Il modello assolutistico francese

Materie:Riassunto
Categoria:Storia

Voto:

2 (2)
Download:344
Data:09.02.2007
Numero di pagine:10
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
modello-assolutistico-francese_1.zip (Dimensione: 13.34 Kb)
trucheck.it_il-modello-assolutistico-francese.doc     54 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

STORIA:IL MODELLO ASSOLUTISTICO FRANCESE
L’AMBIGUA FORTUNA DI UN TERMINE
Con lo scoppio della rivoluzione francese gli studiosi chiamarono Ancien Regime la società che li aveva preceduti.
Questo termine serve a ribadire che la rivoluzione aveva spazzato via ,con la modernizzazione, tutto, compreso il modo di pensare.
C’è da dire che però l’ancien regime non fu una fase statica e monotona.
UNA COMPLESSA FISIONOMIA SOCIALE
Con le trasformazioni economiche la società europea subì una grande trasformazione.
La appartenenza sociale a un ceto era determinata dalla nascita. Era divisa in 3 classi:
i nobili, che spesso non riuscivano a mantenere il loro stato di indiscussa superiorità, il clero ,che presentava una composizione molto eterogenea (da ricchi vescovi ad abati poveri) e il terzo stato,composto da persone estremamente povere e da persone che potevano entrare nella ricca borghesia.
DINAMICHE POLITICHE CONTRAPPOSTE
L’europa (come stato moderno) era nato grazie a 2 dinamiche contemporanee:
da una parte attraverso il crescente accentramento del potere statale.
Dall’altra attraverso una più precisa definizione e affermazione degli ambiti entro cui esso poteva essere esercitato.
Allo sforzo di accentrare i poteri nelle mani del re si oppose:la nobiltà feudale, le autorità locali e la chiesa.
UN QUADRO POLITICO ETEROGENEO
Due aspetti nuovi emergono fra la metà del ‘600 e l’inizio del ‘700.
Si evidenziano gli ambiti decisivi entro cui si gioca il braccio di ferro tra lo stato e le forze antagoniste (l’esercito,autonomia finanziaria,controllo giuridico e giudiziario).
Inoltre si cerca il consenso del popolo per evitare rivolte.
L’ASSOLUTISMO DI LUIGI XIV
GLI OSTACOLI ALL’ASSOLUTISMO
L’impegno per creare uno stato dove il potere sia centralizzato nel potere del sovrano,in Francia,era presente dalla prima metà del XVII secolo,dopo la fine delle guerre di religione e sotto i sovrani Enrico IV e Luigi XIII grazie soprattutto all’impegno dei primi ministri Sully,Richelieu e Mazzarino.
Il principale ostacolo all’assolutismo era provocato dai 2 settori in cui si articolava la nobiltà: quello di spada(vecchio) e quello di toga (più nuovo).
Quello di spada voleva continuare a esercitare il suo ruolo di tutela e di controllo sull’operato della corona. Quello di toga invece voleva ampliare le sue funzioni e rendere le cariche ereditarie.
LE DIVISIONI INTERNE ALLA NOBILTA’
Una grave minaccia alle 2 nobiltà fu portata dall’istituzione degli intendenti . Essi, in quanto stipendiati dallo stato, erano sotto il totale controllo del re e i loro poteri spesso superavano sia quelli della nobiltà di spada che di toga.
Questo però non fece unire le due fazioni che erano animate da reciproci sentimenti di antagonismo:la nobiltà di spada disprezzava i nuovi arrivati mentre quella di toga voleva soppiantare un sistema ormai vecchio.
Questo portò alle guerre di Fronda che spianarono la strada all’assolutismo.
L’ASSOLUTISMO DI LUIGI XIV
Con la morte del primo ministro Mazzarino, Luigi XIV salì al potere. Lui decise di non nominare un altro primo ministro ma riservò alla sua persona le principali deliberazioni alla gestione politica del paese.
Inoltre lui :
- non convocò mai l’assemblea degli stati generali (organo rappresentativo dei diversi ceti)
- limitò l’autorità dei parlamentari
- rese temporanea e rinnovabile solo a sua discrezione la carica di governatore militare delle province
- ridusse drasticamente le autonomie locali
GLI UOMINI DEL RE
A livello centrale il re si circondò di ministri di estrazione non elevata (sottomessi e incapaci di rubargli il potere).
A livello periferico il re confermò gli intendenti.
GIOCHI DI CORTE
Le classi di alta nobiltà non riuscirono a contrastare l’ascesa di Luigi XIV perché:
la nobiltà di toga ottenne l’ereditarietà della carica, mentre la nobiltà di spada fu invitata a vivere nella sfarzosa reggia di Versailles.
IL CONTROLLO DELLA BORGHESIA E DELLE MASSE POPOLARI
Il re sole riuscì nel suo intento anche grazie alla borghesia e alle masse popolari.
La borghesia trovò nelle iniziative economiche del re un sostegno alle proprie aspirazioni.
Le masse popolari non pensavano che era colpa del sovrano la loro povertà e si accanivano contro i signori locali. Le poche rivolte vennero represse dall’apparato difensivo.
LA POLITICA RELIGIOSA
Lo scopo dello stato assolutistico era quello di avere la stessa religione. La Francia però era spaccata e quindi Luigi XIV cercò solo di evitare che il dissenso religioso e culturale potesse sfociare in uno scontro sociale e politico.
Cercò anche di ottenere autonomia dal papato.
LE REPRESSIONI CONTRO UGONOTTI E GIANSENISTA
Per arrivare allo stato assolutista il re doveva sbarazzarsi di ugonotti e giansenisti.
I primi furono esiliati con l’editto di Fontainebleau egli altri esiliati con la forza.
L’ASSOLUTISMO SENZA IL RE SOLE
Con la morte di Luigi XIV (1715) la corona passò al nipote Luigi XV.
Egli iniziò a governare dal 1723 in quanto prima era troppo piccolo per farlo.
Con Luigi XV l’assolutismo non scomparve anche se la nobiltà si riconquistò un po’ di quei poteri che gli erano stati tolti da Luigi XIV.
IL MERCANTILISMO DI COLBERT
La strategia del re sole, in ambito economico ,fa riferimento al mercantilismo.
Essa consisteva nel produrre beni preziosi sfruttando i metalli preziosi che si estraevano e di limitare le importazioni a vantaggio delle esportazioni. Riuscì a pareggiare il bilancio.
LA POLITICA ESTERA E LE GUERRE DI LUIGI XIV
L’ambiziosa politica estera di Luigi XIV a partire dal 1660 circa comportò un pesante aggravio nel bilancio militare e portò a forme straordinarie di tassazione.
Questo accadde perché la Francia si ritrovo in guerre in tutto il periodo di regno del re sole e inoltre i risultati furono significativi ma non clamorosi.
Le guerre a cui prese parte sono:guerra di devoluzione, d’Olanda, della lega Augusta, di successione spagnola.
POLITICA ESTERA E GUERRE CON LUIGI XV
Con le guerre attuate dal suo predecessore Luigi XI non ebbe l’opportunità(mancanza soldi) di partecipare a grandi guerre per espandere il territorio.
Per non gravare alle casse dello stato partecipò a 3 guerre di poca importanza: di successione polacca, di successione austriaca e dei sette anni.
Alla sua morte nel 1774 il nuovo sovrano Luigi XVI trovò una nazione logora: i tempi d’oro dell’assolutismo erano finiti.

IL MODELLO PARLAMENTARE INGLESE
GLI STUART AL GOVERNO GRAZIE AL PARLAMENTO
Con la morte di Oliver Cronwell, nel 1658, l’Inghilterra rimase senza un lord protettore.
Il parlamento (nato nel 1640) venne convocato e invitò Carlo Stuart , figlio del vecchio sovrano spodestato e decapitato, a prendere la corona con la garanzia che non gli sarebbe successo nulla.
Era ben chiaro comunque che il parlamento impose il non ritorno all’assolutismo e inoltre pretese di avere un ruolo importante.
LA CONTRAPPOSIZIONE TRA WHIGS E TORIES
Neo primi 10 anni del suo regno, Carlo II mostrò una certa moderazione sia nei i rapporti col parlamento, sia in ambito religioso.
Negli anni settanta però le cose peggiorarono; infatti il sovrano aveva rapporti stretti col re Luigi XIV (simbolo dell’assolutismo) e inoltre non avendo figli la successione era un problema perché il fratello si era convertito al cattolicesimo.
Il parlamento si divise così in 2 fazioni: coloro che avevano paura che venisse restaurato il cattolicesimo e coloro che avevano paura che l’Inghilterra ripiombasse nelle guerre civili.
Questi 2 gruppi furono chiamati Whigs e Tories.
LA SECONDA RIVOLUZIONE INGLESE
Con la morte di Carlo II nel 1685 i tories fecero eleggere Giacomo II.
Il nuovo sovrano però fece molti errori: favorì l’ascesa al potere dei suoi correligionari, voleva ridare i terreni al clero e voleva un esercito sottratto al controllo del parlamento.
Così le forze politiche si compattarono e interpellarono Mary Stuart, sposa di Guglielmo d’Orange, figura chiave dell’opposizione a Luigi XIV.
Al suo arrivo in Inghilterra , Giacomo II fu costretto a scappare in Francia.
Con la sua elezione accaddero 2 cose importanti: innanzitutto il parlamento aveva deciso chi doveva regnare, e inoltre firmarono (in accordo col parlamento) la dichiarazione dei diritti (Bill of Rights) in cui venivano definite le prerogative del re e del parlamento.
Il sovrano si impegnava a non sospendere le leggi votate dal parlamento, accettava il loro controllo fiscale e militare e garantiva la regolarità delle elezioni.
VERSO UNA MONARCHIA COSTITUZIONALE
Il bill of rights fu solo l’inizio nella strada che portava alla monarchia costituzionale inglese.
Nel 1689 con l’atto di tolleranza, si eliminarono le pene contro i dissidenti religiosi.
Nel 1695 venne abolita la censura sulla stampa e nel 1701 l’atto di successione , i successori di Giacomo II non sarebbero mai potuti salire al governo.
LA SEPARAZIONE DEI POTERI
I poteri vennero divisi seguendo i principi stabiliti da Montesquieu.
Il re rappresentava il potere esecutivo, che era affidato però al governo. Il potere legislativo era del parlamento.
Il potere giudiziario era in mano a giudici che non dipendevano né dal re né dal governo.
LA DELEGA DEI POTERI
Il ridimensionamento dei poteri del re da parte del parlamento subì una grande accelerata nel corso del ‘700.
Con la morte del successore di Guglielmo d’Orange, e con l’atto di successione si arrivò ad eleggere un governatore tedesco: Giorgio di Hannover.
Lui non conosceva la realtà su cui era chiamato a regnare e non sapeva la lingua.
Così si trovò a delegare ai primi ministri le questioni più importanti.
Il più autorevole di questi era il premier.
In questo periodo si ricordano più i nomi dei primi ministri (come Robert Walpole e William Pitt) piuttosto che quelli dei re.
LE MOTIVAZIONI DELLE GUERRE
In questo periodo ci furono molte guerre.
Le ragioni principali furono per espandersi. Se una nazione voleva conquistare un nuovo posto le altre la contrastavano per far si che non diventasse troppo forte.
Molte guerre nascevano per appropriarsi della dinastia.
Queste guerre però non portarono nessuno ad avere una posizione di dominio sopra gli altri, infatti le conquiste furono irridenti rispetto alle spese effettuate per sostenere questi conflitti.
ILLUMINISMO E ASSOLUTISMO RIFORMATORE
RAGIONE E PROGRESSO
La rivoluzione scientifica aveva aperto nuove strade agli intellettuali del tempo ,fornendo ottime prospettive all’evoluzione tecnologica.
Questa svolta si ebbe grazie a un atteggiamento di indipendenza intellettuale. Il metodo scientifico era sempre basato su l’osservazione, la sperimentazione e le formule matematiche.
Le nuove scoperte portarono dubbi tra tutti: chiesa , popolo e politici.
UN’INDAGINE FINALIZZATA ALLA TRASFORMAZIONE DELL’ESISTENTE
Per affermare le scoperte nella prima metà del settecento nacque il movimento dell’illuminismo.
Loro sostenevano che:
-attraverso al scienza il mondo può essere scoperto e modificato.
-il progresso era ostacolato da false credenze e superstizioni.
Dalla prima si pensò che la storia umana fosse destinata a procedere verso condizioni sempre migliori,dalla seconda invece ne derivò il carattere combattivo del movimento.
LA DIFFUSIONE DELLA CONOSCENZA
Il movimento illuminista si caratterizzò anche per la volontà di realizzare un opera di divulgazione culturale. L’intento di garantire la più ampia diffusione nasceva da 2 ragioni: innanzitutto che la scienza potesse avanzare attraverso la più ampia e libera collaborazione e la convinzione che gli effetti benefici che derivano dalla scienza rappresentano un patrimonio destinato ad avvantaggiare l’intera umanità.
Gli illuministi per diffondere il sapere usarono il pamphlet e il romanzo filosofico.
IL PAMPHLET E IL ROMANZO FILOSOFICO
Il pamphlet era una trattazione polemica che si scagliava contro le più clamorose manifestazioni di arretratezza culturale.
Un esempio è il trattato sulla tolleranza di Voltaire che va contro l’intolleranza religiosa.
Il romanzo filosofico era una narrazione di carattere più o meno fantastico nel quale venivano esposte critiche verso l’organizzazione sociale.
Tra i più celebri vi sono le lettere persiane di Montesquieu e il Candido di Voltaire.
L’ENCICLOPEDIA DI DIDEROT E D’ALEMBERT
Ma l’opera che esprime meglio la volontà di espandere il sapere a più gente possibile è L’enciclopedia delle arti ,delle scienze e dei mestieri.
Essa è una monumentale opera diretta da Diderot e d’Alembert ma a cui, di fatto, hanno partecipato tutti i più grandi illuministi del periodo.
L’enciclopedia serviva per fare un bilancio delle cose scoperte fino a quel momento.
LA POLEMICA CONTRO LE CHIESE E LE RELIGIONI STORICHE
La chiesa ebbe molti scontri con gli illuministi. I principali rimproveri erano:
-di aver alimentato per secoli l’intolleranza nei confronti di tutte le fedi diverse dalla propria.
-di esercitare un monopolio sulla diffusione della cultura.
-di spingere le masse ad accettare passivamente l’ingiustizia promettendo il perdono dei mali nell’aldilà.
C’è da dire che gli illuministi non erano atei, ma praticavano il deismo, ovvero si rifiutavano di credere nei dogmi e in tutte le altre cose che non potevano essere spiegate.
POLITICA ECONOMICA
Nel corso del ‘700 la tradizionale impostazione economica venne messa in discussione dai fisiocrati, i cui principali esponenti, Quesnay e Turgot appartenevano alla corrente illuminista.
La loro convinzione che dazi e prezzi politici su beni di prima necessità rappresentavano un ostacolo troppo grande che sfavoriva lo sviluppo economico collettivo.
L’INALIENABILITA’ DEI DIRITTI DI SPINOZA E LOCKE
Nella seconda metà del XVII secolo Hobbes disse che chi era sotto il controllo di un re non doveva pretendere diritti e gli dovevano in qualsiasi caso obbedienza.
Baruch Spinosa e Jonh Locke invece, dissero che ogni individuo era detentore dalla nascita di diritti legati alla sua natura di essere razionale .
Questi diritti sono considerati inalienabili.
MONTESQUIEU E LA SEPARAZIONE DEI POTERI
Il francese Montesquieu afferma che per garantire i diritti fondamentali dei cittadini i 3 poteri legislativo, esecutivo e giudiziario , devono essere divisi così che tra di loro si instauri un equilibrio e un controllo reciproco.
IL PENSIERO POLITICO DI ROUSSEAU
Fino alla metà del ‘700 gli illuministi riconoscevano come sistema istituzionale più avanzato il sistema adottato in Inghilterra.
Nel 1762 Rousseau pubblica il Contratto Sociale nel quale dice che per la sopravvivenza di uno stato ci voleva la partecipazione diretta di ogni cittadino alle decisioni collettive.
Nasce il concetto di democrazia.
L’INCONTRO FRA ILLUMINISMO E ASSOLUTISMO
Nella seconda metà del XVIII secolo molti sovrani cercarono di accettare i pensieri illuministi. Nacque così il concetto di assolutismo illuminato.
Questi sovrani non erano interessati alle nuove scoperte ma pensavano che con le novità portate dall’illuminismo sarebbero riusciti a riprendere il controllo sulla nobiltà , la chiesa e sulle città più antiche. Questi sovrani erano principalmente europei (quello inglese non cercò l’assolutismo).
CENTRALIZZAZIONE DEL POTERE
I principali obiettivi dei sovrani furono:
-ridimensionare i privilegi del clero e dei nobili
-promuovere lo sviluppo economico
-introdurre maggiore efficienza nella amministrazione delle giustizia, nell’apparato burocratico e nel sistema fiscale.
-mostrare ai sudditi che non era indifferente al loro benessere.
Le monarchie che subirono questa riforma furono:quella asburgica e quella prussiana.
IL FISCO
Fin dall’ancien regime tutti dovevano pagare le tasse sui loro beni .
Con le riforme illuministe però ,vennero creati i catasti, un moderno strumento di accertazione fiscale. Questi dicevano ciò che una famiglia possedeva e , in base alla ricchezza ,doveva pagare le tasse.
IL RAPPORTO FRA POTERE E SUDDITI
Grandi risultati furono ottenuti dal nuovo rapporto tra potere e sudditi.
Venne modificata la giustizia penale (niente torture ), ci furono iniziative per favorire l’istruzione elementare e iniziò ad affermarsi la tolleranza religiosa.
La cultura illuminista fu avvantaggiata da queste concessioni verso il popolo.

Esempio