Dal 1920 all'avvento del fascismo

Materie:Riassunto
Categoria:Storia
Download:521
Data:11.02.2007
Numero di pagine:8
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
1920-avvento-fascismo_1.zip (Dimensione: 9 Kb)
trucheck.it_dal-1920-all-avvento-del-fascismo.doc     33.5 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

OCCUPAZIONE FABBRICHE (estate 1920): Dovuta alla crisi industriale del 1°dopoguerra; vista dalla borghesia come vigilia della Rivoluzione Sovietica, mostra le lacerazioni interne al movimento oxaio. Guidata da Ordine Nuovo e FIOM (sindacato metalmeccanici) e non appoggiata da Cgl e Psi, Giolitti vi pose fine nel settembre 1920 concedendo aumenti salariali e riconoscimento di forme di controllo oxaio nella gestione delle aziende, ma qst moto popolare non riuscì a trovare sbocchi politici soddisfacenti e a estendersi a tutti i ceti oxai x la mancanza dell’appoggio della Cgl.
PROGRAMMA SAN SEPOLCRO: anticlericalismo, riforma stato liberale (no senato e nuova costituzione), corporativismo, rivendicazioni accolte dal movimento oxaio (componente socialista), milizia nazionale (componente nazionalista), accentuazione del peso fiscale x i ceti + ricchi (componente dei ceti medi). Fasci di combattimento formati da: ex socialisti + sindacalisti + anarchici (area politica antiparlamentare), ex combattenti, arditi (= soldati specializzati, ceti medi che soffrono il ritorno alla vita civile), intellettuali futuristi, nazionalisti.
D’ANNUNZIO e FIUME: Dopo la conferenza di Versailles si diceva che Fiume sarebbe diventata città libera sotto l’egida della Società delle Nazioni x 15 anni; i nazionalisti si scagliarono contro il governo. 12 settembre 1919: D’Annunzio parte x Fiume e una volta arrivato la occupa e la dichiara annessa all’Italia. Governò lì x 1 anno (“Reggenza del Carnaro”), poi il 12 novembre 1920 col trattato di Rapallo Fiume venne proclamata città libera e il 25 dicembre le truppe italiane mandate da Giolitti fecero sgombrare D’Annunzio con la forza (“Natale di sangue”). 1924 → Trattato di Roma → Mussolini dichiara l’annessione di Fiume all’Italia.
ELEZIONI NOVEMBRE 1919: sistema proporzionale (elezione di + candidati in ciascun collegio in proporzione al numero dei voti) voluto da popolari e socialisti. Vincono PSI e PPI, i loro voti uniti sudano quelli dei liberali, ma nessuna delle 3 formazioni è disposta a unirsi alle altre due né è in grado di governare da sola, quindi sale il liberale di sinistra Nitti che xò nel maggio del ’20 è costretto a dare le dimissioni e sale Giolitti (programma riformista, aumento dei poteri del parlamento e rigorosa riforma tributaria: tenta di guadagnare l’appoggio dei socialisti e dei popolari, quindi riprende il progetto di una riforma fiscale in senso progressivo in base al reddito –tasse sui titoli azionari-).
PPI: partito interclassista, nacque subito dopo l’abrogazione del non-expedit da parte di Benedetto XV; base di massa nelle campagne ma grosso seguito presso gli oxai delle leghe bianche; favorevole al mantenimento della proprietà privata (xò diffusa), al decentramento amministrativo, a una politica fiscale progressiva e ai 14 punti di Wilson. Si autoscioglie nel 1926 xké il papa Pio XI è favorevole al regime e firmerà i Patti Lateranensi nel 29. Rinascerà come DC nel 42.
DA BIENNIO ROSSO A NERO (2° metà del 20 fino a ottobre del 22): il liberalismo riformista di Giolitti era in contrasto con la borghesia e il PSI xdeva voti e consensi a causa dei dissidi tra massimalisti e riformisti (corrente di Serrati –favorevole a elezioni- e corrente di Bordiga –astensionista-; i massimalisti non vogliono che il PSI dia il suo appoggio a Giolitti). Liberali conservatori + nazionalisti + fascisti raccolti nelle liste del “blocco nazionale” (Giolitti aveva tentato di coptare anche nel riguardo dei fascisti xkè voleva controllare gli avversari, quindi aveva chiesto loro di partecipare alle elezioni) ottennero risultati a loro favorevoli alle elezioni del 1921. Si intensificano le violenze fasciste (squadrismo rurale molto forte in Puglia xkè c’è il bracciantato), nasce il partito fascista (11 novembre 1921), che abbandona l’istanza repubblicana e anticlericale e cerca di allearsi con ambienti di corte e gerarchie militari. 1° agosto 1922 → scioxo legalitario di protesta vs le violenze fasciste; ma il fascio non si ferma.
SPACCATURA DEL PSI: 1) gruppo di Ordine Nuovo (Gramsci, Togliatti, Terracino e Tasca) + gruppo di Bordiga = Partito comunista d’Italia, 21 gennaio 1921; 2) febbraio 1922 → Partito socialista unitario formato dai riformisti (Turati, Treves e Matteotti –primo segretario del partito-). L’ascesa del fascismo è dovuta soprattutto alla debolezza dei partiti avversari.
MARCIA SU ROMA: Capeggiati da De Bono, Balbo, Bianchi e De Vecchi, i fascisti armati confluirono a Roma (28 ottobre) e la occuparono militarmente. Mussolini a Milano aspettava notizie. Il governo Facta voleva decretare lo stato d’assedio in modo che le truppe italiane potessero intervenire contro i fascisti, ma il re Vittorio Emanuele III glielo impedì e diede a Mussolini l’incarico di formare un nuovo governo.
POLITICA ECONOMICA DEL FASCISMO: Ministro delle Finanze è De Stefani. Libertà d’iniziativa agli imprenditori e politica liberista che lascia libertà alle imprese (prestiti a tassi bassi, agevolazioni x le fusioni delle società, abolizione delle imposte sui profitti di guerra e del blocco dei fitti); tra 1923 e 25 cresce la produzione industriale nei settori x l’esportazione (premiata dall’inflazione xkè i prodotti italiani all’estero costano poco quindi sono richiesti). 1927 → Carta del lavoro → mantiene la proprietà privata (ciò va a favore degli imprenditori) ma riconosce che la questione sociale va risolta tramite conciliazione di interessi. Corporativismo = misura in grado di eliminare il capitalismo concorrenziale (protezionismo, no concorrenza tra imprenditori e tra loro e la classe oxaia). Ministro delle Finanze è Volpi. Dirigismo economico → lo stato interviene sul sistema economico e incrementa protezionismo (autarchia), sviluppa produzione agricola lanciando la battaglia del grano e la bonfica integrale –ricava terre e cereali a scapito dei prodotti che verranno venduti all’estero come olio, vino, frutta e ortaggi-. Nascita di IRI (Istituto x la ricostruzione industriale, ha i portafogli di partecipazione azionaria alle imprese, le proprietà delle banche miste e esercita prestiti a lungo termine) e IMI (Istituto mobiliare italiano, finanzia le attività industriali). Nascono quindi 2 istituzioni: l’industria di stato e la banca pubblica. Politica deflazionistica: l’inflazione peggiora condizione ceti medi e poi qst politica serve anche x sostenere i settori industriali che non vivono sull’esportazione. Controllo dei prezzi, protezionismo, difesa dei piccoli risparmiatori e dei settori industriali. Discorso di Pesaro del ’26 → Lira a “quota 90” (90 lire x 1 sterlina invece di 120 o 125, com’era nel 1925). Aumenta il prezzo del denaro quindi vanno in crisi le piccole imprese xkè le banche fanno credito a un tasso + alto, quindi aumento della disoccupazione.
RIFORME E LEGGI DEL FASCISMO: Gran consiglio del fascismo (esponenti del partito e del governo, ha le funzioni del parlamento) e Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (in essa confluiscono le squadre d’assalto, deve difendere il regime, entra a far parte dell’esercito). No pluripartitismo, no libertà politica e civile, no opposizione, forma di totalitarismo (imxfetto). Mussolini = Ministro Interni, Esteri e Guerra, Capo del Governo, responsabile solo davanti al re. Polizia politica (OVRA), tribunale speciale (vs oppositori, ripristina pena di morte), ridotta libertà di stampa, sindaci e presidenti provinciali sostituiti da podestà e presidi nominati dal governo, leggi sindacali del 26 (scioxi illegali, sindacati inquadrati nelle corporazioni). Giovanni Gentile → stato fascista è STATO ETICO (in grado di attuare il bene della comunità eliminando gli interessi privati; tutto ciò che c’è di positivo nel liberalismo, nella democrazia e nel socialismo è stato assorbito dal fascismo quindi tali dottrine sono suxate). Mussolini lancia la battaglia demografica x il ruralismo (difesa della campagna come tradizione –in sintonia con i cattolici- e vs modernizzazione –xkè maggiore esposizione al socialismo nelle città e disgregazione della famiglia patriarcale) e x la potenza demografica (popolo numeroso = grande forza militare = buona politica estera). Fascistizzazione della società → il partito si dota di associazioni collaterali che gestiscono l’organizzazione della vita quotidiana introducendo ideologie fasciste (Oxa nazionale balilla, Gioventù italiana, Gruppi universitari fascisti, Opera nazionale dopolavoro e “sabato fascista”, Oxa nazionale maternità e infanzia, autorità scolastiche sottoposte al controllo del duce, libri sostituiti da testo unico e professori sottoposti a giuramento di fedeltà al regime, Ministero della Cultura popolare che controlla stampa e cinema, Istituto Luce che informa tramite cinegiornali).

POLITICA ESTERA DEL FASCISMO: Governo fascista continuatore della antica tradizione imxiale: nell’ottobre 1935 l’Italia attacca l’Etiopia col pretesto di alcuni incidenti avvenuti alla frontiera dei possedimenti italiani in Somalia e Eritrea; assieme a queste 2 l’Etiopia formò nel 1936 l’Imxo dell’Africa Orientale. Guerra anacronistica xkè l’Italia conquista un imxo coloniale qnd tutti gli altri stanno andando in crisi. Per tutta la durata del conflitto rimasero in vigore le sanzioni che la Società delle Nazioni inflisse all’Italia x aver attaccato un altro membro con la scusa che l’Etiopia possedeva un regime feudale lesivo dei diritti umani. Tali sanzioni non sono efficaci xkè l’Italia si rifornisce da Germania e USA ma portano consensi al fascismo xkè vengono presentate come la reazione dei paesi plutocratici (Fr e Gb) vs un paese proletario come l’Italia. La guerra di Etiopia fa quindi avvicinare l’Italia alla Germania: il Ministro degli Esteri Ciano stipulò l’Asse Roma-Berlino (1936), un patto politico e ideologico in cui le 2 potenze si impegnano a contenere la diffusione del comunismo (notare che fino a metà degli anni 30 l’Italia aveva tentato di limitare l’espansione tedesca e aveva protestato contro l’Anschluss). L’Italia vuole sostituirsi alla Francia, che aveva fondato la Piccola Intesa coi paesi dell’est e mira a rivedere l’equilibrio internazionale scaturito dai trattati di Versailles; fra il 21 e il 31 cerca mettere fine alla guerriglia in Libia che con la 1° G.M. si era intensificata, poi estende la sua influenza su tutta l’area balcanica attraverso una serie di trattati con gli stati danubiani e forte del protettorato sull’Albania e sul possedimento di Fiume (‘24).
NEW DEAL: Crisi del 29, vendita dei titoli azionari acquistati negli anni 20 xkè si capisce che non valgono così tanto come si pensava, calo della produzione (non viene assorbita da mercato), dei prezzi, degli investimenti, calo dell’occupazione e tendenza alla stagnazione (xkè con la meccanizzazione e il taylorismo c’è stata una divisione del lavoro che ha portato a un aumento della produttività che xò non può essere assorbita). Tutto ciò anche xkè mentre nella 1° metà degli anni 20 gli USA potevano esportare liberamente in Europa, nella 2° metà l’industria europea esce dalla crisi e quindi il mercato europeo è saturato da quella e non assorbe i prodotti americani. Effetti della crisi: protezionismo, barriere doganali, svalutazione moneta e sganciamento dalla base aurea (x rendere competitivo il commercio), contrazione del commercio (si riduce di un quarto e diminuisce del 70% in valore), creazione di mercati protetti (proprie colonie o politica imxialistica x altri mercati), ritiro degli investimenti dei piani d’aiuto statunitensi. Roosevelt propone una politica economica in contrasto con l’ideologia liberista e fa riferimento alla posizione dell’economista inglese Keynes (legge di Say). NEW DEAL : appoggiato dai ceti popolari xkè ridistribuisce le ricchezze, non voluto dalle imprese (la corte suprema dichiarerà incostituzionali alcune riforme xkè ledono il diritto di proprietà). 1) Regolamentazione delle attività di borsa e delle banche da parte dello Stato (x impedire attività speculative e garantire i risparmi dei cittadini); 2) Provvedimenti in favore dell’industria e dell’agricoltura (si vuole far riprendere la produzione mantenendo a livello accettabile i prezzi); 3) Grandi oxe pubbliche (x contenere disoccupazione); 4) Politica favorevole alle classi popolari (aumento salari, libertà sindacale, riforma fiscale progressiva e legislazione sociale).
PATTI LATERANENSI: 11 febbraio 1929, Mussolini li sigla con la chiesa cattolica. 3 atti: trattato (la Chiesa riconosce lo Stato e viceversa), convenzione finanziaria (risarcimento dello Stato al Vaticano x le xdite subite dopo la fine dello Stato Pontificio), concordato (i vescovi devono essere fedeli allo Stato, in cambio la Chiesa ottiene privilegi come matrimonio religioso che ha valore civile, sacerdoti censurati che hanno diritti civili limitati, religione insegnata a elementari e suxiori). Croce vede in questi patti una negazione della laicità dello Stato. Elezioni del marzo 1929 → sistema di A. Rocco (plebiscito), rischio di controllo sul voto, spaccatura con lo stato liberale. Fortissima partecipazione alle elezioni xkè indette subito dopo i Patti Lateranensi.
FASCISMO COME REGIME REAZIONARIO DI MASSA: “Reazionario” xkè si basa su una politica antipopolare economica che impedisce qualsiasi opposizione politica, “di massa” xkè nei regimi autoritari del passato le masse erano escluse mentre qui sono interessate da una partecipazione passiva, un consenso imposto dal partito.

Esempio