Conflitto tra Cattolici e Protestanti

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Conflitto tra Cattolici e Protestanti

Nei secoli 500 e 600, l’Europa dall’essere fine a se stessa, cioè autoreferenziale con il Mediterraneo, il Nord Africa e l’Asia Minore, diventa il centro del mondo esplorato imponendo il suo modello di economia, cultura e civiltà negli altri continenti.
Alla riforma protestante risponde contemporaneamente la repressione e la moralizzazione della chiesa. La parte repressiva è definita “controriforma”, secondo la forma dei protestanti; l’aspetto religioso e morale del rinnovamento è definito “riforma cattolica”, secondo la forma dei cattolici. Il concilio di Trento è espressione delle istanze rinnovatrici della riforma.
Le chiese non sono solo luoghi di culto, ma sono densi di ricordi e di memoria, in quanto esprimono nelle loro strutture, nei loro arredi, nell’impostazione stessa del culto, il modo di pensare dei rispettivi periodi storici. La Cattedrale di Trani e la Cattedrale di Bari più o meno si assomigliano, ma sono diverse dal Duomo di Milano o chiese simili. La questione non è solo di stili architettonici, ma anche culturale, ideologica, politica ed economica.
Una delle cause dello scisma luterano è la Fabbrica di San Pietro, a cui si aggiunge la cupola di Michelangelo pensata per battere in altezza la ex-basilica di Santa Sofia a Costantinopoli, cioè la più grande moschea del mondo islamico. Alla fine del 500 il Bernini aggiunge il colonnato che racchiude la piazza in cui si radunano le folle per ascoltare il papa quando si affaccia alla finestra dei palazzi del Vaticano. Quindi la fabbrica, che quindi non è solo la chiesa, che era una impresa costosissima, ebbe un peso non marginale nello scatenare la riforma e nell’incentivare la risposta cattolica, perché la chiesa ben lungi dal rinunciare a questa manifestazione di ricchezza e di grandezza, la enfatizza al massimo per sottolineare l’autorità della chiesa stessa su coloro che arrivano a Roma e si ritrovano di fronte questo grande edificio. Quindi, la Fabbrica ha il suo ruolo ben preciso nel determinare le forme successive del rapporto tra cattolici e protestanti. È noto che il colonnato del Bernini rappresenta emblematicamente due grandi braccia che debbono accogliere paternamente i credenti ricongiungendoli in un gigantesco abbraccio alla chiesa. La condizione di questa immensa indulgenza di pietra è l’accettazione dell’autorità della Chiesa. I santi in fila nella piazza sono evidentemente l’ostentazione di sottolineare da parte della chiesa qualcosa che i protestanti hanno respinto, cioè che sia la chiesa a determinare o meno la santità delle persone. Inoltre, paradossalmente, nel momento stesso in cui la magnificenza della Fabbrica sottolinea il primato della Chiesa sui trasgressori, c’è sempre pronto non solo questo abbraccio, ma anche la natura rappresentativa di questo abbraccio, cioè io vi recupero a condizione che professiate questa ubbidienza e che questa obbedienza non sia ovviamente contrattata, cioè non c’è possibilità di scambio, ma l’obbedienza deve essere piena e assoluta, come avviene per i gesuiti. L’accettazione dell’autorità del papa come condizione per poter comprendere e spiegare la realtà naturale fisica è già presente nel colonnato del Bernini e l’ellisse è relativistico, cioè a seconda del punto di vista dalla piazza si può guardare e non guardare fuori, quindi le diverse posizioni non sono negate, ma la chiesa dice che la verità può essere raggiunta da qualsiasi punto di vista pur che si accorge dell’autorità della chiesa stessa. Prima, paradossalmente, nel Rinascimento la Chiesa era aperta alla discussione e non pone particolari vincoli alla discussione, ma sottolinea e afferma che esiste una sola verità, cioè quella alla quale si perviene per capacità dell’uomo di ragionare; dopo la riforma c’è il problema del rapporto fede-ragione, per cui la ragione non viene abolita, ma viene relativizzata, cioè messa in relazione con la fede e dove la fede non è impositiva, le diverse opinioni sono ammissibili, dove invece è impositiva non c’è possibilità di discussione. Questa è una separazione chiara che rende invalicabile il fossato tra cattolici e protestanti e che dà la forma alla chiesa cattolica moderna, perché l’ideologia costitutiva del Concilio di Trento rappresentata anche visivamente dalla chiesa del 500 e 600, è quella che la Chiesa porta con sé fino al secondo concilio. Il Credo viene definito genericamente una preghiera come il Padre Nostro, ma in realtà è una professione di fede, cioè è un insieme di affermazioni non discutibili, accettando le quali si è liberi di esprimere le proprie opinioni su tutto il resto, ma senza le quali non si è accettati all’interno della chiesa stessa, cioè non si entra in quell’abbraccio se non si adotta la professione di fede. Quindi, la questione delle indulgenze che aveva scatenato la riforma, passa totalmente in secondo piano, perché ciò che viene definito come materia di fede sono i principi.
Il conflitto tra il cattolicesimo, che è una grande confessione dominante omogenea, cioè legata all’accettazione dei principi, e i protestanti, che sono tante confessioni diverse modificabili e tra le quali è possibile una evoluzione, si attua a tre livelli: nel rapporto diretto sul suolo europeo, e dà luogo inevitabilmente a uno scontro; nel rapporto indiretto, cioè quello con la politica e si sposta a esprimere le esigenze degli uomini politici che stanno con la chiesa o contro; nell’opera missionaria, nella quale protestanti e cattolici gareggiano perché ovviamente la conquista di interi popoli alla vera fede rafforza o indebolisce la rispettiva confessione.
Confronto Diretto. Bisogna cercare una linea di divisione tra i cattolici e i protestanti. Questa linea passa circa per l’Europa centrale. Su questa linea, a un certo momento, avviene uno scontro nel quale i cattolici tentano di recuperare con la forza il consenso delle popolazioni protestanti e i protestanti difendono la loro identità. Tutto ciò non è solo per motivi di pesi e di rapporti di forza. Per la chiesa cattolica, l’unità è condizione di sopravvivenza; per i protestanti, non conta l’unità ma la libertà individuale, cioè il poter praticare liberamente il loro culto. Dunque, lo scontro, anche militare, è sempre unilaterale, cioè il mondo cattolico, con spirito di crociata, tenta di imporre il primato cattolico sulle città e i popoli della protesta e quelli si difendo con le armi. Per cui, se la Chiesa non riesce a ricatolizzare l’Europa, si può dire che i protestanti vincono questo scontro politico e militare, poiché mantengono la propria identità.
Confronto Indiretto. Qui scatta la regola per cui qualsiasi sovrano o stato che voglia salvaguardare la propria identità dal proprio vicino più potente, assume la confessione contraria. La famiglia più potente d’Europa è gli Asburgo d’Austria. Gli Asburgo sono cattolici, non perché amano il papa e per una convinzione interiore, ma perché la loro ambizione è quella di dominare l’Europa, cioè estendere all’intera Europa un unico principio di identità, cosa che può fare solo la chiesa cattolica. Quindi, gli Asburgo diventano la spada del cattolicesimo, sia nel difendere l’Europa dall’Islam, sia nell’unificarla scontrandosi con i protestanti, fino a perseguire il loro progetto politico di dominio dell’Europa combattendo i protestanti. Allora, quei popoli che vogliono conservare la loro identità politica si convertono a una qualche confessione non cattolica, come i Boemi, che nel momento in cui rischiano di perdere la loro identità politica a causa dello strapotere degli Asburgo d’Austria, si convertono a un’altra religione non cattolica né protestante mantenendo la loro identità nazionale. L’Inghilterra è del tutto cattolica prima della riforma protestante. Il re d’Inghilterra, Enrico VIII, nella sua politica di potenza, ha bisogno di sbarazzarsi della moglie per avere tutto il potere e ottenere un figlio maschio da un’altra donna e richiede l’annullamento al papa, che per ragioni politiche non dà l’annullamento, visto che ha grandi problemi con la potente Spagna e così Enrico VIII fa una riforma politica e a capo della chiesa non c’è più il papa ma il sovrano, come era già accaduto nell’Impero Bizantino. Poi il potere temporale e spirituale si separano e dalla situazione di Bisanzio in cui la gerarchia era Dio, Imperatore, Patriarca, in Occidente la gerarchia diventa Dio, Papato, Impero. In Inghilterra, quindi, Enrico VIII si autoproclama papa, sconvolgendo i credenti, poi introduce il divorzio, lo applica e si sbarazza di Caterina d’Aragona. Quindi si crea l’anglicanesimo, ovvero un cattolicesimo di stato, contraddistinto dal predominio non della Chiesa sui credenti, ma del sovrano dello stato che coincide con il capo della chiesa come avviene ancora oggi in Inghilterra, che allora diventava anglicana dal punto di visto politico. Inevitabilmente la Scozia non potrà essere anglicana e dovrà scegliere il calvinismo. L’Irlanda, per conservare la sua unità, rimarrà disperatamente cattolica fino ad oggi. Anche i Polacchi si ritrovano in una situazione difficile, poiché hanno da una parte i russi, la formazione di una serie di stati russi che assumono il cristianesimo di Bisanzio, quindi quello ortodosso e i russi in maggioranza lo sono ancora oggi, dall’altra parte ci sono i tedeschi del nord e gli svedesi che sono luterani, e quindi rimarranno cattolici.
Confronto Missionario. Qui, la riforma protestante ha fatto solo bene alla chiesa cattolica, perché se aveva sostanzialmente perso l’opera missionaria, ora invece c’è un poderoso sviluppo della conquista al di fuori dell’Europa, ma è sempre accompagnata da questo grande sforzo di conversione che viene praticato sia dagli uni che dagli altri anche in questo caso in concorrenza tra loro dando luogo all’unico rapporto positivo che l’Europa instaura con i popoli sottomessi, perché la conquista del resto del mondo da parte delle grandi terre europee è un’opera di feroce sopraffazione, in particolare in America, tanto che si potrebbe definire un genocidio, ma c’è comunque il ruolo dei missionari cattolici e protestanti che a questi popoli forniscono l’unico sussidio di cui possano avvalersi. Per cui, la conversione di questi popoli è violenta, ma non per questo superficiale. I gesuiti riescono a fare quello che gli altri ordini non riescono, cioè intervengono attivamente e mentre sono rigorosi, sono però utili con la doppia verità nel comprendere i sogni della popolazione e salvaguardarla. Con i gesuiti, infatti, scompare lo spirito di crociata. La guerra religiosa non è più imposizione violenta, ma grande capacità di recupero dell’identità di questi popoli con il cattolicesimo.

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  1. RAEES

    LA GUERRA CONTRO I PROTESTANTI E SOTOLINEA LE COSE IMPORTANTI


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