CARTAGINE

Materie:Riassunto
Categoria:Storia

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Testo

La fondazione
Cartagine è una delle più grandi città dell'antico mondo mediterraneo che contava circa 400 mila abitanti per lo più commercianti arricchitisi grazie alle proprie attività. Fu fondata dai coloni fenici di Tiro e di Cipro sul finire del sec. IX a. C., nell'Africa settentrionale; sorgeva sul luogo dell'attuale centro tunisino di Carthage, sobborgo residenziale a nord-est di Tunisi . Lo sviluppo dei traffici commerciali, favoriti dalla vasta rete dei fenici in Occidente, e il graduale declino delle marinerie della madrepatria fecero presto assumere a Cartagine un ruolo di primo piano tra le forze politiche mediterranee, dando vita a un impero che estese la sua influenza dall'Africa settentrionale alla Spagna, in Sicilia, in Corsica. Le navi di Cartagine si spinsero oltre Gibilterra, a Sud fino al Camerun, a Nord fino in Islanda sulla rotta per i rifornimenti di stagno. Le immense ricchezze accumulate con i commerci trovarono investimenti nello sfruttamento delle terre a Sud della città (le colture, specie quelle arboree, e gli allevamenti suscitarono la meraviglia dei Greci e dei Romani).
Le origini dello Stato
Lo Stato si venne a ingrandire territorialmente verso l'interno del Maghreb, favorendo il formarsi di un'aristocrazia terriera i cui interessi si troveranno di frequente in contrasto, nell'orientare la politica dello Stato, con quelli dei ceti commerciali e imprenditoriali. Rappresentavano tali gruppi i due magistrati eletti annualmente a capo della città, chiamati sufeti (giudici), eletti ogni anno tra le famiglie ricche e nobili. Essi presiedevano il senato e amministravano la giustizia. L’assemblea dei cittadini aveva il compito di eleggere i sufeti e prendeva decisioni in caso di discordia tra i sufeti e il senato. Il senato promulgava le leggi, dirigeva la politica estera e reclutava gli eserciti. Il senato era composto da cittadini nobili che restavano in carica tutta la vita. Era suddiviso in commissioni di cinque membri che eleggevano un consiglio ristretto, costituito da cento o centoquattro senatori, detto la corte dei cento, che ebbe poteri illimitati. Col tempo cominciò però a farsi sentire il peso politico dei ceti minuti, che si esprimevano nelle assemblee, le quali però non arriveranno mai a soverchiare la preminenza dei ceti nobili. Lingua, cultura, religione, arte, costumi mantennero a Cartagine l'antica impronta fenicia.
Cartagine e Roma
Cartagine era una grande potenza marittima e mercantile, mentre Roma aveva un’economia principalmente agricola e una politica di terraferma.I loro rapporti erano stati per lungo tempo buoni, ma ora la prima aveva esteso la sua supremazia fino allo stretto di Messina. Dall'altra parte dello stretto, il mondo greco era alla mercé di Cartagine : l'urto delle due più grandi potenze del Mediterraneo fu perciò inevitabile. Si aprì così la serie delle tre , guerre combattute, le prime due negli anni 264-241 e 218-202, al limite di ogni resistenza, con alterne vicende e con la vittoria finale di Roma, la terza nel triennio 149-146, come spedizione punitiva intesa a togliere di mezzo, per sempre, ogni pericolo futuro da parte di Cartagine: la città fu conquistata dopo accaniti combattimenti strada per strada e poi sistematicamente distrutta e sconsacrata.
Archeologia
A partire dal 1973 l'U.N.E.S.C.O. ha promosso una serie di campagne internazionali di scavi, alle quali hanno preso parte missioni americane inglesi, tedesche, francesi, italiane, ecc. Sono così venuti alla luce anche i resti della Cartagine punica, distrutta nel 146 a. C. Hanno trovato conferma le fonti scritte, secondo le quali Cartagine aveva un doppio porto ed era fortificata e raccolta attorno alla collina di Byrsa, con larghe strade e case a più piani.

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