Caratteri delle società di massa

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Caratteri della società di massa
La maggior parte dei cittadini vive in grandi e medi agglomerati urbani: gli uomini entrano in rapporto tra loro con maggior frequenza. Il grosso della popolazione è entrato nel circolo dell’economia di mercato come produttore o come consumatore di beni e di servizi.
In questo periodo l’indice della produzione industriale e quello del commercio mondiale raddoppiarono. Crebbe in misura ancor più consistente anche il livello medio dei salari dei paesi industrializzati nonostante il cospicuo aumento della popolazione. Di conseguenza si determinò l’allargamento del mercato. Cominciarono i prodotti più richiesti ad essere prodotti in serie ed essere venduti attraverso una rete commerciale sempre più estesa e ramificata (nel 1913 Ford a Detroit la prima catena di montaggio). Tutto ciò rendeva il lavoro ripetitivo e spersonalizzato.
La categoria dei dipendenti pubblici si allargava di pari passo con l’aumento delle competenze dello stato e ancora più rapidamente cresceva la massa degli addetti al settore privato che svolgevano mansioni non manuali (colletti bianchi). Un ruolo fondamentale nel plasmare i lineamenti della nuova società fu svolto dalla scuola che costituiva in quel tempo un’opportunità da cui nessuno doveva essere escluso, un servizio reso alla collettività. Vi fu in quasi tutta Europa, in forme e in risultati diversi per paese, obbligo scolastico e calo dell’analfabetismo. Legato ai progressi dell’istruzione ci fu l’incremento della diffusione della stampa. Vi furono riforme degli ordinamenti militari: servizio militare obbligatorio, creazione di eserciti di massa (imposta dall’evoluzione delle strategie delle tecniche militari, e la produzione in serie di armi). Nonostante esso portasse ad addestrare masse che sarebbero potute diventare rivoluzionarie e che le risorse finanziarie degli stati non erano sufficienti a mantenere tutti gli uomini giudicati abili sotto la leva, essi si crearono poiché gli eserciti di massa servivano anche ad estendere la capacità di controllo dei poteri statali sulla società civile e i grandi industriali interessati alle forniture militari fecero grandi pressioni sui governi. Il cammino verso la società di massa si accompagnò alla tendenza costante verso una più larga partecipazione alla vita politica. Questo deriva dal fatto che in vari paesi in diversi momenti vi fu un’estensione del diritto di voto. Di conseguenza si affermò un nuovo modello di partito, proposto dai socialisti, basato sull’inquadramento di larghi strati della popolazione attraverso una struttura permanente ed articolata in organizzazioni locali (sezioni e federazioni) e facente capo ad un unico centro diligente. In Europa occidentale quindi la vita politica non era più considerata un terreno riservato a un gruppo ristretto di notabili in forza della loro posizione sociale. Ci fu anche una rapida crescita dell’organizzazione sindacali alle quali vi fu grande adesione.. Per quanto riguarda la legislazione sociale furono istituiti sistemi di assicurazione contro gli infortuni e di previdenza per la vecchiaia e anche sussidi per i disoccupati.
Alla fine dell’800 sorsero nei principali paesi europei dei partiti socialisti, che si inspiravano per lo più al modello della socialdemocrazia tedesca e facevano capo alla Seconda Internazionale fondata nel 1889 nella quale fu fissato come obiettivo la giornata lavorativa di 8 ore e i 1° maggio. Essa non era altro che una federazione di partiti nazionali autonomi e sovrani. Nella maggioranza di questi partiti il marxismo fu assunto come dottrina ufficiale. Si affacciarono presto tuttavia contrasti tra il revisionismo riformista di Berstein, gli esponenti dell’ortodossia marxista e le nuove correnti rivoluzionarie, tra le quali va ricordata quella "sindacalista rivoluzionaria" che aveva il suo maggiore ispiratore in Sorel. Col Lione XIII la chiesa favorì l’impegno dei cattolici in campo sociale stimolato soprattutto dall’enciclica rerum novarum. Significativo riguardo a ciò furono la nascita soprattutto in Francia e in Italia di movimenti democratico cristiano.

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