Cenni sulla storia del popolo ebraico

Materie:Appunti
Categoria:Storia

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ACCENNI SULLA STORIA DEL POPOLO EBRAICO

La maggior parte delle informazioni relative all’origine e alla storia degli ebrei derivano dal loro testo sacro, la Bibbia, che cominciò a essere composta verso l’VIII secolo a.C., a grande distanza dalle vicende narrate.
- Secondo la tradizione confluita nella Bibbia, la storia degli ebrei ha inizio con Abramo; questi, fuggendo dalle città mesopotamiche di Ur e Haran, guidò il suo popolo alla ricerca dell’unico vero dio, Jahveh. La successiva storia degli ebrei è rappresentata dalla Bibbia come una continua peregrinazione alla ricerca della Terra promessa (Palestina).
- Secondo la tradizione biblica, la vita errabonda del popolo ebraico avrebbe conosciuto un periodo di sosta durante la permanenza in Egitto, dove alcune tribù di ebrei vennero asservite a opera dei faraoni.
- La servitù egiziana si concluse, narra la Bibbia, quando Mosè, aiutato da Dio, liberò il popolo ebraico dalla schiavitù, guidandolo al di là del mar Rosso, verso la Palestina. Durante il viaggio, Dio si sarebbe rivelato a Mosè sul monte Sinai, stringendo con il popolo di Israele un patto di alleanza.
- Verso il 1200 a.C. (età dei Giudici), alcune tribù di nomadi ebrei si stanziarono in Palestina. Secondo la Bibbia, verso la fine del XII secolo a.C. venne convocata a Sichem un’adunanza di tutte le tribù, che sancì la nascita della nazione ebraica; l’unica signoria era quella di Jahveh, che si esprimeva tramite i sacerdoti.
- Data la debolezza militare, Israele si mosse per creare istituzioni politiche più stabili. La monarchia venne introdotta verso il 1000 a.C., quando venne proclamato re Saul. Il suo successore, David (1000-960 a.C.), creò un vasto regno: istituì un esercito permanente, portò a Gerusalemme, dopo averla conquistata, la sede del potere politico e religioso, realizzò un’amministrazione centrale e periferica di funzionari. L’opera di rafforzamento istituzionale del regno fu proseguita dal successore di David, Salomone (960-920 a.C.).
- Alla morte di Salomone seguì un periodo di forte crisi che portò alla lacerazione: il regno si divise fra i regni di Giuda a sud, con capitale Samaria, e Israele a nord, con capitale Gerusalemme. La società ebraica non fu più in grado di resistere all’espansione delle potenze mediorientali: nel 721 a.C. il regno del nord fu inglobato nello stato degli assiri, che deportarono in regioni lontane circa duecentocinquantamila ebrei. Solo il regno di Giuda e Gerusalemme riuscirono a resistere. In questo periodo venne promossa l’idea di una identificazione tra Dio e il popolo ebraico (età dei profeti).
- Lo stato ebraico perse la sua già limitata indipendenza nel 586 a.C., quando Gerusalemme fu occupata dai babilonesi. Le classi dirigenti furono deportate a Babilonia per privare il popolo di qualsiasi capacità di resistenza; conquiste e deportazioni diedero avvio al fenomeno della diaspora (dispersione).
- Con l’occupazione persiana di Babilonia, venne concesso agli ebrei esiliati di ritornare in Palestina e di ricostruire il loro stato (538 a.C.).
- I secoli seguenti videro il succedersi di diverse dominazioni. Sotto la dominazione romana (63 a.C.), in particolare, la Palestina, fiorente, acquistò una grande importanza strategica.
- Nel 70 d.C., l’imperatore Tito fece distruggere definitivamente il tempio di Gerusalemme; dal 135 d.C., non esisterà più uno stato ebraico fino al 1948.
- Dagli anni Trenta del primo secolo d.C. si diffuse la religione cristiana, che ha nel profeta di Nazareth, identificato come Figlio di Dio, il suo punto di riferimento. Gli ebrei, rifiutando il riconoscimento della natura divina di Gesù, si trovarono a vivere in un contesto loro ostile. In particolare, l’Editto di Milano del 313 e il Codice di Teodosio del 395, rendendo il cristianesimo religione di stato, rafforzarono l’antiebraismo dei cristiani.
- Gli ebrei riuscirono a sopravvivere sia in contesto cristiano sia, più tardi, in contesto islamico, e poterono continuare il proprio sviluppo e proseguire la coltivazione delle loro tradizioni culturali e religiose.
- La storia della diaspora ebraica è caratterizzata, però, anche da molte persecuzioni. Il momento più drammatico di questa difficile convivenza tra ebrei e Stati che li ospitano è rappresentato dallo sterminio perpetrato dal regime nazista durante la seconda guerra mondiale: circa sei milioni di ebrei vennero uccisi nei campi di sterminio (Shoah, olocausto).
- Al termine della seconda guerra mondiale, è nato lo Stato di Israele (1948), che ancora oggi è travagliato da contrasti interni tra ebrei e arabi. Il Paese, di ispirazione laica, è popolato da ebrei (circa 3 milioni) provenienti da tutto il mondo, che hanno ricominciato a vivere in uno stato unitario dopo diciotto secoli.

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