Il palazzo dei Medici

Materie:Appunti
Categoria:Storia

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Testo

Il palazzo dei medici

Per chi governa Firenze è indispensabile avere un palazzo. Cosimo ne ideò il progetto non appena assunta la direzione della banca Medici. Filippo Brunelleschi, il geniale architetto del Duomo, gli fornisce progetti grandiosi, talmente lussuosi che il Medici vi rinuncia. Il suo amico Donatello gli raccomanda uno dei suoi allievi, Michelozzo Michelozzi, abile nell’abbellire le residenze e i conventi fiorentini. Il progetto prende forma. Si tratta di insediare stabilmente la famiglia nelle vicinanze di san Lorenzo, nella via Larga, la più larga strada di Firenze, che costituirà per la dimora una base superba nel cuore della città. Questo progetto alimenta i motivi di risentimento che provocano l’esilio di Cosimo e del suo architetto.
Il cantiere del palazzo sarà riaperto al ritorno della famiglia dei Medici. Firenze vede innalzarsi lentamente le pareti a bugnato d’apparenza rustica. BUGNATO: parete formata da bugne, pietre lavorate sporgenti dal muro. Si accostano poderosi (robusti) blocchi, appena abbozati, o piuttosto abilmente scolpiti per dare l’impressione di essere appena usciti dalla cava. L’effetto ricercato è pienamente riuscito: il passante prova un senso di timore, come davanti ad una fortezza di campagna. La pesante porta, le rare aperture coperte da inferriate, non invitano affatto ad entrare. In origine i due portici dell’angolo della via Larga e del vicolo di Gori si aprivano sulla tradizionale loggia delle case fiorentine, una specie di atrio offerto ai passanti e agli amici all’epoca delle feste cittadine cittadine o famigliari. Lo steso angolo è ornato in alto da un magnifico fanale in ferro lavorato, che serve per l’illuminazione del palazzo e per quella pubblica. Al di sopra il gigantesco stemma dei Medici cade a piombo (perpendicolarmente al terreno) sulle due strade: vi si contano sette palle, considerando che Cosimo aveva ridotto il precedente numero di otto. Queste armi decorano il primo piano, dove fughe di archi regolari si dividono in aperture geminate separate da una sottile colonnetta e sormontate dal personale stemma di Cosimo: tre piume di pavone , alternate alle sette palle dei Medici. Al secondo piano si trova la stessa disposizione elegante e grandiosa, coronata alla sommità da un maestoso cornicione.
Oltrepassata la porta monumentale, il palazzo diviene amabile ed elegante. Il suo cortile quadrato ha le arcate ornate di antiche iscrizioni e medaglioni. Sarcofaghi e statue trasformano questo spazio protetto in un magnifico museo all’aperto. Vi si ammira il David in bronzo di Donatello.
Il palazzo dei Medici è lontano dall’essere completato nel 1439, quando la Signoria di Firenze accoglie il concilio ecumenico che ha il compito, dopo uno scisma plurisecolare, di riconciliare e di riunire la chiesa greca ortodossa e la cattolica romana. L’onore tributato a Firenze viene ascritto a Cosimo e alla sua faiglia. Si decide di incastonare questo ricordo in un reliquario: la cappella privata del nuovo Palazzo. Il pittore Benozzo Bozzoli riceve la commissione di adornare il santuario con la processione dei re Magi verso la grotta di Betlemme. Si scelse proprio il viaggio dei Re Magi perché la processione fatta il 6 Luglio di quell’anno guidata dall’imperatore (Romano d’occidente) dal patriarca e dal pontefice lo ricorda molto. Ogni anno per la festa dei Re Magi, almeno a partire dal 1446, un corteo di vestiti orientali percorre le vie di Firenze.

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