Africa Nera e America Latina

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Testo

LA DECOLONIZZAZIONE DELL’AFRICA NERA
Il cammino per l’indipendenza dei paesi africani è stato determinato in particolare dall’entità degli insediamenti europei, ove questi erano maggiori questo processo risultava maggiormente difficoltoso (Algeria, Rhodesia, Sudafrica).
anni 50 ==> questo processo subì una forte accelerazione ==> smantellamento simultaneo dei sistemi coloniali francesi, inglesi e belgi
anni 60 ==> divennero indipendenti i più importanti stati africani ==> dal Senegal alla Nigeria; dal Congo belga alla Costa d’Avorio
1961-1963 ==> decolonizzazione dell’Africa orientale
==> Uganda, Kenya, Tanganika

==> indipendenza di diversi stati dell’Africa meridionale

==> 1961 lo Zambia e il Malawi

==> 1966 Botswana

==> 1968 lo Swaziland

==> 1975 Mozambico
Ma ottenuta l’indipendenza ad aggravare la situazione africana ci furono altri problemi:
• La carenza di una classe dirigente: il progresso economico portò alla formazione di una borghesia locale, la quale generò una burocrazia e più in generale una élite istruita. Quindi col consolidarsi dell’indipendenza ci fu anche un aumento delle disuguaglianze sociali. Questa fu anche la causa della sopravvivenza del tribalismo
• Il sopravvivere del tribalismo derivò dalla mancanza di omogeneità etnica ==> stati compositi e fragili e non nazioni
• Diffondersi di un partito unico: generalmente i nuovi stati africani adottarono modelli socialisti , pur trattandosi di socialismi largamente influenzati dalle diverse situazioni locali e lontani dai socialismi europei
• Spesso però anche il partito unico veniva colpito da diversi colpi di stato militari che miravano alle carenze della classe dirigente attraverso una accentuazione dell’autoritarismo
• L’ingresso nel continente delle grandi potenze (URSS, Cina, USA)
L’AMERICA LATINA DOPO LA II GUERRA MONDIALE
Il periodo bellico fu molto favorevole all’industria dei paesi latino-americani, produttori di materie prime in virtù dei paesi impegnati nel conflitto. Anche la crisi del 1929 accelerò questo processo dando vita inoltre ad un fenomeno noto come industrializzazione sostitutiva delle importazioni: i paesi impegnati nel conflitto si erano trovati nella necessità di produrre quegli articoli che prima importavano.
1950-1960: il prezzo delle materie prime cominciò a diminuire, mentre aumentò quello dei manufatti importati. Questo fenomeno ebbe conseguenze gravi in tutto il subcontinente, ponendosi come un freno allo sviluppo messo in atto ==> arresto dello sviluppo
==> tutto ciò rafforzò i legami di dipendenza economica dell’America Latina nei confronti degli USA infatti dal 1929 si era definitivamente compiuto il trapasso dell’area latino-americana dall’egemonia inglese a quella statunitense.
==> altra caratteristica comune al subcontinente è quella dell’urbanizzazione. Nel dopoguerra il flusso migratorio dalle campagne alle città si intensificò ma con due diverse conseguenze: da una parte questa nuova popolazione si inserì nelle nuove industrie o attività collaterali, ma il resto rimase ad uun livello pietoso di sottosviluppo e disoccupazione dando vita a miserabili villagi o bidonvilles alle periferie delle città ( ad es. villa miseria in argentina o le favelas in Brasile ==> caotica distribuzione della popolazione
==> altro fenomeno latino-americano fu l’esplosione demografica: ( l’America latina registra il tasso di crescita più alto, il 3% annuo): di conseguenza l’aumento del volume della produzione non era sufficiente a soddisfare i bisogni di una popolazione sempre in crescita con un ritmo elevato.
Là dove l’industrializzazione attecchì si verificò la nascita di regimi populisti: si trattava di regimi a sfondo nazionalista, sostenuti da una base popolare composta da diverse classi, tra cui operai riuniti in sindacati. Questi partiti cercarono di sostenere lo Stato nella fase dell’industrializzazione allargando la capacità di consumo dei ceti meno abbienti e stimolando lo sviluppo di un ceto imprenditoriale, senza intaccare la proprietà fondiaria.

• l’Argentina conobbe per prima l’esperienza populista
1946: elezione del colonnello Juan Domingo Peron ==> il “justicialismo peronista” ottenne un gran successo grazie la sua politica di assistenza sociale, grazie alla quale i lavoratori ottennero un notevole aumento dei salari ==> collaborazione tra classi, giustizia sociale, riscatto nazionale
1950: la stagione d’oro del peronismo esaurì ==> inflazione, disoccupazione, crisi valutaria erano alla base del regime argentino ==> formazione delle destre militari
1955: un colpo di stato militare di destra faceva cadere il regime e metteva fine all’esperienza populista argentina
• anche il Brasile ebbe un’esperienza populista e riformista
1930-1945: regime di Getulio Vargas che riprese questa esperienza anche nel 1950 con l’appoggio delle dei ceti medi e della classe operaia. Nel 1954 Vargas si uccise.
fine anni 50:l’America sembrava dominata ormai da regimi autoritaria, spesso di stampo militare. Tra questi però facevano eccezione alcuni paesi con regimi democratici-parlamentari come il Messico o il Venezuela
In questo quadro la rivoluzione cubana del gennaio 1959 rappresentò una novità di grande importanza. Dopo continue lotte armate il movimento di opposizione guidato da Fidel Castro mise fine al regime dittatoriale e militare che governava. La rivoluzione che si presentò inizialmente con caratteri prettamente democratici-radicali, assunse poi caratteri socialisti ponendo così Cuba sotto la protezione della URSS. Successivamente gli Stati Uniti tentarono invano di fermare Castro.
castrismo: avviò una trasformazione della società urbana attraverso la mobilitazione politica ed ideologica delle masse, ma con il passare degli anni vennero alla luce i suoi caratteri oppressivi e totalitari .

1962: l’esito della crisi cubana portò alla vittoria di Fidel Castro e l’amico-collaboratore, Che Guevara, divenne il simbolo dell’internazionalismo rivoluzionario del Terzo Mondo. Questa vittoria fu molto significativa per l’America latina perché da un lato il castrismo divenne un modello dei movimenti radicali e per molti apparve come l’inizio di una rivoluzione continentale.
Anni 60: fu il periodo dell’espansione della guerriglia in tutto il subcontinente (Guatemal, Colombia, Venezuela, Bolivia).
1967: esplose la guerriglia in Uruguay con il movimento dei Tupamaros
1967: venne ucciso Che Guevara in Bolivia e il mito dei guerriglieri mise in crisi tutta l’America latina.
• Intanto in Cile si tentava un radicale rinnovamento economico e sociale:
1970: il fronte “Unidad Popular” vinceva le elezioni popolari e portava al potere il socialista Salvador Allende
Riforme ==> venne accelerata la riforma agraria
==> furono nazionalizzati diversi settori economici (ad esempio le miniere di rame)
==> avviò una campagna per la scolarizzazione
==> furono elevate le condizioni dei lavoratori con l’aumento dei salari
==> furono migliorati i servizi sociali
1973: Un colpo di stato organizzato dall’opposizione pose fine al governo costituzionale
Anni 80 ==> col finire del regime di Allende iniziò la fase dei regime delle destre militari, ma a differenza delle passate situazioni politiche, in questo periodo intervenne anche la Chiesa che si contrappose ai più tirannici regimi militari.

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