Fascismi

Materie:Riassunto
Categoria:Storia
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Testo

LA 'NOVITÀ' DEL FASCISMO
Anni 20/30 in alcuni paesi europei --> si instaurano regimi autoritari o dittatoriali sotto la comune denominazione di 'fascismi'
Se nelle dittature tradizionali il sistema di potere si sovrappone alle masse escludendole dalla partecipazione attiva alla vita politica, il fascismo ha caratteristiche diverse:
- pur sottraendo alle masse ogni facoltà decisionale, cerca di coinvolgerle
- è un movimento rivoluzionario e di rottura
- è un prodotto della guerra
- in apparenza aperto a diversi contributi e più dinamico dei partiti tradizionali, offre loro l’occasione di ritrovarsi e di agire insieme
- si basa sull’appoggio delle classi dirigenti
- sul piano ideologico sottolinea il primato della nazione come comunità compatta, alla cui potenza e al cui benessere devono convogliare tutte le energie del Paese
- usa in maniera abile e spregiudicata i mezzi di comunicazione di massa per mobilitare le popolazioni, diffondere modelli uniformi di pensiero e comportamento, creare consenso
- sul piano economico-sociale prospetta una via intermedia fra capitalismo e comunismo
Differenze:
Fascismo (Italia)
Nazismo (Germania)
- le strutture partitiche vengono subordinate a quelle statali
- figura del capo fondamentale, in esso il fascismo si identifica
- impegno minore
- base sociale: borghesia in ascesa
- partito onnipotente
- il valore supremo è la nazione che si esprime attraverso il capo
- forte impegno per impadronirsi in maniera totalizzante della società
- base sociale: piccola borghesia
DALLA MARCIA SU ROMA AL DELITTO MATTEOTTI
Nato come movimento nel 1919, diventato partito nel 1921, giunto al potere nel 1922, il fascismo si trasforma in pochi anni in un regime che fa dell’I uno stato burocratico autoritario sotto la guida di Mussolini (che prende il potere con la marcia su Roma)

per ristabilire l’ordine, restituendo al Paese la pace sociale e la legalità, erano necessarie 2 condizioni:
assicurare una solida base parlamentare al governo riportare la normalità nella vita associata neutralizzando le formazioni paramilitari fasciste
quindi secondo Mussolini era necessario:
- riportare sotto il proprio controllo i capi locali del fascismo ('ras') abituati a spadroneggiare
- tenere gli avversari politici sotto la pressione di una costante minaccia, dato che il partito rappresentava una forza minoritaria
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- nasce la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale direttamente dipendente dal capo del governo
- vengono introdotti numerosi decreti-legge (es: limiti alla libertà di stampa)
- viene ridotto il numero dei dipendenti statali
- si privatizza il sistema delle comunicazioni telefoniche
- si concedono esenzioni fiscali nel settore edilizio
- vengono ridotte alcune imposte
- si uniscono i ministeri economici
- viene eliminata la nominatività dei titoli
Mussolini tenta quindi di avvicinarsi alla Chiesa
- esentando gli enti ecclesiastici da alcune imposte
- ordinando l’esposizione del crocefisso nelle scuole e nei tribunali
- dichiarando l’incompatibilità tra l’adesione al fascismo e quella alla massoneria (condannata dalla C)
quindi il Vaticano costringe Sturzo alle dimissioni da segretario del Partito popolare, dividendo i cattolici
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nel 1924 si svolgono le elezioni, Mussolini forma il 'listone' e, manipolando le votazioni e gli scrutini, ottiene la maggioranza
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Matteotti svolge una documentata denuncia delle illegalità che avevano accompagnato le elezioni e chiede l’invalidazione, in seguito viene rapito e ucciso: questo crea disapprovazione nell’opinione pubblica e l’isolamento fascista --> gli oppositori si ritirano 'sull’Aventino delle loro coscienze' (decidono di non partecipare più ai lavori parlamentari finché non fosse stata ristabilita la legalità) *
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il re Vittorio Emanuele III e il Senato continuano a sostenere Mussolini ed egli decide di compiere un atto di forza: interviene alla Camera e, assumendosi la responsabilità politica, morale e storica del delitto Matteotti, accusa l’opposizione di aver creato disordini con il loro comportamento * e afferma di voler ridare all’I pace, tranquillità e calma laboriosa
IL REGIME FASCISTA IN ITALIA
- sciolte numerose associazioni 'sovversive' l’antifascismo non ebbe + spazi riconosciuti né
- chiusi i giornali di opposizione possibilità di esprimersi --> fine dello Stato
- arrestati molti antifascisti liberale
- scatenata una nuova serie di violenze
- le leggi 'fascistissime' rafforzano i poteri del capo del governo che
non è più obbligato a rispondere del proprio operato davanti al parlamento
- tutte le associazioni vengono sottoposte al controllo della polizia
- i sindacati fascisti sono gli unici riconosciuti come legittimi l’I diviene uno
- le commissioni interne vengono abolite Stato totalitario
- vengono abolite le amministrazioni comunali e provinciali elettive e
sostituite con autorità di nomina governativa
- stabilito il confino di polizia per gli antifascisti
- creata l’Ovra (Organizzazione per la vigilanza e la repressione
dell’antifascismo)
- eliminati i sindacati, gli ordini professionali, gli organismi giovanili, sportivi o di qualsiasi altro genere se non fascisti
- l’iscrizione al partito diviene un necessario lasciapassare per avere un impiego pubblico
- le organizzazioni dipendenti dal partito si occupano anche del tempo libero dei cittadini
- le istituzioni culturali diventano organi del regime
- grande cura per i giovani
- grande interesse per la scuola e i mezzi di comunicazione di massa che diffondevano in modo capillare idee e modelli di comportamento
- eliminate le istituzioni liberali e creato un nuovo Stato di tipo corporativo
- abolito lo sciopero
- la crisi del 1929 accentua la presenza e il dirigismo economico dello Stato, dando fiducia e aiuto ai grandi gruppi privati e mettendo in grande crisi i lavoratori, che non si potevano + difendere senza le loro organizzazioni
- il Gran Consiglio del fascismo viene trasformato in un organo costituzionale che assumeva le prerogative dalla Camera
- riformata la legge elettorale per cui le elezioni si sarebbero svolte su una lista unica da approvare o meno in blocco --> le elezioni furono un plebiscito (molti sì e rarissimi no) in quanto non era prevista la segretezza del voto
- accordo tra Stato e Chiesa tramite i Patti Lateranensi per l’esigenza di un buon rapporto con il mondo cattolico --> il papa Pio XI dà il proprio consenso per la pacificazione raggiunta e descrive Mussolini come l’uomo inviato dalla divina provvidenza per risolvere le vecchie controversie
- riconosciuta legittima l’Azione Cattolica purché si limitasse alla sfera religiosa e si impegnasse ad allontanare dai propri centri coloro che manifestavano idee antifasciste
LA POLITICA ECONOMICA DELL’ITALIA FASCISTA
Prima che il fascismo diventasse regime l’economia italiana era di indirizzo liberistico
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provvedimenti economici:
- aumento della produzione
- calo degli scioperi
- crisi delle associazioni sindacali colpite dalla violenza fascista
- ristagno della domanda di consumi interni
- riduzione dei salari
- aumento dell’inflazione
In seguito però si passa al modello dell’economia protezionistica ( > presenza dello Stato nell’economia):
- provvedimenti protezionistici e finanziari
- dazio protettivo sui prodotti cerealicoli
- 'battaglia del grano' --> rendere l’I autosufficiente dal punto di vista della produzione granaria
- risultati buoni, ma la scelta di privilegiare la cerealicoltura penalizza le colture specializzate e l’allevamento del bestiame
- 'Quota Novanta' (90£ per una sterlina) --> rivalutazione e stabilizzazione del valore della lira
- la manovra economica si svolse in tempi molto rapidi --> calo della produzione e abbassamento dei salari
- diminuzione delle esportazioni
- tutela del risparmio
- rinsaldo dei ceti medi (larga base d’appoggio del fascismo)
- all’estero si crea un’immagine di > stabilità dell’economia italiana
- svantaggiate le imprese che lavoravano per i mercati esteri e favorite quelle del mercato interno
- aumento delle commesse pubbliche con vantaggio per le grandi imprese
- piccole imprese obbligate a chiudere --> processi di concentrazione industriale
faticosa ripresa dell’economia italiana, ma effetti della crisi del 1929 (anche se ridotti rispetto agli altri stati):
- settore del commercio con l’estero + colpito, insieme al settore industriale
- disoccupazione + che quadruplicata
- accentuato il processo di concentrazione industriale che NON si accompagna ad un’efficiente ristrutturazione e innovazione tecnologica
- a sostegno dei gruppi monopolistici varata una legge che vietava la creazione di nuovi insediamenti industriali senza l’autorizzazione governativa
- ampi programmi di lavori pubblici nel settore delle infrastrutture e dell’edilizia pubblica
- bonifica dell’Agro Pontino
- crollo dei titoli che colpisce il sistema bancario e le industrie --> creazione dell’Imi (Istituto mobiliare italiano) e dell’Iri (Istituto per la ricostruzione industriale)
lo Stato quindi viene a controllare gran parte dell’economia italiana, ma non prevale l’interesse pubblico, bensì quello dei gruppi privati
infine si passa all’autarchia economica (conquista dell’autosufficienza dell’economia italiana):
- dazi protezionistici
- diminuzione delle importazioni in tutti i settori
- massima valorizzazione delle risorse nazionali
- riorganizzazione dell’industria nella prospettiva di chiusura verso l’esterno
- intensificazione della produzione agricola
- nel tentativo di surrogare prodotti e materie prime di importazione, si sviluppano processi produttivi antieconomici a danno dei consumatori
- politica di espansione coloniale
- aumento della produzione bellica
- svantaggio dei consumi privati e della razionale crescita dell’apparato produttivo
- aumento delle importazioni per la scarsa disponibilità di materie prime dell’I
- limitazione delle spese militari
- forte contraddizione tra la scelta bellicistica e le effettive capacità di armamento dell’I --> legame sempre + stretto con la G nazista dalla quale dipese per il rifornimento
- incremento della popolazione come risorsa del Paese
LA POLITICA ESTERA DEL FASCISMO
Nel quadro europeo, dominato dalla Francia e dalla Gran Bretagna, Mussolini inizialmente mantiene una posizione moderata alla ricerca di buoni rapporti con entrambe; in seguito la politica estera si muove con un certo dinamismo:
- accordo con la Jugoslavia che sancisce il passaggio di Fiume all’I
- riconoscimento dell’Urss
- adesione al trattato di Locarno e assunzione di un importante ruolo internazionale insieme alla GB
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con questo trattato l’I può muoversi + alla pari con le 2 nazioni dominanti e, mettendo un freno alla politica di potenza della F, ha + margine d’iniziativa
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potendo contare sull’appoggio della GB, Mussolini:
- punta su una politica di espansione nei Balcani e nel Mediterraneo
- isola la Jugoslavia
- inizia a competere con l’iniziativa francese ad Oriente
- imposta una politica di amicizia con l’Austria per difenderne l’indipendenza da eventuali mire tedesche
- rende sempre + esplicita l’esigenza di un generale riassetto degli equilibri europei e il riarmo dell’I in vista di una politica di espansione --> linea di condotta di tipo imperialistico
l’ascesa di Hitler suscita in Mussolini
timore di una grande ripresa la possibilità di volgere a proprio vantaggio
della potenza tedesca la rottura degli equilibri
l’I comunque favorisce la convocazione di una conferenza a Stresa per condannare il riarmo della G contro le clausole di Versailles
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ma in seguito rompe la solidarietà fra le potenze vincitrici con l’aggressione all’Etiopia, che avrebbe dovuto dare uno sbocco alla disoccupazione, ma pesò molto di + l’esigenza di immagine che spingeva verso la conquista di un impero ( + prestigio all’Italia sul piano internazionale e > consenso)
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l’I rafforza la propria posizione e intensifica il controllo, con l’impiego di metodi brutalmente repressivi, sulla Libia e sulla Somalia, e quest’ultima viene utilizzata come base d’attacco per la conquista dell’E
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F e GB cercano di prevenire il contrasto Italia/Etiopia con un accordo, ma la loro azione fu piuttosto tiepida per il timore di una rottura dei rapporti con l’I (alleata contro il riarmo tedesco)
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l’I invade l’E, senza dichiarare guerra, e questo porta a gravi conseguenze sul piano internazionale (l’aggressione di un Paese membro della Società delle Nazioni contro un altro pure membro mette in crisi il significato di questo organismo e ogni politica di sicurezza collettiva)
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la SdN condanna l’I come Paese aggressore e decide sanzioni economiche contro di essa:
- blocco delle importazioni
- divieto di vendere all’Italia materiali utili a fini militari e di concederle crediti
queste misure hanno l’effetto di compattare il consenso intorno al regime
contro i poveri mezzi militari dell’E l’I impiega un esercito ben equipaggiato di moderni armamenti e dunque la conquista viene compiuta: Mussolini proclama l’Impero di E e l’assunzione del titolo imperiale da parte del re, mentre la SdN ritira i provvedimenti economici contro l’I e riconosce l’annessione dell’E allo Stato italiano
lo scoppio della guerra civile in Spagna rende problematici i rapporti dell’I con la F e la GB, anche se la politica estera italiana continua a procedere in una posizione di equilibrio tra l’avvicinamento alla G e il mantenimento di buoni rapporti con F e GB
l’I firma un patto di amicizia con la G (asse Roma-Berlino) e aderisce al patto stretto tra G e Giappone
anche in I entrano in vigore, sull’esempio della G, leggi di discriminazione razziale: viene approvata una 'Dichiarazione sulla razza' e vengono emanati i 'Provvedimenti per la difesa della razza italiana' volti a colpire i cittadini di origine ebraica
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questo non trova corrispondenza nell’opinione pubblica e apre un forte motivo di tensione con la Chiesa
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il consenso patriottico inizia quindi a incrinarsi, preoccupato da:
- i recenti orientamenti della politica interna
- l’alleanza con la G e la linea di condotta apertamente bellicistica sul piano internazionale
- il rapporto sempre + stretto con Hitler
- l’entrata in guerra e il disastroso andamento del conflitto

L’ANTIFASCISMO E I LIMITI DEL TOTALITARISMO IN ITALIA
Il riconoscimento del fascismo da parte
- della monarchia
- della Chiesa
- di numerosi osservatori stranieri (F e GB)
contribuisce a diffondere nell’opinione pubblica l’idea che questo potesse rispondere alle esigenze della società italiana in crisi
il delitto Matteotti segna una svolta perché mette in luce sia l’illegalità del fascismo sia il disorientamento e l’impotenza delle opposizioni; la condanna dall’Aventino assume un grande significato etico ma non dà nessun risultato politico
- iniziano ad uscire pubblicazioni e giornali clandestini
- molti antifascisti sperimentano il carcere, il confino, la clandestinità, la lotta illegale e l’esilio (es: Luigi Sturzo, Filippo Turati, Giovanni Amendola)
- a Parigi militanti di partiti e gruppi di opposizione iniziano ad organizzarsi --> nasce il movimento Giustizia e Libertà in cui confluivano le esperienze del socialismo e del liberalismo
- la politica dei fronti popolari favorisce un riavvicinamento e un’intesa con i socialisti per una linea d’azione comune, ma le tensioni turbano l’ordine dei gruppi dell’antifascismo italiano
il dissenso pubblico in I scompare
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ridotti al silenzio e all’ombra gli antifascisti hanno il loro personaggio-simbolo nel filosofo Benedetto Croce che, grazie alla notorietà internazionale, il regime non osa toccare; altri dissensi, nonostante la propaganda battente, si trovano nella classe operaia
al contrario il regime fascista viene sostenuto da un rilevante consenso dei ceti medi perché:
- il fascismo si presenta come l’artefice di un nuovo destino di grandezza per l’I basato sull’ordine sociale interno e sull’intraprendenza della politica estera
- il nazionalismo e l’esaltazione patriottica soddisfa i delusi della guerra
- il richiamo ai valori della tradizione, della patria, della gerarchia sociale e del ruolo domestico della donna rassicurano molti
- le prospettive di un miglioramento economico ridanno fiducia per il futuro
- il gonfiamento della burocrazia statale e degli impieghi pubblici offre sbocchi di lavoro e prospettive di distinzione sociale a molti
- non pochi intellettuali, gratificati da cospicui privilegi, assumono un’importante funzione di appoggio al regime, propagandone i meriti con il peso del loro prestigio
il fascismo italiano è stato definito un totalitarismo imperfetto in quanto il suo disegno di occupare completamente lo Stato e la società civile viene frenato da alcuni ostacoli:
- la Chiesa, pur non alimentando atteggiamenti di opposizione, continua ad educare i fedeli in maniera autonoma dalle direttive del regime
- la monarchia, perché pur stravolto nei suoi principi, lo Statuto Albertino è comunque in vigore e il re mantiene il suo ruolo di + alta autorità dello Stato
- la cultura, non tanto di massa, bensì quella accademica --> soprattutto fra i giovani, gli intellettuali e presso alcuni circoli di cultura si formano gruppi di fronda che aspiravano a riaprire un confronto dialettico (es: Giovanni Gentile, direttore dell’Enciclopedia Italiana, chiama a collaborarvi illustri studiosi di diverso orientamento politico e culturale, quindi non solo fascisti)
queste furono tuttavia esperienze limitate che non riuscirono a smuovere né a scalfire la forza del regime
IL NAZIONALSOCIALISMO AL POTERE IN GERMANIA
Il governo formato in G sotto la guida di Hitler è un governo di coalizione nel quale i nazisti disponevano solo di 3 ministri su 11: i conservatori ritenevano di essere riusciti a mettere sotto controllo il nazionalsocialismo, mentre Hitler mirava ad accentrare tutto il potere nelle proprie mani
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per questo aveva bisogno di nuove elezioni che gli dessero la maggioranza piena ed era sostenuto dalla grande industria e il presidente
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- il parlamento viene sciolto
- si mettono in moto sia la macchina della propaganda sia quella repressiva
- la polizia diviene uno strumento nelle mani del partito nazionalsocialista
- accanto a questa si crea una polizia ausiliaria formata da membri delle SA e delle SS
in piena campagna elettorale viene appiccato un incendio doloso nella sede del parlamento e per questo vennero subito incolpati senza prove i comunisti --> pretesto per:
- una vasta repressione anticomunista
- l’adozione immediata di leggi eccezionali che sospendendo la costituzione limitavano le libertà politico-civili
tuttavia i nazisti non raggiungono la maggioranza assoluta, se non con l’apporto dei nazionalisti, e Hitler:
- priva dell’autorità il parlamento
- ai deputati appena eletti chiede il conferimento dei pieni poteri
- sopprime o costringe a sciogliersi tutti i partiti
- sopprime i sindacati liberi, fa arrestare i loro dirigenti e confiscare i beni
il partito nazionalsocialista viene dichiarato unico partito legittimo in G --> nuove elezioni su lista unica danno a Hitler una maggioranza plebiscitaria
- forte centralizzazione del potere
- subordinazione dell’apparato burocratico al partito nazista
- rimossi tutti i funzionari non allineati con il nuovo regime
- creata la Polizia segreta di Stato affiancata poi la Suprema corte popolare per i casi di tradimento, come strumento di repressione
- concordato con la Chiesa cattolica per averne l’appoggio
Hitler per assumere la carica di capo dello stato aveva bisogno dell’appoggio degli ambienti industriali e di quelli militari

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