Europa tra XV e XVl secolo

Materie:Tesina
Categoria:Storia

Voto:

2 (2)
Download:324
Data:11.06.2008
Numero di pagine:9
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
europa-xv-xvl-secolo_1.zip (Dimensione: 12.01 Kb)
trucheck.it_europa-tra-xv-e-xvl-secolo.doc     49.5 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

Modulo 2:
L’Europa e il mondo fra XV e XVI secolo

Unità 8: L’evoluzione delle strutture statali

Trattazione sintetica di argomenti

1) Enumera le signorie sviluppatesi nell’Italia del Nord; poi soffermati analiticamente sulla signoria di Milano.

Le signorie sviluppatesi nell’Italia settentrionale nel corso del XIV secolo, sono le seguenti:
quella degli Scaligeri a Verona e Vicenza, quella dei Carresi a Padova, quella Estense a Ferrara, quella dei Gonzaga a Mantova, quella dei Medici a Firenze ed in particolare quella dei Visconti a Milano, i quali, dopo aver avuto la meglio sui Della Torre mantennero la signoria del comune dal 1277 al 1447, imponendo presto il loro potere dinastico su tutta la Lombardia e riuscendo con Gian Galeazzo Visconti, divenuto signore nel 1378 e nominato dall’imperatore, duca nel 1395, a conquistare anche la Lunigiana, Perugina, Pisa, Siena e Verona.

2) Spiega i termini “signoria” e “principato” ed esplicita poi le ragioni di fondo alla base di questo passaggio istituzionale.

Con il termine “signoria”, si intende un tipo di istituzione che prevalse in Italia settentrionale nel XIV secolo, caratterizzata da una forma di potere familiare o dinastico ed ereditario, non legittimata dal potere superiore dell’imperatore. Con il termine “principato” si intende, invece, una forma di istituzione di fatto molto simile alla signoria, ma caratterizzata in questo caso dalla legittimazione imperiale e dall’assegnazione da parte del imperatore di titoli principeschi, (duca, marchese) hai detentori del potere, che nel corso dello stesso secolo va progressivamente sostituendo la prima. Alla base di questo passaggio istituzionale, vi è l’effettiva incapacità da parte degli imperatori tedeschi di governare sul lontano territorio italiano, che pertanto preferiscono concedere in feudo hai vari signori locali.

3) Spiega perché si può affermare che la politica dell’equilibrio tra gli stati italiani, seguita la pace di Lodi, fu più apparente che reale.

Si può affermare che la politica dell’equilibrio tra gli stati italiani fu più apparente che reale, perché, di fatti, la pace di Lodi del 1454 fu rispettata solo formalmente, in quanto, in realtà, le guerre fra gli stati italiani continuarono. Inoltre, in questo periodo, l’Italia fu dominata da avventurieri in continua lotta fra di loro per contendersi il potere dei diversi comuni e signorie, in particolare, nipoti e parenti dei vari papi, che secondo un fenomeno chiamato nepotismo, erano favoriti proprio da questi ultimi nei loro intenti, in quanto ai pontefici interessava accrescere la proprio influenza territoriale e politica.

4) Descrivi le armi da fuoco comparse nei secoli XIV e XV, evidenziandone le ricadute militari e sociali.

Fra il XIV e il XV secolo comparvero in Europa le armi da fuoco. Fra queste la più importante fu senza ombra di dubbio il cannone, già utilizzato durante la guerra dei cento anni, difficile da trasportare e costoso da fabbricare, l’arma per eccellenza della cosiddetta artiglieria da assedio.
Fra le armi da campo, invece, emersero gli archibugi, armi piccole, portatili e maneggevoli. La conseguenza immediata della comparsa delle armi da fuoco fu, invece, il ridimensionamento del ruolo della cavalleria.

Unità 9: La città e il rinnovamento della cultura

Trattazione sintetica di argomenti

1) Delinea le ricadute della crisi demografica sull’industria tessile europea alla metà del XV secolo. Soffermati in particolare sulle caratteristiche della nuova forza lavoro.

Nel corso del XV secolo i maggiori centri europei per quanto riguarda la produzione tessile, subirono una notevole contrazione demografica. Questa diminuzione della popolazione non coincise però con una pari riduzione della produzione tessile. L’industria dei pannilana si trasferì semplicemente dai centri urbani alle campagne dove si sviluppo la cosiddetta industria a domicilio. In pratica furono gli stessi contadini dei villaggi rurali che cominciarono ad impiegare i periodi morti dell’annata agricola per dedicarsi alla filatura e alla tessitura di capi di qualità media e prezzo bassissimo, capaci di concorrere con quelli prodotti nelle città da artigiani, esperti soprattutto nei lavori di tintoria.

2) Dalla città medievale alla città del Quattrocento con funzione di capitale: delinea questo passaggio soffermandoti sui cambiamenti subiti dai maggiori centri urbani, con particolare riferimento a Roma.

Nel corso del Quattrocento un grande sviluppo subirono le città capitali, le quali dopo aver avuto per tutto il Medioevo solo valore nominale, si trasformarono rapidamente in centri di potere ricchi di palazzi, monumenti, strade larghe e comode, ben diverse da quelle medievali, strette e poco praticabili. Ad esempio, subì tale trasformazione anche Roma, la quale, all’inizio del Trecento contava una popolazione di 30000 abitanti, divisi in tre nuclei abitati: Trastevere, il Borgo e il Campo Marzio. Nel corso del Cinquecento, di fronte all’incalzante esodo nella città di umanisti fu papa Niccolò che progetto un nuovo piano urbanistico, che prevedeva la costruzione di larghe strade, acquedotti e chiese, compresa la nuova basilica di San Pietro, i cui lavori cominciarono durante il pontificato di Sisto IV.

Unità 10: Civiltà, imperi e popoli intorno al 1500

Trattazione sintetica di argomenti

1) Evidenzia le ragioni militari e politiche alla base delle conquiste degli ottomani e sottolinea poi il loro atteggiamento nei confronti dei popoli assoggettati.

Alla base delle conquiste ottomane di Costantinopoli e successivamente della Serbia, della Bosnia, dell’Albania e della Grecia, vi sono di sicuro ragioni di carattere politico-militare. Infatti, queste non sarebbero avvenute se gli ottomani non avessero posseduto un sistema fiscale e amministrativo efficiente, nonché una potente flotta di galere e un ottima competenza nella costruzione e nell’utilizzo dei cannoni, che permise loro di creare un grande impero, esteso sino a pochi chilometri da Vienna. E’ inoltre fondamentale anche l’atteggiamento di questi ultimi, nei confronti dei popoli assoggettati, lasciati liberi di continuare a praticare la loro religione, di parlare la loro lingua e di mantenere i loro costumi, senza alcun tentativo di turchizzarli.

2) Esplicita i caratteri comuni tra il feudalesimo giapponese e il feudalesimo europeo.

Molti sono i caratteri comuni fra il feudalesimo europeo e quello giapponese.
Innanzitutto, si tratta in entrambi i casi di rapporti che prevedono la concessione di un appezzamento di terra in cambio di fedeltà. In secondo luogo sia in Europa che in Giappone la concessione avviene dall’alto verso il basso, cioè dall’imperatore ai grandi vassalli, nel caso del Giappone bushi o samurai, esperti delle armi come del resto anche i cavalieri europei.

3) Soffermati sul popolamento americano, specificandone le principali fonti alimentari.

Il popolamento del nuovo continente cominciato circa 10000 anni fa avvenne per mezzo del passaggio di piccoli gruppi umani o dalla Siberia attraverso lo stretto di Bering durante una o più glaciazioni, o attraverso alcune isole del Pacifico. In ogni caso questo avvenne in maniera del tutto indipendente dagli altri continenti, tanto che nel XV secolo gli indiani d’America vivevano ancora di caccia, pesca, allevamento e grazie anche alla coltivazione di mais, maggiore fonte alimentare insieme anche alla zucca, al cacao, alla patata, alla batata, all’ananas, tutti prodotti ancora sconosciuti in Europa, come del resto per quanto riguarda il mondo animale caratterizzato solo da bufali, struzzi e lama. Pertanto la dieta americana era molto scarsa di proteine.

Unità 11: La scoperta del mondo

Trattazione sintetica di argomenti
1) Soffermati su Enrico il navigatore e sui viaggi affrontati nel XV secolo dai portoghesi, evidenziandone le motivazioni e gli esiti commerciali.

Enrico il Navigatore fino alla sua morte, nel 1460, fu l’organizzatore di tutti i viaggi portoghesi in Africa occidentale. Il primo fu quello del 1415, caratterizzato dalla guerra contro il Marocco e dalla conquista della città di Ceuta. Negli anni successivi, i Portoghesi, conquistarono poi l’arcipelago delle Azzorre e quello di Madera, al fine di accedere direttamente alle fonti dell’oro africano saltando la mediazione araba e proprio a Madera, Enrico promosse la coltivazione della vite e della canna da zucchero. In seguito i portoghesi si spinsero sempre più a sud, doppiando prima capo Bojador e poi capo Verde per raggiungere infine il golfo di Guinea e con Bartolomeo Diaz il capo di Buona speranza.

2) Esamina i motivi per i quali il viaggio progettato da Colombo incontrò rifiuti e pareri contrari. Soffermati anche sui calcoli fatti dal navigatore genovese per avvalorare la tesi che la sua impresa era realizzabile.

Il progetto di Colombo di raggiungere l’Asia orientale, navigando verso occidente e circumnavigando il globo terrestre, venne una prima volta rifiutato dal sovrano portoghese Giovanni II nel 1484 e nuovamente dalla regina spagnola di Castiglia nel 1490. Nel primo caso, il rifiuto nacque dal fatto che il sovrano credeva ormai vicino il raggiungimento dell’Asia attraverso le rotte ormai seguite da anni dai suoi esploratori, mentre considerava il viaggio del genovese troppo lungo e pericoloso. Dello stesso parere erano inoltre anche i dotti chiamati a valutare le tesi di Colombo, dalla regina di Castiglia, i quali credevano impossibile il tranquillo attraversamento dell’intero Atlantico. A far cambiare idea alla regina, che così nel 1492 finanziò gran parte del viaggio, furono poi i calcoli fatti dal navigatore genovese che sosteneva che per raggiungere l’Asia, bastasse compiere un percorso di un quarto più esteso del Mediterraneo e non come era in realtà quattro volte più lungo.

3) Descrivi la politica commerciale attuata dai portoghesi nell’area dell’oceano Indiano specificando i rapporti instaurati con gli arabi e i sovrani locali.

Dopo le spedizioni di Vasco de Gama e di Pedro Alvares Cabral, i portoghesi non riuscendo pacificamente a farsi accettare dagli arabi e dai sovrani locali, condussero una terza spedizione, anch’essa sotto il comando di Vasco de Gama e con quindici velieri armati di cannoni e 800 soldati, distrussero Calicut e affondarono diverse navi arabe. Poi dopo pochi anni una volta acquisite le conoscenze base, cominciarono a imporre il loro dominio sull’intero commercio delle spezie, distruggendo fra il 1505 e il 1507 tutti i porti dell’Africa oriantale, sconfiggendo i mamelucchi nel 1509 di fronte a Diu, conquistando nel 1510 la città indiana di Goa, nel 1511 Malacca e infine nel 1515 Hormuz all’imboccatura del golfo Persico.

4) Ripercorri i tentativi compiuti per superare “l’ostacolo” che impediva di raggiungere l’Oriente navigando verso Occidente e soffermati in particolare sulla spedizione di Magellano.

Dopo i diversi viaggi di Colombo nelle terre da lui scoperte, divenne evidente che in realtà ciò che Colombo aveva scoperto non era altro che un nuovo continente. Per tale motivo diversi marinai, Spagnoli, Inglesi e Portoghesi cominciarono a cercare la via per superare questo nuovo continente e raggiungere l’Oriente navigando verso Occidente. Tali marinai cercavano dunque un passaggio o a nord-ovest o a sud-ovest o un varco meridiano. A cercare un passaggio a nord-ovest furono in molti fra il XVI e il XVII secolo ma dovettero sempre rinunciare come Sebastiano Caboto o addirittura morirono nel tentativo. Un passaggio centrale fu trovato, invece, nel 1513 dallo spagnolo Vasco Nunez de Balboa. Non si trattava di un passaggio marittimo ma di un istmo: quello di Panama. A sud, infine, fu trovato un passaggio dal portoghese ma finanziato dalla Spagna, Ferdinando Magellano, il quale, partito nel 1519, seguendo la strada di Amerigo Vespucci , nel 1520, individuò uno stretto tortuoso che tagliava la terra del fuoco e dopo 38 giorni di navigazione raggiunse il Pacifico e da qui le Filippine, deove inseguito ad uno scontro con gli indigeni restò ucciso. Le tre delle cinque navi superstiti raggiunsero poi le Molucche, le isole delle spezie più pregiate e da qui una sole di esse ripartì approdando nel porto di Siviglia nel 1522.

Unità 12: La crisi religiosa e la Riforma protestante

Trattazione sintetica di argomenti

1) Sintetizza la posizione di Lutero, esposta nelle 95 Tesi, in relazione alla questione delle indulgenze.

In seguito alla grande indulgenza del 1517 e non solo, Martin Lutero, elaborò una condanna ben articolata contro la curia romana e i metodi da questa utilizzati per ottenere ingenti profitti, scrivendo 95 brevi enunciati, le cosiddette 95 tesi di Lutero. In esse si leggeva che il papa non poteva rimettere alcuna pena eccetto quelle impartite dalla chiesa, non poteva cancellare alcuna colpa, né guadagnare denaro illudendo i fedeli, che, a loro volta, non dovevano credere di potersi guadagnare la salvezza con dei pagamenti in denaro.

2) Confronta la posizione di Erasmo con quella di Lutero e metti in rilievo analogie e differenze.

Erasmo da Rotterdam e Martin Lutero sostenevano entrambi la necessità di un rapporto diretto fra i fedeli e la parola di Dio contenuta nelle Sacre Scritture da considerare più importanti del papa stesso. Entrambi, inoltre, sostenevano anche che la vita del cristiano dovesse essere liberata da tutto ciò che fosse stato aggiunto nel corso dei secoli come il culto dei santi e delle reliquie e la dottrina delle indulgenze. Erasmo però a differenza di Lutero sosteneva che l’uomo avesse la possibilità di liberarsi dal peccato originale e possedesse la capacità di interpretare in modo autonomo le scritture.

3) Spiega per quali ragioni la battaglia di Lutero per la riforma della chiesa incontrò vasto favore presso l’opinione pubblica tedesca.

I motivi del successo delle Riforma Luterana presso l’opinione pubblica tedesca sono diversi.
Innanzi tutto, i principi tedeschi non vedevano di buon occhio il flusso di denaro che dalla Germania confluiva in Italia per finanziare lo Stato della Chiesa ed il pontefice. Inoltre, i Ritter, i membri della piccola nobiltà, accusavano la chiesa di essere la fonte di tutti i mali della Germania, in quanto ritenevano che l’imperatore fosse distratto dai rapporti con il papa troppo lontano dal suo regno; e sempre i Ritter volevano impadronirsi di parte delle sue ricchezze.

4) Chiarisci gli antecedenti alla base della “protestatio” opposta da Filippo d’Assia nel 1529 e specifica gli eventi successivi alla medesima.

Nel 1525 la sorte della Riforma di Lutero era ormai affidata ai principi tedeschi. Nel 1526 si tenne poi la dieta di Spira che lasciò ai principi la libertà di accogliere o meno la riforma luterana. In seguito, dopo tre anni si tenne una nuova dieta a Spira durante la quale i cattolici negarono tale concessione e in risposta, Filippo d’Assia, in nome dei luterani, oppose una “protestatio”, cioè una contestazione della decisone della dieta. Infine, nella nuova dieta del 1530, tenuta ad Augusta i protestanti, presentarono la loro confessione di fede, rifiutata da Carlo V. Tale rifiuto portò così alla nascita della lega di Smalcalda, nella quale si riconoscevano tutti i protestanti tedeschi.

Esempio



  



Come usare