Capitalismo

Materie:Tesina
Categoria:Storia

Voto:

2.5 (2)
Download:306
Data:12.05.2005
Numero di pagine:7
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
capitalismo_2.zip (Dimensione: 10.14 Kb)
trucheck.it_capitalismo.doc     41 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

Le origini del Capitalismo
1942: Inizio dell’evo moderno
La scoperta dell’America viene presa come un punto di divisione fra l’evo medio e l’evo moderno. All’origine del capitalismo la scoperta dell’America fu fondamentale perché dal nuovo continente affluirono in Europa grandi quantità d’oro e d’argento che sconvolsero gli equilibri delle classi; e con la rivoluzione Copernicana ha in comune l’ansia della scoperta, la volontà di scoprire e dominare la realtà ecc..
Rivoluzione commerciale e capitalismo
Per il compimento del capitalismo doveva verificarsi l’esistenza di un capitale commerciale, che si formò quando le quantità alimentari prodotte non furono solo usate per soddisfare il fabbisogno locale (valore d’uso), ma in parte per essere vendute come merci (valore di scambio).
Nobili e Borghesi
I feudatari per procurarsi oggetti di lusso aumentarono il numero degli scambi, così favorendo a lungo andare la classe antagonista dei mercanti.
Decollo Del Capitalismo
Il capitale si stava accumulando, i servi non esistevano più e la mano d’opera è decaduta. Invece nel corso del XVI secolo con l’ingaggio di mano d’opera e attrezzi si incrementa, e i prodotti vengono utilizzati per lo scambio.
Il decollo del capitalismo è avvantaggiato dall’aumento della popolazione europea.
Salariati
I servi della gleba non potevano esercitare la propria forza-lavoro mentre i lavoratori salariati potevano esercitarla e non avevano vincoli terrieri.
Imprenditori
Gli imprenditori sono quelli che investono del capitale per riguadagnarlo, cioè non usa il proprio capitale per vivere meglio ma pone i suoi dipendenti e se stesso al servizio del capitale che deve essere continuamente riprodotto e aumentato.
Jakob Fugger fondatore della banca omonima diceva che lui avrebbe voluto guadagnare per tutto il tempo che avesse potuto.
Le virtù del capitalista sono il risparmio, l’uso attento delle forze e del tempo, la capacità di razionalizzare la produzione, lo spirito d’iniziativa, l’amore per il rischio calcolato, la tendenza a quantificare, il rispetto degli impegni assunti, senza il quale egli perderebbe ogni credito.
Innovazioni politiche, tecniche e organizzative
Ostacoli da superare
All’origine il capitalista è un rivoluzionario perché deve superare alcuni vincoli del sistema feudale:
• Non potrebbe disporre di mano d’opera salariata, se i lavoratori rimanessero legati agli obblighi feudali verso i signori.
• Non potrebbero acquistare la terra, se essa rimanesse vincolata all’inalienabilità.
• Non potrebbe prestare o farsi prestare danaro, se i divieti della Chiesa contro l’usura fossero effettivamente rispettati.
• Non potrebbe modificare i metodi di produzione e di organizzazione del lavoro, se le corporazioni riuscissero a esercitare su di essi un effettivo e rigoroso controllo.
Ostacoli superati: Il sistema domestico
Ma questi ostacoli vengono progressivamente aggirati o abbattuti; grandi quantità di terra vengono rimesse in circolazione per il sequestro di bene della chiesa nei paesi protestanti e le condanne ecclesiastiche della chiesa vengono eluse con mille stratagemmi. Le corporazioni infine sono ancora potenti nelle città ma non controllano le campagne. Nelle campagne il capitalista ha di fatto mano libera per riformare metodi e rapporti di lavoro. Viene avviato il metodo di produzione domestico perché comporta che le attività produttive sostanzialmente artigianali si svolgano in laboratori familiari.
Evoluzione tecnica
L’esigenza di aumentare la produttività del lavoro stimola l’invenzione di nuove macchine e nuove tecniche. ES. Verso la fine del secolo l’inglese William Lee inventa una macchina per lavorare a maglia che può essere governata anche da un ragazzo inesperto ed è 10-15 volte più veloce di una magliaia.
Manifatture e divisione del lavoro
L’innovazione più importante è la manifattura infatti la manifattura comporta che la mano d’opera venga concentrata in fabbriche dove lavora sotto la direzione del capitalista con gli strumenti che egli stesso fornisce. Si risparmia sulle spese generali e a queste economie di scala si aggiungono i vantaggi della collaborazione fra gli operai grazie alla quale le loro forze più che sommarsi si moltiplicano ( ES. Un trasporto di un carico pesante non potrebbe essere movimentato da un singolo individuo ma diventa agevole da una squadra di operai). La divisione del lavoro permette di accorciare i tempi di apprendistato dovendo svolgere poche operazioni semplici.
Urbanesimo e attività speculative.
Incremento Demografico
La popolazione europea è in netta ripresa dopo la crisi del ‘300 e la peste. Aumentò soprattutto la popolazione delle città. Venezia Firenze, Lisbona ecc superarono i 100000 abitanti.
Funzioni Delle Città
La crescita delle popolazioni in città era determinata dal fatto che vi affluivano mercanti, operatori economici, ma anche una grande quantità di vagabondi in cerca di qualcosa per sopravvivere. Le città diventarono sedi di attività speculative e città come Anversa furono molto importanti.
Capitale Finanziario
Le banche, improduttive, riuscivano a farsi pagare non solo i propri servizi ma anche interessi molto alti. I banchieri avevano stretti rapporti con il potere politico e in cambio dei prestiti ottenevano appalti e privilegi. A volte facevano diffondere false notizie per speculare sulle paure o speranze della gente cosi provocate.
Crisi Economica
Il capitale finanziario rendeva di più rispetto a al capitale impiegato nella produzione però dipendeva dal potere politico. Così quando nel 1557 il re di Spagna pagò i debiti con i Fugger (banchieri) con titoli di stato svalutati e il re di Francia fece lo stesso, una grande crisi economica investì l’Europa.
Cause Della Crisi
la causa fondamentale: troppi capitali erano spesi per attività improduttive (guerre) e aumentava la popolazione improduttiva (militari, funzionari..)
Conseguenze rivoluzione geografica
Dal Mediterraneo all’Atlantico
L’economia europea tende a spostare il proprio centro di gravitazione verso occidente e verso nord.
Venezia inizia una lenta ma irreversibile decadenza. Nel 1504 le sue galee tornano vuote dai porti di Alessandria d’Egitto.
Perdurante Prosperità Italiana
I banchieri italiani rimangono tra i più forti d’Europa. Firenze e Venezia producono vetrerie di altissima qualità. Le cave di marmo di Carrara riforniscono Francia Spagna e Inghilterra. L’agricoltura aumenta la produzione e l’Italia nel sec XVI diventa esportatrice di cereali.
L’america in Europa
L’america ha determinato modificazioni nella dieta degli Europei: sono venuti la patata, i fagioli, il pomodoro, il cacao, ecc… Sono venute anche enormi quantità di merluzzo che, x il suo basso costo, ha potuto raggiungere anche le mense più povere.
La “Rivoluzione Dei Prezzi”
Dall’america giungono grandi quantità di oro e argento che filtrano in tutta Europa dato che la Spagna non è in grado di cogliere l’occasione favorevole per migliorare il proprio apparato produttivo e usa le risorse americane solo per comprare beni di consumo che non sa produrre. Questo afflusso di beni preziosi provoca un aumento di quantità di moneta in circolazione e quindi una grande inflazione, i prezzi aumentano fino a 4 volte.
Conseguenze Sociali Dell’Inflazione
L’inflazione non arreca danni ai borghesi, anzi gli operatori economici ne traggono vantaggio aumentando i prezzi adeguandoli all’inflazione. Chi invece subisce maggiori danni sono i nobili che hanno ceduto l’uso della terra in compenso di rendite fisse e i contadini. Si verifica cosi un ulteriore indebolimento della classe feudale.
6.5 La nuova filosofia
Gli sviluppi economico-sociali del periodo sono organicamente legati ad una trasformazione culturale. Permangono modi di pensare e di vivere ereditati dalle epoche passate (superstizioni stregonerie ecc…)ma la continuità con l’umanesimo e il sempre più netto distacco dal più lontano passato risultano evidenti concentrando l’attenzione non solo sugli aspetti quantitativamente prevalenti ma sugli aspetti più significativi della nuova epoca.
Leonardo e Telesio
Il salto qualitativo derivante dalla nuova cultura viene ben interpretato da Leonardo da Vinci il quale ritiene che la natura sia retta da un ordine costante e inderogabile: da un ordine che un uomo può scoprire e ricostruire fondandosi sull’esperienza e interpretando l’esperienza alla luce della ragione. Con Leonardo si sviluppa l’attenzione dell’uomo nuovo sull’osservazione della natura (es fillotassi, il volo degli uccelli, il principio di inerzia) per poter aumentare il sapere e dominare più efficacemente la natura.
Telesio era assai lontano dalla scienza ma perfettamente convinto che l’osservazione della natura non dovesse far ricorso a principi divini.
Storiografia e politica
“Naturalistico” è anche il pensiero politico del Macchiavelli, il quale osserva non ciò che l’uomo dovrebbe essere ma quello che è ( es. constatazione dei comportamenti umani,violenza, passione, pronto a dimenticare prima la perdita del padre che la perdita dell’eredità) . il politico deve dunque conoscere il meccanismo delle passioni di chi lo circonda per 3 motivi:
• Per difendersene
• Per dominarle
• Per piegarle ai propri fini
Anche la religione viene vista come uno strumento di regno cioè come una forza di cui servirsi per edificare e consolidare lo stato.
Morale Mondana
La cultura pure senza necessariamente rinnegare la religione si rivolge sempre più spesso ai valori terreni. Moralità non è sinonimo della mortificazione della carne e ascetismo mistico.
Ludovico Ariosto mette in versi quasi un manifesto della mondanità, cioè quando canta le “donne”, “i cavalier”, “l’arme”, “gli amori”, “le cortesie”, “le audaci imprese”; esaltando la nuova virtù che non è più solo la virtù cristiana ma soprattutto forza d’animo, valore, energia, capacità di dominare il corso delle cose. Le nuove basi erano l’indipendenza della filosofia di fronte alla fede e all’autorità utilizzando il metodo sperimentale e la riabilitazione della materia o della natura., mentre si escludeva dalla ricerca tutto ciò che è sovrannaturale ed è materia di fede. Tale carattere si evidenzia nella concezione copernicana dell’astronomia e nelle conseguenze che ne furono tratte. Per questa ragione viene definita come copernicana l’intera rivoluzione culturale moderna.
Da Copernico a Bruno.
Implicazioni Filosofiche Del Geocentrismo
Il geocentrismo si basa su tre punti fondamentali:
1. L’universo è finito, chiuso dentro il cielo delle stelle fisse.
2. Dio è infinito e come tale è trascendente rispetto all’universo finito.
3. I cieli si muovono in moto circolare e sono perfetti.
Da Tolomeo a Copernico
Tolomeo aveva immaginato un universo chiuso, assoluto, finito al centro del quale sarebbe stata immobile la Terra. Copernico era passato dal geocentrismo all’eliocentrismo ma considerava pure sempre l’universo cm una realtà finiti al centro della quale splenderebbe il sole.
Bruno: Dall’Astronomia alla Filosofia.
Giordano Bruno trasforma il rovesciamento del geocentrismo tolemaico in tutte le sue implicazioni filosofiche. Secondo Bruno il cosmo è infinito. Non può esserci né centro né periferia.
Panteismo:
il cosmo è infinito e come tale non ammette differenza tra i Cieli e la Terra. Ma se l’universo è infinito Dio non può essere infinito dato che due infiniti non possono coesistere. Dio è infinita causa immanente di un universo che con lui coincide. (causa immanente: causa che è solo concettualmente distinguibile ma non realmente separabile dal suo effetto) Bruno rinnega il teismo e si crea una rottura con la Chiesa di Roma.
conclusione
La ribellione di Giordano Bruno si conclude a Roma con il rogo del 17 febbraio 1600.
Dalla parte opposta si colloco la difesa della disciplina e dell’autorità. Il mondo protestante non fu meno ostile della Chiesa di Roma al copernicanismo: Lutero ad esempio definì Copernico un pazzo.

Realizzato da : Aldo Crugliano

Esempio



  



Come usare