Da Depretis a Giolitti

Materie:Appunti
Categoria:Storia
Download:784
Data:31.03.2009
Numero di pagine:3
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
depretis-giolitti_1.zip (Dimensione: 8.48 Kb)
trucheck.it_da-depretis-a-giolitti.doc     32 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

DA DEPRETIS A GIOLITTI
DEPRETIS, Agostino
L'Italia dopo il 1870 ha una continuità territoriale, è un regno unito con Roma Capitale e nel 1874-75 si ha il pareggio del bilancio, annunciato da Quintino Sella. Gli unici aspetti negativi sono la piemontizzazione e il liberismo economico che non protegge i prodotti italiani come il grano e l'olio, ma importa prodotti dall'estero. Crolla così la destra e nel 1875 al potere sale la sinistra con Agostino Depretis, il quale legge il suo programma a Stradella (programma di Stradella) dove enuncia che:
- abolirà la tassa sul macinato;
- aumenterà il diritto di voto (dal 2% al 7/8%);
- aumeterò l'età d'istruzione sino alla seconda elementare.
Sarà Depretis ad inaugurare il TRASFORMISMO, una sorta di corruzione per far si che i deputati, o di destra, o di sinistra, non formino una vera opposizione poichè passeranno dalla destra alla sinistra o dalla sinistra alla destra a seconda dei casi. Gli unici che potevano opporsi erano i cattolici che non potevano votare per ordine del papa Pio IX e il partito socialista, ma l'Italia non avendo ancora la II rivoluzione industriale non c'è il socialismo.
Nel 1876 Depretis attua il protezionismo.
CRISPI, Francesco
Dopo la morte di Depretis nel 1887, sale al potere Crispi come primo ministro. Egli farà coincidere il potere esecutivo con quello legislativo, creando così l'AUTORITARISMO. Inoltre Crispi vede lo sciopero come un "attentato all'unità d'Italia", infatti, quando ci sarà la rivolta nel 1894 dei FASCI SICILIANI (un movimento socialista che unì contadini e artigiani con gli operai e i minatori, appartenenti a due realtà differenti), ci sarà una forte repressione da parte di Crispi, abolendo così ogni tipo d'associazione.
Crispi vuole continuare le imprese coloniali iniziate da Depretis, supportato dall'industria pesante, la quale era stata potenziata grazie agli incentivi del ministro delle finanze Magliani (detto “finanza allegra”), nel 1895 fa una spedizione in Etiopia dove l'esercito italiano verrà vergognosamente sconfitto. Ci sarà un'altra spedizione nell'Africa Orientale dove Crispi stipulerà il TRATTATO DI UCCIALLI con il sovrano etiope Menelik che riconosceva il possesso della colonia Eritrea. Ma con la ripresa della colonizzazione dell'Etiopia gli italiani vennero sconfitti per l'ennesima volta. Questa sconfitta costrinse Crispi a dimettersi.
RUDINì, Antonio di
Dopo le dimissioni di Crispi, Umberto I nomina come primo ministro il marchese conservatore Rudinì. Nel 1897, grazie alle elezioni sorge il PARTITO SOCIALISTA, e sempre in quest'anno Sonnino, il ministro delle finanze, propone che si ritorni ai tempi dello Statuto, ovvero all'inizio dello spirito del Regno di Sardegna, col diritto di veto, ecc. Sempre in questo periodo (1898) sorgono dei moti al Nord Italia, ma anche al Centro-Sud, contro il caro vita, dove verranno assaliti mulini e granai. Il governo accusò i socialisti e i cattolici come responsabili dei moti rivoluzionari; e sparerà così sulla folla. Il 6 maggio del 1898 i manifestanti verranno addirittura cannoneggiati, causando una strage, per ordine del generale Bava Beccaris, il quale, con questa azione militare, ottenne da Umberto I la Gran Croce dell'Ordine Militare di Savoia.
PELLOUX, Luigi
Dopo il governo di Rudinì, Umberto I diede il potere al generale Pelloux, il quale propose una serie di leggi che limitavano la libertà di associazione e la libertà di stampa. Ma i deputati socialisti, repubblicani e liberali ricorsero all'ostruzionismo parlamentare paralizzando l'attività nel Parlamento. Il 6 giugno 1900 il governo ritira i provvedimenti presi da Pelloux, scioglie le camere e ci saranno così di nuovo le elezioni.
SARACCO, Giuseppe
Con il crollo del governo di Pelloux, Saracco diventò presidente del Consiglio del Ministri per un breve periodo nel quale ritirò i disegni che aveva proposto Pelloux.
Umberto I venne assassinato il 29 luglio del 1900 e prese il suo posto re Vittorio Emanuele III che affidò il governo nel 1901 a Zanardelli.
ZANARDELLI, Giuseppe
Nel suo governo Giolitti ebbe un ruolo molto importante. Infatti, con il governo Zanardelli-Giolitti si cercò di migliorare la legislazione sociale:
- limitazione a 12 ore di lavoro massimo per le donne;
- aumento dell'età di lavoro per i bambini (da 12 anni);
- allargamento delle assicurazioni obbligatorie per gli infortuni sul lavoro.
GIOLITTI, Giovanni
Nel 1903 successe a Zanardelli Giovanni Giolitti. Egli voleva migliorare le condizioni di vita e di lavoro degli operai per diminuire il malcontento del popolo e per fermare i socialisti. Fece così numerose riforme tra cui:
- il suffragio universale nel 1912;
- tutela del lavoro della donna e del bambino;
- favorì gli scioperi, considerandoli come una forma di dialettica.
Pio X, in seguito all'allargamento del suffragio universale del 1912 permise ai cattolici di partecipare alla vita politica (vietata in precedenza dal papa Pio IX nella sua enciclica il "Sillabo"). Giolitti col “Patto Gentiloni” promise ai candidati liberali l'appoggio dei cattolici per sostenere alcune rivendicazioni dei cattolici. Di conseguenza a ciò nei socialisti si accesero idee rivoluzionarie che portarono il ritorno dei contrasti sociali nel Paese. Giolitti fallì e lasciò il governo nel 1914.

Esempio



  



Come usare