Il genocidio armeno

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Categoria:Storia

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Testo

Il genocidio armeno è il primo genocidio del ventesimo secolo che ha interessato un popolo cristiano.
Il termine GENOCIDIO è nato negli anni ’40 ed indica lo sterminio totale di una razza; nel 1942, infatti, un avvocato si batté perché venisse data questa definizione giuridica.
Quindi questo termine ha come significato la volontà di sterminare totalmente un’intera razza semplicemente per il fatto che esiste. Infatti se pensiamo a quando i turchi veniva accusati di uccidere degli innocenti come i bambini; questi rispondevano che prima o poi da grandi, anche loro sarebbero diventati colpevoli.
Un ragazzino ebreo, sin da piccolo si interessò al genocidio chiedendosi perché i turchi avessero compiuto questo sterminio, da grande poi divenne avvocato.
Intanto in Germania, in questo periodo, morì Talaat Pascià, primo ministro e perseguitato politico che poi venne catturato da un giovane armeno e confessò che la sua famiglia era stata vittima di una deportazione, così alla fine venne assolto.
Ancora oggi, però, i turchi a stento, lo riconoscono (negando l’avvenimento), infatti quando gli storici dicono il numero dei morti i turchi rispondono dicendo sempre un minor numero di morti e affermando che sono morti per motivi di guerra.
L’Armenia
L’Armenia si trova nel mar Caspio, fra l’Iran e la Turchia; al centro del paese si trova il sacro monte Ararat (riferimento alla Bibbia).
Luogo abitato da tempi remoti, infatti già nel 1° secolo si era formata una comunità cristiana particolare perché gli armeni dettero vita ad una chiesa AUTOCEFALA (indipendente e autonoma).
L’Armenia oggi è un piccolo paese, una repubblica ex-sovietica indipendente dal 1990.
Oggi sono pochi gli armeni presenti in Turchia, infatti gli armeni sono protagonisti di una diaspora (divisione), per questo sono sparsi in tutto il mondo con comunità forti negli Stati Uniti e in Francia.
Nel 1958 quando ci fu il Conclave ed il favorito era un cardinale armeno, poi i voti furono favoriti a Roncolli.
La comunità degli armeni continua per secoli ad essere autonoma, poi arrivano i turchi (musulmani) che nel 1500 conquistano la Grande Armenina.
Siamo di fronte ad un conflitto di religione?
Da un certo punto di vista no, infatti i turchi giudicarono gli armeni infedeli e popolo di 2a categoria.
Comunque per secoli le due comunità si rispettarono (1500-1800).
Poi verso la fine del 1800 qualcosa cambiò, nacquero le ideologie che dicono che le persone non contano più e quindi non hanno il diritto di vivere.
Questo genocidio viene dalle ideologie, che causano un cambiamento il quale ha come bersaglio soprattutto la religione.
Un sultano, Abdul Hammid II, tra il 1895-1898, procedette con il genocidio.
Nel 1908 prende il potere il partito dei Giovani Turchi, i quali affermano che il popolo turco deve parlare il turco e deve abitare in Turchia.
L’intenzione determinata che gli armeni non devono esistere porta alla programmazione dello sterminio totale anche per mezzo di documenti.
Ricordiamo infatti un telegramma nel quale si diceva “chi non diventa assassino si mette contro lo stato”.
I massacri iniziano nel 1915 in maniera sistematica, intanto si sta svolgendo la prima guerra mondiale, ma nel 1918, quando finisce la guerra, i turchi vengono obbligati a smettere questo sterminio.
In questo genocidio, non c’è bisogno di giustificazioni.
Poi viene incaricato il ministro Talaat che di ce di prendere gli armeni ovunque si trovino e di deportarli; “dove?”, chiede il segretario, nel NULLA, risponde Talaat intendendo la morte.
Il 24 aprile (METZ YEGHERN, equivalente di Soah, giorno del sacrificio), del 1955 gli armeni avevano richiesto di farne il giorno della memoria.
Gli Stati Uniti sono d’accordo, ma la Turchia no, per questo fa delle minacce come quella di uscire dalla NATO.
Con il passare del tempo lo sterminio continua e gli armeni vengono uccisi con i sistemi più atroci.
Ad eseguire questi massacri furono i Curdi, una minorano, raggruppati nelle OS, una squadra segreta, che si misero contro un’altraminoranza (gli armeni).
Le persone che non furono uccise nei massacri furono costrette ad abbandonare le città, la destinazione era un luogo della Siria, ma l’ordine era di ucciderli durante la strada.
Ma il mondo lo sapeva?
Si, infatti per la strada c’era chi diceva, di non portarli via poichè erano innocenti.
In questo modo vennero salvati molti bambini, che furono mandati negli orfanotrofi; inoltre altri si salvarono convertendosi.
Anche il Vaticano protestò ma non più di tanto per paura delle conseguenze.
Per la difesa degli armeni si impegnarono la Francia e l’Inghilterra (contro la Turchia) ma la Germania negò.
Gli USA, invece, un paese neutrale, dove c’era Morgen Tau (ebreo) chiese spiegazioni a Talaat il quale disse che non si doveva interessare di questo fato poiché è interno alla Turchia.
Talaat, in un suo discorso affermò di aver risolto il problema degli armeni che durava da tre secoli in tre anni.
Da allora gli armeni si sono salvati nelle varie parti del mondo.
Le tesi ufficiali dei turchi riguardo al genocidio furono: “erano dei ribelli, stavano tentando di distruggere il nostro paese e quindi noi abbiamo reagito”.
Un gruppo di armeni andrò sul Mussa Dag, un monte.
A tale proposito viene ricordato l’omonimo libro “quaranta giorni sul Mussa Dag” in cui lo scrittore Werfel, ebreo, afferma che certe cose sono accadute e quindi non si possono negare.
Attualmente un paese “civile”, democratico e occidentale come la Turchia, nega ciò e si irrita a sentirne parlare; e rispondono che hano dovuto perché la patria ha voluto così.
Il genocidio ha di per sé come caratteristica che qualcuno viene ucciso anche se innocente.

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