Appunti sul '500

Materie:Appunti
Categoria:Storia

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Data:20.07.2000
Numero di pagine:2
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IL ‘500

Nel 1500 l’Europa vive un periodo di violenti contrasti sia politici che religiosi. La nuova potenza spagnola, ricca delle immense risorse dei territori americani, si contrappone alla Francia; nel Mediterraneo si fa sempre più forte la minaccia turca che ormai costituisce un grave pericolo per gli stati europei.
L’esigenza di un profondo rinnovamento religioso si risolve in una grave frattura all’interno della Chiesa, divisa dalla riforma protestante, che ha in Lutero e in Calvino i suoi principali aspiratori. Si assiste ad una profonda rottura della comunità cristiana che anche il grande Concilio, convocato a Trento nel 1945, non riesce a ricomporre; questo però darà inizio ad un autentico rinnovamento della vita religiosa, che prenderà il nome di Controriforma. La nascita di nuovi ordini religiosi sarà uno degli effetti di questo cambiamento.
Nel Cinquecento, i massimi centri della cultura italiana sono Roma e Venezia, dove convergono i più grandi artisti del tempo.
Nell’arte del Cinquecento si evidenziano due tendenze fondamentali: quella che vede il prevalere del disegno, alla cui perfezione mirano soprattutto gli artisti romani e toscani, e quella basata sul colore tonale, che raggiunge livelli espressivi eccezionali nell’area veneta.
Il disegno è considerato la manifestazione creativa per eccellenza, la fase del lavoro in cui si rivela maggiormente il formarsi dell’idea, del progetto , nella mente dell’artista. Grande importanza è data ad esso nelle Accademie, dove si studiano anche su trattati le teorie e tecniche dell’arte. Fautrice delle Accademie, è la Chiesa, che, con la Controriforma, vuole abolire ogni personale interpretazione dei testi sacri e vede nella formazione di scuole, sulla cui attività d’insegnamento esercita un severo controllo, la garanzia del rispetto della propria autorità.
Così, invece d’ispirarsi direttamente alla natura o alle opere del mondo antico, gli artisti studiano come modelli le opere dei tre grandi interpreti del Rinascimento: Leonardo, Michelangelo e Raffaello.
Raffaello Sanzio (1483-1520)
Raffaello nasce a Urbino, nell’ambiente artistico che si era formato attorno alla figura e all’opera di Piero della Francesca. Non ancora adolescente si trasferisce in Umbria e diviene allievo del Perugino, grande pittore quattrocentesco.
Nella prima opera, interamente realizzata di sua mano, lo Sposalizio della Vergine egli già mostra i tratti fondamentali del suo linguaggio personale.
La morbidezza dei contorni e l’uso di un chiaro scuro ricco di sfumature caratterizza tutte le sue opere , in cui le figure sono disposte entro uno schema piramidale, che sarà poi tipico in tutto il Cinquecento.
Raffaello già a suo tempo divenne famoso come ritrattista per la sua capacità di saper fissare sulla tela il carattere e l’espressività del personaggio rappresentato.
Quando Raffaello fu chiamato a Roma da Papa Giulio II per affrescare le Stanze Vaticane, divenne uno dei maggiori esponenti dell’ambiente culturale romano.
Le opere più famose di Raffaello Sanzio sono: Scuola d’Atene, Sacra Famiglia, Maddalena Doni, Agnolo Doni, Baldassarre Castiglione e Trasfigurazione.

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