Gli arabi

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Testo

1. L’ ARABIA PREISLAMICA

UN TERRITORIO VASTO E ARIDO
L’ Arabia è costituita da un vasto altipiano che è diviso da due catene montuose. La morfologia della penisola ha caratterizzato la vita e le abitudini degli uomini che l’ hanno popolata; benché il territorio sia arido e deserto ci sono zone di steppa in cui è possibile praticare la pastorizia, le terre realmente fertili sono le oasi o le zone costiere. L’ Arabia meridionale, grazie all’ azione favorevole dei montoni, tra il 1° millennio a.C. e i primi secoli dell’ età cristiana, ha visto la formazione di alcuni ricchi e prosperi regni.
I REGNI DELL’ ARABIA MERIDIONALE
Il regno più importante fu quello di Saba (dalla metà del X sec. a.C. fino alla metà del VI sec. d.C.) che terminò a causa della sottomissione degli Abissini. Un altro regno fu quello dei Minei: essi esercitarono il commercio esportando aromi e controllando le strade carovaniere che collegavano il sud della penisola Arabica con la Palestina con la linea di costiera del M. Rosso; il loro regno durò fino al I sec. d.C. .
IL SETTENTRIONE: NOMADI E STANZIALI
Nell’ Arabia settentrionale, occupata da zone steppose e desertiche, accanto ai nomadi, sorsero alcuni regni: quello dei Nabatei, a sud del M. Morto (venne assorbito dall’ impero romano nel 105 d.C. e divenne la provincia romana di Arabia) e quello di Palmira, in Siria (anch’ esso assorbito dall’ impero romano nel 274 d.C.).
L’ ARABIA CENTRALE E I BEDUINI
I beduini risiedevano nelle zone steppose nella parte centrale della penisola ed erano dediti alla pastorizia e alle razzie. La presenza del deserto aveva segnato il carattere delle popolazioni arabe e nomadi: si osservava, infatti, tra questi, uno spiccato spirito individualistico, grande coraggio, attaccamento alla libertà, istinto predatorio e vivissimo senso dell’ ospitalità. La donna partecipava attivamente alla vita comune. L’ organizzazione sociale delle popolazioni nomadi era basata sulle tribù, a capo di cui si trovava uno sceicco che aveva una certa autorità ma poteri limitati; lo sceicco veniva sostituito da un comandante militare in tempo di guerra. La tribù era responsabile delle azioni di ogni suo componente e per questo scoppiavano sempre delle guerre.
LA RELIGIONE POLITEISTA E LA MECCA
Quasi ogni tribù aveva i propri dei (o demoni), venerati sotto forma di pietre, alberi o corpi celesti in simulacri, il più famoso tra questi è quello che sorgeva nel centro della città sacra della MECCA. Gli arabi si recavano annualmente in pellegrinaggio alla città sacra; nel luogo in cui risiedevano tutti i loro dei, c’ era anche la Kaàba, un edificio cubico che conservava la “PIETRA NERA”. La Mecca era luogo di incontro, centro di grandi scambi e fonte immensa di guadagni. La fase della storia arabiche precede la predicazione di Maometto è caratterizzata da condizioni politico-economiche differenti (di zona in zona) e da una religione prevalentemente politeista, ma si venne a conoscenza anche di un orientamento monoteistico, dovuto alle influenze ebraico-cristiane.
2. MAOMETTO E LA NASCITA DELL’ ISLAM
LA VITA DEL PROFETA
Maometto nacque intorno al 570 d.C. alla Mecca, il suo nome “Muhammad ” significa “il lodato”. Il padre era un mercante che morì prima della sua nascita e la madre poco dopo, così Maometto si vide prima affidato al nonno e poi allo zio; all’ età di 25 anni sposò una ricca vedova grazie alla quale fece molti viaggi e, tramite questi, conobbe il culto ebraico-cristiano che lo portò poi all’ aspirazione monoteista.
DALLA VOCAZIONE ALL’ ÈGIRA
Nel 610 d.C. Maometto, ritiratosi sul monte Hirà, ebbe delle visioni e udì delle voci che vennero, poi, identificate nella figura dell’ angelo Gabriele, che fece convertire Maometto al monoteismo, rivelandogli l’ esistenza di un dio, Allah, e gli annunciò un prossimo Giudizio.
L’ angelo esortò l’ uomo a diffondere tra gli arabi la verità che era stata appena rivelata; in questo modo iniziò la predicazione di Maometto che incontrò molte difficoltà; a causa dell’ ostilità contro questa nuova religione, Maometto e i suoi seguaci dovettero affrontare diverse persecuzioni e, nel 622 d.C., Maometto fu costretto a trasferirsi a Medina; questo evento, chiamato ègira corrisponde all’ anno inaugurale del calendario musulmano.
3. L’ AFFERMAZIONE DELL’ ISLAM E LA MORTE DI MAOMETTO
MAOMETTO A MEDINA
A Medina, Maometto poteva contare su un certo potere rappresentato dai suoi seguaci e dai nuovi adepti; comunque questi non bastarono per garantire il pieno controllo su di una popolazione composta da elementi arabi e giudaici; Maometto riuscì ad intromettersi nella popolazione facendo da mediatore nella guerra scoppiata tra due tribù della città e facendo una costituzione. Per avere campo completamente libero, poiché molti cristiani si opponevano a lui, furono soppressi.
LA GUERRA CONTRO LA MECCA
Pur essendo a Medina, Maometto non dimenticò i suoi nemici principali che si trovavano nella Mecca e per distruggerli, nel 624 d.C., attaccò un’ importante carovana mercantile della Mecca, a difenderla, arrivarono gli abitanti della città e Maometto riuscì a sconfiggerli, benché avesse minor numero di uomini, e questa vittoria fu vista come un segno della protezione divina, così i seguaci dell’ Islam aumentarono e, nel 630 d.C., ci fu la battaglia decisiva tra Maometto e gli abitanti della Mecca che ne uscirono con una terribile sconfitta e Maometto fece, finalmente, ritorno alla Mecca riuscendo ad estendere i suoi orizzonti ben oltre la sua patria. Ma la morte era molto vicina e lo colpì l’ 8 giugno del 632 d.C. .
4. L’ ISLAM DOPO MAOMETTO
LA SUCCESSIONE A MAOMETTO E LA CREAZIONE DEL CALIFFATO
Alla morte di Maometto, sorse il problema della successione. C’ erano due contendenti: l’ aristocrazia della Mecca e i compagni di Maometto, i quali, alla fine, prevalsero. Ci fu, così, un’ epoca (30 anni) in cui al comando dell’ Islam si succedettero 4 califfi elettivi: ABU BAKER, OMAR, OTHMAN e ALI. Abbiamo, quindi, il potere religioso e politico affidati alla medesima persona (il califfo).
IL GIHÀD E L’ ESPANSIONE DELL’ ISLAM
I califfi attuarono una politica espansionistica che, in pochi decenni, li portò a conquistare grandi territori:
• NORD-EST (attuali IRAN e IRAQ);
• NORD (SIRIA e IMPERO BIZANTINO);
• OVEST (EGITTO e AFRICA SETTENTRIONALE).
Tutte le conquiste attuate erano state fatte basandosi sul concetto della guerra santa, gihàd : la comunità doveva impegnarsi a trasformare in territorio d’ ISLAM tutte le zone occupate dagli infedeli. Il successo del movimento espansionistico arabo fu dato, oltre al fanatismo del concetto legato alla guerra santa, anche dalla debolezza degli imperi bizantino e persiano.
5. ARABI E BIZANTINI
L’ IMPERO ISLAMICO
Dopo aver sottomesso l’ impero persiano, gli Arabi si diressero verso l’ impero bizantino. Qui conquistarono moltissimi territori:
• SIRIA;
• PLAESTINA;
• EGITTO;
• CIPRO;
• RODI;
• CARTAGINE;
• TUTTA L’ AFRICA BIZANTINA
ALLE PORTE DI BISANZIO
Gli arabi non risparmiarono nemmeno L’ ASIA MINORE, di cui percorsero tutte le regioni distruggendo i villaggi e facendo una marea di prigionieri. Ma la popolazione si salvò grazie al sistema difensivo progettato da ERACLIO: le truppe bizantine, quando potevano, passavano al contrattacco e la popolazione rimediava ai danni subiti; si scavarono città sotterranee in cui le popolazioni si rifugiavano durante le incursioni arabe. Bisanzio, comunque, riuscì a sopravvivere agli attacchi arabi grazie alla forza delle cinta murarie; durante l’ assedio e la tentata espugnazione della città, tra arabi e bizantini, si intensificarono i rapporti culturali e economici.
6. LA SOCIETÀ ISLAMICA
LE CLASSI SOCIALI
Dopo le conquiste, L’ Islam era sempre più composto da attività, popolazioni e rapporti sociali estremamente vari; con le popolazioni conquistate, si usavano repressioni quando queste si opponevano con resistenza, si davano diritti civili a chi si convertiva all’ Islamismo e si faceva pagare un maggior carico fiscale a chi voleva continuare a professare la propria religione. Ci furono molte conversioni, in primo luogo perché le popolazioni sottomesse erano di origine semitica e poi perché i nuovi principî islamici interessavano molti seguaci. Nella società Islamica possiamo identificare 4 classi:
• i MUSULMANI, di più antica conversione, rappresentavano i ceti dominanti;
• i MAWALI, musulmani convertitisi recentemente e che occupavano una posizione più bassa;
• i SEGUACI DI ALTRE RELIGIONI, che, con un tributo, potevano professare la loro religione;
• gli SCHIAVI, che erano trattati con una certa umanità e potevano essere riscattati.
La condizione delle donne era regredita: poteva essere ripudiata e doveva vivere in stanze separate dalla casa.
LA NASCITA DI NUOVE CITTÀ
Si fondarono nuove città dove prima c’ erano degli accampamenti, presso le oasi e nei punti di incontro delle strade carovaniere; prima si costruivano la moschea e il mercato, poi tutte le altre costruzioni. Le case, esternamente, erano quasi tutte uguali: muri bianchi e alti con finestre piccole per proteggersi dal caldo, nelle case dei nobili il giardino e l’ arredamento erano una cosa molto importante e perciò molto curata. Le città erano anche centri amministrativo-giudiziari: c’ erano gli ulema che controllavano che si rispettassero le norme del Corano, c’ erano i cadí che esercitavano la giustizia e si occupavano dei rapporti sociali, infine c’ erano gli emiri che governavano la città in assenza dei califfi.
7. L’ ARRESTO DELL’ ESPANSIONE E LA FRAMMENTAZIONE DEL MONDO ISLAMICO
LA DINASTIA OMAYYADE
Con i 4 califfi ci fu una rapida espansione islamica ma anche una guerra: il primo e il secondo califfo (rispettivamente Omar e Othman, della famiglia degli Omayyadi) furono uccisi, il successore fu Ali, che però prese parte alla fazione per uccidere Othman e quindi l’ odio degli Omayyadi nei suoi confronti causò, nel 661 d.C., una guerra che vide la morte di Ali. Al califfato andò un cugino di Othman, Muàwiya, con cui si aprì la dinastia degli Omayyadi, il califfato cessò di essere elettivo e divenne dinastico. Durante questo califfato l’ espansione continuò (Tunisia, Maghreb, Spagna, Kabul e Samarcanda); questa dinastia mantenne un governo molto organizzato. Benché il predominio arabo, la capitale del califfato fu spostata a Damasco. Comunque il califfato omayyade non fu riconosciuto da tutti: ci furono i seguaci di Ali che si riorganizzarono nello shi ’ a Ali (= partito di Ali) e i componenti del partito (=SCIITI), che sostenevano che il successore dovesse far parte della dinastia di Maometto e di Ali, accentuarono le differenze dottrinali dando luogo alla più grande suddivisione dell’ Islam.
LA DINASTIA ABBASIDE
Verso il 750 d.C. ci fu una rivolta capeggiata dalla famiglia degli Abbasidi per abbattere e distruggere gli Omayyadi. Le cause della rivolta furono 3:
• molti, oltre gli Sciiti, sostenevano che il trono fosse dei discendenti di Maometto e Ali;
• c’ era un malcontento causato dai privilegi alle popolazioni di etnia araba a cui, inoltre, erano riservati i posti di responsabilità dell’ amministrazione del califfato;
• furono appesantiti i tributi sui convertiti non arabi, da cui erano esenti gli appartenenti alla dinastia araba.
Ora il mondo islamico era cambiato: il predominio arabo era terminato e il califfato abbaside stava diventando uno stato cosmopolita; con gli Abbasidi la civiltà raggiunse vette altissime e la nuova capitale fu Baghdad. Però, con gli Abbasidi, lo stato islamico cominciò a frammentarsi: tra il VIII e il IX sec. la Tunisia, il Marocco e l’ Egitto divennero indipendenti, ciò causò l’ infiltrazione dei Turchi. Nel X sec. entrò totalmente in crisi il califfato abbaside per le rivalità politiche esistenti all’ interno e per le rivalità religiose createsi tra le fazioni sciite e sannite. Alla metà del X sec. si era creata una nuova potenza quella dei Turchi Selgiuchidi che avevano la loro capitale a Baghdad.
IL CALIFFATO OMAYYADE DI SPAGNA
La rivolta abbaside ebbe riscontri anche nell’ Europa Occ.: Abd-ar-Rahman (un esponente degli Omayyadi che era sopravvissuto al massacro) si era rifugiato un Spagna proclamandosi amir (=emiro/comandante) trasformando, poi, l’ emirato in uno Stato indipendente, il Califfato di Cordova che si impose saldamente grazie ad un forte esercito di elementi berberi e arabi di Siria e grazie ad un’ amministrazione capace di esercitare un controllo totale sul territorio; la caratteristica di questo califfato fu un grande splendore culturale.
8. SCIENZA E CULTURA NEL MONDO ARABO
IL “RINASCIMENTO ARABO”
Gli arabi hanno un ruolo importante nelle mediazioni culturali tra l’ Europa Occ. e le civiltà Ori. infatti rielaborarono e approfondirono tutto ciò che avevano appreso da tutti i popoli con cui erano stati a contatto. Il loro movimento culturale iniziò tra il VIII e XI sec. e venne chiamato “rinascimento arabo”; dapprima questo movimento fu favorito dalla riscoperta delle antiche opere scientifiche e filosofiche nelle zone conquistate, in seguito venne stimolato dal mecenatismo dei califfi che ospitarono alla loro corte scienziati, traduttori e studiosi e si fecero procurare dei testi in altre lingue. Nel periodo che va dal 750 al 900 d.C. vennero compiute numerose traduzioni in arabo di testi riguardanti la filosofia, la medicina e anche la matematica e la geometria ebbero un ottimo riscontro con la cultura araba: si introdusse in Europa il sistema numerico posizionale (il valore del numero si considerava in base alla posizione) e l’ uso dello zero.
INNOVAZIONI TECNICHE E AGRICOLE
Fu nella cultura materiale e nelle applicazioni tecniche che l’ Occ. risentì con gran immediatezza l’ influsso della civiltà araba: grazie agli arabi poterono diffondersi in Occ. prodotti agricoli, manufatti e utensili prima sconosciuti. Si importarono molto ortaggi, verdure e spezie; anche nel campo tessile l’ Occ. riscoprì molte novità; furono molto importanti anche i progressi nel campo della navigazione: infatti i geografi disegnarono carte nautiche molto dettagliate e si utilizzarono nuovi strumenti di precisione (come l’ astrolabio o la sfera armillare) nei viaggi per mare . La conquista araba risvegliò l’ Occ. sia dal punto di vista economico che da quello culturale grazie a nuove risorse ma creò anche dei presupposti per scontri futuri.
9. GLI ARABI IN SPAGNA E IN SICILIA
UN INCONTRO FRA CULTURE DIVERSE
Per quanto riguarda il profilo culturale, il califfato abbaside fu caratterizzato da un gran splendore ed eccletismo: i valori arabi, dal IX sec., si fusero con quelli conquistati, dando vita ad una nuova cultura come ad esempio in Spagna o in Sicilia; nei territori che gli arabi occuparono nacque la civiltà arabo-islmica che si formò dalla fusione di culture differenti. Dal punto di vista artistici, gli arabi si espressero con forme d’ arte magnifiche: l’ architettura fu una delle più originali, impiegata soprattutto per progetti di tipo urbanistico-religiosi.
I PROGRESSI IN SPAGNA E SICILIA
A Cordoba (ES) si costruì una grande moschea per simboleggiare la potenza e il punto di partenza dell’ architettura arabo-islamica; un gran successo fu riscosso dall’ arabesco, tecnica decorativa che ripete infinite volte elementi vegetali. La miniatura e la calligrafia si rivelarono forme espressive molto utili alle esigenze arabe: la prima nelle corti principesche, la seconda per diffondere il Corano. Gli arabi dettero un nuovo impulso alle lettere e alle scienze; gli studi di matematica, medicina, astrologia, filosofia ebbero un grandissimo sviluppo. Gli arabi portarono vita anche alla Sicilia Bizantina.
L’ ISLAM E LA TOLLERANZA RELIGIOSA
I cristiani in Spagna e Sicilia furono trattati con tolleranza; si mantenne un spirito di curiosità intellettuale che permise la convivenza e un animato scambio culturale. I contrasti dottrinali tra cristianesimo e Islam non impedirono che si sviluppassero buoni rapporti tra i popoli.
10. LA CITTÀ MUSULMANA
Le città musulmane nascono in maniera differente da quelle occidentali, dato che c’ era un netta separazione fra zona commerciale e zona residenziale. La città orientale si sviluppa intorno alla moschea centrale/principale che è circondata da suk o bazaar, dove si concentrano tutte le attività commerciali e non. La rocca della città, la zona fortificata, è posta lateralmente; i singoli quartieri sono raccolti intorno a dei bazaar più piccoli e sono rigorosamente separati. Gli elementi fondamentali sono la moschea e il bazaar: la moschea era, in origine, anche sede di riunioni per la discussione di argomenti di interesse comune; le prime moschee erano molto più semplici infatti risultavano costituite da un cortile rettangolare con una fontana centrale e circondato da un semplice porticato di colonne. Poi gli edifici si arricchirono con l’ aggiunta di un sacrario (mihrab) orientato verso la Mecca e riccamente decorato, a destra del mihrab c’ era il minbar una specie di pulpito da cui i sacerdoti pronunciavano la predica del venerdì. Il richiamo alla preghiera, in principio, veniva rivolto ai fedeli dal tetto ma poi, le moschee furono arricchite con le torri minareti dalle quali i mezzin invitavano il popolo alla preghiera. Ne XI sec. si precisa la struttura attuale, caratterizzata da una forma architettonica imponente, piramidale che raggiunge l'apice nella grande cupola che sovrasta la sala centrale. Il mercato o bazaar non fu originale del popolo arabo anche se nel mondo islamico assunse caratteristiche e dimensioni differenti; esso costituisce un quartiere, fitto di botteghe artigiane e commerciali, ripartito per settori di attività e con una pianta molto complessa.

Esempio



  


  1. Valerio

    Dmn ho l'interr. di storia


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