Appunti di storia sul "La crisi del '29"

Materie:Appunti
Categoria:Storia

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Testo

LA GRANDE CRISI DEL1929

La crisi si manifestò il 24.10.1929 (il giovedì nero di Wall Street) con il crollo della borsa di New York ed il martedì successivo (29.10.1929) le perdite cancellarono i rialzi conseguiti nei 12 mesi precedenti.

- la crisi giungeva inaspettata dopo un periodo (dal gennaio 1924 al Settembre 1929) di intensa crescita economica durante il quale si era registrato un continuo rialzo dei prezzi tanto da superare il rapporto reale del valore delle imprese.

DIVERSI FURONO I FATTORI SCATENANTI :
a) l’aumento della produttività dell’industria americana era di molto superiore alla capacità di assorbimento del mercato (SOVRAPRODUZIONE) ; pochi disponevano di un reddito adeguato per poter acquistare tutto ciò che l’industria produceva. Quindi le merci rimanevano invendute, le fabbriche dovettero produrre di meno e licenziare manodopera.
b) Gli operai rimasti privi di salario furono costretti a ridurre drasticamente gli acquisti, diminuendo ulteriormente le capacità di assorbimento del mercato.
c) Si innescò una spirale che coinvolse anche il sistema bancario perché né gli imprenditori come gli agricoltori furono più in grado di restituire i prestiti ricevuti.
Nel 1932 i disoccupati erano 13 milioni.

LA CRISI SI DIFFUSE IN TUTTO IL MONDO (ad eccezione dell’Unione Sovietica) , in particolare in EUROPA, perché gli Stati Uniti ridussero , fino a quasi ad annullarli, i prestiti concessi dopo la 1° guerra mondiale.

- nel 1931 fallì la prima grande banca austriaca a Vienna.
- seguì una banca tedesca ed il panico si diffuse tra il pubblico che si precipitò a ritirare i propri depositi costringendo il governo tedesco a chiudere temporaneamente le banche.
LA GERMANIA FU IL PAESE PIU’ COLPITO: migliaia di imprese fallirono e il tasso di disoccupazione salì nel 1932 al 17% (6 milioni di disoccupati).

Il tracollo dell’ economia tedesca, sommato a quello degli Stati Uniti , causò a livello mondiale:
- un calo della Produzione industriale (DI CIRCA IL 38%)
- una diminuzione del Commercio industriale (del 25%)
- 30 milioni di disoccupati

I RAPPORTI TRA GLI STATI SI FECERO PIU’ TESI.:
- Ciascun stato adottò una propria forma di NAZIONALISMO ECONOMICO come:

il PROTEZIONISMO (per difendere i prodotti nazionali dalla concorrenza straniera si impongono tariffe doganali elevate su merci di importazione per renderle più care). Ciò causò il crollo degli scambi economici internazionali.

La SVALUTAZIONE MONETARIA con lo scopo di incrementare le esportazioni rendendo più a buon mercato le proprie merci
Il dollaro americano e la Sterlina Inglese furono le prime monete ad essere svalutate e a perdere la loro convertibilità con l’oro.

L’AUTARCHIA (nella Germania nazista e nell’Italia fascista) con l’obbiettivo di produrre al suo interno tutto ciò di cui ha bisogno per rendersi economicamente indipendente dall’estero.

Si pensò che la crisi potesse essere risolta con il vecchio sistema del libero corso delle leggi del mercato ( in regime di bassi salari, gli imprenditori traggono maggiori profitti e quindi possono effettuare nuovi investimenti per poi assumere nuova manodopera) , ma non fu così.

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