Germania Nazista

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5 – LA GERMANIA NAZISTA

LA FINE DELLA REPUBBLICA DI WEIMAR

Nel 1918 dopo la fuga del Kaiser era stata proclamata la repubblica e nel 1919 a Weimar si è riunita l’assemblea costituente che aveva definito i principi e le forme di questa democrazia. Ma in Germania c’erano forze politiche contrapposte: la destra nazionalistica che voleva il riscatto da una guerra e la sinistra comunista che voleva un potere guidato dai proletari. Queste tensioni politiche convivevano con una gravissima crisi economica. Nel 1923 i socialdemocratici, i proletari e i cattolici diedero vita a una coalizione di governo, guidata da Gustav Stresemann, che riuscì a reprimere un colpo di stato a Monaco da un gruppo di estremi nazionalisti. In questo periodo la Germania sembrava essersi ripresa dalla crisi ma quando nel 1929 ci fu il crollo della borsa di New York il denaro delle banche americane scomparve e l’economia tedesca precipitò.
Il presidente della repubblica il generale Hindenburg si rese conto che la crisi economica avrebbe aperto un periodo di conflitti sociali, ci voleva secondo lui una svolta autoritaria e uomini capaci di attuarla.
Questi clima di tensione favorì dal 1920 l’insediamento di un nuovo sodalizio, il Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi con a capo Adolf Hitler un ex caporale dell’esercito austriaco.
Hitler era l’artefice del colpo di stato di Monaco, in prigione aveva scritto un’opera dove esponeva una politica basata su un odio razziale.
Una volta in libertà egli organizzò un movimento composto da una milizia paramilitare (squadre d’assalto) e da un gruppo di uomini in stretto rapporto con industriali, generali, esponenti dell’alta finanza.
Erano iscritti al partito la piccola e media borghesia e moltissimi operai disoccupati. Grazie a una forte propaganda Hitler conquistò la maggioranza relativa in parlamento. Il 30 gennaio 1933 egli ottenne il titolo di cancelliere.

LA DITTATURA NAZISTA

Dopo questa carica egli pose fine al regime repubblicano dando vita alla dittatura del Partito nazista. Istituì le SS una sorta di polizia agli ordini del partito, e fece dar fuoco al palazzo del Reichstag. Alle elezioni del 1933 istituì veramate la sua dittatura concentrando i poteri nelle sue mani , dichiarò illegali tutti i partiti tranne il nazista e proclamò il Terzo Reich. Quando morì il presidente Hindeburg il 2 agosto 1934 Hitler assunse anche la carica di presidente. Il regime si servì delle SS e della Gestapo ( polizia militare segreta ) per “condannare” gli oppositori politici, che vennero uccisi o portati nei campi di concentramento. Questa repressione toccò anche la vita culturale: incendiando libri che non insegnavano la dottrina nazista. Htler per avere un forte consenso popolare fece propaganda attraverso la scuola, la radio , il cinema e le manifestazioni diffondendo l’idea della superiorità della razza ariana. Hitler ebbe fin dall’inizio l’appoggio degli industriali, infatti durante il suo governo le industrie divennero potentissime. I sindacati furono sciolti, le lotte soffocate e l’organizzazione organizzata dal regime. Grazie alle commesse molte persone disoccupate poterono lavorare. Queste commesse investirono soprattutto l’industria bellica. L’industria venne affiancata a una politica di riarmo. Il Fuhrer cercò di assicurare ai tedeschi un’autosufficienza alimentare potenziando l’agricoltura ma questo fallì.

L’EUROPA DEI FASCISMI

Fino il 1945 il nemico delle democrazie era la dittatura delle destre. Per cancellare ogni forma di libertà ci volevano uomini forti e potenti. Dagli anni trenta si instaurarono sempre di più le dittature creando una spaccatura con le democrazie. Francia e Gran Bretagna non fecero nulla per contrastare le dittature una prova di ciò fu nel 1936 in Spagna dove avvenne una guerra civile tra i democratici di sinistra (che ottennero la maggioranza alle elezioni del 1936) e le forze della destra nazionalistica e rivoluzionaria guidata Francisco Franco generale delle colonie in Marocco, che approfittò delle lotte interne di sinistra ( infatti c’erano i repubblicani che puntavano a riforme democratiche e i socialisti che voleva attuare una rivoluzione su modello sovietico ) per conquistare il potere; Germania e Italia si schirarono a fianco dei franchisti, la Russia e il Messico diedero appoggio militare alla sinistra mentre la Francia le diede solo appoggio politico invece la Gran Bretagna restò neutrale. La guerra di Spagna rappresentò il primo conflitto tra la sinistra e i fascismi coalizzati. Nel 1939 Franco istituì un regime dittatoriale. Nell’ottobre del 1936 era nato l’asse Roma-Berlino che doveva servire per contrastare la Russia

I “NEMICI” DEL REGIME NAZISTA

Fin dai primi anni il Fuhrer avviò una persecuzione degli ebrei, che riteneva i principali nemici dei tedeschi. Infatti secondo lui erano responsabili sia di aver macchiato la razza ariana sia di essersi impadroniti della ricchezza dei tedeschi. L’antisemitismo tedesco nascondeva motivi economici. Nel 1935 vennero emanate le leggi di Norinberga, l’esclusione degli ebri dal diritto di voto, dagli impieghi pubblici, dal commercio e dall’editoria e costretti a portare una stella gialla sui vestiti come segno di riconoscimento. Tra il 9 e il 10 novembre 1938 venne ucciso un diplomato tedesco da parte degli ebrei e così vennero distrutte molte sinagoghe. Dopo la “notte dei cristalli” gli ebrei vennero deportati nei campi di sterminio dove la loro morte era assicurata. Questa persecuzione prende il nome di genocidio che i sopravvissuti lo chiamano nella loro lingua Shoah (Olocausto ).
L’uguaglianza secondo Hitler non esisteva infatti le razze , i rapporti tra gli uomini e le nazionierano secondo lui controllate da una gerarchia: c’era chi comandava e chi doveva obbedire. Secondo il Fuhrer il suo paese doveva combattere una guerra contro i nemici per riconquistare lo “spazio vitale” per affermare la sua autorità. Il suo principale nemico estero era la Russia sovietica, terra del comunismo. Conquistando territori orientali il Reich avrebbe avuto molte materie prime a disposizione e poter importare gli “schiavi”. Contro la Russia Hitler firmò con l’Italia e il Giappone il patto anti-Cominter (1936/1937) cioè l’asse Roma-Berlino-Tokyo. Le potenze occidentali per il Fuhrer non erano un problema avendo a disposizione un forte esercito.

VERSO LA CONQUISTA DELL’EUROPA

Dal 1935 Hitler cominciò i suoi progetti espansionistici.In questo anno grazie a un plebiscito la Saar tornò a essere tedesca,nel 1936 le truppe occuparono la Romania. La Germania fece annettere l’Austria ai propi territori con un plebiscito il 10 aprile 1938. Hitler si interessò anche dei Sudati regione economicamente ricca di giacimenti minerari. Da questo momento le potenze decisero di intervenire ma dovettero con la confederazione di Monaco il 29-30 settembre 1938 cedere i Sudati alla Germania. Nel marzo del 1939 Hitler occupò la Boemia e la Moravia facendo della Slovacchia uno stato satellite. Egli occupando Praga tolse la libertà al popolo slavo. Però il vero obiettivo di Hitler era conquistare Danzica “città libera” che divideva la Germania dalla Prussia offrendo alla Polonia uno sbocco sul mare, questo per poi conquistarla per avere così il suo spazio vitale. Hitler pensava che per far questo gli serviva un forte alleato e così nel maggio del 1939 egli strinse il patto d’acciaio con Mussolini che in caso di guerra l’uno avrebbe aiutato l’altro. Anche Mussolini voleva che l’Italia avesse il suo spazio vitale e così nel 1939 conquistò l’Albania annettendola all’Impero.

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