Il cristianesimo

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D’Orlando Manuela 05/11/2007 I D G.D. Romagnosi

Il Cristianesimo come fenomeno storico,
Come studiarlo?
Per analizzare un qualunque fenomeno storico si prende il periodo in cui questo nasce, si sviluppa e, in qualche caso, muore.
Per quanto riguarda il Cristianesimo, dopo aver localizzato il luogo e il periodo in cui esso “vive”, dovremmo pensare e provare a dare una definizione che sia il più possibile concreta e corretta, secondo i canoni già studiati (pertinenza, defiens e definiendum). In questo caso si può dare una definizione sociale (un insieme di persone che seguono la stessa religione) ed una teologica (religione che si basa sulla trinità di un Dio che si è fatto carne e spirito per la salvezza dell’essere umano).
Per quanto riguarda la localizzazione storico-geografica si può vedere come la religione si sia estesa da una piccola zona della Terra, quale la Palestina, in gran parte dell’Europa.
Questo avvenne grazie a persone che s’impegnarono nella diffusione, in questo caso degli apostoli, e soprattutto San Paolo, cercando di portare in ogni luogo gli insegnamenti a loro trasmessi dal “capo” di questa religione e vale a dire Gesù Cristo.
Infatti, come in ogni fenomeno, c’è un leader che dà l’avvio ad un movimento. La figura di Gesù Cristo fu a lungo discussa; ora, un buon storico deve chiedersi se sia davvero esistita o no, Confrontando le fonti a disposizione.
Poi si procede vedendo come questa religione si sia sviluppata attraverso i secoli della storia, dal mondo Romano al Medioevo e così via, fino ai tempi moderni e contemporanei.
Il cristianesimo ad esempio si potrebbe dividere in 4 grandi periodi:
• NASCITA: Nacque nell’ambito della religione ebraica, da cui prese molti caratteri (tra cui il monoteismo e il libro sacro), ma venne poi sviluppandosi autonomamente.
Diffondendosi nel mondo romano, quello allora conosciuto, coinvolse non solo le masse degli umili ma anche gli aristocratici, aiutata anche dall’uso del latino e del greco, (le lingue in cui furono tradotti per la prima volta i vangeli). La religione, inizialmente ben accolta, venne in seguito perseguitata quando i cristiani si rifiutarono di riconoscere la divinità dell’imperatore, pur proclamando la propria fedeltà alle leggi civili.
Un altro dei motivi per cui i cristiani subivano le persecuzioni era la loro predicazione, che rovesciava i valori della società di quel tempo. I poveri, gli umili, i sofferenti sarebbero stati i primi ad avere accesso alla salvezza nel Regno dei Cieli. Gesù chiedeva di amare i nemici e denunciava i sacerdoti ebraici che vivevano nel lusso e nella ricchezza, invece di proclamare la povertà. Le persecuzioni però non ottennero l’effetto desiderato. Pertanto all’inizio del IV secolo cambiarono radicalmente politica nei confronti dei Cristiani, e nel 313, con l’editto di Milano, Costantino proclamò la tolleranza della religione da parte nello stato. Infine nel 380 con l’Editto di Tessalonica il Cristianesimo diventa religione dell’Impero.
• APOGEO: Durante il medioevo,ci fu il periodo culmine di questo fenomeno: si fondò una nuova cultura cristiana, i cui momenti cardini furono lo studio e interpretazione dei testi sacri su cui si fondava la nuova religione e l’interpretazione della cultura classica secondo i principi cristiani.
In quel periodo si formò la Chiesa, organo che stabilisce una gerarchia d’importanza che ogni membro avrebbe avuto in quell’ambito ed anche per affidare a ciascuno compiti e doveri precisi.
Per questo, a capo della Chiesa, come successore di Pietro (l’apostolo designato da Gesù) c’è il Papa seguito da vescovi, arcivescovi, presbiteri, diaconi ecc. Ci sono poi ordini “speciali” come i monaci che si impegnarono nello scrivere, trascrivere le opere religiose in modo sia da perfezionare la cultura e la conoscenza del mondo Cristiano, sia per diffonderla. In questo senso ebbe quindi grande importanza culturalmente, dal momento che i monaci si impegnarono nella realizzazione degli ideali cristiani attraverso la conservazione e propagazione della cultura attraverso la trascrizione delle opere non solo cattoliche ma anche classiche ed orientali. Un esempio fu s. Benedetto da Norcia.
Ed è proprio attraverso le opere conservatesi nei secoli grazie ai monaci che noi abbiamo uno o più testi su cui studiare e basarci. Fu proprio durante questi secoli che il Papa, e la Chiesa in generale ebbe una parte preponderante nella storia per gli scontri con l’imperatore, a causa delle investiture vescovili (la lotta per le investiture) a cui pose fine il Concordato di Worms: un accordo stipulato nel 1122 tra l'imperatore Enrico V e il papa, in cui c’era distinzione tra investitura episcopale e investitura feudale. Si convenne che la prima, spettasse esclusivamente al papa, mentre la seconda, competesse all'imperatore. In tal modo, la Chiesa otteneva il riconoscimento della propria autonomia dal potere temporale. Inoltre alcune cariche politiche presero un’impronta prevalentemente cristiana.
Dunque c’era già allora un tratto particolare: la religione ha potere non solo spirituale ma anche temporale, che lo accompagnerà fino ai giorni nostri.
• CRISI E DIVISIONE: Nel 1054 con lo scisma d’oriente il cristianesimo orientale si separò da quello occidentale.
Nel XVI secolo ci fu la Riforma protestante che ha avuto inizio con Martin Lutero, che sfidò l’autorità della Chiesa. Tale riforma fu duramente contestata dalla chiesa di Roma in quanto Lutero nel 1517, pubblicò le sue tesi, schierandosi contro il commercio delle indulgenze,. reclamando una radicale riforma della Chiesa ed affermando che la religione si fonda sulla fede individuale di ciascun credente.
Egli scrisse i suoi principi e nonostante i suoi scritti furono proibiti, vennero venduti pubblicamente, rivelandosi uno strumento di propaganda che aiutò la diffusione del luteranesimo.
• ILLUMINISMO E OGGI: Nel periodo dell’Illuminismo, l’idea del cattolicesimo, così importante del medioevo fu abbandonata, in quanto non era razionale e non si poteva dimostrare con la ragione l’esistenza di Dio.
Nell’età contemporanea il Cristianesimo è tornato ad avere importanza fondamentale ed è stata rivalutata, poiché non solo fa parte della vita politica di molti Paesi, ma offre per tutti un modello di vita corretto dal punto di vista giuridico e morale.
Per studiare ancora nel modo migliore il fenomeno si possono vedere gli sviluppi che questo ebbe in campo teologico- culturale- sociale.
Prima di tutto il cristianesimo diversamente dalle altre religioni allora presenti era monoteista, cioè credeva in un unico Dio, che si era fatto uomo e aveva inviato sulla terra come suo messaggero Gesù Cristo, suo figlio. “Cristo” è la traduzione greca della parola ebraica “messia”. Gesù si diceva il Messia atteso dagli Ebrei, inviato da Dio non per abolire ma per completare l'opera di Mosè e dei profeti. Inoltre Gesù dopo la morte, riscatterà risorgendo, tutti gli uomini, per donargli la vita eterna. I suoi insegnamenti vennero raccolti dai seguaci nei libri del Nuovo Testamento e soprattutto nel 4 Vangeli, che insieme poi ad altre parti forma la Bibbia, il libro sacro cui fa riferimento la Chiesa. Il nome Bibbia viene dal greco biblìa, che è il plurale di biblìon e significa «libri».
Si divide in antico e nuovo testamento. Il primo, ha origine dall’ebraismo e fu scritto lungo il corso dei secoli da più persone di cui però non abbiamo traccia, è formato da vari libri ( Pentateuco, Libri Storici, Libri Sapienziali, Libri Profetici) ed è quello più antico.
L’altro, più recente si compone anche lui di vari volumi ( Vangelo e Atti degli Apostoli,Lettere di S. Paolo, Lettere cattoliche e Apocalisse), tra questi il più importante è il Vangelo che fu scritto dai 4 evangelisti ( Matteo, Marco, Luca e Giovanni).
È proprio il Nuovo Testamento che differenzia la Bibbia Cattolica da quella Ebrea, in quanto loro non lo riconoscono come libro sacro, poiché narra la storia di Gesù Cristo come figlio di Dio, mentre per loro fu solo un profeta.
Si possono poi, ricercare aspetti particolari per cui la religione potrebbe aver avuto un successo così elevato e un così grande seguito (la sua dottrina rispondeva alle domande a cui l’uomo non riusciva a dare risposta, rivelandogli il senso della vita e della morte e l’amore infinito che Dio provava per l’uomo); studiare i vari fenomeni di causa effetto, o anche, se ce ne sono, le “ particolarità” come in queste caso le persecuzioni già in precedenza esplicate.
In sintesi bisognerebbe studiare il cristianesimo basandoci sui testi dell’epoca ( le fonti ) non solo cristiane come ad esempio S. Agostino ( è il culmine del pensiero cristiano, egli lo ha sintetizzato unendo e spiegando in funzione del cattolicesimo anche quello latino e greco), Boezio (filosofo che sostiene l'esistenza di un disegno provvidenziale che governa il mondo attraverso lo studio di Aristotele) , Cassiodoro; ma anche romane (ad esempio Plinio il giovane che si interrogava sulla vera colpa dei cristiani), o comunque esterne alla religione per avere un punto di vista oggettivo del fenomeno.
Analizzando i vari campi in cui ebbe potere e leggendo i testi di chi studia ed ha studiato prima di noi “il caso”, si ha una visione complessiva, a 180 gradi di ciò che stiamo apprendendo, in modo da studiare in maniera completa il fenomeno.

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