Origine ed evoluzione della vita

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Testo

Comparsa dei primati
Con il nome scientifico Homo sapiens sapiens,troviamo l’uomo all’ultimo gradino della scala evolutiva dei primati. La sua origine è legata al processo di ominazione, cioè la comparsa e lo sviluppo dell’uomo com’è adesso.
Le possibili tappe di questo processo partono da circa 70 milioni di anni fa…quando,da alcuni mammiferi placentati,prende inizio il processo evolutivo che porta ai primati. Tra questi animali (piccoli mammiferi notturni che vivono su alberi nutrendosi di insetti) a dare inizio al processo evolutivo è il piccolo roditore chiamato Purgatorius. Il Purgatorius prospera nell’ambiente delle foreste tropicali e sviluppa opportuni adattamenti per il movimento sugli alberi:
• Mani prensili,cioè con pollici opponibili;
• Unghie piatte al posto degli artigli.
60 milioni di anni fa queste caratteristiche si affermano e arrivano ai precursori delle proscimmie,animali simili alle attuali tupaie,da cui si ritiene sia iniziata l’effettiva evoluzione che porterai primati.
La vita dei precursori delle proscimmie si svolge ancora al buio delle foreste tropicali,ma diventa pian piano meno notturna e porta a altri adattamenti:
• Lunghe braccia per lanciarsi da un albero all’altro;
• Piedi prensili con alluci opponibili;
• Occhi frontali con una buona visione stereoscopica(senso della profondità)
50 milioni di anni fa queste caratteristiche si affermano e portano alle proscimmie,ormai simili alle attuali proscimmie quali i galagoni,i lemuri e i tarsi.
40 milioni di anni fa ,con l’affermazione delle proscimmie siamo all’effettiva comparsa dei primati.
Dai primati…agli ominidi
40 milioni di anni fa il clima e l’ambiente erano ancora quelli della foresta tropicale. Ma alcune proscimmie abbandonano la vita notturna,gregaria e muta(iniziano a usare gesti e gridi per comunicare tra loro).Alcune,in particolare,sviluppano un sistema di movimento che le porta a assumere una postura eretta,incrementano cure parentali e sviluppano una visione dei colori.
40 milioni di anni fa queste caratteristiche si affermano su un tipo di proscimmia che da origine agli Antropoidei,che porteranno alle e agli ominidi.
La ricostruzione evolutiva che porta agli ominidi è alquanto incerta per la mancanza di reperti,ma l’ipotetico percorso è questo:
• 30 milioni di anni fa alcuni Antropoidei migliorano la postura eretta e iniziano un’ulteriore evoluzione.
• 20 milioni di anni fa gli Antropoidei si sviluppano così tanto da portare al Dryopithecus africanus,scimmia simile agli scimpanzé.
• Dai 15 ai 10 milioni di anni fa in Africa si verificano enormi cambiamenti climatici e ambientali. Lungo periodo di siccità,clima sempre più freddo e frattura della crosta terrestre daranno origine alla Rift Valley.
• 9 milioni di anni fa si estingue il ,forse a causa di questi cambiamenti,che viene considerato il punto di divergenza da cui si evolveranno le scimmie antropomorfe e il ramo degli ominidi.
• Tra i 14 e gli 8 milioni di anni fa,attraverso resti fossili,si dimostra l’esistenza di una scimmia antropomorfa,il Ramapithecus. Questa scimmia vive sia su alberi sia in terra, dove riesce a camminare su due zampe (posteriori),poggiando però al suolo le nocche (anteriori).Il suo apparato masticatorio diventa parabolico,con grossi canini.
• Un salto di quasi 7 milioni da anni è dovuto alla mancanza di ritrovamenti fossili;questo influisce sulla ricostruzione del periodo.
• 4 milioni di anni fa,attraverso ritrovamenti fossili,si è scoperto un nuovo genere:l’Australopithecus. Questi resti fossili sono piuttosto importanti perchè si possono attribuire in maniera certa ai primi parenti dell’uomo (gli ominidi).Gli australopitechi sono bipedi,presentano quindi l’elemento che caratterizza gli ominidi:camminano perfettamente eretti su due piedi. Per l’abbondanza dei ritrovamenti si possono ricostruire le caratteristiche di questi primi ominidi:
1. scheletro e arcata plantare adatti all’andatura bipede;
2. capacità cranica di circa 400-500 cm3;
3. statura bassa;
4. buon coordinamento tra cervello,mani,occhi e scheletro.
Dagli ominidi… all’Homo erectus
Circa 2 milioni di anni si estinguono gli australopitechi e compare il nostro diretto antenato:l’Homo habilis,che ha gia caratteristiche tipicamente umane. Il suo cranio ha una capacità di circa 700 cm3,la mandibola è piccola e i denti sono simili a quelli dell’uomo attuale,come gli scheletri dell’arto inferiore e del piede,che confermano una stazione eretta e un’andatura umana.
A queste caratteristiche somatiche si uniscono capacità operative umane:l’Homo habilis è capace di scheggiare pietre e quindi di costruire utensili primitivi e per vivere organizza strutture di tipo abitativo.
Oltre ai ritrovamenti di fossili di Homo habilis,sono stati trovati anche degli utensili ,ciottoli lavorati chiamati choppers. I choppers sono pietre di selce o di ossidiana scheggiate su una o entrambe le facce e con un bordo tagliente. Con i choppers probabilmente l’Homo habilis tagliava i brandelli di carne di cui si cibava;la dentatura dimostra,infatti, che da vegetariano era diventato onnivoro.
L’Homo erectus
Circa 1,5 milioni di anni fa ,dall’Homo habilis discende l’Homo erectus che,fino a 100 000,ha vasta diffusione geografica.
L’Homo erectus è molto intelligente,la sua scatola cranica ha raggiunto il volume di 1000 cm3HGTJHBBNMMBBMHM YHFC,costruisce arnesi perfezionati e scopre il fuoco,che utilizza per cucinare,tenere lontani animali feroci e incontrarsi in gruppi (primi rapporti sociali).Va ha caccia in bande e forse comunica con i suoi simili con un linguaggio primitivo parlato. Ma inoltre nasce la famiglia primitiva,in cui il maschio procura il cibo e la femmina si prende cura dei piccoli e dell’abitazione.
Il ritrovamento più importane di Homo erectus è lo scheletro quasi completo e perfettamente conservato di un ragazzo,il ragazzo di Turkana,rinvenuto sulle rive del lago Turkana. Ma altri ritrovamenti sono avvenuti in altre zone dell’Africa,Giava,Cina,Indonesia e Europa,questo vuol dire che questa specie si è spostata in tutto il Vecchio Mondo.
Attraverso i ritrovamenti,gli esperti hanno saputo indicare probabili fattori:
• lo spostamento intelligente,cioè cauto e lento dell’Homo erectus;
• la scoperta del fuoco (fattore,secondo gli esperti,determinante);
• la fase di clima glaciale che in quel periodo aveva fatto emergere dal mare zone prima sommerse,che rappresentano ponti naturali di migrazione.
Dall’Homo erectus… all’Homo sapiens sapiens
L’Homo erectus vive nel Vecchio Mondo per più di un milione di anni e ,per tutto questo tempo, continua la sua trasformazione:
• faccia e denti diventano più piccoli;
• la fronte diventa più ampia;
• il mento si accentua;
• la scatola cranica si ingrandisce determinando un ulteriore sviluppo del cervello e dell’intelligenza.
Dai 400 000 anni fa in poi questi cambiamenti determinano la nascita di una nuova specie che ,200 000 anni fa, si afferma ovunque,l’Homo sapiens arcaico,così chiamato per un particolare sviluppo dell’intelligenza. Infatti il suo cervello un volume di 1500 cm3.
E secondo le ultime ipotesi ,100 000 anni fa dall’Homo sapiens arcaico si evolvono l’Homo sapiens di Neandertal in Europa e l’Homo sapiens in Africa.

L’Homo sapiens di Neandertal,così chiamato perchè i suoi resti fossili sono stati trovati nella valle di Neandertal in Germania. L’Homo sapiens di Neandertal è alto circa 1,65 m,ha una corporatura robusta,prominenti arcate sopracciliari,naso largo e pronunciato,arcate dentarie sporgenti e un cervello di circa 1600 cm3;è un ottimo cacciatore e artigiano,fabbrica attrezzi in pietra e legno e vive riunito in tribù con forti legami familiari e sociali.
L’uomo di Neandertal raggiunge un buon grado di sviluppo anche nella vita spirituale e interiore;i vari riti di sepoltura testimoniano l’esistenza di un intenso culto dei morti e di una primitiva coscienza religiosa.
L’uomo di Neandertal vive in Africa,Asia e Europa; in Francia,Spagna,Germania e Italia sono stati trovati numerosi suoi resti.
Circa 35 000 anni fa l’uomo di Neandertal scompare senza lasciare traccia. Sulla sua scomparsa le ipotesi sono: malattie,scontri o mescolamenti genetici con l’Homo sapiens,sterminio di massa.
Contemporaneamente,100 000 anni fa,l’Homo sapiens comparso in Africa continua la sua affermazione e ,30 000 anni fa,si evolve definitivamente nell’Homo sapiens moderno o Homo sapiens sapiens.
L’Homo sapiens sapiens
Il più antico Homo sapiens sapiens è l’uomo di Cro-Magnon,i cui resti sono stati trovati nel 1868 in una grotta a Cro-Magnon,in Francia.
Esso presenta già caratteristiche simili alle nostre:
• testa tondeggiante e fronte alta,
• mascelle meno robuste,
• arcate sopracciliari meno sporgenti.
L’Homo sapiens sapiens ha origine in Africa,denominata a ragione,la “culla dell’uomo”.
Dal continente africano l’Homo sapiens sapiens inizia la sua migrazione alla conquista del Mondo. Invade l’Asia,l’Australia e infine l’Europa,dove molto probabilmente si scontra con l’uomo di Neandertal soppiantandolo;dalla Siberia passa nel Nordamerica ,successivamente nel Sudamerica e tra i 25 000 e i 15 000 anni fa occupa praticamente tutte le regioni abitabili della Terra.
Numerose sono in tutto il pianeta le tracce del passaggio dell’Homo sapiens sapiens:resti fossili,strumenti e oggetti che testimoniano la sua avanzata cultura.

Esempio



  


  1. Francesco Bovenzi

    Tesina per terza media sull'evoluzione e sull'Africa


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