Anassimandro e i filosofi presocratici

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Testo

A N A S S I M A N D R O
Per Anassimandro l’archè è l’APEIRON ovvero l’infinito, l’illimitato, di cui Aristotele fissa la sua impossibilità.
L’apeiron, l’infinito, non è uno degli elementi primordiali classificati come acqua, aria, terra, fuoco. Esso abbraccia tutto e tale abbraccio non significa solo che ogni cosa deve essere sostenuta dall’apeiron ma anche regolata e guidata da esso.
Anassimandro fu il primo a chiamare archè la sostanza primordiale.
L’infinito è ciò che è al di la delle cose, mentre il finito è costituito dalle cose stesse. Sia l’infinito che il finito hanno leggi proprie ma tuttavia interdipendenti ed entrambi indispensabili al cosmo.
La NASCITA DELLE COSE avviene non attraverso un’alterazione dell’elemento, ma per DISTACCO DEI CONTRARI DALL’APEIRON A CAUSA DELL’ETERNO MOVIMENTO.
I contrari, sia i principali che quelli derivanti da questi stanno nell’apeiron insieme senza alcun ordine, senza alcuna distinzione, mentre nel nostro mondo sono distinti e separati.
I contrari si staccano dall’apeiron mediante il movimento ==> i due contrari fondamentali, il caldo e il freddo, generano cose conformi a se stessi . Non si parla di trasformazione di un contrario sull’altro: il caldo non diventa freddo, né il freddo diventa caldo, ma quel che deriva dai contrari fondamentali ha bisogno comunque dell’azione dell’altro.
PROPRIETA’ DELL’APEIRON
Nelle teorie anassimandree il tempo è ciò che determina la generazione delle cose, l’esistenza e la distruzione. Il tempo è l’opposto dell’eterno, e in esso le cose nascono, vivono e muoiono.
Secondo Anassimandro l’apeiron forma mondi infiniti dove infinito viene inteso in senso numerico ==> per formare un infinità di mondi si richiede un’infinità di materia. Dunque è possibile dire che l’apeiron sia infinito dal punto di vista quantitativo.
L’apeiron è dio?
Il divino di Anassimandro contiene tutto quello che un Dio deve avere (non è un dio personale)
Il Dio nell’Apeiron è un dio che sta oltre le cose e nelle cose, la fonte e la legge, la sostanza e la giustizia delle cose.
Anche Talete aveva scorto nelle cose ulna qualche ragione divina (-tutto è pieno di dei-). Su questo elemento fa leva Anassimandro che cerca di costruire una qualche armonia del tutto, adottando l’una cosa all’altra.
Anassimandro arrivò a concepire l’apeiron in quanto, studiando i problemi fisici si accorse di non aver potuto trovare la spiegazione di ciò che cercava se fosse rimasto nel campo della fisica. Per questo sconfinò nel campo della metafisica.
Se si suppone che al principio della loro azione i contrari devono essere in qualche modo regolati, perché solo in quanto raggiungono un certo equilibrio possono essere capaci di agire, tale equilibrio dev’essere mantenuto in tutto il ciclo del divenire-ciclo, che è un susseguirsi di contrari e che su tale susseguirsi si fonda e si mantiene.
L’apeiron deve o immediatamente o mediatamente realizzare tale ordinato svolgimento di contrari.
IL MOVIMENTO DELL’APEIRON E I COSMI INFINITI
Perché qualcosa si produca c’è bisogno di movimento, e infatti l’apeiron è in movimento
La nascita delle cose avviene per distacco delle cose a causa dell’eterno movimento.
I mondi hanno un inizio e una fine; rinnovandosi tornano a ripercorrere il loro ciclo e allora i mondi torneranno ad emergere secondo il tempo dell’apeiron.
Una sfera di fuoco circonda l’aria che sta intorno alla terra, e queste due sfere, fuoco e aria, si sprigionano dai contrari primordiali caldo e freddo.
La terra ha una forma cilindrica; fuoco e aria sono due sfere ==> ritorna la figura circolare, la quale appare anche studiando il problema del luogo ove si aprono i mondi.
Per Anassimandro i mondi sono equidistanti tra loro
La formazione dei cosmi non avviene dove che sia ==> infatti ogni nuovo mondo deve aprirsi dove le sue distanze dagli altri cosmi presenti e futuri siano uguali. Si apre al centro di ulna circonferenza che congiunge idealmente 4 cosmi che l’attorniano, tutti a uguale distanza.
Ciò non significa che i 4 cosmi esistano tutti attualmente: in ogni caso quelli che non esistono si disporranno a tale distanza da formare la circonferenza di cui si è parlato
Gli infiniti mondi si producono e si distruggono nell’infinito
La formazione dei cieli avviene in seguito al movimento: poiché i cieli sono sferici si deve postulare un movimento atto a produrre tale forma ==> il vortice i cosmi vengono trascinati in giro su se stessi e cioè intorno al loro asse che è la terra. Questo ruotare non solo rende in concreto lo scorrere del tempo, ma giustifica anche la lotta dei contrari che devono produrre condizioni condizioni determinate che meglio spiegano col ruotare dei cosmi.
L’apeiron è costituito dunque da un movimento eterno e rotatorio (ciò può essere dimostrato dalla forma cilindrica della terra e il fatto che la terra è al centro di un cerchio, non di una sfera (Heidel)
Ogni cosmo ha bisogno di un centro intorno al quale raccogliere e organizzare la propria materia e se i cosmi sono infiniti, l’apeiron è scosso ab infinito da un movimento che, pur essendo unico, non lo investe tutt’insieme, ma si produce là dove determinate condizioni permettono l’unione di determinati contrari.
I contrari stanno tra loro inerti, finchè non sono posti in condizioni di agire
PROCESSO DI GENESI DEL MONDO
DISTACCO DEL GERME DALL’APEIRON IN SEGUITO AL MOVIMENTO ETERNO

INIZIO ATTIVITA’ DEI CONTRARI CONTENUTI NEL GERME
I
FORMAZIONE DEL COSMO
Nel generare i contrari dell’apeiron non si compie una specie di elaborazione perché nell’apeiron i contrari esistono pur senza essere contrari, perché sono già in esso. Diventano contrari, cioè assumono la loro fisionomia di contrari quando si allacciano in qualche modo l’uno all’altro: in tal senso, in seguito al movimento, l’apeiron diventa generatore dei contrari.
1 – Si distacca dall’apeiron qualcosa come un nucleo formato da cose già esistenti e che a un dato momento prende consistenza e diventa definito
2 – Il germe contiene in ulna certa misura i contrari fondamentali in modo che possano svolgersi in modo equilibrato. Lo svolgimento produrrà un loro differenziarsi e qualificarsi in ciò che è più affine alla loro natura.
3 - il caldo produrrà una sfera di fuoco incandescente e di aria, il nucleo freddo terra più pesante e in essa è inclusa l’acqua.
ANASSIMANDRO - La lotta è INGIUSTIZIA e sopraffazione reciproca su cui i contrari devono riconfluendo nell’apeiron.
ERACLITO – La lotta e GIUSTIZIA perché ammette il divenire che è vita.
PARMENIDE:
1) afferma l’essere, che è razionale ed esclude il divenire, che concepisce come irrazionale perché implica l’esistenza del NON ESSERE.
2) Pone il divino fuori dal mondo. Esso è trascendente e immobile, meta delle aspirazioni della ragione umana.
3) Subordina la conoscenza sensibile a quella razionale.
4) Soltanto la ragione permette all’uomo di raggiungere la verità, mentre la sensazione offre un’opinione fallace e illusoria.
5) Essendo il molteplice e il divenire irreale allora l’essere è uno e immutabile.

ERACLITO:
1) afferma l’unità dei contrari , concepisce il divenire come razionale perché permette la vita che è contrasto e lotta.
2) Pone il divino dentro il mondo, immanente e lo considera ordinatore del divenire.
3) Idem
4) L’uomo, seguendo la ragione, supera la propria individualità e si eleva al Logos, accordando pensieri ed azioni alla razionalità divina.
IONICI
PITAGORICI ammettono il divenire della realtà
ERACLITO
PARMENIDE nega il divenire della realtà, affermando l’esistenza dell’essere, unico ed immutabile.

Esempio



  


  1. sara

    sto cercando gli appunti sulla natura in campo filosofico.