagli USA per vendicare le repressioni del 98, Gaetano Bresci.
Il sistema politico giolittiano e il decollo dell’Italia all’inizio del 900
• Scioglimento Camera del lavoro a Genova scioperi contrasti nella maggioranza Saracco si dimette. Giolitti, in un discorso alla Camera, propone una linea politica contraria alla repressione reazionaria, uno Stato neutrale nei conflitti tra imprenditori e lavoratori, e una riforma tributaria per alleggerire il carico fiscale che grava sulle classi lavoratrici. Questa linea politica è sintomo che Giolitti ha compreso che, se si tolgono soldi agli strati meno abbienti il sistema industriale non può svilupparsi perché cadrebbe alla nascita, mancando di acquirenti, e anche gli imprenditori cominciano a capire questo.
• Partito Socialista, nel congresso del 1906 si dichiara disposto a cooperare a questo progetto e propone un programma massimo e uno minimo. In seguito aderirà alla 2° Internazionale.
• Vittorio Emanuele III vuole ristabilire un governo parlamentare e affida l’incarico di primo ministro a Zanardelli, che nominerà Giolitti Ministro dell’Interno e seguirà i suoi indirizzi politici. Nuovo esecutivo propone riforme importanti, come legittimità scioperi, riduzione dell’orario giornaliero a 11-12 ore, aumenti salariali 30-40%.
• Estate 1901: evidenziati limiti nella svolta di sx promossa da Zanardelli: ceto dominante è ancora di burocrati, militari e latifondisti militari vogliono mantenimento spese per esercito, che dovrebbe essere compensato da aumenti di tasse per i più ricchi, non contemplati nella politica di Giolitti. Agrari meridionali non vogliono essere penalizzati data la scarsa rendita latifondi contadini meridionali sono in condizioni disagiate Giolitti al nord non manda esercito, al sud sì socialisti passano all’opposizione, che mirano ad accelerare la fine del governo Zanardelli per passare a quello di Giolitti.
• Giolitti non esita a sfruttare l’appoggio dei socialisti propone un nuovo piano: sviluppo industriale causato da commesse statali con riduzione prezzi di commercializzazione e produzione, con aumenti salariali
• Ottobre 1903: Giolitti riceve l’incarico di formare il nuovo governo, con questo programma: rinnovo trattati commerciali con area tedesca, per favorire esportazioni, protezione doganale, politica di riarmo, nazionalizzazione ferrovie. Giolitti vuole presenza stabile nel governo di socialisti offre a Turati un ministero a scelta, ma Turati rifiuta, garantendo appoggio stabile e continuo Giolitti non si fida e introduce nel governo esponenti di centro-dx.
• 1904: elezioni, in cui scompare la vecchia dx e Giolitti domina con circa 400 seggi.
• Nell’età giolittiana, c’è il decollo dell’industria italiana, sostenuto principalmente da 4 banche:
A. Banca Commerciale Italiana: architrave del capitalismo industriale, sorretta da capitali e competenze tedesche. Edison diventa protagonista elettrificazione Liguria, Lombardia e Emilia, grazie a capitali BCI. Centrale idem nell’Italia centrale. Collegata ai capitali tedeschi la AEG conquista praticamente il monopolio delle apparecchiature. Società di Navigazione Commerciale, Eridania Zuccheri di Genova e Cantieri Navali Riuniti di Livorno. Giolitti fa della BCI la base del suo potere perché concede appalti a società ad essa collegate.
B. Credito Italiano: sostenuto da banche svizzere, ha come aziende l’Italcementi di Bergamo, la FIAT, la OM, la Montecatino (chimica), e macchinari sono importati dalla Germania.
C. Società Bancaria Italiana: si inserisce nei buchi delle prime 2, ha sotto controllo l’industria cotoniera piemontese.
D. Banco di Roma: collegato al papato, raccoglie capitali aristocrazia cattolica, controlla l’industria molitoria dell’Italia centrale, qualche altra industria alimentare, mineraria e società i navigazione minori, e la Generale Immobiliare.
• Ci sono alcune industrie che si sviluppano in proprio, tra cui l’industria serica, industrie meccaniche dell’area milanese (Marelli, Bianchi, Breda),la Pirelli, l’Ansaldo. Quest’ultima è a capitale privato e produce soprattutto navi, locomotive ed apparecchiature elettriche. Il suo sviluppo è osteggiato dalla BCI, che favorisce l’insediamento di compagnie della propria “scuderia”. Ciò termina nel 1902, quando guida l’Ansaldo Perrone, che riesce a traghettare l’azienda fuori dalla crisi.
• Giolitti, che non riusciva a far approvare la nazionalizzazione delle ferrovie, si ritira e lascia la guida del governo ad Alessandro Fortis (marzo-dic. 1905), che modificando le norme di Giolitti (no scioperi), riesce a far approvare il progetto di Giolitti.
• Marzo 1906: torna al governo Giolitti e questo periodo è contrassegnato da avanzi nel bilancio statale, che sono utilizzati per accrescere commesse alle industrie, che a loro volta sono disponibili all’approvazione dell’orario di 10 ore, al riposo domenicale e alle ferie retribuite scioperi rarissimi.
• Conversione titoli di Stato da 5% a 3,5% avviene senza traumi perché economia solida e lira ancorata a riserve auree dello Stato pochissimi rimborsi richiesti.
Opposizioni al sistema giolittiano
• Partito socialista: in questa fase buona per il paese l’unico obiettivo è avere condizioni migliori per gli operai; le cooperative, come espressione di “”piccolo capitalismo”” sono ancor più interessate al mantenimento del sistema giolittiano. Contrasti interni, con 2 correnti oltre a quella riformista dominante:
A. MASSIMALISTA: programma - realizzazione di una società socialista, che avverrà con un crollo improvviso del capitalismo in una imprecisata “ora x”. Sono contrari all’aiuto della borghesia per le riforme e quindi al sistema giolittiano, in quanto non ne traggono alcun beneficio, trattandosi soprattutto di funzionari provenienti dal mondo delle libere professioni
B. SINDACALISTA-RIVOLUZIONARIA: volontà di creare un sindacato operaio che sia agente della rivoluzione socialista, sindacato che dovrebbe essere non difensore di interessi corporativi, ma strumento di lotta al dominio borghese. Favorevoli anche a forme violente di lotta. Mentalità di settori di piccola borghesia, entrati nel PS perché declassati dal sistema giolittiano.
• Nell’8° congresso del PS (1904) i rivoluzionari appoggiano i massimalisti, che prevalgono di stretta misura. Quando la polizia spara su degli scioperanti, c’è il primo sciopero generale politico della storia d’Italia, che si rivela un fallimento a livello organizzativo, in q.to gli scioperanti non sono indirizzati verso l’obiettivo Dopo 4 giorni si torna al lavoro senza aver ottenuto nulla I massimalisti, screditati dalla scadente organizzazione dell’agitazione, perdono il controllo del partito, che torna ai riformisti.
• Vincente dello sciopero 1904: Giolitti, in quanto ha mantenuto grande calma e non ha represso le manifestazioni ottiene grande prestigio e fa sciogliere le Camere
• Novembre 1904: elezioni che Giolitti stravince (372/508), con l’estrema sinistra sconfitta. Elezioni 1904: prime a cui partecipa l’elettorato cattolico, con il consenso di Pio X.
• 1898: borghesia cattolica aveva espresso volontà di allearsi con ala conservatrice del liberalismo. Il papato inizialmente era contrario perché temeva di avallare la laicizzazione della società, ma a questo problema si ovviò con creazione di un partito politico cattolico, sostenuta da Romolo Murri, che aveva fondato l’Opera dei Congressi. In questa sorsero contrasto fra l’ala di sx e i + conservatori scioglimento e scomunica di Murri
• Sonnino: dopo il 1900 ripudia idee reazionarie, orientandosi verso politica riformatrice, orientata verso agricoltura programma di riforme per sollevare agricoltura: diminuzione imposte, ecc. Programma utopistico, che non tiene conto dell’intrinseca arretratezza produttiva, ma che incontra il sostegno dei grandi proprietari fondiari, che vedono in Sonnino il più abile difensore dei loro interessi. 1° governo Sonnino dura 3 mesi tra 1905-1906 per contrasti interni a maggioranza e per aversi inimicato tutto il capitalismo industriale basi per ritorno al potere di Giolitti.
La crisi del sistema politico giolittiano
• Novembre 1907: borse crollano come in tutta Europa fallimenti bancari imminenti, evitati solo da governatore Banca d’Italia Stringher, che finanzia le banche riscontando capitali per 20 milioni e fornendone altri 15 agli istituti necessario aumento circolazione monetaria, possibile con l’oro affluito dai pagamenti delle esportazioni. Nonostante questo sforzo la crisi di sovrapproduzione continua come nel resto del Mondo, tranne che in alcuni settori (alimentare, laniero, elettrico calando i profitti il sistema giolittiano va in crisi.
• Marzo 1909: elezioni, che vedono Giolitti in netto calo, ma ancora in maggioranza, a vantaggio dei cattolici e dell’estrema sx Giolitti non trova altro modo di superare la crisi se non tramite le commesse dello Stato, per le quali occorrono risorse finanziarie immediate, al momento non disponibili Giolitti cerca revisione di contratti con compagnie di navigazione BCI diventa ostile e ostacola progetto, che non viene completato. Tenta allora di salvarsi aumentando le tasse per i ricchi e abolendo il dazio sulla farina, ma non riesce e deve dimettersi.
• 2° governo Sonnino, che privo di maggioranza, dura 3 mesi e viene rimpiazzato da governo Luzzatti. La produzione ristagna imprenditori si associano nella Confindustria per tutelare loro interessi.
• 1910: nasce Partito Nazionalista Italiano, che ha un programma espansionistico e aggressivo, con un accrescimento dei poteri della monarchia; partito finanziato da 4 centri capitalistici:
A. Dante Ferraris, vicepresidente FIAT, con l’aiuto del Credito Italiano attrezza alcuni stabilimenti per la produzione di armi.
B. Giuseppe Volpi, che fa capo alla BCI, fonda la Società Commerciale d’Oriente.
C. Ansaldo, accordatasi con il gruppo francese Schneider.
D. Banco di Roma, profondamente penetrato in economia libica, che però è minacciata dalla Turchia che ha negato il permesso di costruire ferrovia Banco di Roma fa pressione per strappare Libia a Turchia.
• Giolitti propone guerra di conquista libica, per legare a sé i gruppi che stanno dietro il PNI e per favorire nuovi investimenti del capitale italiano all’estero. Ci sono però 2 problemi da risolvere: trovare i capitali e non inimicarsi i socialisti Giolitti aumenta imposta su zucchero, nazionalizza compagnie assicurative e promette suffragio universale maschile per attirare a sé l’estrema sx Luzzatti si dimette e lascia al 4° governo Giolitti.
• L’Italia dichiara guerra quando il Parlamento è chiuso, il 29/9/1911. All’inizio ci sono diversi successi, ma a partire dal novembre 1911, ci sono delle sconfitte anche perché il popolo libico era con la Turchia aumento spese per rimpinguare contingente militare, anche perché l’Italia attacca la Turchia su altri fronti (Dodecanneso). Pace di Losanna 1912: Libia a Italia, Dodecanneso a Turchia.
• Primavera 1912: decreto di annessione della Libia, suffragio universale, stabilizzazione scuola elementare presentati alla camera, in modo che almeno uno accontenti ogni forza della maggioranza.
• Situazione però è molto critica e nemmeno l’abilità politica di Giolitti riesce a rimettere in piedi la situazione: la legge sulle assicurazioni dà allo Stato meno denaro del previsto forte passivo nel bilancio Banca d’Italia deve diminuire le emissioni bancarie, aumentando il costo del denaro e diminuendo le possibilità d’investimento per le industrie. Inoltre la bilancia delle esportazioni mostra un netto passivo a causa del rincaro dei noli marittimi e della chiusura del mercato turco dovuta alla guerra.
• 1911: sindacalisti rivoluzionari fondano un nuovo sindacato più estremista della CGL, la USI (unione sindacale italiana).
• 1912: congresso socialista vota per espulsione di “riformisti di dx”, mentre quelli di sx rimangono in minoranza rispetto a massimalisti (Costantino Lazzari segretario, quel pirla di Mussolini direttore dell’Avanti!
• 1913: scioperi durissimi, soprattutto FIAT. Gli industriali si fidano sempre meno di Giolitti e i socialisti sono meno attaccabili.
• 1913: prime elezioni a suffragio universale, che vedono Giolitti perdere colpi a favore dell’estrema sx. Nonostante le pressioni ricevute dagli operai del sud anche tramite la malavita, Giolitti si trova quindi con una maggioranza esigua si deve dimettere e nuovo Primo Ministro viene nominato Antonio Salandra.
La prima guerra mondiale
Attentato di Sarajevo e guerra europea
• 28/6/1914: 2 attentati a arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo; il primo fallisce, il secondo, ad opera di uno studente bosniaco, Gavrìlo Princip, uccide arciduca e moglie.
• Attentato organizzato da “Mano Nera”, organizzazione terroristica segreta della Serbia, il cui scopo era di fare della Serbia una potenza dominante nell’atea balcanica, con uno Stato militarista e dittatoriale, a cui gli altri stati della regione avrebbero dovuto sottomettersi.
• Arciduca non sarebbe stato colpito se servizio di sorveglianza fosse stato adeguato (tutti quelli che entravano in Serbia avevano scorta). Quel giorno, invece, la sorveglianza si rivelò del tutto inefficiente, in quanto non fu difficile per gli attentatori raggiungere il loro obiettivo. Si pensa perciò che la morte dell’arciduca potesse essere desiderata all’interno dell’impero stesso e quel giorno il servizio di sicurezza fosse volutamente insufficiente. I maggiori indiziati per questo ruolo sono:
A. Il governo ungherese, in contrasto con i progetti politici dell’arciduca
B. Il ministro imperiale delle finanze, il polacco Leon Bilinski), in quanto portavoce di gruppi finanziari tedeschi interessati a valorizzare il commercio bosniaco ed ostili quindi al legame esclusivo della Bosnia con l’economia austrica
C. Il generale Potiorek, rappresentante gli interessi di gruppi militari ostili a integrazione borghesia bosniaca in gruppo dominante.
• Austria-Ungheria cerca di sfruttare momento psicologicamente favorevole per raccapriccio prodotto in altre nazioni da assassinio arciduca e chiede sostegno alla Germania in caso di entrare in guerra contro la Serbia, che sarebbe stata sostenuta da Russia e Francia. Germania accetta perché ha paura del riarmo russo e vuole sfruttare il momento favorevole per sconfiggere Francia e Russia. Un’altra causa è l’orientamento del gruppo dirigente tedesco, che intendeva conquistare un ruolo di primo piano nell’economia, settore in cui era chiusa dal costo delle materie prime extraeuropee, sotto controllo inglese e dal ruolo dominante di Francia e USA nei balcani. Inoltre l’industria bellica tedesca era stata battuta da quella francese nelle operazioni di armamento della Turchia. Gruppo dirigente tedesco vuole far credere a una guerra difensiva e non offensiva.
• Austria-Ungheria dà Ultimatum a Serbia, che, incitata da Russia e Francia, resiste Austria-Ungheria, il 28/7/1914, dichiara guerra a Serbia, e lo Zar Nicola II risponde con la mobilitazione sul confine austriaco e con la minaccia di invasione nel caso di penetrazione in territorio serbo. 2 giorni dopo mobilitazione anche su confine tedesco Hollweg dichiara guerra alla Russia l’1/8 accusandola di preparare invasione e alla Francia il 2/8 per lo stesso motivo. Governo inglese rimane incerto, poi, visto Ultimatum a Belgio, dichiara il 4/8 guerra alla Germania.
• Partiti socialisti di Austria, Germania e Francia si dichiarano favorevoli alla guerra, convinti che si tratti solo di guerra difensiva. In Inghilterra è inizialmente contro, poi è favorevole dopo invasione tedesca del Belgio.
La guerra di movimento e le battaglie del 1914
• Piano Schlieffen di Stato Maggiore tedesco: schieramento di forze armate russe ci sarebbe stato in 5 settimane e in 6 settimane sarebbe stata annientata la Francia. Poi, spostamento truppe su fronte russo e sconfitta della Russia. Come no…
• Francia: Piano XVII, che prevede poche truppe su fronte belga (Piano Schlieffen prevede penetrazione da lì) e molte nella parte meridionale per riprendere l’Alsazia e penetrazione dal Lussemburgo. Piano Schlieffen viene modificato da Von Moltke e viene rinforzata la difesa dell’Alsazia.
• Inizio della guerra: tutto a favore della Germania, anche perché i comandi dell’esercito francese non capiscono il piano degli avversari. I tedeschi penetrano nel confine belga e nella battaglia delle frontiere (agosto 1914) la Germania respinge il tentativo dei Francesi di attaccare. Guerra si svolge sul confine franco-tedesco vera ragione conflitto imperialistico franco-tedesco.
• L’esercito russo, che non dispone di mezzi militari sufficientemente avanzati viene sconfitto dai tedeschi guidati da Ludendorff alla fine di agosto; sul fronte austriaco i russi sconfiggono gli avversari e conquistano la Galizia.
• Una parte dell’ala dx dell’esercito viene spostata a difendere gli junker dall’avanzata russa quando si sta per assediare Parigi, i tedeschi credono di non avere abbastanza forze e si fermano per indebolire ulteriormente le truppe francesi attraversano la Marna, in cui i tedeschi, col fianco dx scoperto, vengono costretti alla ritirata.
• Verso agosto-settembre, il Giappone dichiara guerra alla Germania, la Turchia a Russia e Serbia, a fianco delle quali si schierano Inghilterra, Francia e Belgio.
1914-15: guerra di posizione e intervento italiano
• Autunno 1914: Triplice Intesa (Francia, Russia, Inghilterra) + Serbia, Belgio e Giappone vs. Imperi Centrali (Germania, Austria-Ungheria) +Turchia.
• Situazione di stallo con le forze in campo che si equivalgono, soprattutto sul fronte franco-tedesco. Con le trinceee non vi è possibilità di intervenire con l’artiglieria (bersaglio troppo piccolo) e nemmeno di agire via terra (campi minati) non più guerra di movimento, ma guerra di posizione servono molte munizioni & c. aumento costi, con pace impossibile per conflitti imperialistici.
• Italia, anche se alleata di imperi centrali, sceglie la neutralità, cosa che è bene accolta dai grandi industriali, perché possono fare buoni affari con paesi belligeranti di entrambi gli schieramenti.
• Il ministro degli esteri diventa Sonnino, che pensa all’inizio di restare neutrale chiedendo territori all’Austria. All’inizio del 1915 si comincia a pensare di un intervento a fianco dell’Intesa, per grave situazione Austria-Ungheria (perdita della Galizia e fallimento invasione della Serbia; indisponibilità degli austriaci a privarsi di terre italiane in loro possesso)
• Si forma contemporaneamente un fronte di interventisti, formato dal Partito Nazionalista, gli Interventisti Democratici (sindacalisti rivoluzionari, pochi massimalisti, radicali, repubblicani, riformisti). I neutralisti sono il Partito Socialista, i Cattolici e i Giolittiani (questi ultimi per pace con Austria).
• Nel frattempo vengono avviate da Sonnino trattative segrete per un’entrata in guerra con l’Intesa, che vengono concluse con la stipulazione del Patto di Londra (26/4/1915), che impegna l’Italia a entrare in guerra entro un mese in cambio di Istria, Trento e Trieste, Bolzano. Gli austriaci però promettono le stesse cose senza guerra e la maggioranza giolittiana costringe Salandra alle dimissioni. Giolitti però rifiuta l’incaricodi formare un nuovo governo, essendo la situazione già compromessa. Viene così riconfermato Salandra che dichiara guerra all’Austria (24/5/1915).
• All’inizio solo 2 gruppi industriali fautori della guerra: Dante Ferraris (armi-munizioni) e Ansaldo, anche influenzata da francesi.
1915: periodo a favore degli Imperi Centrali
• Intervento dell’Italia doveva essere contemporaneo a Russia e Serbia, per mettere in difficoltà Austria con triplice attacco. In realtà Turchia, supportata da Tedeschi, blocca invasione Caucaso, con l’esercito russo ormai a corto di munizioni armata austro-tedesca sfonda il fronte russo a Grolice (2/5) e questa avanzata si conclude con la riconquista della Galizia sfuma il disegno di triplice attacco.
• 4 battaglie dell’Isonzo con esercito comandato da generale Cadorna si concludono con carneficina, mentre l’esercito tedesco conquista i territori polacchi della Russia e ottiene anche l’appoggio della Bulgaria e del Montenegro.
1916: guerra di logoramento e difficoltà degli imperi centrali
• Inizio 1916: situazione a vantaggio degli Imperi Centrali, anche se la situazione di stallo diventa più pesante con la guerra di posizione che diventa guerra di logoramento. In Germania nasce l’idea di vincere cercandi il logoramento degli avversari, a causa di mancanza di materie prime e di manodopera. La borghesia tedesca però dà segni di insofferenza nei confronti dell’aristocrazia militare. Il cancelliere Hollweg, allora, pensa di fare una pace separata con Giappone e Russia per potersi concentrare su Francia e Inghilterra, piano che fallisce.
• Emerge allora la figura di Von Falkenhayn, che pensa di ottenere la vittoria in Francia con il logoramento degli avversari Battaglia di Verdun (1916) che dura 4 mesi, con lentissimi spostamenti in avanti delle linee tedesche. Questa battaglia è però controproducente, in quanto logora anche l’esercito tedesco.
• All’inizio della guerra: blocco delle esportazioni dell’Inghilterra, ma queste venivano fatte lo stesso per mezzo dei paesi neutrali (Svizzera, Olanda, Danimarca…) l’Inghilterra era in una situazione tale che forniva armi ai suoi avversari limite di esportazioni verso i paesi neutrali (1916), che ha tagliato fuori la Germania da materie prime extraeuropee.
• Situazione nei paesi in guerra:
A. INGHILTERRA: tenore di vita ancora accettabile, infatti la possibilità d’esportazione è accresciuta dall’occupazione delle colonie tedesche in Africa. Lloyd George converte industrie civili a belliche, consentendo all’Inghilterra di affrontare la maggior parte delle spese belliche in tranquiliità
B. USA: grosso vantaggio per l’Intesa è quello di avere rapporti con gli USA, che avevano una sovrapproduzione e con lo smercio delle materie in eccesso evitarono la crisi. Vennero concessi prestiti a condizione di spenderli in USA, che trassero doppio vantaggio, diventando creditore ma anche trovando nuovi sbocchi di mercato.
C. FRANCIA: tenore di vita peggiora, ma no troppo, per investimenti in viveri della liquidità francese perde in importanza sul piano internazionale.
D. RUSSIA: soffre la fame, per la necessità di far leva sul n° di soldati, dovuta a mancanza di mezzi. Non resta che tentare una disperata offensiva per riconquistare la Galizia (4/6/1916), offensiva che riesce.
E. AUSTRIA-UNGHERIA: collasso della produzione agricola dovuto a troppi soldati e esportazioni ridotte al minimo. In Austria non si ha cibo, in Ungheria sufficiente a nutrimento di tutta popolazione.
F. GERMANIA: difficoltà economiche accentuate da quasi totale assenza di industrie di beni di consumo e da contemporanea non esportazione beni pesanti. Inoltre la chiamata alle armi fa diminuire la produzione agricola.
• Luglio 16: battaglia della Somme. Offensiva con carro armato, ancora non affidabile. Battaglia dura tutta l’estate, non porta nessun risultato, se non grosse perdite umane.
• Agosto 1916: Romania entra in guerra con l’obiettivo della conquista della Transilvania, per conquistare l’unità nazionale.
• In Germania si crea quasi una dittatura militare, con gli alti comandi dell’esercito che ottengono poteri amministrativi e giudiziari e che compie la sua prima azione con la conquista della Romania.
• Italia: grosso sforzo economico per necessità di armi e per importazioni; tenore di vita diminuisce ma non molto.
• Maggio 1916: spedizione punitiva dell’Austria, con Cadorna colto di sorpresa, e con austriaci bloccati con solo una linea (Asiago-Cesare Battisti). Inizio giugno: seconda fase dell’offensiva, che ha successo, ma con gravissime perdite austriache. Salandra si dimette per impreparazione esercito e viene sostituito da Paolo Boselli, il quale dichiara guerra anche alla Germania. Battaglie di Isonzo (6°-9°) per conquistare Gorizia. Ammutinamenti puniti con fucilazioni e decimazioni.
1917: un anno cruciale
• Anno in cui c’è il massimo sforzo bellico. Accadono molti fatti importanti, tra cui la rivoluzione russa e l’entrata in guerra degli USA.
• Francia: Clemenceau torna alla guida del governo, con gruppo eterogeneo (socialisti-estrema dx). tutta economia subordinata a esigenze belliche e convinzione di combattere fino annientamento Germania.
• Inghilterra: governo di unione nazionale, guidato da Lloyd George. Condizioni classi povere peggiorano.
• Germania: crisi profonda, con mancanza di combustibile per uso domestico e di cibo (caduta produzione + no importazioni). Razioni alla soglia del minimo vitale e cibo di pessima qualità (pane di guerra). Cominciano a scarseggiare anche materie prime e combustibili e anche le materie rumene sono inutilizzabili per mancanza di mezzi di trasporto.
• A questa situazione si reagisce proponendo la guerra sottomarina illimitata, colpendo anche mercantili con l’obiettivo di ridurre l’Inghilterra alla fame. Questa fase scatta all’inizio di febbraio.
• Il 6/4 gli USA entrano in guerra come associati dell’Intesa, perché: una vittoria degli Imperi Centrali non avrebbe certo favorito la riscossione dei crediti; timore di esclusione da mercati; volontà di combattere Giappone. Wilson aveva tentato la pace, ma gli obiettivi delle potenze erano inconciliabili: Germania voleva bacini minerari; Inghilterra vuole colonie tedesche; Francia vuole ridimensionare Germania.
• 1917: Austriatenta pace di compromesso, perché tensioni interne provocate da strati popolari alla fame. Nella parte ungheresa situazione un po’ migliore ma comunque grave. Pace cercata con Russia e Italia, che interrompono momentaneamente operazioni militari.
• 16/3: 1° conferenza austro-tedesca; o Germania sostiene Austria con armi e materie prime o pace. Non se ne fa niente.
• 17/5: 2° conferenza, niente di fatto, nonostante Czernin aveva auspicato pace imperatore deve cercare pace per conto suo: trattative con Francia.
• Situazione interna pesante con forti spinte nazionaliste (Jugoslavia, Serbia-Croazia, Romania)
• Crisi anche in Germania, perché guerra sottomarina non ha interrotto commerci inglesi proposta pace di compromesso. Hollweg rifiuta proposta di pubblica dichiarazione di pace, ma è disponibile ad avviare trattative segrete e a cercare appoggio della socialdemocrazia, sia nel caso di pace che di guerra. La destra bersaglia allora Hollweg di critiche, costringento Guglielmo II a destituirlo sostituendolo con un governo di dx.
• 2/8: 3° conferenza austro-tedesca: Austria in situazione insostenibile si appella a Vaticano per porre fine a influenza tedesca Benedetto XV esorta a finire guerra; nemmeno questo appello viene ascoltato.
• Estate 1917: Grecia in guerra con Intesa, in seguito a colpo di stato promosso da Inghilterra. Serbia verrà annessa a Jugoslavia.
• Germania interessata anche a Romania, oltre a Polonia scambio con Austria, in quanto anche se Polonia diventa austriaca è comunque economicamente di influenza tedesca.
• Inverno: miglioramento Imperi Centrali. Fronte russo cede in 3 settori, uno con tattica dell’infiltrazione dei tedeschi (potenza offensiva su un’area ristretta, per far passare truppe che poi si infiltrano nel territorio facilitando l’avanzata degli altri.
• Italia: stasi voluta da Cadorna, i cui vantaggi si perdono con la 10° battaglia dell’Isonzo (nuove carneficine). Verso ottobre però le operazioni sono sospese e il morale migliora di nuovo. Il 24/10, però, attacco austriaco con proiettili a gas e infiltrazioni con vie di comunicazione tagliate, fino a Caporetto. La ritirata viene ordinata in ritardo, con moltissimi prigionieri. Esercito austriaco raggiunge Udine e i ponti del Tagliamento. Ritirata 2 giorni dopo dietro al Piave, su cui c’è la resistenza delle truppe rimaste.
• Profondi cambiamenti nell’economia: intervento dello Stato, per regolare commercio estero, profitti eccezionali, utilizzati da imprenditori per acquistare banche. Però problema dell’inflazione, con produzione di molta carta moneta per spese belliche.
1918: il crollo degli Imperi Centrali
• Imperi Centrali: situazione economica disastrosa, militare abbastanza favorevole, soprattutto per il crollo della Russia. Momento propizio solo temporaneo perché Inghilterra, Grecia e Francia si preparano a conquistare la Bulgaria, importante protezione per l’Austria. USA, inoltre, hanno forte sviluppo produttivo, con continuo invio in Francia di truppe e armamenti. Rivoluzione russa chiede a Imperi Centrali pace, che viene accettata nel dicembre 1917.
• Germania punta ad annettere regioni sotto l’influenza russa ma non abitate da russi (Finlania, Lituania…), per fare una “cintura orientale” e mettersi al riparo e fornire un retroterra di risorse con le quali evitare il collasso economico, rifornirsi materie prime e fornire nuovi sbocchi alle industrie trattati con Ucraina, Russia (Brest-Litovsk), Finlandia, Romania (Bucarest), Georgia. Gli storici affermano che questi trattati hanno indebolito la Germania rafforzando la voglia di combatterla e mostrando la brutalità dell’Imperialismo (repressione della democrazia in Finlandia…, non annessione spontanea). Con questo ragionamento non si tiene conto che la scelta della Germania fu dettata da necessità.
• Wilson presenta in gennaio un Programma per la pace (14 punti), i cui cardini sono: eliminazione diplomazia segreta, autodeterminazione popoli. Wilson crea le premesse per uno smantellamento della rivoluzione russa, anche se non riesce a raggiungere gli obiettivi che si propone.
• 21/3/1918: Germania sferra offensiva per mettere in ginocchio la Francia; ultima occasione per vincere, prima arrivo americani in Francia. All’inizio tedeschi vincono Inglesi. 9/4: 2° offensiva; 27/5: 3° offensiva, a favore Germania. Inizio giugno: 4° offensiva, a favore Germania, ma con grandi perdite. 5° offensiva (battaglia della Marna), che vede la Francia vincere.
• Italia: 1° Ministro Vittorio Emanuele Orlando, comandante esercito Diaz, che con una condotta difensiva risparmia uomini e infonde convinzione e spirito patriottico. Giugno: Battaglia del Piave dove Italia vince grazie anche ad aiuti americani contro Austriaci stremati.
• 8/8: attacco su Amiens di Americani, che apre una breccia nelle trincee tedesche, i cui soldati si ritirano nel confine.
• Settembre: sconfitta definitiva per Ottomani e Bulgaria. La resa bulgara è dannosa per Austria-Ungheria, che vede staccarsi la Cecoslovacchia e la Jugoslavia.
• 26/10/18: Diaz sferra controffensiva del Piave a Vittorio Veneto, difesa ormai solo in 1° linea. Ai primi di novembre vengono raggiunte Trento e Trieste.
• 4/11/18: Austria si arrende senza condizioni e lo stesso fa l’11/11 la Germania.
I trattati di pace. La Società delle Nazioni
• Gennaio 1919: inaugurata a Parigi la Conferenza di pace, che ha come protagonisti USA, Francia, Inghilterra. Francia vuole togliere possibilità di ripresa alla Germania ed espandersi in Asia, l’Inghilterra non vuole concorrenza della Germania sui mercati. USA svolgono la parte di arbitro tra le potenze
• 28/6/1919: firma trattato di pace con Germania, con riduzione forze armate e flotta, restituzione Alsazia e Lorena, Saar per 15 anni francesa, alcune regioni alla Polonia e colonie tra Francia e Inghilterra.
• 10/9/1919. Pace con Austria: formazione di Cecoslovacchia, Jugoslavia e Polonia, Trentino e Istria a Italia, Ungheria scissa da Austria
• Società delle Nazioni: creata con l’intento di mantenere pace, in realtà strumento di Francia e Inghilterra. Wilson, che l’aveva ideata, non aderisce.
la rivoluzione russa
La crisi degli zar e l’incapacità di governo borghese
• Industrializzazione crisi zarismo, per esistenza proletariato, trattato con brutalità. Vengono costituite le società di Mutuo Soccorso, per evitare contestazioni. Altro problema: presenza di borghesia capitalistica, intralciata da rapporti feudali e burocrazia.
• 1901: contestazioni antizariste; 1902: scioperi & c. Con intervento polizia, rivolte si placano.
• 9/1/1905: operai di Pietroburgo disertano lavoro e protestano a Palazzo d’Inverno, chiedendo fine guerra vs. Giappone, riposo festivo, giornata di 9 ore, no imposte indirette. Zar Nicola II rifiuta petizione e nomina generale Trepov governatore generale di Pietroburgo. Dà ordine ai soldati di sparare 1000 morti, 2000 feriti (Domenica di sangue)
• Estate 1905: scioperi più frequenti, con ammutinamenti nelle forze armate; rivolta si diffonde anche nei contadini, per mancanza di terre. Zar non in grado di sconfiggere ondata rivoluzionaria perché:
A. protesta organizzata con carattere politico, non come al solito. Operai organizzati in Soviet (spontanea, indotta da fame e fatiche)
B. esercito impegnato nelle campagne no repressione in città
• Manifesto di ottobre dello zar: promessa di libertà civili e convocazione Duma, con competenze legislative. Borghesia costretta ad accettare manifesto perché ha + paura di operai che di zar.
• Soviet di Pietroburgo non si scioglie e invita popolo a non pagare tasse e ritirare depositi bancari; il Soviet viene scoperto dalla polizia e i membri sono arrestati. A Mosca, grande sciopero e operai di fatto governati da Soviet. Nel dicembre 1905 la rivoluzione è sconfitta e trionfano gli zar.
• 1906: elezione 1° Duma, con elettori in 6 classi - voti non uguali ma zar perdono Duma sciolta. Idem la 2° sciolta con colpo di Stato Stolypin.
• 3° Duma: finalmente favorevole a aristocrazia. Riforma agraria che divide contadini in ricchi (kulaki-15%), medi (20%) e poveri. Obiettivo: rendere contadini ricchi e medi alleati dello zar.
I nemici degli zar e le finalità della rivoluzione
• Partito socialista-rivoluzionario, guidato da Cernov. Piccola borghesia rurale. Metodi terroristici.
• Partito laburista (1912): guidato da Kerenskij, fusione tra socialisti nazionali e socialrivoluzionari ala dx.
• Partito Socialdemocratico, affiliato alla 2° internazionale 1898. Rivoluzione democratico-borghese. Nel partito socialdemocratico emerge Lenin, vissuto in famiglia agiata e coinvolto in lotte antizariste. Deportato nel 97, studia il Capitale di Marx, esule in Svizzera nel 1900.
• 2° congresso socialdemocratico, vede prevalere i bolscevichi di Lenin sui menscevichi di Martov. Menscevichi credono di non dover governare ma di difendere operai nel contesto borghese creato da rivoluzione. Bolscevichi credono in rivoluzione democratico-borghese con classe operaia in 1° fila scissione nel 1905. Per una rivoluzione socialista Lenin guarda oltre i confini della Russia e postula la rivoluzione permanente.
• 1906: unico partito socialdemocratico, con tra i bolscevichi l’emergere della figura di Stalin, abilissimo organizzatore delle squadre di combattimento bolsceviche.
• Posizione intermedia tra bolscevichi e menscevichi: Trotzkisti (socialdemocratici internazionalisti unitari, guidati dal Lev Trozky). Indispensabile una rottura con gruppi dirigenti socialdemocratici europei e preparazione Internazionale operaia, a causa imperialismo.
La rivoluzione di febbraio e il crollo degli zar
• 1914: Zar non propensi ad entrare in guerra, ma i settori vitali dell’economia dipendono da finanziamenti esteri e bisogna rimanere legati all’Intesa. Prime settimane di guerra: comitati dell’industria di guerra, con scopo di coordinare sforzi economici e di far andare al potere la borghesia. Partiti della borghesia capitalistica chiedono a Zar un governo di fiducia della Duma Zar Nicola II scioglie la Duma frattura tra borghesia e regime zarista.
• L’opposizione allo Zar si estende in tutta Europa, coinvolgendo anche parte dell’aristocrazia russa Zar chiama capo del governo tedesco (Sturmer) in sostituzione di Goremykin, per ottenere pace separata con Germania
• Ottobre 1916: manifestazioni a Pietrogrado contro lo zar, che reagisce licenziando Sturmer e chiamando Trepov.
• 23/2/17 regime zarista frana sotto la pressione degli scioperanti guidati da Kerenskij. Gli operai riformano i Soviet, Nicola II abdica a favore del fratello Michele, anche se è evidente che i soviet non vogliono mantenere la dinastia dei Romanov governo provvisorio
• Il governo provvisorio, anche se agisce in funzione dei capitalisti, ha un grande consenso popolare, dovuto al fatto che i ministri si sono fatti la fama di eroici oppositori dello zar.
• Lenin torna a Pietrogrado in aprile e dichiara che il nuovo governo, che tutela gli interessi borghesi, non merita la fiducia del proletariato. Tesi di aprile, in cui afferma che si deve passare ad un’altra fase della rivoluzione, in cui i soviet prendono il potere e che si deve rompere con la 2° Internazionale, passando al nome di Partito Comunista. Motto: Pace ai popoli! Terra ai contadini! Tutto il potere ai soviet! proposte respinte dai menscevichi.
La “Rivoluzione di ottobre” e le prospettive del socialismo
• Maggio 1917: nuovo governo provvisorio, con rappresentanti Soviet + borghesi. I rappresentanti dei Soviet devono accettare la prosecuzione della guerra con l’alibi della guerra difensiva, con tutti gli svantaggi delle masse popolari. Inoltre. Vanno accantonate le riforme economiche che danneggiano la borghesia.
• Giugno 1917: 1° congresso dei Soviet, con socialrivoluzionari e menscevichi in maggioranza e bolscevichi in crescita. Cause della crescita: diffusione della miseria; opposizione ad azioni militari (soldati si ribellano); disciplina con cui si segue la strada di Lenin.
• 2/7: ministri del partito cadetto si dimettono facendo ricadere le responsabilità della sconfitta sui partiti che dirigono i soviet crisi di governo aggressività degli industriali nei confronti degli operai cortei spontanei, alla testa dei quali si mettono i bolscevichi, con l’intento di approfittare della crisi di governo per prendere il potere a discapito della borghesia. Kerenskij, però, accusa il partito bolscevico di aver voluto lo scontro armato e dà il via alla repressione, che porta a mandati d’arresto contro dirigenti (Lenin va in Finlandia).
• Luglio 1917: 3° governo provvisorio, capeggiato da Kerenskij. Con questo governo la Russia perde le libertà della rivoluzione di febbraio e il partito bolscevico viene messo fuorilegge.
• Luglio 1917: 6° congresso partito bolscevico a Pietrogrado, in cui le decisioni sono assunte dal giovane Bucharin, che cambia linea politica e vede come unica alternativa una dittatura nell’interesse del popolo (instaurazione della Comune, non più Soviet)
• Settembre 1917: altro governo provvisorio in cui Kerenskij fa tutto, mentre Lenin ribadisce la necessità di una rivoluzione. Contadini in rivolta nelle campagne + rivolta dei marinai tedeschi si pensa a rivoluzione europea Lenin scrive lettere da Finlandia per incitare compagnia a rivoluzione armata.
• 10/10: Lenin, inizialmente in minoranza, riesce a convincere stato maggiore del partito a votare per rivoluzione.
• 24-25/10: guardie rosse di Pietrogrado passano all’azione e riconduzono la città in mano a bolscevichi, dopo la fuga di Kerenskij. Nella stessa notte: occupazione del Palazzo d’Inverno., simbolo della rivoluzione d’ottobre. Proclamata la Repubblica sovietica.
• Primi 3 decreti di Lenin:
A. Decreto sulla pace: appello a tutti i paesi a porre termine alla guerra con una pace senza annessioni.
B. Decreto sulla terra: autorizza l’esproprio senza indennizzo delle terre della nobiltà
C. Decreto sulla costituzione di un consiglio dei commissari del popolo: Lenin-Torzky-Stalin
• Successivi decreti: giornata di 8 ore, separata Chiesa da Stato, parità tra uomo e donna, matrimonio civile.
• 1918: scioglimento assemblea, Soviet come unica forma di rappresentanza popolare.
L’Europa dopo la guerra
1917-18: crisi statale e fermenti rivoluzionari in Germania
• Sistema aristocratico-militaristico-capitalistico tedesco sottoposto a dure tensioni durante la guerra per malcontento popolare, al quale la SPD non vuole dare sbocco. Durante la guerra una parte della SPD si oppone alla stessa con Liebknecht e Rosa Luxemburg, emigrata polacca, una dei maggiori teorici del socialismo. I due formano il gruppo spartachista, in contrasto con la dirigenza berlinese.
• Si formano nella SPD 3 tendenze ben distinte:
A. Maggioritaria: fedele alla linea della dirigenza
B. Sx radicale: R. Luxemburg e Liebknecht, esplicitamente rivoluzionaria
C. Centrista: opposizione netta a governo e guerra, ma contro rivoluzione
• Gennaio 1917: conferenza tra membri di opposizione della SPD, per concordare misure comuni, che vengono poi esclusi per aver tramato per scissione Fondano USPD (SPD indipendente)
• Gennaio 1918: Russia, drammatico dibattito tra riprendere guerra (Bucharin) e accettare umiliante pace (Lenin). Vince Bucharin. Nel frattempo, scioperi a Vienna e Budapest fanno sperare in rivoluzione permanente ipotizzata da Lenin. Il 28/1 lo sciopero è anche a Berlino e le richieste, tra cui l’accettazione della pace proposta dalla Russia, sono giudicate incompatibili con il sistema allora esistente.
• Febbraio 1918: Germania riprende guerra vs. Russia esercito russo si sfascia e Lenin può far approvare la pace.
• Congresso cambia nome in Partito Comunista Bolscevico e la capitale viene trasferita a Mosca.
1918-19: guerra civile in Russia, rivoluzione in Germania
Russia
• 3 tipi di rapporti di produzione: monopolio di Stato, capitalismo privati, piccola produzione. Lenin vuole potenziare il monopolio, abbattere gli speculatori, organizzare il controllo della produzione. I primi 2 obiettivi sono raggiunti, anche con la nazionalizzazione del sistema bancario. 3° obiettivo (scambi tra città e campagna in natura) provoca un fallimento. Viene prevista la costituzione di cooperative per raccogliere le eccedenze agricole e scambiarle con prodotti industriali. Questo sistema non è applicabile perché molte industrie hanno chiuso e i loro prodotti non soddisfano i contadini. Mercato nero si diffonde.
• Decisione tra estorcere eccedenze a contadini o liberalizzare gli scambi. Si sceglie la 1° e questa decisione, seppur pesante, riesce a salvare il potere sovietico, a prezzo di un allontanamento dalla visione socialistica, perché:
A. Contadini non sono portatori di ideali socialisti terre espropriate a kulaki ridistribuite, non in cooperative frazionamento in piccole aziende.
B. Nuovi padroni delle terre non disposti a cedere i loro prodotti al potere sovietico.
• Rivoluzione salvata da operai bolscevichi, che si recano a combattere ovunque contro contadini in rivolta; reintrodotta pena di morte; zar con famiglia trucidato terrore rosso. Stalin si comporta con brutalità facendo fucilare non solo i controrivoluzionari o i sospetti, ma anche soffocando ogni manifestazione di democrazia.
Germania
• Hindenberg e Ludendorff chiedono armistizio, ma cancelliere rifiuta; Spartachisti vogliono sciopero generale, ma dirigenti USPD non vogliono Lega di Spartaco, con obiettivi rivoluzionari.
• Governo rompe rapporti con Russia per evitare contatti con sovietici. Marinai che dovevano attaccare tedeschi si ribellano e formano il primo Soviet tedesco. In tutto il nord del paese scioperi e manifestazioni contro guerra Lega di Spartaco proclama sciopero da sola, l’Imperatore abdica, Liebknecht proclama la Repubblica Socialista.
• Lenin giudica situazione analoga a Pietrogrado, ma non è così, perché nelle campagne tedesche c’è pace sociale, ci sono molte aristocrazie operaie socialmente conservatrici e non c’è un vero e proprio partito rivoluzionario.
• Governo provvisorio (Ebert), guidato da SPD e USPD, che favoriscono concessioni da industriali a operai (ind. capiscono che rivoluzione russa c’era stata anche per no concessioni e favorisce in un certo senso anche gli industriali. Stipulata resa incondizionata. Tutti i gruppi di estrema sx si fondono nell’IKD. Settimana di sangue a Berlino (gennaio 1919), con Liebknecht e Luxemburg picchiati a morte da forze armate mandate da governo SPD odio tra comunisti e socialisti.
• Agosto: Repubblica di Weimar (federale, con 17 Lander), suffragio universale (Reichstrat, Reichstag), Ebert presidente del Reich.
• Marzo 1919: 3° Internazionale, 21 punti: espulsione riformisti, guerra di classe, rivoluzione mondiale.
1919-20: la guerra civile in Russia
• Giugno 18: comincia guerra civile per insurrezione contadina siberiana. Finisce nel 20.
• 1919: Armata Rossa di Trozky vs. Generali Bianchi (Kolciak ha cresto potere in Siberia ed è il più reazionario. Ottobre: Armata Rossa blocca forze controrivoluzionarie ad Orel e il potere bolscevico è di fatto vincitore, anche se perde parte della Siberia.
• 3 ragioni per la vittoria, oltre a determinazione esercito volontario:
A. Disorganizzazione delle potenze capitalistiche per differenti volontà riguardo a Russia.
B. Propaganda di pace dell’Armata Rossa tra soldati francesi e inglesi, già stanchi per una guerra di cui non importava loro niente.
C. Contadini tra i due mali scelgono il minore.
• Potere assume direzione diretta dell’apparato produttivo nello sfacelo della guerra, con requisizioni nelle campagne e distribuzioni in natura Comunismo di guerra.
• Emerge burocrazia bolscevica svuotato il potere dei Soviet anche perché la classe operaia si era disgregata in seguito alle guerre socialismo impossibile in seguito a disfacimento classe operaia a favore di burocrati. Tutto è sotto il controllo dei burocrati.
1919-20: il Biennio Rosso in Italia
• Italia: aveva dovuto convertire industria civile in militare e poteva contare su facilitazioni alleati, ma ora rimane con grossi debiti vengono meno basi del consenso sociale lotte sociali Biennio Rosso.
• Proletariato dopo la guerra è più numeroso, in seguito a impulso di industria bellica e ha una nuova mentalità. Si sono infatti diffusi spiriti di rivolta per disciplina e inflazione Novembre 1918: scioperi, con aumenti salariali concessi. Questo non basta a placare la classe operaia, perché esige la giornata di 8 ore concessa, però niente scioperi per 3 anni.
• Agitazioni contadine perché terra non espropriata a grandi latifondisti.
• Papato non vede bene aggregazione forze della sx nascita di un partito cattolico (Partiro Popolare), fondato da Don Luigi Sturzo, con un programma, che pur antisocialista è fortemente progressista. Formazione di Leghe Bianche soprattutto nella Valle Padana.
• Dirigenti Socialisti, dopo le agitazioni per il caro- viveri, vogliono calmare le masse calmiere ai bottegai.
• Ufficiali che tornano da guerra non trovano neppure più un impiego e non hanno ricompense per aver rischiato la vita per la patria formano Movimento combattentistico (ex-reduci) che prevede rivalutazione dei sacrifici di guerra.
• Settembre 1919. Gabriele D’Annunzio può compiere Impresa Fiumana, appoggiato da movimento combattentistico, con lo Stato che non ha la forza di reprimere subito l’azione.
• Proletariato industriale torinese non si adatta a ritmi grande fabbrica, i prezzi continuano ad aumentare e per non perdere potere d’acquisto si è costretti a numerosi straordinari solo a Torino c’è un esperienza di unificazione ideologica, in una prospettiva di rivoluzione comunista Nascono i Consigli di fabbrica. Ordine Nuovo, quotidiano diretti da Gramsci, che non ha finanziamenti esterni, neppure del partito socialista.
• Caduto il governo di Vittorio Emanuele Orlando, diventa capo del governo Francesco Saverio Nitti, sostenuto da una coalizione di tutti i gruppi dell’area liberale. Strategia: riconversione dell’industria alla produzione civile, con nazionalizzazione di qualche settore produttivo, sistema proporzionale.
• Novembre 1919: successo socialisti (30%) e popolari (20%) governo Nitti cade e si pensa a Giolitti.
• 1920: Sciopero delle lancette, per ora legale, soprattutto a Torino, poi in tutta Italia. Nessun risultato, operai esclusi da Consigli di Fabbrica.
• 20-21: governo Giolitti; programma: sconfiggere l’inflazione e risanare bilancio statale, chiedere ai capitalisti di rinunciare a qualcosa ora per vantaggi a lungo termine.
• Agitazioni operaie anche per forte aumento costo del denaro, 30/8, dopo serrata, FIOM occupa Alfa Romeo e tutte altre fabbriche metalmeccaniche di Milano.
• Giolitti tenta di far da mediatore e trova un accordo tra la FIOM e i metallurgici, che prevedeaumenti salariali, più ferie, indennità di licenziamento in sostanza, grande successo operai.
• 6/1921: nasce, guidato da Antonio Gramsci, il Partito Comunista d’Italia, con una scissione dai socialisti.
• Rinuncia all’Albania, Italia prende Istria e Zara, con la Dalmazia a Jugoslavia, Fiume diventa indipendente (quindi conclusa avventura di D’Annunzio) e passerà all’Italia solo nel 1924.
Il periodo tra il 17 e il 26
Stati Uniti e Germania negli anni venti
• Immediato dopoguerra: paesi capitalistici con disordini sociali dovuti a vari fattori:
A. MONETARIO: spese di guerra hanno causato massiccia emissione di monete allo scoperto ha allargato l’indebitamento delle Stato verso i cittadini e messo in moto l’inflazione. Salari degli operai crescono meno di quanto crescono i prezzi conflittualità nelle fabbriche. Ceti medi con danni più rovinosi, perché non abituati ai consueti strumenti della lotta operaia hanno saputo difendere ancora di meno i loro diriti.
B. EREDITÀ DEBITI DI GUERRA: le maggiori nazioni dell’Intesa hanno contratto debiti con gli Stati Uniti e senza le restituzioni dei prestiti l’economia statunitense sarebbe coinvolta in una serie di fallimenti a catena. I Paesi debitori non possono rendere i soldi agli USA, perché la Germani non paga i suoi debiti con gli stessi paesi debitori agli USA
C. ECONOMIA TEDESCA non recupera denaro necessario per pagare danni se non aumenta esportazioni, ma non ha sufficienti capitali da investire per fare questo, anche perché la Francia ha preso l’Alsazia e la Lorena inflazione fortissima, unico modo per industriali di reperire capitali. L’inflazione è servita allo Stato di liberarsi di tutti i suoi debiti
D. ECONOMIA USA: USA non sanno come riscuotere i debiti, il disordine è provocato da prezzi troppo bassi
• 21-22: crisi di sovrapproduzione paesi nella conferenza di Genova (1922) stabiliscono un nuovo sistema di scambi commerciali, chiamato gold exchange standard, che prevede la sterlina come moneta di riserva.
• USA: unico paese il cui sviluppo può riprendere slancio, per fattori che riducono costi di produzione:
A. TAYLORISMO: all’operaio non viene detto solo cosa fare, ma anche i tempi e i modi precisi accelerata la produzione
B. MECCANIZZAZIONE DEL LAVORO: ritmi di lavoro più intensi imposti dalle macchine (Henry Ford - catena di montaggio) lavoro operaio ridotto di fatto a pura e semplice esecuzione ripetitiva
C. RICERCA SCIENTIFICA: incorporazione definitiva della scienza nel processo produttivo
• Superata la crisi di sovrapproduzione, gli unici fattori che trattengono gli USA da uno slancio eccezionale sono legati alla Germania.
• Gennaio 1923: esercito franco-belga occupa Ruhr, per sollecitare Germania a compiere il suo dovere, e questo provoca una grossa crisi, che spinge il marco ai livelli più bassi della storisa (miliardi di marchi per un dollaro) ceti più bassi in una miseria spaventosa.
• Piano Dawes per combattere crisi: concessione di prestiti a Germania per ricostruzione economia stabile perché economia mondiale di fatto dipende da quella tedesca (restituzione prestiti). Questo piano ottiene un grande successo, con l’economia che conosce un vero e proprio boom dal 24 al 29. Un legame simile viene stabilito anche con Austria e Ungheria capitale americano acquista egemonia per la quale si battevano Germania e Francia.
• Sviluppo economico reso possibile anche da nuovi campi di investimento: trasmissioni radio, aeronautica, fertilizzanti, automobili, biciclette
Gli USA del dopoguerra e la Germania di Weimar
Stati Uniti
• Wilson sconfitto nelle prime elezioni in cui votano le donne politica di distacco dall’Europa con governi repubblicani. Avversione contro tutto ciò che è straniero. Processo a Sacco e Vanzetti, due anarchici italiani, a torto accusati di omicidio e condannati senza processo
• Proibizionismo: a partire dal 1920, diretto principalmente contro immigrati e neri, accusati di fare uso eccessivo di alcolici traffico illegale e criminalità organizzata
Germania
• Gruppi nazionalistici estremisti creano disordini nel paese e uccidono diversi personaggi popolari (ministro delle Finanze di centro...) perché contrarie alla guerra. In questo ambito emerge la figura di Adolf Hitler, con il suo partito nazionalsocialista
• Hitler organizza le squadre d’assalto (SA) contro oppositori. Nel 1923, il nazismo supera i confini della Baviera e acquisisce importanza nazionale. Nelle elezioni vince ancora il centro-sx, ma quando muore il presidente socialdemocratico Ebert, le elezioni vedono vincere i conservatori, anche se nel 28 tornano al governo i socialdemocratici
Situazione politica europea
• Inghilterra: vuoole mantenere equilibrio, con i laburisti al governo
• Francia: timore della ripresa tedesca varie alleanza, anche con l’obiettivo di impedire restaurazione asburgica. Nelle elezioni del 1924 prevale la sinistra e c’è una ripresa economica
• Accordi di Locarno: Germania, Francia e Belgio riconoscono frontiere del Trattato di Versailles, si impegnano a ricorrere alla Società delle Nazioni, a cui viene ammessa anche la Germania, in caso di controversie
La svolta del 1921 in Russia
• Kronstadt: in coincidenza del congresso bolscevico, scoppia una rivoluzione antibolscevica con persone di ogni estrazione sociale, da operai a industriali, che vuole la riforma in senso democratico del sistema di governo, pur mantenendo i Soviet. Per la prima volta il potere bolscevico si trova a combattere contro gli operai, e la rivolta viene repressa nel sangue
• Lenin deduce da questa insurrezione la necessità di una svolta politica, erpciò nel 1921, si prendono dei provvedimenti, grazie ai quali solo la grande industria, le ferrovie, le miniere e il commercio estero rimangono monopolio di stato. Viene quindi abolita la requisizione delle derrate dalle campagne e sostituita da un’imposta fissa in natura, pagata la quale i contadini possono fare ciò che vogliono passaggio dal “comunismo di guerra” alla “nuova politica economica (NEP)”
• Ogni pluralismo è invece negato sul piano politico, a vantaggio di un crescente accentramento del potere
• Nel Partito Bolscevico si forma l’”opposizione operaia” e riflette aspirazioni di una maggior libertà economica Lenin reagisce mettendo al bando tutti i partiti e gli organi di stampa non bolsceviche. Questo è un chiaro segno che ormai il potere bolscevico non può più sopravvivere senza imporsi con la forza e si sta allontanando dalle finalità della rivoluzione
La Russia negli anni venti
• Maggio 1922: Lenin cade gravemente ammalato e non può più dedicarsi alla politica. Emerge allora Stalin, fino ad allora considerato il meno importante tra i dirigenti, e gli venivano affidati incarichi amministrativi: proprio per questo motivo riuscì a costruirsi una base di potere solida, con tutti i nuovi amministratori da lui nominati. Inoltre è riuscito a tenere i contatti con i capi delle province asiatiche ed è diventato il punto di riferimento di tutto l’apparato burocratico
• Senza Lenin, Stalin può di fatto pilotare tutte le decisioni dell’ufficio politico dato che, come capo dell’apparato burocratico, fornisce tutta la documentazione. Questo lo si vede pre la prima volta nell’affare della Georgia, la sua terra natale, a cui toglie ogni autonomia
• A questo punto Lenin si ristabilisce e prende accordi con Trotzki pre attaccare duramente Stalin nel successivo congresso, sennonché cade di nuovo gravemente malato e esce definitivamente dalla scena politica. Così, al congresso, Stalin ha via libera e con Zinoviev e Kamenev forma il triumvirato. I tre ben presto riducono all’impotenza Trotzki
• Lenin muore il 21/1/24 e il suo testamento mette in guardia i compagni di partito da Stalin, anche se questo testamento non viene reso pubblico perché gli altri due membri del triumvirato hanno più paura di Trotzki che di Stalin
• Il 13° congresso sancisce il dominio totale del triumvirato e la fine di ogni residua forma di democrazia: Stalin, che ha il comando della repressione, destituisce Trotzki dal ruolo di comandante dell’Armata Rossa e debella ogni forma di quell’opposizione di sinistra a cui lo stesso Trotzki era a capo.
• Stalin sostiene che la Russia era governata bene e che la sua forma di economia statizzata era un’economia socialista (il contrario di quello che diceva Lenin) e inoltre teorizzava il socialismo in un solo paese del mondo
• 1925: dibattito sull’industrializzazione che riguarda la direzione che dovranno prendere la società e lo stato in Russia. Ci sono 2 tesi: Preobrazneskij è convinto che senza uno sviluppo maggiore e più rapido di un’industria statizzata, si sarebbe finiti con la restaurazione del capitalismo e propone un prelievo fiscale più elevato sui contadini; Bucharin vuole una lenta industrializzazione per non gravare sui contadini e Stalin lo appoggia. 1926: Zinoviev e Kamenev vengono privati di tutte le loro cariche e il triumvirato viene sciolto, Trotzki viene arrestato e poi esiliato.
Il fascismo in italia
1920-21: il fascismo, movimento dei ceti medi
• Benito Mussolini nasce nel 1883, da una famiglia piccolo-borghese. Nell’anteguerra si inserisce nel partito Socialista nell’ala massimalista. Espulso per la posizione interventista, raccoglie attorno a sé i maggiori e glki interventisti più radicali. Il 23/3/19 fonda a Milano i fasci di combattimento; inquesta maniera nasce il fascismo che si pone come movimento extrapartitico
• Per tutto il 19 Mussolini cerca di costruire un nuovo movimento politico, per abbattere la vecchia classe dirigente liberale, facendo leva sui reduci di guerra piccolo-borghesi. Il Programma di San Sepolcro, pur essendo antisocialista, si configura come programma di sinistra, avversando l’imposta di successione e le imposte progressive sui redditi e sostenendo il suffragio universale, l’abolizione del Senato, la facoltà di proclamare la repubblica. Le elezioni del 19, però, vedono Mussolini sconfitto
• 1920: abbandonata l’idea di colpo di stato contro classe dirigente liberale, negli ultimi 2 mesi il fascismo comincia a dilagare il Emilia-Romagna. Questo fascismo ha carattere sovversivo: è costituito da squadre d’azione (ras) che, al comando di ex ufficiali attaccano le sedi di sindacati e di camere del lavoro, di cooperative, compiendo violenze di ogni tipo sulle persone. Questo tipo di violenze tende a distruggere le organizzazioni economiche e sindacali del proletariato agricolo, non solo socialiste e comuniste, ma anche cattoliche. Lo scopo ultimo è quello di far cessare gli scioperi e imporre la revisione dei patti agrari a sfavore dei braccianti
• I nuovi aderenti ai fasci del 20-21 sono per lo più contadini arricchiti, artigiani e bottegai, piccoli imprenditori. Questo tipo di movimento ha anche il tacito appoggio del governo, in quanto l’allora primo ministro Giolitti contava proprio sull’azione dei fascisti per indebolire in maniera consistente i socialisti, in modo da convincerli a tornare a collaborare con lui; conta inoltre di porre un freno alle violenze, una volta raggiunto il suo obiettivo, concedendo ai dirigenti fascisti qualche incarico nel governo.
• Forza sociale e politica del fascismo sta nel fatto che il partito socialista non è stato capace di organizzare una rivoluzione e una lotta per l’espropriazione delle terre e la loro redistribuzione ai contadini. Questi, allora, hanno fatto per conto loro e quelli che ormai sono piccolo-borghesi aderiscono ai fasci. Nascono così i nuovi fasci di combattimento del 20-21. Il fascismo, in questa fase, riesce a penetrare nel mondo rurale, sostituendo le sue leghe a quelle socialiste
Mussolini alla conquista del potere
• Il movimento fascista ha espresso tendenze sia anticapitalistiche che antiproletarie; il ceto medio, però, non riesce a dare concretezza alle tendenze anticapitalistiche a causa dei legami con gli industriali scontro frontale con proletariato
• Giolitti si illude che i fascisti possano aiutarlo a dare stabilità alle istituzioni liberali e indice nuove elezioni con i “blocchi liberali”, da cui rimangono fuori popolari, socialisti e comunisti. Giolitti ritiene che i socialisti e i comunisti abbiano perso molti consensi e debbano essere costretti a rimanere subalterni, pur collaborando con lui. Inoltre, ritiene che, includendo fascisti e nazionalisti nelle liste vengano cessate tutte le violenze commesse dai fasci.
• Nelle elezioni del 21, invece, il partito socialista rimane il primo partito, anche se Giolitti conserva una, pur esigua, maggioranza, con dentro anche fascisti; i fascisti, però, in Parlamento si schierano dalla parte opposta e provocano la caduta del governo di Giolitti. Nel frattempo, Mussolini ripropone l’immagine di sinistra del partito fascista (assenza all’udienza dal re, intervista possibilista su coalizione con socialisti e comunisti
• Giugno 21: Bonomi forma governo con liberali e popolari e si fa promotore di una pace tra fascisti e socialisti. Le violenze fasciste continuano e, quando le forze del’lordine prendono per la prima volta le difese della popolazione, Mussolini tratta da folli i ras, che vogliono continuare sulla strada della violenza stipula un patto di pacificazione con i socialisti, che in cambio della cessazione delle ostilità devono interrompere i rapporti con i comunisti e cessare l’attività sindacale; la maggioranza dei fascisti manifesta una netta opposizione a questo patto
• Mussolini, per riprendere il controllo della situazione, dà le dimissioni dal comitato esecutivo dei fasci, ma, quando le violenze riprendono, ritira le dimissioni e trasforma il movimento in un vero e proprio partito, in modo da poterlo controllare politicamente (Congresso di Roma, novembre 21, Mussolini duce). Da questo momento, Mussolini comincia a muoversi secondo una strategia di conquista del potere, prendendo il fascismo per ciò che è, accettando le violenze,... Questa strategia è possibile soprattutto perché la crisi di sovrapproduzione causa un vuoto di potere
• Febbraio 22: il governo Bonomi cade per il passaggio all’opposizione delle dx liberali, scontente della sua incapacità di fare qualcosa a favore della BIS, trascinata al fallimento dalla crisi dell’Ansaldo. Il re chiama allora al governo un seguace di Giolitti di scarso rilievo, Facta, politicamente molto debole la violenza fascista dilaga tanto da costringere il socialista Turati a garantire il suo appoggio a qualsiasi governo che mantenga la legalità. Giolitti, però, respinge questa ipotesi di un geoverno tra sx liberale, popolari e socialisti, perché la borghesia imprenditoriale non sarebbe disposta ad appoggiare il partito socialista organizza uno sciopero generale legalitario ma questi sciopero offre ai fascisti la possibilità di presentarsi come paladini dell’ordine, sostituendo gli scioperanti nei servizi pubblici
• Mussolini, in un congresso a Napoli, autorizza i fascisti a marciare su Roma in maniera insurrezionale per ottenere l’incarico di formare il nuovo governo. La Marcia su Roma parte il 27/10 e il 28 le squadre fasciste sfilano vittoriose su Roma senza aver combattuto il 29 Mussolini ottiene l’incarico di formare il governo
1922-25: dal governo al regime fascista
• 30/10/22: incarico ufficiale da Vittorio Emanuele III. Il primo governo Mussolini non è puramente fascista, ma è di coalizione (fascisti, nazionalisti, liberali, popolari). Mussolini, una volta primo ministro, vuole rafforzare il proprio potere personale, avendo anche l’appoggio dei tradizionali centri economico del paese provvedimenti a favore della classe industriale e salvataggio BIS. Ci sono anche provvedimenti a favore del ceto medio e a sfavore dei contadini e degli operai (imposte indirette). Le violenze fasciste prendono ora di mira i partiti avversari
• Mussolini domina con grande abilità la contraddizione tra ceto medio e borghesia industriale dà vantaggi a capitalismo industriale e dà lavoro a ceto medio fascista, inquadrando gran parte degli squadristi nella milizia volontaria per la sicurezza nazionale. In seguito scoraggia l’accesso ai diplomi superiori ai ceti popolari (riforma Gentile) allarga la forbice culturale tra ceti abbienti e meno abbienti
• Sviluppo capitalismo emergono gruppi industriali slegati dalle banche (Montecatini, Ansaldo, Pirelli, Innocenti, Marelli, Falck, OM, FIAT)
• 1923: legge Acerbo: 2/3 dei seggi a partito di governo se ha 25% voti. Legge passa con aiuto partito popolare (Pio XI°). Viene creato il “listone”, i cui candidati provengono anche da associazioni combattentistiche e da altri partiti. I liberali si riuniscono in un unico schieramento. Solo Giolitti presenta la proria lista, i radicali vanno nel listone perduto Nitti, in più abbiamo il partito democratico-socialista (Bonomi), il partito popolare
• Elezioni: pretesto per una nuova ondata di violenze fasciste. Le elezioni danno al listone il 56% 356/535 deputati fascisti
• Il socialista Matteotti, alla Camera, denuncia brogli elettorali e viene ucciso per ordine di Filippelli. Non è stata provata responsabilità diretta di Mussolini e sembra che Matteotti nei giorni successivi avrebbe accusato Filippelli di peculato. Mussolini si mostra indignato e licenzia dalle loro cariche coloro che erano sospettati di un coinvolimento e si presenta come tradito da collaboratori. I deputati dell’opposizione reagiscono al delitto abbandonando il parlamento (Aventino delle coscienze). Gli Abventiniani non si rendono però conto che il re non concederà mai nuove elezioni perché gli va bene il governo attuale
• Dopo l’Aventino delle coscienze ogni opposizione è soffocata, e si instaura di fatto una dittatura
1925-27: la formazione del regime fascista
• 25-26: leggi fascistissime: tutti i partiti, ad eccezione di quello fascista, vengono sciolti, attribuiti a Mussolini poteri straordinari, consigli municipali e provinciali sostituiti da un podestà, istituita OVRA (per la repressione dell’antifascismo), restaurata la pena di morte.
• Si forma il corporativismo e vengono indotti scioperi, corporazioni fasciste riconosciute come uniche rappresentanti degli operai. Ceti industriali temono corp. Perché temono che sindacati fascisti possano diventare più potenti di vecchi sindacati
• Carenza di capitali e materie prime, nonostante investimenti sistema bancario è ancora fragile. Lira si svaluta costosissime le importazioni ritorno a convertibilità aurea e obiettivo della quota 90 (lire x una sterlina) fine dell’inflazione e ribasso prezzi, ma soffoca anche esportazioni
• Ci sono anche prestiti USA per aiutare economia italiana, e anche più commesse statali e prestiti da banche politica di rivalutazione segna piena saldatura attorno al regime fascista da parte della grande borghesia industriale e del ceto borghese
Istituzioni del regime fascista e opposizioni
• Posti chiave: affidati a fascisti, senza la tessera non vai da nessuna parte. 1928: nuova legge elettorale: lista unica nazionale di 400 candidati, scelti da Gran consiglio del fascismo. Le elezioni-farsa hanno l’appoggio degli ecclesiastici, in quanto erano stati firmati i Patti Lateranensi (11/2/29) che stabilivano la conciliazione tra Stato e Chiesa. Essei riconoscono: piena sovranità della Santa Sede sullo Stato Vaticano, pagamento indennizzo, esonero sacerdoti dal servizio militare, religione cattolica come religione di Stato, riconoscimento del Regno d ‘Italia, con Roma capitale, Chiesa appoggia stato fascista come mezzo per assicurare ed estendere il proprio peso nella società civile
• Benedetto Croce rimane una delle poche voci non soffocate della cultura laica; la tolleranza di Mussolini nei suoi confronti è dovuta al fatto che fa comodo al fascismo mantenere una linea tollerante di fronte ad un intellettuale di fama internazionale
• Il partito meglio organizzato nella lotta al fascismo è il Partito Comunista, che riesce a mantenere un’organizzazione clandestina, grazie al suo legame con l’Internazionale. L’opposizione al fascismo rimane comunque un fatto di minoranza
• Un ruolo fondamentale hanno le donne, riportate ad un ruolo esclusivamente domestico e la Chiesa, che opera una vasta influenza psicologica ed ideologica
• Nella politica estera, il fascismo continua la linea di buoni rapporti con l’Inghilterra e cerca alleanze nei Balcani
gli anni trenta
Il grande crollo finanziario e produttivo del 29-33
• Wall Street vive fino all’autunno del 29 in un clima di euforia con grandi speculazioni affaristiche. In ottobre vi è un lieve ribasso che non fa però pensare ad una crisi, tuttavia in molti ordinano la vendita dei loro titoli valore dei titoli crolla vertiginosamente (29/10 martedì nero). Questo crollo rappresenta una grave perdita di ricchezza monetaria e una drastica riduzione della domanda di prodotti industriali
• 1931: crisi investe anche l’Europa con il ritiro dei capitali americani fallimento di molte banche tra cui tre delle 4 principali tedesche molte fabbriche, senza capitali e senza mercato, sono costrette a chiudere disoccupazione, che fa diminuire ancora di più la domanda. Molti capitalisti distruggono i prodotti invece di regalarli perché se no rallentano comparsa di nuovi compratori
• La crisi provoca anche lo sconvolgimento dell’ordine monetario e finanziario restaurato negli anni 20: la Germania non può pagare i debiti di guerra USA mettono barriere doganali. MacDonald (primo ministro inglese) abolisce la convertibilità aurea della moneta. Conferenza di Ottawa. Trasformazione del Coomonwealth in un’area doganalmente protetta. Il crollo produttivo finisce nel 33.
Diffusione del fascismo e crollo di Weimar
• Fascismo più importante negli anni 30: partito nazista di Hitler
• Con la crisi economica, cominciano a dissolversi i patti su cui si è formata la Repubblica di Weimar (patto sociale: imprenditori accettano sindacati, sistema capitalistico intoccabile - patto politico: junker accettano democrazia in cambio di latifondi intoccabili). Hindenburg (presidente) dà appoggio a junker e capitalisti di scaricare il loro odio sui ceti meno abbienti e, quando cancelliere Muller cade, Hindenburg affida l’incarico di formare il governo a Bruning (cattolico dx)
• Governo Bruning ha 2 obiettivi: salvaguardare convertibilità aurea contando su una crisi passeggera e non far pagare scotto crisi a classi sociali dominanti
• 14/9/30: elezioni con titti i partiti di centrodx e di centrosx perdono voti a vantaggio di nazi e comunisti. La SPD è il primo partito ma perde (per atteggiamento rinunciatario con nuovo governo), i comunisti guadagnano (ma non hanno un progetto ben definito, i voti sono solo di protesta), nazisti secondo partito
• Forte del successo, il partito nazista fa opposizione intransigente e scatena le squadre d’assalto , rifornite di armi dall’esercito. Linea SPD: compromessi con capitalismo per limitare nazismo molti vanno nei comunisti, molti nei nazisti
• Gruppi industriali sostengono la politica di Bruning, favorevole a mantenere legami economici con estero e puntano all’annientamento dei sindacati formazione del fronte di Harzburg (1931) con governo di nazionalisti, popolari e nazisti, che volevano il distacco dalle alleanze e il riarmo. L’alleanza con i nazisti è docuta al fatto che si intendeva utilizzarli come forza d’urto per la distruzione delle organizzazioni operaie. Hitler, d’altro canto, ha preso come modello Mussolini ed è entrato nell’alleanza per tentare una scalata al potere
• 1932: nuove elezioni, che vedono Hindenburg (stavolta sostenuto dai moderati) vincere per 53 a 36 %. Hindenburg chiama al governo von Papen, che lascia libertà d’azione allo squadrismo
• Luglio 32: ancora elezioni, con vittoria nazisti e Hitler vicecancelliere. In questo periodo ci sono numerose agitazioni naziste e Hitler diventa cancelliere nel 33 con un governo militare-reazionario. La Repubblica di Weimar è di fatto finita.. creata la Gestapo, composta da fanatici nazisti, soppressi giornali di opposizione
• Incendio del palazzo del Reichstag attribuito a comunisti pretesto per nuove violenze
• 33: nuove elezioni con nazisti+nazionalisti che vincono e comunisti messi fuori legge. In luglio sono messi fuori legge tutti i partiti e il partito nazista si identifica con lo stato. Il generale Blomberg costringe Hitler a epurazione nel partito Himmler, capo delle SS costruisce false prove contro squadre d’assalto 30/1/34 notte dei lunghi coltelli, tutti i componenti delle squadre d’assalto vengono uccisi. Dal 33 nascono i primi lager, in cui vengono rinchiusi gli avversari politici
• 34: muore Hindenburg, Hitler diventa Presidente e diventa di fatto un dittatore che ha tutto nelle sue mani. Nonostante sia di dx, il governo nazista conquista il consenso delle masse, che, grazie alla politica di riarmo, possono trovare nuovi posti di lavoro
Gli Stati Uniti
• Elezioni 32: diventa presidente Franklin Delano Roosevelt, democratico, che assume il potere in una fase di grossa crisi, con 12 mln di disoccupati. Si pone subito con energia a realizzare il New Deal, programma per riattivare la produzione ed andare incontro agli strati più disagiati del paese: aumenta le emissioni monetarie, sganciando il dollaro dall’oro, aiuta le industrie con contributi statali, soccorre le persone più in difficoltà (anziani, disoccupati, bambini...) e finanzia grandi lavori pubblici. È in questo periodo che nasce il Welfare State, lo stato assistenziale
• Per realizzare questo piano ha bisogno di tantissimi consensi, che cerca di ottenere facendo leva su una coalizione di interessi, comprendente i gruppi industriali monopolistici, i sindacati, i latifondisti, i ceti medi urbani
• 1936: Roosevelt rieletto con una grande maggioranza. Si può dire che R. riesce a realizzare un riassesto del capitalismo, senza però debellare la disoccupazione, che nel 38 è salita di nuovo a 10 mln. Inoltre, si accentua la politica imperialistica nelle aree dell’America Latina per l’accaparramento delle materie prime a buon mercato
La Russia di Stalin e la 3° Internazionale
• Autunno 27: Stalin deve affrontare un grave problema economico e sociale: pochi cereali possono provocare carestia. Questa crisi (degli ammassi) viene combattuta dal governo bolscevico con requisizioniforzate di generi alimentari, anche se Stalin afferma che non si tratta di un ritorno al comunismo di guerra, e scarica la colpa delle requisizioni sulle autorità locali. Nuove acquisizioni di cibo vengono fatte con la collaborazione dei contadini poveri, ai quali vengono assicurati l’attrezzatura e gli animali dei kulaki nascono numerose fattorie collettive
• Fine 29: politica di collettivizzazione integrale e di industrializzazione accelerata come unica soluzione possibile a situazione di emergenza. Stalin vuole anche debellare i kulaki come classe perché essi, invece di devolvere gli animali ecc. ai contadini poveri li macellano e vendono la carne oppure nascondono i raccolti... L’industrializzazione accelerata appare possibile perché molte fattorie collettive assicurano cibo a sufficienza e inoltre industria fornisce macchinari agricoli
• Abbandono della NEP per industrializzazione e collettivizzazione forzata rappresenta lo sbocco ovvio delle contraddizioni della NEP: questa è nata dal presupposto che lo stato potesse catturare, in cambio dei beni delle industrie, le eccedenze agricole è stato accettato lo sviluppo di un’economia contadina privatistica mercantile e monetaria. Alla fine degli anni 20 il presupposto originario della liberalizzazione è venuto meno perché l’industria si è trovata alla mercè dell’economia rurale, ricevendo sempre meno prodotti agricoli. Questo è stato provocato dal fatto che l’industria umana, debole, non è stata in grado di catturare le risorse agricole e ha fatto entrare l’economia in un circolo vizioso. Lo sviluppo dell’economia del kulaki ha favorito la formazione di piccoli capitali, trasferiti in misura crescente all’agricoltura si sono formate piccole industrie a livello rurale che sono diventate il principale interlocutore dei contadini
• A questo punto, l’alternativa che Stalin ha di fronte è quella tra il consolidamento nelle campagne del capitalismo rurale e la distruzione delle radici di quel capitalismo, con la collettivizzazione generalizzata e l’annientamento della classe dei kulaki. L’obiettivo di Stalin, ora, è quindi quello di trasformare la Russia in tempi brevi da paese prevalentemente agricolo a paese altamente industrializzato
• Con l’attuazione di questo piano, i contadini ricchi devono emigrare in Siberia (gran parte di essi muoiono uccisi) e le fattorie collettive non sono ancora in grado di funzionare, in quanto i kulaki avevano tentato, come gesto estremo, la distruzione di tutti i loro beni la collettivizzazione forzata si trasforma di fatto in un’operazione militare, con numerosi villaggi di contadini ribelli sterminati; molti contadini ribelli non vengono uccisi, ma deportati nei lager
• L’ideale del socialismo serve a Stalin per annientare, nelle grandi purghe, tutta la vecchia guardia bolscevica, accusata ingiustamente e costretta ad ammettere delle colpe inesistenti in processi falsati. Il motivo di questi processi può essere ricercato nel fatto che un regime sociale che si basa sulla passività della classe operaia e che trae dal marxismo la sua origine storica, non può che annientare coloro che sono rimasti legati all’esperienza originaria del bolscevismo, portatori di un’idea incompatibile con l’esercizio burocratico del potere
verso la guerra mondiale
L’imperialismo razzista tedesco. L’Impero fascista
• Riarmo della Germania nazista assicura profitti della grande industria e riassorbe gradualmente la disoccupazione, ma aumenta l’indebitamento pubblico. Soluzione a questo problema con politica razzista: antisemitismo spinto all’esasperazione, per impadronirsi delle cospicue ricchezze delle comunità ebraiche e per recidere i legami con il capitalismo internazionale perché le banche della Germania si mettono interamente al servizio della grande industria tedesca. Inoltre, l’obiettivo del regime hitleriano è trovare nell’est europeo le materie prime, legando l’anticomunismo al razzismo
• Il primo passo verso l’asservimento dell’Europa dell’est è la stipulazione di un accordo con l’Ungheria, in base al quale le due nazioni si scambiano solo merci e non denaro la Germania, importa più di esportare, accumula debiti che ha intenzione di non pagare, con il programma di riarmo
• Italia: politica imperialistica da anni 30, dopo la crisi del 29-33. Il rapporto con la sterlina è a 50 e le esportazioni sono di fatto impossibili riduzione delle disponibilità di valuta estera per l’acquisto di materie prime Mussolini progetta guerra coloniale, vista come unica soluzione a questo problema, contro l’Etiopia, che però non può offrire materie prime. Politica di riarmo permette però di compensare le industrie che hanno perso mercati con commesse belliche, i cui costi sono pagati dalle masse popolari. Inoltre, questa guerra serve anche come mezzo di pressione verso l’Inghilterra
• Inizio 35: comincia invio di truppe. Etiopia: assetto feudale e parziale sopravvivenza schiavitù. 3/10/35: comincia invasione. Azione condannata da S. delle Nazioni, ma sanzioni applicate senza rigore, anche perché Francia e Inghilterra non hanno molta intenzione di ostacolare l’Italia
• Dopo alcuni mesi di resistenza, l’Etiopia cede e il 5/536 Badoglio entra ad Addis Abeba e il 9/5 Mussolini proclama la sovranità italiana. Unica che ha dato aiuti all’Etiopia è stata la Germania nazista, in quanto il prolungamento della guerra sposta l’attenzione delle altre nazioni, lasciando più libertà d’azione ai tedeschi
La guerra civile spagnola
• Crisi 29-33 investe la monarchia spagnola e il re si ritira in esilio. La Costituente proclama la Repubblica che eredita una situazione pesante per le discordie tra proprietari terrieri e masse lavoratrici, tra Chiesa e liberali, tra autonomisti e centralisti. Partiti vincitori della borghesia industriale formano un governo di coalizione, che compie un passo decisivo in direzione della laicizzazione. Per paura dei conservatori, non vengono realizzate forti riforme sul piano economico-sociale (in particolare espropriazione latifondi). L’incerto governo di coalizione favorisce la formazione di un governo di dx, che blocca ogni riforma sociale e rafforza il potere centrale
• Si sviluppa contemporaneamente un fronte di estrema dx (Falange-10/33) che prende a modello il fascismo ed è guidato da Josè Antonio de Rivera. Prende consistenza anche la confederazione della dx autonoma (Josè Gli Robles)
• Il rafforzarsi della dx provoca di conseguenza anche il rafforzarsi della sx, formata da una coalizione di forze unitesi per trovare una strategia in difesa della repubblica. Questo fronte popolare vince le elezioni del 36, grazie anche al voto degli anarchici. Le diverse componenti di questo governo non riescono però a trovare unità
• Le classi popolari pensano ad una rivoluzione e si organizzano in squadre armate reazione militare della dx, aiutata da Italia e Germania colpo di stato tentato da Franco. Per reagire a questo, le organizzazioni popolari chiedono le armi al governo, che rifiuta
• 29/9/36: Franco pone a Burgos la sede del suo governo, che definisce militare, nazionalista e legittimo. Contemporaneamente si forma un nuovo governo repubblicano di sx, diretto da Caballero due eserciti di fronte: repubblicano e nazionalista. Ripercussioni della situazione sia sociali che economiche
• La Francia aiuta poco il governo di sx, anzi propone alle potenze europee il non intervento: aderisce l’Inghilterra, fingono di non aderire Italia e Germania, che invece danno aiuti a Franco. Tattica di Hitler per attaccare Francia su due fronti
• Contrasti interni al fronte popolare: l’estrema sx mira ad un profondo sconvolgimento sociale giornate di Barcellona, che si concludono con l’annientamento dell’estrema sx e la caduta del governo Caballero, sostituito dal socialista Negrin
• 2/39: Inghilterra e Francia riconoscono il governo di Franco e il 28/3 finisce il governo repubblicano e inizia la dittatura
L’asse Roma-Berlino e il prologo della guerra
• Durante i primi anni del governo di Hitler, Italia e Germania non si sono intese, nonostante l’ammirazione del tedesco per Mussolini. Quest’ultimo, al contrario, ha sempre disprezzato il razzismo tedesco, si è adoperato per impedire l’annessione dell’Austria. Nel 35, inoltre, in un convegno con Francia e Inghilterra, il riarmo tedesco è stato duramente criticato
• Inizio della guerra civile spagnola: rottura dei rapporti con l’Inghilterra e convergenza con Hitler: entrambi, infatti, puntano ad allearsi con Franco e si accordano per aiutarlo militarmente. Galeazzo Ciano rende nota in un comunicato la convergenza di idee in politica estera di Italia e Germania
• 1936: definito ufficialmente “Asse Roma-Berlino” che nel 37, con il “Patto Komintern”, diventerà “Asse Roma-Berlino-Tokyo”. La Germania trae notevoli vantaggi: possibilità di avere prodotti italiani pagando in materie prime e possibilità di avere l’Italia alleata contro la Francia (Hitler persegue contro la Francia una politica di annessioni, in funzione dell’annientamento della Russia). Hiler vuole annientare la Russia per estirpare il comunismo e dimostrare l’inferiorità della razza slava, in modo da avere il controllo sull’Europa orientale
• Alla Conferenza di Hossbach (11/37) Hitler dichiara di voler conquistare al più presto l’area austro-boema. Molti dei funzionari di Hitler non approvano e quindi Hitler attua nuove epurazioni, rendendo la Gestapo sempre più potente e le SS si trasformano in un vero e proprio esercito. Il ministero della guerra diventa l’OKW, diretta personalmente da Hitler. La casta aristocratico-militare è rassegnata a sottomettersi al nazismo, così come la diplomazia
• 3/38: Austria annessa a Germania; Hitler vuole anche la regione cecoslovacca dei Sudeti, col pretesto che gran parte degli abitanti parla tedesco, facilitato in questa sua politica dal fatto che le democrazie occidentali non reagiscono
• Il capo del governo francese Daladier, di centro-dx, non difende la Cecoslovacchia se non con l’appoggio dell’Inghilterra, guidata a sua volta dal conservatore Chamberlain, convinto di dover incanalare il nazismo verso il sud-est europeo. Churchill e Eden denunciano più volte alla Camera del Comuni la miopia di Chamberlain, che rifiuta anche di ricevere gli emissari della congiura antihitleriana e chiede la mediazione di Mussolini, già stretto alleato di Hitler
• Congresso di Monaco (9/38) tra Mussolini, Hitler, Daladier e Chamberlain, in cui si decide l’assegnazione del territorio dei Sudeti a Hitler
• 3/39: Boemia annessa alla Germania e Slovacchia retta da governo reazionario vassallo dei nazisti. Ora Hitler vuole la Polonia per assicurarsi le materie prime e comincia a rivendicare Danzica e il cosiddetto “corridoio polacco”. Ora però Francia e inghilterra si oppongono
• Patto di non aggressione Molotov-Ribbentrop (8/39), anche se i russi sanno già che Hitler non lo rispetterà. Stalin pone clausole segrete: annessione territori baltici, della Polonia centrale, della Bielorussia rumena. Patto rappresenta esigenza difensiva dei Russi di fronte al rifiuto delle democrazie occidentali di stipulare accordi → 1/9/39: invasione della Polonia, inizio 2° guerra mondiale. Polacchi, nonostante resistenza, si devono arrendere al potente esercito tedesco. Francia e Inghilterra per ora stanno a guardare. Comincia a pieno regime la persecuzione degli ebrei
• 7/38: manifesto del razzismo italiano fatto pubblicare da Mussolini: pura razza italiana, a cui gli ebrei non appartengono. Italia per ora resta neutrale, anche perché non è minimamente preparata a sostenere una guerra
la seconda guerra mondiale
1940-41: la Germania alla conquista dell’europa
• Episodio che spinge Inghilterra e Francia a passare all’azione: invasione di Danimarca e Norvegia (4/40). Quest’occupazione nasce dal fatto che Chamberlain aveva posto delle mine nel mar Baltico per impedire alla Germania di passare con le sue navi di materie prime provenienti dalla Svezia. Questo piano non comincia nemmeno perché Hitler, saputo di esso tramite delle spie, aveva anticipato la mossa inglese invadendo Norvegia e Danimarca
• Chamberlain commette un grande errore e non fa in tempo a bloccare le navi tedesche prima che lascino i fiordi in cui si erano sparse, dopo aver scaricato piccoli corpi d’assalto. Questi piccoli gruppi creano il caos nelle difese norvegesi e occupano gli aeroporti, permettendo a Hitler di far arrivare il resto delle truppe per via aerea. Proprio in questa fase si rivela decisiva la superiorità dell’aviazione tedesca che consente l’allargamento del corpo d’invasione, la sua protezione e la distruzione delle navi inglesi
• La fulminea conquista aumenta considerevolmente l’autorità di Hitler in Germania. In Francia si rafforza la posizione di Reynaud, che predica la lotta ad oltranza contro i tedeschi. In Inghilterra, Chamberlain si dimette a a capo del governo di unità nazionale va Winston Churchill, ben accetto anche a liberali e laburisti
• 10/5/40: Hitler attacca Lussemburgo, Olanda, Lussemburgo e Francia (2 milioni e mezzo di soldati + 6000 aerei). Quando il grosso dei tedeschi arriva in Francia, la linea Maginot (dalla Svizzera alla Mosa) viene oltrepassata da nord. Inoltre, a vantaggio della Germania c’è il nuovo metodo di guerra Blitzkrieg (guerra lampo, inventato da generale Guderian)
• Sulle coste della Manica le truppe inglesi e francesi si trovano tagliate fuori dalle loro basi di partenza e quindi privati della possibilità di ricevere rifornimenti. L’Inghilterra riesce a “salvarsi in corner” evacuando via mare (da Dunkerque) 300000 soldati rimasti intrappolati in Francia. La Francia invece va malissimo e le truppe tedesche entrano a Parigi il 14/4/40
• A questo punto il nuovo capo del governo francese, Petain, chiede l’armistizio alla Germania ritenendolo il male minore. Solo pochi deputati si allontanano dal Parlamento per non collaborare con i tedeschi, tra cui il generale Charles De Gaulle
• L’armistizio firmato prevede condizioni assurde per la Francia, che però firma e costituisce nel territorio non occupato dai tedeschi la Repubblica di Vichy, con Petain presidente
• 8/6/40: operazione Leone Marino contro l’Inghilterra che non vuole firmare la pace: tutti i giorni in Inghilterra 3000 bombardieri per distruggere i caccia inglesi e rendere possibile lo sbarco. Aviazione tedesca nettamente battuta.
• 9/40: occupazione di Yugoslavia, Grecia e Transilvania NE
1940-41: fallimento della guerra parallela italiana
• La mossa di Mussolini di tenere inizialmente l’Italia fuori dalla guerra trova ostacoli nel gennaio 40, quando l’Inghilterra, per allontanare l’Italia dalla Germania, non cede più il suo carbone a potenziali nemici → Economia italiana in grave crisi → occorre importare di più dalla Germania che chiede in cambio prodotti che già l’Italia vende maggiormente in campo internazionale. Queste forniture di carbone tedesche riducono quindi quasi a zero le disponibilità valutarie dell’Italia, impedendo l’acquisto di altre materie prime. L’Italia si trova con scorte minime di materie prime come stagno, piombo…
• Ciano tratta con l’Inghilterra, che chiede come condizione la vendita di armi che significherebbe una rottura con la Germania. Mussolini opta per un accordo commerciale con la Germania pur sapendo che le forniture tedesche significano perdita di export e quindi mancanza di denaro con cui acquistare altre materie prime → Inghilterra reagisce fermando navi di carbone dirette in Italia → si può esportare solo via terra
• 18/3/40: incontro Mussolini-Hitler al Brennero: forniture tedesche consegnate regolarmente perché Italia si impegna con Germania a entrare in guerra quando le circostanze lo richiedono. Man mano che i media si mostrano sempre più filotedeschi, l’ostilità nei confronti della guerra cresce (soprattutto in Chiesa, Monarchia, alcuni dello Stato Maggiore fascista). Ormai la guerra è inevitabile, perché se l’Italia restasse neutrale perderebbe le forniture tedesche e sarebbe costretta a siglare accordi con l’Inghilterra che la metterebbero contro la Germania. Tra Inghilterra e Germani ,Mussolini sceglie i tedeschi, perché ormai il più è fatto e i regimi sono politicamente simili
• 10/6/40: Mussolini annuncia guerra a Francia e Inghilterra. Definita guerra parallela perché si combatte a fianco della Germania per conseguire obiettivi propri dell’Italia.
• Giugno 40: guerra tedesca contro Francia che finisce in fretta ma con pesanti perdite. All’Italia viene assegnata la piccola Somalia inglese. Mussolini, a questo punto, vuole penetrare in Jugoslavia, ma Hitler lo ferma perché teme che uno smembramento della Jugoslavia avrebbe portato ad una guerra balcanica con conseguenze pesanti. Inoltre, aveva l’obiettivo di impadronirsi di Dalmazia e della Croazia per i giacimenti di piombo e bauxite. Quando Mussolini vede che la Germania invade territori ancora aperti all’invasione italiana, dà il via all’invasione della Grecia, anche senza il benestare di Hitler, con il tentativo di creare un’area di influenza italiana nei Balcani. Questo tentativo fallisce perché gli inglesi affondano metà della flotta italiana e l’esercito viene sconfitto a Coriza.
• Gli Inglesi, con la controffensiva in Africa, recuperano nuove basi per partire e bombardare l’Italia → Mussolini chiede aiuto a Hitler che manda reparti dell’aeronautica sotto il comando di Kesselring e 2 divisioni motocorazzate sotto la guida di Rommel. L’economia italiana è asservita alla Germania. Razionamento alimentare per mantenere esercito teedsco.
• 4/41: esercito tedesco occupa Germania e Grecia → tutti i Balcani alla Germania. Guerra parallela è finita, Mussolini esonera Badoglio da Stato Maggiore e chiama Cavallero, asservito ai tedeschi. Parte della Slovenia alla Germania, Dalmazia, Zara e Spalato all’Italia, resto sotto un regno indipendente asservito ai Savoia o piccoli stati indipendenti
1941-43: entrata in guerra di russia, giappone e usa. Il nuovo ordine hitleriano e la resistenza
• Grande industria americana, desiderosa dei possedimenti inglesi in Sud America, che l’Inghilterra non riesce a mantenere per la guerra, stringe sempre più legami con l’Impero inglese. Legge “affitti e prestiti” che concede crediti illimitati e senza interessi ai paesi in guerra contro Italia e Germania per l’acquisto di armamenti prodotti dall’industria americana
• Germania sfrutta l’economia europea ma la sua scorta di materie prime sta diminuendo. Per questo Hitler dà il via al “piano Barbarossa” per invadere la Russia
• 22/6/41: attacco alla Russia che coglie di sorpresa Stalin → estate 41: enormi successi dell’esercito tedesco. Aggressione alla Russia presentata come crociata contro il comunismo internazionale tanto che anche alcuni paesi neutrali inviano truppe e la Chiesa la appoggia. In autunno le truppe tedesche sono alle porte di Mosca e Leningrado. In inverno, prima di scoccare l’attacco decisivo, l’esercito tedesco è vittima di una controffensiva russa, che lo ributta indietro di molti km. Battaglia di Mosca (inverno 41): prima sconfitta di Hitler in una battaglia via terra
• Flotta italiana sconfitta nel Mediterraneo da quella inglese, che prende anche alcuni possedimenti italiani in Africa
• Roosevelt vuole entrare in guerra anche per annientare l’imperialismo giapponese, che dopo la conquista della Cina sta insidiando lo strapotere americano nel Pacifico. Giappone invade l’Indocina per non far più arrivare aiuti al KMT, mentre si cercano trattative con gli USA: in cambio si offre apertura del Giappone al commercio con gli USA. Roosevelt però vuole controllo totale sulla Cina → blocco navale contro il Giappone, ora particolarmente vulnerabile soprattutto per mancanza petrolio. Toyo, capo del governo giapponese, prepara attacco a sorpresa contro USA, per conquistare Borneo, Australia, Giava
• 7/12/41: attacco a Pearl Harbor, che mette fuori combattimento gran parte della flotta sul versante del Pacifico. I giapponesi sbarcano in Thailandia e distruggono la flotta inglese a Singapore
• 42: prime difficoltà economiche in Germania → trascinata nella crisi anche l’Italia, che ha un’economia totalmente dipendente da quella nazista. Per le azioni belliche, Mussolini sacrifica le condizioni della popolazione: vengono diminuite le razioni alimentari, vengono inviati treni in Russia… In questa situazione si diffondono i primi malcontenti nei confronti del regime, anche se rimane passivo – piccola borghesia attribuisce responsabilità a grande borghesia e non al regime
• Fino metà 42: Rommel riesce a conseguire diverse vittorie in Africa, soprattutto per abilità strategica e truppe inglesi impegnate contro Giappone
• Russia: esercito nazista supera il Don, aiutato da armate italiane
• Giappone conquista vari territori sul Pacifico e sbarca a Guadalcanal → truppe USA convergono su isola → Giappone sconfitto
• Flotta italiana senza carburante. Di questa carenza risente anche l’esercito di Rommel che perde a El Alamein (autunno 42). In Africa si perde altro terreno in seguito a sbarco di truppe USA in Marocco
• 11/42 – 2/43: battaglia di Stalingrado, per dominio su Ucraina, bacino Don, Caucaso per materie prime, esercito tedesco, non potendo sfruttarle, cerca di impedire rifornimenti anche a russi tagliando collegamenti a regioni meridionali, ma la controffensiva russa (12/42) infligge una dura sconfitta a italo-tedeschi
• Nuovo Ordine: gerarchia razziale dei popoli
A. Germania e alleati
B. Paesi indipendenti ma con governo filotedesco
C. Protettorati amministrati dai tedeschi e senza amministratori propri: Slavi, che insieme a Ebrei e Neri costituiscono una razza inferiore. Fondati nuovi lager, con prigionieri usati come “materie prime” e cavie per esperimenti
• Resistenza: si manifesta prima di tutto in Polonia, primo Paese occupato da Hitler. Esperienza polacca più significativa: rivolta nel ghetto di Varsavia, che si conclude con la distruzione dell’intero quartiere. Importanyte anche Jugoslava; si formano gruppi anche in Grecia, Italia nord, Russia occupata, Austria, Belgio…
1943-45: crollo delle potenze fasciste
• Inizio 43: conferenza anglo-americana di Casablanca. Stalin ha richiesto sbarchi di truppe in Francia per costringere la Germania a combattere su due fronti in modo da poterla respingere più facilmente. Alla fine quest’idea di costringere la Germania a combattere su di un secondo fronte non viene approvata perché prevalgono le idee di Churchill: una massiccia e prolungata presenza tedesca in Russia serve per far sì che la Russia esca sì vittoriosa ma anche indebolita. Decisione finale: concentrare sforzi contro Italia, che è più debole
• Estate 43: offensiva tedesca sul fronte russo: battaglia dei carri armati vede un successo difensivo dei russi che poi travolgono di nuovo i tedeschi a Kursk sempre nell’estate 43. Queste battaglie fanno emergere la Russia come grande potenza, non solo sul piano militare, ma anche su quello economico e politico (esistenza di industria pesante moderna e sentimento di unità nazionale. Queste battaglie scompaginano i piani di Churchill che vede la Russia rafforzarsi sempre di più.
• Inverno 43: conferenza di Teheran, che vede presente anche Stalin oltre a Churchill e Roosevelt. Inghilterra e USA accettano di fatto la creazione di uno stato polacco sotto il protettorato russo
• Febbraio 44: nuova offensiva russa, con la linea difensiva del Dnepr sfondata in più punti e esercito russo che occupa l’intera zona. Marzo 44: battaglia del Bug: forze tedesche costrette a ritirarsi dietro il Dnestr. Dopo queste battaglie, economia tedesca è sempre più logorata alle basi perché ha perso tutte le sue zone minerarie
• 6/44: sbarco in Normandia, con avanzata anglo-americana in territorio francese, e truppe alleate aiutate da volontari di De Gaulle. Nel frattempo, Russi si avvicinano a Varsavia, che è anche teatro di una rivolta antinazista soffocata nel sangue
• Armata Rossa riconquista maggior parte dei paesi baltici e la Romania, che si arrende dopo resistenza. Si arrendono anche Bulgari, mentre partigiani rossi di Tito si congiungono all’Armata Rossa
• Ungheria: Szalasi tenta di realizzare modello fascista, tentando di restaurare spirito della civiltà rurale, guerriera del medioevo
La potenza economica degli usa
• 1944: imperialismo americano vince con la forza delle armi su quello giapponese e pone le premesse di un’egemonia degli USA in Asia, occupando i vari arcipelaghi dell’area Pacifica. USA si sostituiscono all’Inghilterra nel ruolo di guida dell’economia mondiale
• 10/44: battaglia di Leyte, che vede annientamento delle forze giapponesi. Egemonia USA anche in Africa e SudAmerica, in quanto in Africa colonie francesi hanno capito che Germania ha perso la guerra e si staccano dalla Francia di Vichy → attività di vari gruppi USA in Nigeria, Rhodesia, e anche in SudAfrica, dove gli USA si sostituiscono agli inglesi; in SudAmerica ci sono molte miniere di materie prime e petrolio (Venezuela, Bolivia, Cile, Brasile), in più c’è un grosso sviluppo di sistemi di comunicazione, ferrovie, elettronica
• Sfruttati anche giacimenti in Arabia e Golfo Persico, solo India e Persia rimangono sotto controllo inglese (BP)
• 7/44: conferenza di Bretton Woods che ristabilisce il Gold Exchange Standard sostituendo la sterlina col dollaro
le ultime fasi della guerra
• Inverno 44: USA conquistano Filippine
• Esercito anglo-americano dalla Francia raggiunge il Reno, e Russia raggiunge l’Oder. Tutto questo nonostante la Germania produca le armi più sofisticate; ha perso però le materie prime. Avanzata dell’Armata Rossa provoca le più grandi migrazioni dal tempo delle invasioni barbariche
• 2/45: incontro di Yalta, che si conclude però senza patti scritti, nonostante spesso si sia attribuito la divisione dell’Europa in due sfere d’influenza
• 4/45: Armata Rossa arriva a Budapest, esercito anglo-americano dilaga in Germania e poi si congiunge a quello russo sull’Elba
• 30/4/45: Hitler si suicida. 8/5/45: Donitz accetta la resa incondizionata
• Estate 45: conferenza di Potsdam e la Russia ottiene condizioni favorevoli (Roosevelt è morto – nuovo presidente Truman e Churchill non rieletto – Attlee). Germania divisa in zone di occupazione.
• Agosto 45: Hiroshima e Nagasaki distrutte da bomba atomica, Giappone si arrende
• Processo di Norimberga con tribunale internazionale
Il crollo del fascismo (olè)
1943: la crisi del regime e la caduta di Mussolini
• Crisi del regime comincia nel novembre 42, con la disfatta di El Alamein e lo sbarco alleato in Marocco e Algeria. Ormai tutti i regimi fascisti non hanno il sostegno della Germania, troppo impegnata a difendersi dall’attacco russo. Hitler vede negli alleati soltanto una fascia a protezione degli anglo-americani
• Dopo la conferenza di Casablanca, l’Italia diventa il principale bersaglio degli attacchi: dal gennaio 43 tutte le città sono sottoposte a dei furiosi bombardamenti, non avendo più l’Italia difese, anche per la mancanza di carburante. Anche gli imprenditori ora prendono le distanze da Mussolini e chiedono la pace
• In questa situazione Mussolini è incerto tra 2 strategie, entrambe irrealizzabili: convincere Hitler ad una pace separata con la Russia e a venire in aiuto all’Italia; oppure sganciarsi dalla Germania con tutti gli altri alleati, in modo da impedire ogni sua reazione ad un intervento del genere. Quest’ultima strategia non tiene conto dell’estrema debolezza di tutti questi regimi, né del fatto che USA e Inghilterra, con ormai la vittoria in pugno, non accetterebbero una pace che non spazzasse via tutti i fascismi europei
• Anche Vittorio Emanuele 3° oscilla tra due strategie: continuare ad appoggiare Mussolini, allo scopo di ottenere un maggior sostegno dalla Germania o una pace indolore; oppure sostituire la dittatura di Mussolini con una dittatura militare che faccia capo alla monarchia e che porti l’Italia al di fuori dalla guerra
• Marzo 43: ripresa dell’avanzata in Tunisia degli Alleati, usata in seguito come base per l’invasione dell’Italia. Sciopero operaio a Torino, per una settimana: i pochi organizzatori fanno leva su propositi legati alle esigenze vitali delle classi lavoratrici. I dirigenti comunisti, infatti, pensano che sarà il rifiuto di fronte a queste richieste a togliere al regime fascista il credito di cui ancora gode. Tutto ciò si rivela esatto. Mussolini dichiara di accettare gli accordi ma la continuazione della guerra rende impossibile la loro attuazione → comunisti acquistano grande prestigio e le iscrizioni aumentano vertiginosamente (risveglio della classe operaia italiana)
• Questi due fatti convincono sempre più gli industriali a ritirare il loro appoggio al regime, anche se il re pr ora non decide. Deciderà in seguito allo sbarco in Sicilia (10/7/43 Lampedusa) e all’incontro di Hitler con Mussolini (19/7/43 Feltre) dal quale gli italiani non ricevono nessuna assicurazione dalla Germania
• Il re decide quindi di far cadere Mussolini e creca prima di dividere i fascisti fingendosi favorevole all’idea di Grandi di un governo di coalizione → Gran Consiglio del fascismo in riunione straordinaria 24-25/7/43 in cui si chiede il ripristino dello statuto albertino e la riassunzione della monarchia dei compiti politici. Quando Mussolini porta al re la deliberazione approvata nella notte del Gran consiglio, il re lo fa arrestare e dà l’incarico di formare il governo a Badoglio, con una dittatura militare
• Il generale dichiara che la guerra continua per poter condurre nell’ombra le trattative per la resa. Hitler però non si fa ingannare e con il pretesto di aiutare l’Italia contro gli Alleati invia alcune truppe a prendere posizione nelle zone strategicamente più importanti. Badoglio, dopo la ripresa dei bombardamenti Alleati è costretto a firmare la resa incondizionata (3/9/43 Cassibile). L’annuncio dell’armistizio non fa altro che incoraggiare i tedeschi a occupare l’Italia. Tutti i governanti e gli alti comandi dell’esercito si rifugiano al sud, Roma è assediata dai tedeschi, l’esercito italiano si disgrega
• Gli Alleati entrano a Napoli l’1/10, in Sardegna il 18/9. Il 13/10 il governo Badoglio, da Bari, dove si era insediato, dichiara guerra alla Germania e costituisce il Corpo italiano di liberazione
• I tedeschi fermano l’avanzata alleata al Lazio meridionale e dopo la rottura del fronte a Cassino i soldati compiono violenze di ogni tipo sulla popolazione locale
• 12/9/43: Mussolini, prigioniero sul Gran Sasso, viene liberato da paracadutisti tedeschi e portato a Monaco, da dove proclama la fondazione della Repubblica Sociale Italiana (Repubblica di Salò). I tedeschi le consentono di esercitare una debole autorità nelle regioni padane. Processo ai “traditori” del 25 luglio, primo tra tutti Galeazzo Ciano, in seguito fucilati
l’Italia dalla Resistenza alla Liberazione
• Sul piano politico la lotta è condotta dal Comitato di Liberazione Nazionale, a cui partecipano i 6 partiti principali oppositori del fascismo, il cui ruolo principale è quello di compiere azioni di sabotaggio. Si dividono in vari gruppi: azzurri: monarchici e conservatori, comandati da Cadorna; verdi: partito d’azione, intransigenti sul piano politico e morale, democrazia, ampie autonomie locali, comandati da Ferruccio Parri; rossi: brigate Garibaldi, costituite dal PCI sotto il comando di Luigi Longo, ideale di rivoluzione rappresentata da Stalin
• Molti giovani, educati al culto di Mussolini, si schierano con lui contro il governo più conservatore, che paradossalmente è quello di Badoglio. Nell’Italia del nord, sebbene buona parte della popolazione dia con Mussolini, si formano i GAP (gruppi autonomi patriottici)
• Viene sancito il principio che ogni tedesco valga 10 italiani e l’applicazione più cruenta di esso si ha alle Fosse Ardeatine: avendo il GAP di Roma ucciso in un attentato 33 nazisti, vengono presi prigionieri italiani e ne vengono uccisi 335 appunto alle Fosse Ardeatine, una grotta fuori Roma. L’uso della tortura diventa sistematico anche ad opera di bande fasciste italiane costituite per dar man forte ai tedeschi. I comunisti si radicano sempre più nelle fabbriche e con rivendicazioni politiche organizzano uno sciopero generale all’inizio del marzo 44: Hitler ordina l’uccisione del 20% per rappresaglia ma nessuno si prende la responsabilità di farlo, e Hitler non insiste perché sa che questo costringerebbe molte fabbriche a chiudere i battenti
• Italia meridionale: forti contrasti tra re e CLN e Badoglio: il re e Badoglio non vogliono che il potere passi, come vogliono i principali partiti antifascisti, ad un governo del CLN → CLN delibera non collaborazione con re. Ci sono anche contrasti tra gli antifascisti, perché la sx vorrebbe un governo del CLN che faccia da traghettatore con la costituente e la Repubblica, la dx vuole passare ad un governo comandato da un esponente autorevole che non si sia compromesso con il fascismo (Umberto di Savoia o altri Savoia)
• Progetti contrastanti degli Alleati sull’Italia: Inghilterra vorrebbe arrestare il suo declino economico e trasformarla in uno sbocco di mercato, importando prodotti agricoli (tipo Portogallo). Gli USA vogliono espandere la loro egemonia sul Mediterraneo, e ha bisogno dello sviluppo dell’industria italiana, affinchè abbia bisogno di importare mezzi di produzione
• Svolta di Salerno: il capo comunista Palmiro Togliatti propone al CLN di riconoscere il governo del re e di BAdoglio in cambio della scelta tra monarchia e repubblica da parte della costituente e della nomina a ministri di alcuni suoi esponenti. 12/4/44 re e CLN firmano un patto in cui sottocrivono le condizioni proposte da Togliatti
• 21/4/44: nuovo governo Badoglio, in cui entrano come ministri tutti i partiti del CLN
• 6/44: truppe anglo-americane a Roma, che viene liberata il 4/6 → re abbandona esercizio del potere, lasciandolo nelle mani del figlio Umberto. Poco dopo anbbandona anche Badoglio, sostituito da Bonomi
• Dopo la liberazione di Roma, gli alleati avanzano sino alla linea Grosseto-Fermo (del Trasimeno): i tedeschi la tengono per 10 giorni. Poi Linea Cecina-Ancona, tedeschi resistono altri 10 giorni. Poi ad agosto viene liberata Firenze dopo una lunga battaglia, si arrivfa fino alla Linea Gotica (Forte dei Marmi-Rimini)
• In ottobre c’è la convinzione che i tedeschi stiano per essere cacciati, ma i capi anglo-americani sospendono momentaneamente la loro iniziativa proprio mentre i tedeschi stavano compiendo le maggiori violenze contro la popolazione. L’inverno è quindi terribile per le forze della Resistenza che devono fronteggiare da sole il massiccio attacco dei tedeschi che, non sentendosi più minacciati dagli americani, concentrano tuttta la loro violenza sulle popolazioni
• Nel frattempo prende consistenza l’organizzazione degli operai del nord, contro i quali la repressione non può essere molto dura perché si bloccherebbe la produzione di armi
• 9/4/45: esercito anglo-aericano sferra l’attacco decisivo contro la linea gotica, il 21 è liberata Bologna, il 24 Reggio Emilia, il 25 Milano, il 26 il resto, con piemonte e Veneto
• 28/4: incontro tra Mussolini e i rappresentanti del CLN a Milano, che non fa uscire nulla di nuovo perché è già stato tutto concordato tra Germania e USA. 27/4: cattura di Mussolini, 28/4: Mussolini fucilato e esposto in Piazzale Loreto
Governi di unità antifascista e nascita della Repubblica
• Dopo Liberazione: situazione economica e sociale drammatica:
A. Economia: mancano capitali, materie prime e infrastrutture; agricoltura ha subito danni gravizzimi a causa delle distruzioni della guerra. Sistema dei trasporti: sistema ferroviario praticamente andato, strade quasi
B. Società: forti tensioni dovute non solo alla miseria in cui è precipitato il paese, ma anche al fatto che le potenze imprenditoriali intendono ristabilire i tradizionali rapporti di potere mentre invece le classi proletarie hanno attese di rinnovamento ed una certa forza per farle valere
• Scontro tra due candidati per governo: Nenni, sostenuta dai socialisti alleati con i liberali; l’accordo prevede la rottura con i comunisti e la rimozione di tutti gli organi politici creati dal CLN con la restaurazione della struttura tradizionale dello Stato. La DC ribatte proponendo Alcide De Gasperi, successore di Sturzo alla guida del partito, con il timore di giungere ad una laicizzazione dello stato. Si trova una soluzione di compromesso con Ferruccio Parri, accettato da tutte le forze politiche pperchéè estraneo all’intesa liberal-socialista e però ha la fiducia di tutti i reduci della Resistenza, che lo ricordano come “comandante Maurizio”. L’unico partito non soddisfatto è quello liberale, che, avendo l’obiettivo di ricostituire l’apparato prefascista, volevano emarginare il CLN, di cui Parri era un convinto sostenitore (assegna numerosi incarichi importanti ai suoi membri)
• I liberali alla fine accettano Parri, la cui incidenza pratica era molto bassa e il cui obiettivo era di fatto quello di spegnere lo spirito rivoluzionario presente in molti partigiani
• 10/45: programma di lotta all’inflazione basato su tassazione consumi di lusso e un imposta applicatqa mediante il cambio delle monete. Il capitalismo non accetta questi provvedimenti e la DC comincia ad osteggiare Parri, ma l’iniziativa di far cadere il governo è presa dai liberali → Parri costretto alle dimissioni
• A questo punto la situazione sociale è diversa perché i gruppi capitalistici hanno ripreso potere, sostenuti dalle potenze Alleate e il movimento operaio ha perso colpi, anche per lo scioglimento delle formazioni partigiane → in questo contesto, può salire al governo De Gasperi, accettato anche dai comunisti: questo avviene perché i comunisti sono disposti a compromessi politici in cambio della formazione dell’Assemblea Costituente e considerano la DC solo come espressione dei ceti medi contadini, con i ceti capitalistici legati solo al partito liberale
• Il primo governo De Gasperi include anche ministri comunisti ed è ancora di fatto un governo di unità antifascista. Gli USA lo appoggiano in ogni modo, ritirando le loro truppe e concedendo prestiti per la ricostruzione. Sul piano politrico, De Gasperi sostuituisce i prefetti nominati dal CLN ed estromette dalla polizia tutti i capi partigiani. Sul piano economico-sociale sopprime le imposte volute da Parri e conduce una lotta all’inflazione con tagli alle spese civili
• 2/6/46: Referendum per Monarchia/Repubblica: in realtà è un tentativo di mantenere la monarchia , che diventa il punto di riferimento delle correnti più ostili ad una trasformazione democratica del paese. Inoltre, la Monarchia, se non puù influire sull’Assemblea, può influire sugli elettori con promesse ed elargizioni sia speculando sulla loro ignoranza. Intanto Vittorio Emanuele III abdica a favore del figlio Umberto, che diventa da luogotenente re Umberto II
• Il Referendum vinto dalla Repubblica con 2 milioni di voti di margine. Nelle elezioni per l’assemblea costituente vince la DC (35%), scendoniìo i liberali (7%). Nella sinistra sono più forti i socialisti, perché i comunisti sono radicati soprattutto nelle grandi fabbriche. Disfatta del partito d’azione e sorprendente affermazione dell’Uomo Qualunque, che fondato 3 mesi prima delle elezioni, fa leve su un programma antiproletario (no partecipazione masse alla vita politica, condanna dell’esperienza partigiana)
• Presidente della Repubblica provvisorio: Enrico De Nicola, liberale intransigente, che riconferma De Gasperi. Nel frattempo l’inflazione aumenta e il credito bancario si espande, contribuendo ad aumentare la q.tà di moneta in circolazione e quindi i prezzi. Infine aumenta anche la speculazione
• IN questa situazione il Partito Comunista approva il “nuovo corso”: i sindacalisti guidano i grandi scioperi operai per far aumentare i salari e i ministri comunisti criticano l’operato del governo di cui fanno parte. A questa situazione si aggiungono i primi contrasti tra USA e Russia, che induono gli USA a chiedere a De Gasperi l’estromissione dei comunisti dal governo → 3° governo De Gasperi in cui socialisti e comunisti hanno posizioni di secondo piano
• 2/47: trattato di pace di Parigi: Italia perde possedimenti coloniali e sovranità sull’Albania. Alla Yugoslavia vanno le terre ad est di Gorizia e Trieste è occupata dagli anglo-americani un pezzo e dagli Yugoslavi un altro
• 22/12/47: Assemblea Costituente approva testo definitivo della Costituzione, che entrarà in vigore all’inizio del 48
1947-49: l’avvento dell’Italia democristiana
• 12/5/47: De Gasperi chiede consenso a rimpasto ministeriale; comunisti e cosialisti esprimono la loro riserva → De Gasperi, in difficoltà, si dimette. De Nicola dà l’incarico di formare il governo a Francesco Saverio Nitti, che non appartiene a nessuno dei due blocchi in contrasto: tenta prima di formare un governo socialisti-coministi- DC, ma quest’ultima rifiuta. Tenta allora un governo “neogiolittiano” di liberali, indipendenti, socialisti e comunisti, ma i liberali rifiutano → incarico torna a De Gasperi
• De Gasperi forma un governo DC con qualche liberale (31/5/47). Giuda della lotta all’inflazione assegnata a Einaudi. Il governo ottiene la fiducia grazie ai qualunquisti, e si configura così come governo di centro-dx. la rottura è dovuta a De Gasperi e non agli USA come si è creduto per diverso tempo
• Lotta all’inflazione di Einaudi e Pella consiste in: aumento delle entrate, con imposte indirette e tassa sul patrimonio e riduzione del credito (con elevazione dei tassi). Questi provvedimenti riducono subito l’inflazione, ma comportano dall’altro lato fallimenti a catena di piccole imprese, che, trovandosi senza i finanziamenti bancari, non hanno più i mezzi per andare avanti → disoccupazione → manifestazioni operaie, ma limitate, in quanto il governo gode ancora di una discreta base di consenso. C’è poi l’aspettativa degli aiuti americani
• De Gasperi cerca nuove alleanze e le trova nel Partito Repubblicano e in vari gruppi che in momenti diversi si sono staccati dai Socialisti sotto la guida di Saragat e che nel 1951 si fonderanni nel PSDI → 5° governo De Gasperi, con DC e laici di centro → come reazione, il PCI e il PSI si riuniscono in un Fronte Democratico Popolare
• 18/4/48: elezioni con DC che ha la maggioranza assoluta alla Camera e la sx che perde. I Socialdemocratico hanno il 7,1%. De Gasperi, pur potendo formare un governo monocolore, riconferma il 5° governo quadripartitico
• 11/5/48: Luigi Einaudi eletto Presidente della Repubblica
• 14/7: attentato a Togliatti → scioperi e violente manifestazioni operaie. Settembre 48: scissione nella CGIL, i cui dirigenti sono accusati di filocomunismo troppo accentuato → si formano la CISL, cattolica e la UIL (socialdemocratici e repubblicani)
• 49: adesione dell’Italia alla NATO, con USA, Canada, Francia, Norvegia, Inghilterra, Belgio…
1949-51: il consolidamento del potere DC
• 50: riforma agraria, che spezza per la prima volta il latifondo semifeudale dell’Italia meridionale e crea una diffusa piccola proprietà. Il Paese non trae benefici sostanziali da questa riforma, ma la DC amplia il suo consenso → la Coldiretti diviene un serbatoio elettorale della DC; i prodotti sono venduti alla Federconsorzi, che ha la funzione di amministrarli
• Nello stesso anno viene varata la Cassa per il Mezzogiorno, dotata dallo Stato di ingenti somme di denaro da investire per lo sviluppo del meridione → costruzione di molte infrastrutture, ma le spese effettuate rendono meno di quanto ci si aspettava perché fatte solo con un intento elettoralistico → nuovi centri industriali sorgono senza collegamenti con il tessuto economico locale → questione meridionale non viene ancora risolta (in sostanza, in questo modo è lo Stato che subordina gli interessi del meridione a quelli delle industrie del nord)
• 51: grande riforma, con il repubblicano Ugo La Malfa (ministro del commercio estero) che abolisce le misure doganali e introduce la “liberalizzazione degli scambi” con i paesi stranieri. I maggiori imprenditori traggono vantaggio e il Paese entra in una fase di sviluppo
• 48-53: Piano Marshall → sviluppo aumenta. Il piano consiste nel finanziamento da parte del governo americano, dei saldi passivi accumulati nella bilancia commerciale nella bilancia commerciale tra Italia e USA → Italia può ottenere “gratis” macchinari industriali, con il vantaggio di contenere la crisi di sovrapproduzione e confermare il predominio mondiale degli USA nel campo dell’industria. Questo non comporta nemmeno spese perché gli USA possono finanziare le proprie spese semplicemente stampando nuovi dollari
• In sostanza, all’inizio degli anni 50 l’economia industriale italiana è in una fase di modernizzazione e di sviluppo (con la formazione della CEE e della CECA, i mercati si ampliano a livello europeo)

Hans Previtali

1

Esempio



  



Come usare