Il Neolitico

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IL NEOLITICO

Neolitico Ultimo periodo dell’età della Pietra, seguito al Mesolitico. Al Neolitico si fanno tradizionalmente risalire l'origine dell'agricoltura, l’affermarsi di uno stile di vita sedentario e l'uso della ceramica e di utensili in pietra levigata (anche se non mancano esempi precedenti di questo tipo). La civiltà neolitica si sviluppò precocemente in Oriente (dall'VIII millennio a.C.) con una fase, detta Neolitico preceramico (Vedi Gerico), in cui la produzione di cibo precedette l'uso del vasellame in ceramica; e si diffuse più tardi in Europa, per concludersi nel II millennio a.C. con l'adozione della tecnologia del rame e del bronzo.
In questo periodo sorsero i primi veri villaggi, con case di diverso materiale: mattoni crudi nel Levante e grandi tronchi d'albero nell'Europa centrale e occidentale. A Gerico il Neolitico preceramico coincise con la costruzione di monumentali mura in pietra, mentre il villaggio neolitico più sorprendente è quello di Skara Brae, nelle Orcadi, con case, letti e mensole realizzati in pietra.
La ceramica era molto diffusa; anche i cacciatori-raccoglitori nomadi del Paleolitico la conoscevano, ma non la usavano perché troppo pesante da trasportare, preferendo recipienti di cuoio o intrecciati. La coltivazione dei cereali e l'allevamento di ovini, bovini e suini furono intrapresi per sopperire alle necessità della crescita demografica.
Già nel Paleolitico si estraevano ocra dalle miniere africane e selce in Australia, e nel Mesolitico ossidiana nelle isole del Mediterraneo; ma solo nel Neolitico l'attività estrattiva raggiunse il pieno sviluppo. In Europa centinaia di pozzi e gallerie (Grimes Graves in Inghilterra, Krzemionki in Polonia, Spiennes in Belgio) permettevano di estrarre selce di ottima qualità. Le asce scheggiate o levigate così prodotte servirono al massiccio diboscamento allora in atto in Europa: furono costruite case di tronchi lunghe decine di metri e a Kückhoven (Germania nordoccidentale) è stato trovato il più antico pozzo del mondo, anteriore al 5000 a.C., rivestito di enormi tavole. Il legname fu usato anche per costruire passaggi nelle zone paludose e villaggi su piattaforme sulle rive dei laghi alpini, i cui scavi hanno rivelato parecchi materiali organici – oggetti in legno, cesti, tessuti – che di solito deperiscono col tempo, ma che qui sono stati conservati dall'umidità, utili per conoscere la vita quotidiana nella tarda età della Pietra. Questi materiali si sono conservati bene anche in ambienti estremamente aridi, come l'America sudoccidentale o le Ande.
La ceramica era spesso riccamente decorata con motivi incisi, stampati o dipinti. L’arte neolitica comprende anche una vasta gamma di statuette (spesso femminili, come nel Paleolitico euroasiatico), ma forse più stupefacenti sono i numerosi monumenti diffusi in varie parti del mondo; in Europa occidentale una serie di tumuli sepolcrali è formata da strutture di legno ricoperte di terra, di cui un esempio è Silbury Hill (Inghilterra), un enorme tumulo in calcare costruito intorno al 2600 a.C. Ancora più imponenti sono i monumenti megalitici: i grandi circoli di pietre della Gran Bretagna (Stonehenge e Avebury), i menhir, isolati o allineati come a Carnac (Francia), le "statue-menhir" antropomorfe, le grandi tombe megalitiche dalla Scandinavia al Portogallo. Molte di queste tombe sono riccamente decorate con incisioni raffiguranti motivi a spirale, a diamante e asce, e alcune sono dipinte all'interno. È dimostrato che esigenze di osservazione astronomica influenzarono la disposizione di alcuni monumenti: Stonehenge, ad esempio, è allineato sull'asse del solstizio d'estate, mentre New Grange ha una finestra sopra l'entrata attraverso la quale splende il sole all'alba del solstizio d'inverno.
Le testimonianze artistiche più straordinarie delle culture dell'età della Pietra sono tuttavia conservate nell’isola di Pasqua, nell'oceano Pacifico, dove tra i primi secoli d.C. e il 1600 circa una cultura del Neolitico costruì centinaia di piattaforme in pietrisco rivestite di lastre di pietra e sormontate da enormi statue (moai) che, ricavate da tufo vulcanico con pietre-martello in basalto, furono trasportate fino alla costa.
L'opera di intaglio, trasporto e innalzamento dei monumenti megalitici di tutto il mondo lascia tuttora ammirati davanti alle notevoli capacità dimostrate da uomini provvisti solo di utensili in pietra e in materiale organico, oltre che della propria intelligenza.

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