Da Federico II al conflitto tra Bonifacio VIII e Filippo il Bello

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Testo

FEDERICO II
Federico II, nipote di Federico I e figlio di Enrico VI e Costanza d’Altavilla (ultima erede della casa normanna), salì al regno appoggiato dal papa Innocenzo III dal 1212 al 1250. Durante il suo incarico si disinteressò dei possessi in Germania (governati ormai dai maggiori vescovi tedeschi) e si stabilì nel regno di Sicilia nell’Italia meridionale. Accentrò tutte le funzioni politiche nelle sue mani e in quelle dei suoi funzionari, emanò molte leggi a partire dalle Costituzioni di Menfi nel 1231, con l’obbiettivo di riuscire ad ottenere il monopolio statale del diritto. Fu un imperatore molto colto e amava circondarsi di artisti e sapienti anche arabi ed ebrei, lui stesso scrisse un trattato sulla caccia con il falco e diede vita alla scuola poetica siciliana. Federico II con il suo regno era così potente da destare preoccupazioni al papato e ai comuni centro-settentrionali. Fu scomunicato la prima volta (1227) dal papa Gregorio IX perché non rispettò la parola di mandare una spedizione a Gerusalemme per liberarla dai musulmani, ma Federico risolvette comunque il problema della guerra con una trattativa. Scomunicato per la terza volta da Innocenzo IV. Dopo la morte di Federico II il figlio naturale Manfredi continuò la sua politica, ma la dinastia Sveva si estinse con l’ultimo esponente Corradino V di Svevia.

AL NORD I COMUNI
Entità che si amministrano da sole. Mentre negli altri paesi si affermano le monarchie nazionali ( famiglie potenti da prevalere sulle altre e sottomettere una nazione intera), in Italia lo Stato della Chiesa impediva questo.
All’interno dei comuni la popolazione era suddivisa in fazioni contrapposte allora sorse una nuova carica, il podestà, un arbitro che veniva da fuori e aveva il compito di governare al massimo per un anno, al cui fianco poi venne aggiunta un’altra carica, il capitano del popolo. La popolazione veniva suddivisa in base alle Arti: maggiori(mercanti banchieri notai medici) e minori(artigiani e bottegai).
Successivamente al comune prevalse la signoria, cioè una famiglia aristocratica che prevaleva sulle altre e aveva il dominio. Es gli Estensi a Ferrara, i Visconti a Milano e i Malatesta a Rimini.

GUELFI E GHIBELLINI
All’interno degli stessi comuni si crearono due fazioni: i guelfi (seguaci della dinastia Welfen) che sostenevano il papato e i ghibellini, che sostenevano l’imperatore. Iniziano le rivalità fra i comuni es Pisa e Siena ghibelline mentre Firenze e Genova guelfe. Pisa contro Genova per il commercio marittimo, Firenze e Siena si contendevano territori.

ANGIOINI vs ARAGONESI
Carlo d’Angiò sconfisse e uccise i discendenti di Federico II e il papa Urbano IV gli offrì il regno di Sicilia. Trasferì la capitale da Palermo a Napoli ma la Sicilia si sollevò contro Carlo d’Angiò appoggiata dal re d’Aragona. Scoppi la guerra tra Angioini e Aragonesi, che durò 20 anni e si concluse con la pace di Caltabellotta (1302) (Sicilia al re d’Aragona che doveva però restituire alla sua morte). Il sud diventa un territorio agricolo, legato alla feudalità.

BONIFACIO VIII vs FILIPPO IV IL BELLO
Eletto papa nel 1294, Bonifacio VIII si impegnò a imporre la pace e a placare i conflitti esistenti in Italia e in Europa (proclamò il giubileo nel 1300). Un anno dopo entrò in conflitto con Filippo il Bello che voleva estendere i poteri giurisdizionali e fiscali anche alla Chiesa. Bonifacio VIII tenta di imporre la supremazia del papato con forza attraverso il documento “Unam Sanctam”, ma il re fu appoggiato dalla nobiltà e dai ceti cittadini e fece dichiarare in un concilio il papa simoniaco (vendita delle indulgenze) ed eretico, che venne catturato ad Anagni. Bonifacio morì poco dopo e il nuovo papa, Clemente V, trasferì la sede papale ad Avignone (cattività Avignonese) .

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