Depretis e altri

Materie:Riassunto
Categoria:Storia

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Testo

MINGHETTI: di dx, nel 76 cade perché c’è una riv. parlamentare (parte della dx storica si allea con la sx che era contro la statalizzazione delle ferrovie proposta da Minghetti perché essa è un nuovo ceto industriale che trova un ottimo profitto proprio nella gestione di ferrovie. Sale Depretis per la sx. DEPRETIS: protezionismo (va a vantaggio del latifondo e svantaggia le colture pregiate), industrializzazione tardiva aiutata dallo stato, stretto rapporto tra capitale industriale e finanziario; abolita tassa macinato nell’80, legge Coppino (scuola primaria obbligat.), legislazione sociale, allargamento diritto voto (da 25 a 21 anni, 2 anni di scuola obbligat. o imposta di 20 lire: accede al voto la piccola borghesia urbana e una fascia oxaia). Trasformismo: indebolire l’opposizione accogliendo nella maggioranza gli esponenti + moderati dell’opposizione in cambio di privilegi e favori offerti loro. Politica estera conservatrice (nella Triplice Alleanza l’Italia si allea con 2 paesi a regime autoritario), politica interna riformatrice. 1882: acquisto dei territori della baia di Assab sul mar Rosso dalla società Ribattino, conflitto col negus d’Abissinia che non era d’accordo, sconfitta italiana a Dogali (1887, anno della “grande tariffa” –protezionismo- e della morte di Depretis. Sale Crispi (sx meridionale).
CRISPI: prevalenza esecutivo su legislativo (modello Bismarckiano), antiparlamentarismo (parlamento visto come luogo di scontri in cui ognuno vuole fare i suoi interessi), repressioni movimenti popolari (“fasci siciliani”) con misure restrittive sulla libertà di associazione e incremento della polizia, leggi antianarchiche (1894), elettività dei sindaci (1888), Codice Zanardelli (1889, abolita pena di morte, riconosciuto diritto di sciopero). Cattolici presenti nella società civile come alternativa alla lotta di classe e all’”egoismo” dello stato liberale: Rerum Novarum di papa Leone XIII (più equa distribuzione della ricchezza, no socialismo e lotta di classe, legittimati i sindacati). Ripresa dell’espansione in Abissinia, guerra contro il negus Menelik, sconfitta italiana a Adua nel marzo 1896. Crisi politica perché la vecchia classe dirigente si oppone all’ascesa politica dei ceti popolari; uccisione del re Umberto I da Gaetano Bresci (1900). Sale Di Rudinì.
DI RUDINì: viene meno il protezionismo, c’è il fallimento di molte banche che avevano fatto grossi investimenti in campo edilizio e industriale (settori che perdono prestigio) e lo stato decide di intervenire a sostegno di queste. Rivolta a Molano nel 1898: il prezzo del pane era aumentato xkè gli USA erano impegnati nella guerra vs Spagna per Cuba e quindi non interferivano nel mercato europeo. Di Rudinì dà indicazione a Bava Beccaris di sparare cannonate sulla folla. Pelloux sostituisce Di Rudinì e fa delle leggi (riduzione della libertà di associazione, censura sulla stampa) che non vengono approvate a causa di una battaglia ostruzionistica (i deputati contrari, come Giolitti e Zanardelli, continuano a presentare decreti per rinviare la votazione). Elezioni del 1900: vince l’opposizione anche se i moderati hanno + seggi a causa del sistema uninominale, Saracco sale, ma con la morte di Umberto I sale Vittorio Emanuele III e nomina primo ministro Zanardelli.
ZANARDELLI: sx, congiuntura economica favorevole, istituiti comitati elettivi per il lavoro e l’emigrazione, municipalizzati i servizi pubblici; autore del codice di leggi che aboliva la pena di morte e il diritto di scioxo, fa una proposta liberale-riformista: accogliere la presenza dei ceti popolari e risolvere la questione sociale senza repressioni bensì con compromessi (si allontana il rischio di rivoluzione). Sale Giolitti nel 1903.
GIOLITTI: vuole garantire fiducia al governo cooptando in esso le posizioni + moderate delle opposizioni (socialisti e cattolici). Tentò di associare Turati (socialista) al governo, ma egli rifiutò perché temeva di turbare l’equilibrio del partito e far emergere frange estremiste. Balzo industriale: si accentua la differenza tra nord e sud, il forte legame tra capitale finanziario e industriale, si sviluppano le imprese e i trust; l’imprenditore non è + gestore del capitale e gestore in prima persona delle attività produttive, ma detentore di pacchetti azionari di diverse società; il cliente principale dell’industria diventa lo stato; frattura fra le industrie che vogliono lo sviluppo del mercato interno (ind. leggera) e quelle che accettano le commesse dello stato (ind. pesante); aumento demografico, axtura a una politica riformatrice da parte della borghesia, aumento reddito pro-capite.
Nel 1905-06 sale SONNINO: politica di riforme sociali gestita dall’alto (modello Bismarckiano), egli punta a un riformismo di stato in chiave antisocialista a favore del conservatorismo sociale, vuole creare un partito di massa conservatore che riesca a sottrarre consensi sia ai socialisti che ai cattolici. Giugno 1906: conversione della rendita (viene diminuita la rendita dei titoli di stato); nonostante ciò sono pochi coloro che vendono i loro titoli (dimostrazione della stabilità della lira e dell’economia). Torna GIOLITTI: promuove il decollo dell’industria italiana premiando gli industriali del nord ma non i contadini del sud; persiste quindi la questione meridionale e Salvemini andrà contro a Giolitti dicendo che il PSI è l’espressione di una borghesia industriale del nord e definendo Giolitti “ministro della malavita” perché ricorse alla corruzione per assicurarsi i consensi del meridione.
[IMPRESA DI LIBIA: Favorevoli : gli industriali dell’industria pesante, la chiesa, i nazionalisti e i revisionisti (che x questa ragione verranno espulsi del PSI nel ‘12). Contrari: socialisti riformisti che vogliono la pace tra i popoli, Gaetano Salvemini (Libia = “scatolone di sabbia”). L’impresa inizia nel 1911; l’Italia occupa Rodi e il Dodecaneso tentando di raggiungere Istanbul. Pace nel 1912 a Losanna, l’Italia ottiene la Libia.]
Giolitti in vista delle elezioni del 1913 intensifica le relazioni coi cattolici. Patto Gentiloni: accordo tra cattolici e giolittiani per la presentazione dei deputati comuni; i giolittiani si impegnano a non presentare leggi offensive per i cattolici (contro le scuole private o sul divorzio). Alle elezioni i giolittiani ottengono una vittoria, ma ora c’è una presenza troppo forte di posizioni conservatrici in cui Giolitti non si riconosce, quindi nel 1914 abbandona il governo e sale Salandra (“settimana rossa”, giugno 1914, manifestazione di anarchici, morte di 3 protestanti).

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