Cincinnato e gli Equi

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Testo

Cincinnato e gli Equi
(riferimento cronologico: 491 a.c. - 430 a.c.)

Gli Equi erano un popolo che viveva ad est di Roma e come tutti i popoli che confinavano con i territori romani, vivevano in uno stato di eterna conflittualità con gli invadenti "vicini".

Nel 458 a.c., gli Equi, in violazione di un trattato di pace da poco firmato con Roma, invasero le cittadine di Labico e Tuscolo e poi, sul vicino monte Algido, accerchiarono le truppe quirite guidate dal console Lucio Esquilino Minucio.

Il Senato, preoccupato della situazione nominò un dittatore nella figura di Lucio Quinzio, il quale era detto Cincinnato, a causa dei suoi capelli ricci.

Cincinnato era già stato console della Repubblica, ma poi caduto in disgrazia a causa di un figlio spendaccione, si era ritirato a "vita privata", dedicandosi ad un podere agricolo nei pressi del Tevere.

Fu proprio lì che lo trovarono gli incaricati del Senato. Cincinnato fece un po' di resistenza, per paura di veder compromesso il suo raccolto, ma poi si fece convincere: riorganizzò l'esercito e lo guidò alla vittoria contro gli Equi, in una battaglia che si svolse proprio sul monte Algido.

Fu una "guerra lampo", durata appena due settimane. Il trionfo che ne seguì, fu l'ultimo atto ufficiale del dittatore Cincinnato, che preferì tornare subito alle sue occupazioni di agricoltore.

IN BREVE
Uomo politico romano del V secolo a.C., Lucio Quinzio Cincinnato fu nominato console nel 460 e dittatore nel 458 nella guerra contro gli Equi. Ottenuta la vittoria, Cincinnato tornò ad occuparsi delle sue proprietà terriere divenendo esempio di patriottismo e disinteresse verso il potere inteso principalmente come servizio.

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