Età Napoleonica

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Testo

ETA’ NAPOLEONICA
L’età napoleonica è un periodo della storia europea che ha come protagonista Napoleone Bonaparte.
Essa affonda le proprie radici nella Rivoluzione francese sia perché si ispira idealmente ai suoi principi fondamentali
( uguaglianza, fratellanza e libertà ) sia perché le prime esperienze come ufficiale dell’esercito e come uomo politico avvengono per Napoleone in quell’epoca. Ha termine invece nel 1821, anno nel quale Bonaparte muore nell’isola di Sant’Elena, il 5 maggio (data da ricordare sia in quanto tale che come titolo di un’ode di Alessandro Manzoni, dedicata a Napoleone).
L’età napoleonica ha un doppio volto: da un lato,infatti, si fonda su ideali della Rivoluzione francese, influenzati dall’Illuminismo, dall’altro, invece, perpetua talune caratteristiche negative di quell’evento e nega alcuni suoi principi ispiratori.
Napoleone Bonaparte nasce ad Ajaccio, in Corsica, nel 1769 (l’isola era passata nel 1768 dalla Repubblica di Genova alla Francia). La famiglia, di origine toscana, è di piccola nobiltà ma in condizioni economiche precarie. Studia in scuole militari in Francia e in seguito ha inizio la sua carriera militare. Comincia ad impegnarsi anche in politica con una notevole dose di opportunismo: aderisce a un club giacobino ed è amico di Agostino Robespierre, fratello di Massimiliano Robespierre, leader dei giacobini, grazie al quale riesce ad ottenere la nomina a generale di brigata.
Con l’appoggio dei termidoriani – che si oppongono apertamente ai giacobini - ottiene l’incarico di guidare con altri ufficiali le truppe che reprimono il tentativo di colpo di Stato monarchico del 1795 e di sciogliere nel 1796 un club giacobino.
Decisivi per Napoleone in epoca termidoriana sono la campagna d’Italia (1796-1797) e la campagna d’Egitto (1798 - 1799).
La campagna d’Italia è un’iniziativa militare promossa dal Direttorio in concomitanza con la campagna del Reno.
Quest’ultima ha lo scopo di portare un attacco diretto all’Austria, nemico della Francia nella guerra rivoluzionaria iniziata nel 1792.
La campagna d’ Italia ha invece l’obiettivo di tenere impegnate le truppe austriache sul suolo della penisola, per evitare che si ricongiungano con quelle coinvolte nella campagna del Reno.
Essa tuttavia va al di là di tale portata perché decreta l’inizio della vera e propria ascesa di Napoleone.
In Italia egli riesce a ottenere numerosi successi contro l’esercito austriaco e i suoi alleati.
Sottopone la popolazione italiana a forte pressione fiscale, a razzie di beni e anche alla sottrazione di opere d’arte che vengono trasferite in Francia, comportandosi dunque da vero e proprio usurpatore : in effetti, egli intende le guerre come un’occasione per acquisire ricchezze utili a finanziare la sua stessa politica militare oltre che lo Stato.
Pacificata la situazione della penisola si dirige verso l’Austria per avvicinarsi alle truppe francesi della campagna del Reno le quali nel frattempo avevano sconfitto gli austriaci in battaglia.
Da tale posizione di forza induce l’Austria a firmare la pace con il trattato di Campoformio (città del Veneto) nel 1797 (clausole a p. 148 del testo).
Elemento importante di tale accordo è la sorte della Repubblica Veneta che viene spartita a tavolino tra la Francia e l’Austria: le isole Ionie vanno alla Francia, l’area comprendente Bergamo e Brescia è ceduta alla Repubblica Cisalpina – territorio sotto il controllo francese - la parte orientale della Repubblica passa all’Austria, insieme all’Istria e alla Dalmazia.
La Repubblica veneta è dunque una vera e propria merce di scambio tra le due potenze straniere
( Si ricordi che il trattato di Campoformio e la fine della Repubblica veneta hanno una notevole influenza sulla vicenda umana e intellettuale dello scrittore Ugo Foscolo, nato a Zante (o Zacinto), una delle isole Ionie, allora possesso della Repubblica veneta ).
C’è comunque da rilevare che le clausole di questa pace verranno superate da un trattato successivo, la pace di Presburgo ( 1805 ) : con essa, Bonaparte impone all’Austria di cedere Istria e Dalmazia direttamente alla Francia e di attribuire al Regno d’Italia - che era stato annesso alla Francia - le terre venete ( il Regno d’Italia era una parte della penisola costituita nel 1805 nei territori dell’ex Repubblica Cisalpina, ovvero in Lombardia, Emilia e Romagna ).
E’ a seguito della campagna d’Italia che Napoleone dà vita nella penisola alle Repubbliche Sorelle (o Repubbliche Giacobine) sottraendo i loro territori alle dinastie che li governavano.
Le Repubbliche sorelle sono organizzazioni politiche il cui modello di riferimento è la repubblica nata in Francia al tempo della Rivoluzione, dopo la caduta della monarchia nel 1792 .
Sono dette “sorelle” proprio perché tale Repubblica è il loro principio ispiratore.
Sono dette “giacobine” non perché si basino sull’ideologia dei giacobini francesi bensì per il loro più generale riferimento all’esperienza rivoluzionaria e repubblicana in Francia.
Tali repubbliche sono Repubblica Ligure, Repubblica Cisalpina (nata dall’unione tra Repubblica Transpadana, cioè la Lombardia, e Repubblica Cispadana, ovvero Emilia e Romagna), Repubblica Romana (nel territorio dello Stato della Chiesa) e Repubblica Partenopea (nel Regno di Napoli).
In esse c’è uno stretto controllo politico e militare della Francia.
Elementi positivi sono, pur nei limiti imposti dai francesi, un significativo dibattito politico interno e circolazione di giornali e pubblicazioni oltre che , in alcune di esse, riforme significative, come la vendita di beni statali per favorire la formazione di piccoli e medi proprietari terrieri e l’abolizione dei vincoli delle proprietà ecclesiastiche e nobiliari, che ne impedivano la divisione e la vendita.
Campagna d’ Egitto
E’ un’iniziativa militare promossa dal Direttorio e affidata a Napoleone per contrastare l’Inghilterra, un altro nemico della Francia nella guerra rivoluzionaria iniziata nel 1792.
Aggredire l’Egitto significava colpire l’area del Mar Rosso, attraverso la quale l’Inghilterra commerciava con l’India, un suo possesso coloniale: era dunque un modo per indebolire la potenza sul mare e la forza economica inglese.
L’Egitto era governato dai Mamelucchi, un tempo truppe mercenarie al servizio dei Turchi ottomani, ma ora detentori del potere, nonostante il paese facesse ancora formalmente parte dell’Impero turco-ottomano ( il loro nome deriva dalla parola turca” mamluk “ , che significa “ schiavo “. In origine infatti erano schiavi turchi sottoposti agli Ottomani ).
Bonaparte riesce a sconfiggere l’esercito dei Mamelucchi nella battaglia delle Piramidi (1798) ma poi incorre in un insuccesso contro la flotta inglese guidata dall’ammiraglio Orazio Nelson nella battaglia di Abukir (1798).
E’ da ricordare che Bonaparte e Nelson si scontrano in seguito in un’altra battaglia, quella di Trafalgar (un promontorio nella parte meridionale della Spagna, di fronte a Gibilterra), nel 1805 : in tale occasione, gli inglesi sconfiggono l’avversario e Nelson perde la vita.
Bonaparte sarà costretto a cedere l’Egitto all’Impero turco-ottomano con la pace di Amiens (1802), siglata con l’Inghilterra.
La spedizione in Egitto è rilevante dal punto di vista culturale: alle truppe francesi viene affiancato un gruppo di studiosi incaricati di reperire materiale per lo studio della civiltà egizia, il frutto del cui lavoro è la “Descrizione dell’Egitto”, un’enciclopedia in 14 volumi.
Significativa è anche la scoperta, avvenuta casualmente da parte di soldati dell’esercito napoleonico, di una stele di basalto, nota come stele di Rosetta dal nome della località egiziana in cui viene rinvenuta.
E’ un blocco di pietra con inciso un ringraziamento di sacerdoti al faraone Tolomeo V risalente al II secolo a.C.: il testo è scritto in caratteri geroglifici, in caratteri demotici (dei geroglifici semplificati) e in greco.
Il ritrovamento è di basilare importanza perché consente allo studioso francese Champollion, all’inizio dell’800, di cominciare a decifrare la lingua egiziana (geroglifico e demotico) confrontandola con quella greca di cui era a conoscenza.
In prime nozze, nel 1796, Napoleone sposa Giuseppina Beauharnais, dalla quale poi divorzia perché non può dargli un figlio.
Nel 1810, sposa in seconde nozze Maria Luisa d’Asburgo, figlia dell’imperatore austriaco,riuscendo, in questo modo, ad avere il sovrano asburgico temporaneamente alleato.
L’aspetto paradossale di tale unione consiste nel fatto che la consorte è nipote di Maria Antonietta, la moglie di Luigi XVI, che era stata ghigliottinata,come il consorte, durante la Rivoluzione francese : in altri termini, Napoleone, per opportunità politica, pur proclamandosi continuatore dei principi rivoluzionari, è disposto a sancire un legame con una donna parente di sovrani nemici della rivoluzione.
Da lei ha un erede maschio - Napoleone Francesco che viene insignito del titolo di “ re di Roma “( nel Medioevo, era così detto il re di Germania perché dopo aver cinto la corona del Regno d’Italia – l’Italia centro – settentrionale – si faceva incoronare imperatore del Sacro romano Impero dal Papa, la cui sede istituzionale era Roma) .
Napoleone Francesco muore in giovane età.
Il 18 brumaio (9 novembre1799) Bonaparte, su pressione di alcuni membri del Direttorio, organizza un colpo di Stato obbligando al trasferimento forzato, in una località vicino a Parigi, il Consiglio degli Anziani e il Consiglio dei Cinquecento che, così minacciati, sono costretti a legittimare la nascita di un nuovo potere esecutivo, sostitutivo del Direttorio, chiamato Consolato e formato da Bonaparte (che ha il ruolo di primo console) e da due ex membri del Direttorio, Sieyes e Ducos.
Il colpo di Stato ha lo scopo di rafforzare il potere esecutivo che era stato indebolito dai dissapori tra i direttori sulle decisioni da prendere, dal colpo di Stato monarchico del 1795, dalla ritrovata importanza di filo – giacobini in Parlamento e dal tentativo, peraltro sventato, della Congiura degli uguali, nel 1796.
Napoleone, che con il titolo di primo console accentra in sé la maggior parte del potere del Consolato, si fa nominare dal Parlamento primo console a vita, nel 1802.
Non soddisfatto, nel 1804 trasforma la Repubblica francese in Impero : ne diventa imperatore col diritto di trasmettere il titolo per via ereditaria.
La cerimonia dell’incoronazione si svolge nella cattedrale parigina di Notre Dame.
La particolarità dell’evento consiste nel fatto che non è il papa Pio VII a incoronarlo ma quest’ultimo cede la corona a Bonaparte che la pone da sé sul proprio capo e su quello della consorte Giuseppina, volendo così indicare che egli non deriva la propria autorità da altri poteri umani.
La cerimonia dell’incoronazione è immortalata da un pittore francese, Jacques Louis David - l’autore della tela sulla morte di Marat - che insieme ad altri artisti lavora presso la corte napoleonica per realizzare opere che valorizzino Bonaparte ed esaltino il suo potere.
Anche lo scultore italiano Antonio Canova opera presso Napoleone: la sua opera più nota per la famiglia Bonaparte è la scultura marmorea che raffigura Paolina Borghese - sorella di Napoleone, sposata con un membro della famiglia romana dei Borghese - adagiata su un divano.
Sia David che Canova sono esponenti del Neoclassicismo, una corrente culturale, affermatasi in Europa tra la seconda metà del ‘700 e i primi decenni dell’800, che si ispira alla cultura classica greca e romana, considerata, da un lato, esempio di perfezione artistica – perché basata su principi quali ordine, armonia e purezza – dall’altro, fucina di valori morali positivi.
In politica estera, Bonaparte riesce a imporre la propria autorità in Europa operando sia sul piano politico che militare : è infatti convinto che il suo potere politico debba essere costantemente sostenuto dai successi militari.
L’esercito era diventato un fattore di notevole importanza già al tempo della Rivoluzione francese, a causa della guerra iniziata nel 1792 e di cui le guerre napoleoniche non sono altro che una continuazione.
Bonaparte fa propria la tradizione meritocratica dell’esercito rivoluzionario, ossia il fatto che i meriti sono considerati elemento fondamentale per fare carriera militare : in quest’ottica conferisce premi e onori agli uomini più capaci.
Le truppe napoleoniche non sono superiori tecnicamente a quelle degli avversari e in alcuni casi sono anche inferiori per numero, tuttavia si distinguono per l’abilità con cui Bonaparte le guida.
La sua strategia è caratterizzata da prontezza nelle decisioni, velocità delle manovre,cura dei rifornimenti e inseguimenti fino all’annientamento del nemico. Egli inoltre sa circondarsi di comandanti abili e coraggiosi, ha un notevole ascendente personale sulle truppe, coltivato attraverso l’attenzione per il loro morale, ed è abile nell’intendere la psicologia del nemico ( ciò lo portava prima degli scontri militari a leggere libri sulla storia e sulla cultura degli avversari, per meglio capirli e affrontarli in battaglia ).
ASPETTI CHE TESTIMONIANO LA CONTINUITÀ CON I PRINCIPI ISPIRATORI DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE
• Codice civile del 1804 ( contenuti del Codice alle pp. 156 e 157 ): è un insieme di norme giuridiche fondamentali, tra le quali l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e la libertà religiosa per cattolici, non cattolici e non credenti.
Il Codice salvaguarda principi della Rivoluzione, quali uguaglianza e libertà.
• Organizzazione dell’esercito: l’arruolamento si basa sulla leva di massa, introdotta al tempo della Repubblica giacobina allo scopo di costituire un vero e proprio esercito di popolo, più che di professionisti. In quest’ultimo, c’è possibilità sia di carriera che di ottenimento di titoli nobiliari in base al merito e indipendentemente dalla provenienza sociale, in nome del principio di uguaglianza.
• Importanza attribuita alla borghesia: essa era stata insieme al popolo la protagonista principale della Rivoluzione francese.
Napoleone la favorisce con le seguenti iniziative :
- Salvaguarda il diritto di proprietà nel Codice civile
- Attua riforme per risanare l’economia francese dopo la crisi manifestatasi al tempo della Rivoluzione, così da garantire ai commercianti, ai mercanti e agli imprenditori una situazione di stabilità.
- Crea una nuova nobiltà conferendo titoli nobiliari a soggetti distintisi nell’esercito, nella burocrazia o per altri meriti personali che provengono per più della metà dal ceto medio, per una più limitata porzione dai ceti popolari e solo in parte dall’antica nobiltà.
• Efficienza dello Stato: i rivoluzionari si erano opposti allo Stato assoluto, tra gli altri motivi, anche a
causa della sua disorganizzazione (deficit, sovrapposizione tra aree amministrative e suddivisioni militari del paese, difficoltà a imporre ai ceti privilegiati il pagamento delle tasse, spese eccessive per la vita di corte…).
Anche Bonaparte cerca di rendere efficiente la “macchina” statale:
- Dà molta importanza ai licei per la formazione scolastica dei futuri burocrati dell’amministrazione statale.
- Investe lo Stato del compito dell’assistenza sociale e sanitaria dei più bisognosi e dei più poveri, anziché lasciarla all’iniziativa di volontari.
- Sollecita la burocrazia all’uso di dati statistici, indispensabili per attuare in modo efficace iniziative di pubblica utilità.
ASPETTI CHE ATTESTANO L’ALLONTANAMENTO DELL’ETÀ NAPOLEONICA DAI PRINCIPI DELLA RIVOLUZIONE
• Accentramento dello Stato: lo Stato francese di cui Napoleone è a capo è accentrato al pari dello Stato assoluto, a cui i rivoluzionari francesi si erano opposti.
In esso, i poteri centrali hanno sotto la propria ferrea autorità quelli inferiori e il potere personale di Bonaparte è molto esteso.
Sintomatici dell’accentramento statale sono i seguenti provvedimenti :
- Al tempo del Consolato Napoleone è primo console: egli è in sostanza il vero e proprio detentore del potere esecutivo mentre gli altri due consoli hanno solo potere consultivo.
- Il potere legislativo è articolato in quattro assemblee, che però vantano una limitata autonomia : una sola può proporre le leggi e i suoi membri sono designati da Napoleone, un’altra può discuterle ma non può votarle, un’altra ancora può votarle ma non discuterle, una quarta ne controlla la regolarità e i suoi componenti sono, in parte, designati dal primo console, in parte, nominati da quelli stabiliti dal primo console.
- Napoleone ricorre in alcune occasioni a plebisciti (dal latino, “giudizio della plebe”), in particolare,per ratificare la propria designazione a console a vita e a imperatore ereditario.
I plebisciti sono consultazioni pubbliche in cui il popolo è chiamato a esprimersi con un “sì”o con un “no” su una decisione politica ( I plebisciti, introdotti nella Roma repubblicana a partire dal III a. C., erano decisioni prese dalla plebe nelle proprie assemblee, che avevano valore di legge per tutto il popolo ).
E’ vero che i plebisciti dell’epoca napoleonica sono una forma di consultazione diretta del popolo ma in realtà il loro carattere democratico è apparente. Da un lato, infatti, i cittadini si esprimono solo per voto palese, anziché segreto, dall’altro, il plebiscito convive con un potere legislativo che ha un peso politico circoscritto – come già sottolineato - e i cui componenti sono, in parte, designati da Napoleone, in parte limitata, eletti da un ristretto gruppo di cittadini.
- Importanza, nella burocrazia statale, dei prefetti, che sono i rappresentanti del governo, cioè del potere esecutivo, nei dipartimenti in cui si divide il territorio francese.
Il prefetto è nominato direttamente da Bonaparte ed è responsabile del proprio operato solo di fronte a lui.
• Limitazione della libertà di stampa e di espressione.
• Istruzione elementare largamente affidata al clero, a differenza di quella superiore è, in parte, nelle mani dello Stato, in parte, attribuita a privati, che però sono sottoposti al controllo pubblico.
• Nepotismo : è la pratica di favorire propri familiari e parenti, offrendo loro potere e territori europei caduti sotto l’egida francese.
Basti pensare che al fratello Giuseppe Napoleone concede il Regno di Napoli e poi quello di Spagna; al fratello Girolamo il Regno di Westfalia; al fratello Luigi il Regno d’Olanda; alla sorella Paolina il titolo di principessa di Guastalla, a Carolina di granduchessa di Bergamo, a Elisa di principessa di Piombino e Lucca.
Tale prassi significa che Napoleone considera le terre a lui sottoposte un possesso personale, di cui può disporre a propria discrezione.
E’ in linea con questo orientamento che egli modifica ampiamente la cartina europea sia annettendo territori alla Francia sia modificandone l’assetto : si pensi alla logica della spartizione territoriale che caratterizza il trattato di Campoformio, alla creazione delle Repubbliche sorelle in Italia e alla loro successiva assimilazione al territorio francese, al riassetto dell’area tedesca ( in essa alcuni territori vengono accorpati per evitare un’eccessiva frammentazione, altri sono uniti a terre sottratte a Stati nemici della Francia .Viene sciolto nel 1806 il Sacro Romano Impero, di tradizione carolingia e nato nel Medioevo, per ridurre l’Austria degli Asburgo - che in esso esercitava un ruolo guida anche su territori tedeschi - a Impero d’Austria, con sovranità territoriale più limitata).
• Napoleone vuole una pacificazione tra Stato e Chiesa cattolica sia per non ripetere iniziative della Rivoluzione francese perpetrate ai danni dei cattolici sia per avere nell’ istituzione ecclesiastica un sostegno al proprio potere.
Sigla perciò con papa Pio VII un Concordato nel 1801 (primi 3 cpv. di p. 155.) .
Il suo obiettivo è tuttavia il controllo sulla Chiesa cattolica.
E’ per questo motivo che, da un lato, Bonaparte sancisce nel Concordato la giurisdizione statale sugli organismi ecclesiastici, dall’altro, nel 1807, non ha tentennamenti nell’occupare lo Stato della Chiesa, nell’annetterlo all’ Impero e nel fare prigioniero Papa Pio VII, che aveva reagito all’occupazione con la scomunica ai danni dell’imperatore.
ASPETTI CHE ATTESTANO LA CONTINUITA’ DELL’ETA’ NAPOLEONICA CON ELEMENTI NEGATIVI DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE
• Repressione dei giacobini - in linea con quella praticata dai termidoriani al tempo della Rivoluzione - attraverso sorveglianza poliziesca, esecuzioni e deportazioni in aree coloniali francesi.
• Prosecuzione della guerra rivoluzionaria: Napoleone persegue, così come i rivoluzionari, un progetto di egemonia sul continente .
Di seguito, le più importanti iniziative da lui promosse per imporre il dominio della Francia in Europa.
- Campagna d’Italia (1796-1797)
- Campagna d’Egitto (1798-1799)
- Battaglia di Marengo (1800), con la quale ottiene un’ importante vittoria contro l’Austria.
- Battaglia di Trafalgar (1805)
- Battaglia di Austerlitz (1805), nella quale sbaraglia gli eserciti austriaco e russo.
- Blocco continentale (1806) : dopo la sconfitta navale subita a Trafalgar ,Napoleone, ritenendo di non poter contrastare l’Inghilterra sul mare, cerca di indebolirla sul piano economico.
Impone infatti a tutti i paesi europei che erano sotto l’influenza francese di interrompere i rapporti commerciali con l’Inghilterra e impedisce anche a navi di paesi neutrali, cioè né contro la Francia né sottoposti ad essa, l’ingresso nei porti inglesi.
Il blocco danneggia l’Inghilterra, che non può importare né esportare merci.
Tuttavia, si ritorce anche contro la Francia perché, da un lato, anch’essa non può più commerciare con l’Inghilterra, dall’altro, si sviluppa un commercio clandestino tra i paesi europei e l’Inghilterra, nonché fra quest’ultima e i paesi asiatici e dell’America latina che riesce a forzare i limiti imposti dal blocco.
- Battaglie di Jena e Auerstadt (1806 ): in esse, combattute nel medesimo giorno, Bonaparte sconfigge l’esercito
prussiano.
Le vittorie di Jena e Auerstadt sono da ricordare soprattutto perché, a causa dell’umiliazione della sconfitta della Prussia e della successiva occupazione del suo territorio, il pensatore tedesco Fichte, un filosofo della corrente dell’ Idealismo, scrive i “ Discorsi alla nazione tedesca “ ( 1807 – 1808 ) nei quali invita i tedeschi a insorgere contro l’invasore ed esalta l’amore per la libertà oltre che l’identità nazionale tedesca, in opposizione a quella francese.
- Occupazione della Spagna e del Portogallo (1807-1808): Napoleone invade i due paesi iberici perché si erano opposti al blocco continentale: avendo infatti importanti legami commerciali con l’Inghilterra, ne erano stati danneggiati.
Tale iniziativa è tutt’altro che facile per Napoleone a causa della forte resistenza della popolazione.
Soprattutto in Spagna infatti si sviluppa un movimento di guerriglia contro l’invasore ( il termine “guerriglia “ – in spagnolo ” guerrilla “ - è stato coniato in quell’occasione per la prima volta) dopo che Napoleone ha costretto il re Carlo IV di Borbone ad abdicare, mettendo sul trono il proprio fratello Giuseppe ( che era stato in precedenza sovrano del Regno di Napoli, nel quale viene sostituito da Gioacchino Murat, un generale dell’esercito francese oltre che marito di Carolina, una sorella di Napoleone ).
Le truppe francesi lottano a lungo per imporsi sugli spagnoli, sostenuti dall’appoggio inglese .
Ci sono due importanti tele del pittore spagnolo Francisco Goya che raffigurano episodi dell’opposizione spagnola ai francesi: la sollevazione del 2 maggio 1808 e la fucilazione di alcuni insorti avvenuta il 3 maggio.
- Campagna di Russia (1812): Napoleone decide di muovere guerra alla Russia dello zar Alessandro I, con l’ambizione di estendere anche a quel paese il controllo francese. Vuole inoltre punire la Russia per le numerose violazioni del blocco continentale e contenderle il controllo sul mare del Nord e il mar Baltico.
La campagna russa è tuttavia un fallimento per la Francia. .
Per lo svolgimento e i motivi dell’insuccesso francese nella campagna di Russia: p. 166 e primo cpv. di p. 167 .
Dopo il 1806, l’Impero di Napoleone comincia a vacillare incrinato dagli effetti negativi del blocco economico, dall’opposizione della popolazione spagnola all’occupazione francese e dalla sconfitta in Russia.
E’ tuttavia indebolito anche dal sentimento nazionale che si diffonde nei paesi sottoposti alla Francia oltre che dal carattere multietnico dell’esercito.
Presso la popolazione dei territori sottomessi alla Francia, comincia infatti a prendere piede la difesa della propria identità nazionale sia per reazione al fatto che essi sono stati sopraffatti dalla violenza dell’esercito napoleonico sia perché gli ideali rivoluzionari diffusi da Napoleone e le riforme da lui attuate hanno fatto nascere nei popoli un profondo sentimento di orgoglio.
Lo sviluppo dello spirito nazionale è un fattore di crisi dell’Impero napoleonico perché fa maturare nei popoli soggiogati dalla Francia la volontà di opporsi al suo dominio.
L’esercito napoleonico è anch’esso indebolito dal fatto di essere formato non solo da francesi ma anche da soldati di altri paesi : ci sono dunque difficoltà di comunicazione linguistica oltre il fatto che i comandi sono affidati solo a ufficiali francesi e le truppe debbono scontrarsi sul campo di battaglia con propri connazionali, quando combattono nei rispettivi paesi di provenienza.
Il definitivo crollo dell’Impero napoleonico è attestato dai seguenti eventi :
- Battaglia di Lipsia (o battaglia delle Nazioni) del 1813: è uno scontro nel quale una coalizione di paesi nemici della Francia, costituita da Austria, Prussia, Russia, Inghilterra e Svezia, sconfigge Napoleone in modo rovinoso.
- Occupazione di Parigi, abdicazione di Bonaparte ed esilio nell’isola d’Elba ( 1814 ) : truppe nemiche riescono a penetrare in Francia, occupando Parigi.
Sotto tale pressione, l’imperatore Napoleone abdica e ottiene la sovranità - in verità un vero e proprio esilio forzato - sull’isola d’Elba, vicino alle coste toscane.
Il trono francese ritorna ai Borbone, nella figura del re Luigi XVIII (fratello di Luigi XVI, il cui unico figlio era morto).
- I “ cento giorni “ ( 1814 - 1815 ): è il periodo compreso tra l’abbandono dell’Elba da parte di Bonaparte ( 1814) e la battaglia di Waterloo ( 1815 ) .
Napoleone infatti dall’ esilio elbano decide di tornare in Francia per riaffermare la propria autorità, approfittando del malcontento della popolazione per la restaurazione borbonica.
Organizza delle truppe e rientra a Parigi.
Il suo sogno di gloria dura poco perché trova un ostacolo nell’opposizione della VII coalizione ( sette sono infatti i fronti militari organizzati dai nemici della Francia dall’inizio della guerra rivoluzionaria, nel 1792 ) - formata da Prussia, Inghilterra, Austria, Russia e Svezia - che lo affronta nella battaglia di Waterloo ( 1815), in Belgio, infliggendogli la definitiva sconfitta, soprattutto per il decisivo apporto delle truppe prussiane e di quelle inglesi ( queste ultime erano guidate dal duca di Wellington, che aveva già operato nella penisola iberica contro l’esercito francese).
Napoleone, fallito il tentativo di fuggire negli Stati Uniti per vivere da privato cittadino, si consegna agli inglesi che lo trasferiscono nell’isola di Sant’Elena, un loro possesso nell’Oceano Atlantico, al largo delle coste occidentali dell’Africa.
Lì muore il 5 maggio 1821. Le sue spoglie sono collocate presso l’Hotel des Invalides, a Parigi, un edificio nato nel ‘600 per ospitare i reduci di guerra invalidi ma destinato in seguito anche a Museo dell’esercito.
Ufficialmente la sua morte è attribuita a un tumore allo stomaco ma c’è l’ipotesi di un lento avvelenamento: i capelli di Bonaparte, esaminati sul cadavere riesumato, mostrano un’evidente colorazione rossiccia, che indicherebbe l’assunzione di composti a base di un veleno, l’arsenico.
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