Antisemitismo

Materie:Appunti
Categoria:Storia

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ANTISEMITISMO

Atteggiamento di ostilità verso gli ebrei, assurto a dottrina sistematica nel XIX e XX sec.
In Italia, nonostante alcuni provvedimenti antiebraici di papi controriformisti (come ad es. Paolo IV), gli ebrei godettero di una relativa tranquillità, specialmente a Venezia; e C. Cattaneo, con le Interdizioni israelitiche (del 1837), levò la sua voce in favore degli ebrei. Con la Rivoluzione francese e l'Illuminismo, l'antisemitismo subì una critica radicale e agli ebrei furono riconosciuti tutti i diritti civili di ogni altro cittadino. Ma proprio questa rapida liberalizzazione della numerosa popolazione ebraica e la conseguente ascesa sociale di molti ebrei altamente qualificati (sia nelle professioni liberali e artistiche, sia nel mondo economico e finanziario) sollecitarono una nuova ondata di antisemitismo che pervase, in misura diversa, tutta l'Europa del XIX sec., e proprio in questo periodo sorse il termine antisemitismo. Con giustificazioni pseudoscientifiche e ideologiche, sostenute da miti nazionalistici, imperialistici e razzisti (così per es. J. A. Gobineau, H. S. Chamberlain, G. Maurras), si cercava di alimentare una campagna antiebraica. Ma gli episodi di intolleranza antisemita, pur gravi, restarono circoscritti in tutte le nazioni democratiche e liberali, mentre ebbero uno sviluppo terribile con l'ideologia razzista, teorizzata soprattutto da A. Hitler e A. Rosenberg, e sfociarono poi (editto di Norimberga del 1935) nel più spaventoso genocidio della storia dell'umanità, con circa 6 milioni di vittime a opera dei nazisti tedeschi nel periodo 1939-1945.
Dopo la seconda guerra mondiale, la costituzione dello Stato di Israele (1948) aprì nuovi e spinosi problemi, che offrirono lo spunto per un rilancio dell'antisemitismo. La tensione, creatasi fin dall'inizio, fra Israele e gli Stati arabi, inasprita nel corso di quattro conflitti (1948, 1956, 1967, 1973) e dalle vicende di una continua guerriglia, ferocemente condotta da entrambe le parti, ha ricreato un antiebraismo di marca islamica. In questo senso, tuttavia, l'antiebraismo si dissocerebbe dall'antisemitismo classico in quanto frutto di un atteggiamento politico, non di un pregiudizio razziale, che coinvolge gli Israeliani e non gli israeliti. Nella realtà, pregiudizio razziale e atteggiamento politico talvolta si confondono. In occasione del concilio Vaticano II, la Chiesa cattolica ha condannato “l'odio e le persecuzioni contro gli ebrei, perpetrate sia nel passato sia nel tempo nostro” in un documento che nega inoltre l'antica accusa di “deicidio” a essi rivolta. Una politica antisemita, che ha suscitato vaste polemiche in Occidente, soprattutto negli anni Settanta, era praticata nell'URSS. Negli anni Novanta una nuova ondata di antisemitismo si è manifestata in tutta Europa e ha provocato una catena di episodi (ad esempio molteplici profanazioni di cimiteri ebraici) che hanno scosso la coscienza del continente. L'ostilità verso gli Ebrei si è ripresentata connessa al più generale fenomeno del razzismo che ha accompagnato l'immigrazione dal Terzo Mondo e dall'Est europeo, e ha portato alla nascita di numerose fazioni naziste, specialmente in Germania e in alcuni paesi dell'Europa orientale...

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