Gli etruschi

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Categoria:Storia

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Testo

GLI ETRUSCHI
Le origini del popolo etrusco sono sempre state avvolte nel mistero, tanto che tra gli stessi storici dell’antichità troviamo pareri contrastanti:
• Qualcuno ha ipotizzato che si siano formati da un popolo autoctono, già esistente in Italia;
• Altri sono giunti a concludere che siano discesi da genti provenienti dall’Europa orientale;
• Infine si è anche pensato che abbiano tratto la loro origine da un popolo che dalla Libia, filtrato nell’Asia Minore, sia poi giunto in Europa;
Molto probabilmente il popolo etrusco è derivato dall’integrazione di queste tre componenti.
Si sa invece con certezza che gli Etruschi erano stanziati in centro Italia e il loro nucleo principale era situato in Etruria (Toscana).
- Politica
Il popolo etrusco era diviso in città stato (divisione simile a quella greca), ognuna delle quali era retta da un Lucumone.
- Economia
Oltre all’agricoltura, copiosa è anche l’estrazione e la lavorazione dei metalli; queste ultime sono favorite dalla presenza in Etruria di numerosi giacimenti metalliferi.
- Religione
La religione etrusca è di carattere politeistico ed è molto influenzata dalle superstizioni; a questo proposito nascono l’ars aruspicina (un’arte divinatoria) e la figura dei sacerdoti aruspici, che predivano il futuro osservando le viscere degli animali sacrificali, il volo degli uccelli o alcuni fenomeni naturali. Il popolo etrusco, infatti, non osava fare nulla senza prima aver consultato questi sacerdoti.
Un altro elemento basilare di questa religione è il culto dei morti; per gli Etruschi la morte consisteva in un affievolimento dei sensi e per questo motivo, accanto alle città dei vivi sono state realizzate delle necropoli, complete di strade e case. Col tempo, poi, sono variate le modalità di sepoltura.
- Architettura
Gli Etruschi furono i primi ad aver introdotto l’arco a tutto sesto (prima vi era solo il sistema architravato, che risaliva a quello trilitico), per realizzare le aperture e le porte d’ingresso alle città; anche i Babilonesi erano giunti a questo concetto. Era costituito da conci, pietre trapezoidali, accostate le une alle altre; si partiva dai conci più laterali, per poi mettere il concio di chiave, che sosteneva tutta la costruzione. Durante la costruzione l’intera struttura era sostenuta da un’arcata in legno, che poi veniva tolta.
Termini:
luce/corda: ampiezza dell’arco;
intradosso: parte interna dell’arco;
estradosso: parte esterna dell’arco;
freccia: altezza centrale dell’arco;
piano d’imposta: piano di base;
piano alle reni: inclinazione di 30° rispetto al piano d’imposta.
Elemento di debolezza (si rinforzava La forza verticale viene scaricata ai piedritti, quella
o con l’angolo di scarico, o mettendo una bombatura) orizzontale va nelle mura (può sostenere qualsiasi peso)
OPERE ANALIZZATE:
“Urna cineraria riproducente la forma delle prime capanne etrusche” (pag.109 n°7.4)
Può contenere ceneri o organi vitali (come il fegato, che era considerato l’elemento centrale della vita, in quanto vi scorre la maggior parte del sangue); è a forma di capanna.
“La città etrusca di Misa, schema planimetrico” (pag.110 n°7.5)
Il popolo etrusco applicava riti anche nella fondazione delle città; prima veniva fatto uno schema preparatorio, poi gli auguri interpretavano il volo degli uccelli e infine venivano riportati sulla terra due assi; questi erano gli assi principali, che caratterizzavano l’orientamento dell’uomo nel mondo, riportando di conseguenza lo schema celeste. Questi assi venivano chiamati Cardo (N/S) e Decumano (E/O) e attorno ad essi veniva costruita la città; le altre vie venivano realizzate perpendicolarmente (ricorda la maglia ortogonale delle città greche).
Comparazione tra la “Porta dei Leoni” di Micene (pag.51 n°3.21) e la “Porta dell’Arco” di Volterra (pag.111 n°7.7)
Nella porta d’ingresso a Micene la forza centrale poteva determinare la rottura dell’architrave; per questo motivo l’architrave stesso è stato bombato ed è stato inserito un triangolo di scarico chiuso da un bassorilievo; quest’ultimo raffigurava due leoni messi a guardia della città, rappresentata da una colonna (quattro cerchietti → le quattro colonne del megaron, cuore della città).
La porta d’ingresso etrusca poteva invece sostenere qualsiasi peso poiché era costituita da un arco; come decorazione vi è un bassorilievo rappresentante tre teste, poste nei punti chiave della struttura (al concio di chiave e nelle attaccature dell’arco al piano d’imposta); simbolicamente svolgono la funzione di guardia alla città e sono tre poiché la religione terusca è la prima nel Mediterraneo a introdurre il concetto di uno e trino, della divinità sotto tre aspetti (provenienza medio orientale).
“Ricostruzione del tempio etrusco, basata sulla descrizione di Vitruvio” (pag.112 n°7.9)
Il tempio etrusco ha la cella divisa in tre parti (concetto di trinità); per il resto è molto simile al tempio greco, anche se, escluso il basamento che era in pietra (che molto spesso è l’unica cosa che ci è rimasta), era costruito interamente in legno. Il pronao ha una doppia fila di colonne; la colonna tuscanina è molto simile a quella dorica tranne per il fatto che l’abaco e l’echino sono più schiacciati, e mentre la dorica ha il fusto scanalato, quella tuscanina ce l’ha liscio
“Modello votivo di tempio etrusco” (pag.112 n°7.8)
Si possono individuare dei modelli ornamentali, cioè degli acroteri(statue poste nei punti chiave del frontone) e delle antefisse realizzate in terracotta i cui soggetti erano presi dalla mitologia.

NECROPOLI
Ci sono varie tipologie: rotonda, ipogea (nel sottosuolo), a tumulo (sottoterra e poi ricoperta), o a edicola (locale quadrato); all’interno della tomba troviamo diversi ambienti con più stanze, poiché riprendeva l’idea di casa.
“Tomba dei Rilievi” (pag.117 n°7.19)
Gli oggetti non sono presenti realmente, ma riportati come bassorilievi per via dei tombaroli; infatti il defunto avendo i sensi affievoliti deve solo credere di avere attorno gli oggetti (di vita quotidiana o animali domestici; gli Etruschi avevano infatti un gran rispetto per gli animali e anche per le donne, atteggiamento inusuale per i popoli del Mediterraneo; per questo si pensa che non sia stata una civiltà completamente autoctona); sono presenti anche degli affreschi che rappresentano scene che in passato avevano caratterizzato la vita del defunto in modo da richiamarglieli alla memoria; i colori sono molto vivaci e le figure sono contornate da una grossa linea nera ben visibile, perché essendo il defunto affievolito nella vista e essendoci poca luce nelle tombe, così le immagini erano meglio visibili.
Scultura
I principali materiali utilizzati sono l’argilla, la terracotta, la pietra, materiali metalliferi (abbondanti in toscana), ma mai il marmo. Essendo fondamentale la seconda vita una vasta produzione è legata al culto dei morti; sono tre i tipi di produzione:
- Canopi: vasi dove vengono posizionate le ceneri del defunto; la forma emulava la tipologia umana (coperchio → testa, maniglie → braccia), o la tipologia del tempio o della casa del defunto
- Sarcofagi: anche in essi veniva ripresa la fisionomia del defunto, ed erano solitamente costituiti di terracotta; le persone venivano solitamente ritratte mentre mangiavano, sdraiate sul triclinio (il letto su cui si pranzava);
“Sarcofago degli Sposi” (pag.121 n°7. 27), realizzato in terracotta
I sarcofagi rappresentavano o il singolo o la coppia, anche se non dovevano essere per forza morti entrambi; alcuni soggetti non avevano le fattezze dell’etrusco tradizionale, come in questo caso: gli sposi sembrano avere una fisionomia orientale e alcuni ipotizzano una provenienza ancora più lontana, addirittura dall’India; questo perché la posizione delle mani dei due giovani indicherebbe che stanno mangiando, però mancano il piattino e il bicchiere; per questo si pensa che abbiano assunto delle posizioni yoga, originarie appunto dall’India.
- Statue: vengono usati vari materiali, soprattutto il bronzo, seguito dalla pietra, dalla terracotta e dal legno; “Lupa Capitolina”, in bronzo ( venivano rappresentati sia animali reali che mitologici; la lupa è stata realizzata in modo realistico; i gemelli sono stati inseriti successivamente); “Apollo” ( è un dio greco, infatti gli Etruschi avevano contatti frequenti con la Grecia; le treccioline e i lineamenti richiamano anche l’Egitto); “L’Arringatore” (soggetto tratto dalla vita quotidiana; si tratta di un politico intento ad arringare la folla, ed è ricoperto da un mantello tipico degli uomini politici); “La Chimera di Arezzo”, in bronzo (animale mitologico che riprende il concetto di uno e trino, poiché è formata da tre animali: leone con al centro la testa di capra la coda di serpente).
In generale quindi la scultura etrusca è di tipo realistico, soprattutto nei canopi e nei sarcofagi dove sono stati rappresentati fedelmente i tratti dei defunti; tuttavia si trovano anche canopi e sarcofagi uguali tra loro; si pensa quindi che per i ceti più poveri vi era una produzione in serie.

“La Chimera d’Arezzo”

Esempio