Dalla civiltà sumerica a quella babilonese

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DALLA CIVILTÀ SUMERICA A QUELLA BABILONESE

La civiltà sumerica raggiunse il suo più alto splendore tra il 2200 e il 2000 a.C. In quel periodo le diverse città di unirono in una federazione sotto la guida della città di Ur, la più ricca e la più potente tra tutte le città.

Verso il 2000 a.C. la regione dei Sumeri fu invasa dal popolo degli Amorrei, rozzi seminomadi che imposero il loro dominio sulle fiorenti città dei Sumeri. Sembrava che l'antichissima civiltà sumerica fosse giunta alla fine. Ma, dopo un periodo di contrasti, si attuò fra i due popoli una pacifica convivenza e, in contatto con i civili Sumeri, anche gli Amorrei fecero grandi progressi, e una splendida civiltà riprese a fiorire sulla terra dei fiumi Tigri e Eufrate.

Il centro di questa nuova civiltà fu Babilonia, una città formatasi nella zona media della Mesopotamia, che era destinata a diventare una delle maggiori metropoli del mondo antico. Dal suo nome, la civiltà che fiorì nella regione fu detta Babilonese. Essa fu, in realtà, il proseguimento dell'antica civiltà sumerica, la quale aveva ripreso il suo sviluppo su una zona più vasta e con l'apporto di un altro popolo.

IL CODICE DI AMMURABI

Babilonia diventò la capitale di un vasto Stato. Un Impero che comprendeva l'intera Mesopotamia, dal Golfo Persico fino all'Assiria (a nord) e si spingeva fino al Mediterraneo e all'Asia Minore (attuale Turchia).

Uno Stato così esteso era un tipo di organizzazione politica ancora sconosciuta ai popoli antichi, abituati a vivere negli Stati-Città. Vi era un solo re, che risiedeva a Babilonia e che si considerava, come nelle antiche civiltà sumeriche, mandato dagli dei. Lo assisteva un consiglio di sacerdoti, che scrutavano il cielo per conoscere la volontà dei padroni celesti. Questo tentativo di unificare le varie città stato non ebbe, tuttavia, un successo duraturo, perché era costrastato dalle singole città, ognuna delle quali preferiva continuare una sua vita autonoma.

Il più noto dei sovrani di Babilonia fu Ammurabi, che legò ìl suo nome ad una grande opera di pace: il Codice delle Leggi. una raccolta in cui eglì riunì le leggi e le usanze. Egli provvide a fare incidere il Codice su una colonna di marmo nero, che è giunta fino a noi e viene conservata a Parigi nel Museo del Louvre.

Il Codice di Ammurabi è composto di 300 articoli e di circa 3600 righe a caratteri cuneiformi. È il documento più importante che esista nella storia della razza umana, raccoglie le prime leggi scritte che l'uomo si è dato nel mondo e sta a documentare la splendida e matura civiltà di un popolo che quattromila anni fa scriveva queste parole: “Le presenti leggi sono siate incise nel marmo perché la giustizia sia nota a tutti, per distruggere i malvagi e i malfattori e per impedire che i forti opprimano i deboli.

Ecco alcuni articoli del Codice:

"Se qualcuno ha trascurato di rafforzare gli argini e l'acqua vi apre una breccia inondando i campi, costui sarà condannato a restituire il grano che per sua colpa è andato perduto ".

“Se qualcuno ha dato a un contadino un campo perché lo trasformi a orto e il contadino lo coltiva con cura per quattro anni, al quinto anno l'orto sarà diviso in parti uguali tra il padrone e il contadino; il proprietario avrà però il diritto di scegliere la parte che preferisce ".

"Se un fìglio avrà percosso suo padre, gli saranno tagliate le mani".

"Se un architetto ha costruito una casa e non l'ha resa abbastanza solida, se la cava crolla ed uccicle il padrone della cava, l'architetto può essere mandato a morte".

LA MATEMATICA E L'ASTRONOMIA DEI BABILONESI

La matematica e l'astronomia fecero importanti progressi per opera dei Babilonesi. Essi perfezionarono i sistemi di calcolo inventati dai Sumeri. Fecero osservazioni sugli astri molto importanti: riuscirono a calcolare le posizioni del pianeta Mercurio e a stabilire l'orbita della Luna, con una differenza di appena 0,4 rispetto ai nostri calcoli moderni.

Suddivisero il giorno in ore, minuti e secondi; misurarono la durata esatta del mese e la ripartirono in 4 settimane; fissarono in dodici mesi lunari la lunghezza dell'anno aggiungendo ogni tanto il mese che mancava per completare l'anno solare.

Queste conoscenze, tuttavia, pur essendo molto esatte non arrivarono mai a valore di scienza, perché si mescolavano alla superstizione, come quella di credere che i fenomeni celesti esprimessero la volontà degli dei e permettessero di prevedere il futuro. Si pensava per esempio che l'eclisse fosse un preavviso di sventura e che la posizione delle stelle influisse sul destino degli uomini.

Queste credenze ebbero una straordinaria fortuna in tutto il mondo antico. I Romani, più tardi, le
diffusero anche in Europa, dove continuano a vivere nella tradizione popolare e nella credenza che tuttora oggi molti hanno negli oroscopi.

GLI ITTITI

Il Regno di Babilonia durò cinque secoli. Poi, in seguito alle devastazioni provocate dai popoli indoeuropei provenienti dalle montagne, si indebolì e decadde. Particolarmente gravi furono le incursioni degli Ittiti, i quali erano muniti di un'arma nuova e micidiale: il carro da guerra. Gli Ittiti avevano perfezionato la ruota e avevano sostituito al disco pieno dei Sumeri i raggi snelli e leggeri, costruendo dei carri rapidi e veloci, che usavano in formazioni numerose e che lanciavano trainati dai cavalli, contro le fanterie, le quali impotenti venivano travolte.

Dopo essersi stanziati nella zona dell'Asia Minore (attuale Turchia) dove fondarono un regno, essi conquistarono la Mesopotamia e parte della Siria, creando un vasto Impero che, partendo dall'altopiano anatolico, si appoggiava ad est dell'Eufrate e si spingeva a sud verso l'Egitto. In seguito, per vicende che sono tuttora poco note, questo Impero scomparve, distrutto da altri popoli invasori.

Il Re presso gli Ittiti non era considerato un dio (come in Egitto) né un rappresentante di dio (come in Mesopotamia) ma un uomo più valoroso e più saggio degli altri che, pur essendo il capo supremo, aveva precise responsabilità davanti al suo popolo.

Gli Ittiti trattarono i popoli vinti con umanità e li invitarono a far parte del loro Stato sulla base di patti reciproci; il loro Stato non può considerarsi una monarchia assoluta, ma una confederazione di città sotto un'unica guida.

GLI ASSIRI

Verso il 1500 a.C. il Regno Babilonese, indebolito dalle incursioni degli Ittiti, finì per cadere sotto il dominio di un rozzo popolo del nord, gli Assiri. Gli Assiri erano un popolo dedito alla guerra e noto per le sue crudeltà.

I loro sovrani nelle iscrizioni ritrovate non fanno che vantarsi delle stragi compiute e della crudeltà dei supplizi da essi inflitti ai propri nemici. Le loro conquiste non tardarono a dissolversi alla prima occasione, perché i popoli vinti si affrettavano a ribellarsi. E allora occorrevano nuove guerre e un sempre più spietato terrore per tenere soggetti i popoli vicini. Molto noto fu il re assiro Sargon II, che distrusse completamente quasi tutti i piccoli Stati della Siria e il Regno di Israele. Nel momento della sua massima estensione l'impero assiro comprendeva tutta l'Asia mediterranea, dai confini della Persia fino al Mediterraneo, e anche una parte dell'Egitto. Ninive fu la capitale di questo lmpero, e venne distrutta nel 612 a.C. da una coalizione di popoli e l'Impero Assiro sparì per sempre dalla storia, senza avere lasciato al progresso umano niente di positivo da ricordare.

Dopo il crollo del popolo assiro, la civiltà Babilonese conobbe un altro periodo di splendore durante il regno di Nabucodonosor (604-563 a.C.) chiamato secondo Impero e Babilonia sembrò ridiventare la capitale dei mondo. Ma fu cosa breve. Nuovi popoli e nuove civiltà stavano apparendo sulla scena della storia e quando nel 539 a.C. Ciro Re dei Persiani vinse l'esercito babilonese, il destino della più antica civiltà del mondo era definitivamente segnato. Dopo aver lasciato alle nuove civìltà sorgenti l'eredità di una preziosa cultura e il tesoro di molte esperienze la civiltà babilonese scomparse per sempre.

Esempio



  


  1. cristina

    cosa mangiavano i babilonesi


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