Costantinopoli

Materie:Riassunto
Categoria:Storia

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Testo

Capitolo 5. LE NUOVE CAPITALI DELL’IMPERO pagg. 176-182

1-COSTANTINOPOLI

1- Perché l’imperatore Costantino fonda una nuova capitale?
a. l’imperatore si sentiva soppresso dalla propria missione divina di diffondere la fede in un impero cristiano pacificato che aveva bisogno di una capitale permanente
b. era consapevole della gravità dei problemi e disagi che comportava spostare spesso la sede della corte imperiale, il comando militare e il governo.

2- Perché non sceglie Roma come capitale?
a. è stata la città in cui sono iniziate le prime persecuzioni contro i cristiani, quindi per un motivo di intolleranza religiosa
b. per i diverbi tra imperatore e potere senatorio
c. a causa di una questione strategica, per la quale questa città non era più interessante, al contrario della sua fondazione, quando invece era determinante.

3- Perché sceglie Bisanzio?
a. la posizione strategica da Roma si era spostata verso Oriente
b. era un luogo facilmente difendibile
c. era dotato di eccellenti vie di comunicazione sia marittime che terrestri, verso tutti i principali centri dell’ Impero
d. possedimenti strategici come lo stretto dei Dardanelli e del mar di Marmara

4- Quali sono i tre principali edifici fatti costruire a Costantinopoli da Costantino?
a. La chiesa dei Santi Apostoli,l’unica iniziata e conclusa da Costantino, dove il culto dell’imperatore doveva raggiungere l’apice, e cioè nella più importate chiesa fatta erigere da lui e che si accingeva a diventare cattedrale.
b. Un’ ippodromo capace di ospitare circa cinquanta mila persone. Lungo circa 450 m e largo 120, era considerato elemento essenziale di ogni residenza imperiale in quanto utilizzato fin dall’epoca dei tetrarchi come luogo della “epifania imperiale”
c. Il foro con la colonna onoraria e l’immagine divinizzata: a pianta circolare, era racchiuso da un colonnato a doppio ordine, e al centro vi era una colonna con alla sommità una statua bronzea rappresentante Costantino, raffigurato come Hèlios che si ergeva su di uno zoccolo alto cinque metri, racchiuso in un piccolo santuario utilizzato per celebrazioni di messe, per bruciare incensi, per innalzare preghiere in onore del potere imperiale, offrendole a un Dio che avrebbe protetto la città e lo stesso Uomo da cui è stata fondata, oltre scongiurare ogni calamità contro l’urbe.

5- Cosa significa che l’arte diventa INSTRUMENTUM IMPERII?
L’imperatore Giustiniano interpreta lo splendore delle imprese architettoniche e dell’arte stessa, con questo concetto, instrumentum imperii, cioè che la sacralità dell’impero era manifestata da queste opere, che espandevano questa sensazione di spicco e potere sia all’interno che all’esterno dell’Impero.
6- Quali sono gli edifici fatti costruire da Giustiniano?
Basiliche orientaleggianti a pianta centrale, che con questo imperatore divennero lussuose e monumentali grazie al concetto sopra citato, come nelle chiese di Santo Sergio e Bacco, dove decorazioni caratteristiche su capitelli e architravi colorano un’architettura altrimenti fredda e per niente differente dalle tecniche occidentali.

7- Perché in oriente viene prediletta la pianta centrale?
Grazie all’architettura religiosa di Giustiniano si giunge alla decisa affermazione di strutture a impianto centrale, dominate da vaste cupole che andavano ad accentuare il suo concetto di instrumentum imperii: gli edifici costruiti sotto il suo impero raggiungono dimensioni monumentali, unite allo splendore e il pregio dei materiali e alle ricche decorazioni, segnano l’affermazione in oriente di un nuovo tipo di costruzione religiosa, nella quale esprimere al meglio i riti liturgici e di devozione del Cristianesimo.
8- Vicende storiche, osservazioni critiche, descrizione iconografica della chiesa di S. Sofia?
• la basilica di Santa Sofia fu voluta da Costantino e consacrata nel 360; riedificata da Teodosio II nel 415 in seguito a un incendio, fu devastata una seconda volta e distrutta durante la rivolta della Nika nel 532. Giustiniano ne fece immediatamente intraprendere la ricostruzione affidando il progetto ad Antemio Di Tralle e Isidoro Di Mileto, architetti esperti costruttori. I lavori si conclusero nel 537 e videro all’opera artigiani di ogni parte dell’impero e materiali che giungevano da regioni anche molto lontane.
• Il vastissimo spazio unitario della navata dominato dalla cupola, con il dispiegarsi delle solenni entrate e dei cortei professionali del clero come dell’imperatore e della sua corte davanti agli occhi dei fedeli raggruppati nelle navate laterali, diveniva così il simbolo del rispecchiarsi di mondo celeste e terreno, assumendo allo stesso tempo la connotazione di spazio sacrale riservato alla parte più spettacolare dell’azione liturgica come all’epifania del potere imperiale.
• La pianta dell’edificio è di forma rettangolare vicinissima al quadrato con un’unica abside esternamente poligonale, opposta all’ingresso, chè è preceduto da un vasto nartece. L’interno è diviso in tre navate: vastissima la centrale, sormontata dalla grande cupola che poggia su pennacchi e archi, retti da quattro enormi pilastri e coperta da mezze cupole su esedre a colonne nelle zone verso l’abside e verso l’ingresso. Nella parte centrale della chiesa le navate laterali sono divise dalla mediana da arcate su colonne, sormontate dalle arcate del matroneo, mentre, al di sopra, la muratura appare traforata da due file di finestre sovrapposte.

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